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1993ill. A 25 anni di distanza una verità sconcertante sul 25 luglio 1943. La responsabilità di aver voluto la caduta di Mussolini risale al Fuhrer del Terzo Reich. Obiettivo che venne conseguito con un ultimatum di Hitler diretto al re d'Italia: o abbandonare il suo primo ministro o subire l'occupazione di Roma da parte della Wehrmacht. La decisione di piegarsi all'ultimatum fu presa dal sovrano in perfetto accordo con lo stesso Mussolini nel pomeriggio del 15 luglio.
GINEVRA, FERNI, 1972. 4 Volumi. In 16°: pp. 256; 256; 256; 256. Tavole f.t.,leg. edit. in similpelle con lievi mende. Aloni di vecchia umidità. Timbri edit.
1972Jean Dumont Storia segreta della Gestapo, 4 volumi. Ginevra, Ferni 1972, Molto buono (Very Good) . rigida 1006
1972Ginevra, 1972, 8vo f.pelle, pp. 251 con tav. f.t.
1959tela edit. con titoli oro al dorso, illustrazione al piatto ant. e sovrac. con titoli a due colori, gravi rotture, mancanze e macchie alla sovrac. - prima edizione - un fotoritratto in b.n. fuori testo, alcune cartine fuori testo anche in tavole ripiegate
1950Milano, 1950, 14 maggio, copertina fotografica in fascicolo originale completo di, pp. 16 de “Illustrazione del Popolo" .
1969Mm 125x200 Brossura editoriale di pp. 413. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
1980ANTONIO CASALI STORICI ITALIANI FRA LE DUE GUERRE LA NUOVA RIVISTA STORICA 1917-1943 GUIDA 1980 212 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, BRUNITURE AI TAAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO La «Nuova rivista storica», fondata da Corrado Barbagallo, vide passare ed avvicendarsi sulle sue pagine, fra il 1917 e il 1943, molte delle firme più prestigiose della storiografia italiana; da Antonio Anzilotti a Federico Chabod, da Ettore Ciccotti a Luigi Dal Pane, da Gino Luzzatto a Walter Maturi, da Carlo Morandi a Nello Rosselli. Interventista e «germanofoba», aperta alle suggestioni del nazionalismo politico e storiografico, negli anni della grande guerra e dell'immediato dopoguerra; negli anni Venti palestra eclettica, crogiuolo ribollente, in cui si fusero e confusero esperienze generazionali assai diverse, differenti gradi di ricettività del clima circostante, itinerari destinati a divaricazioni e lacerazioni profonde; confinata ai margini della riorganizzazione fascista degli studi storici, ma finalmente omogenea e unitaria sotto la nuova direzione Luzzatto negli anni Trenta: questo il per nulla lineare e quasi errante cammino della rivista. Un cammino di cui qui si riescono insieme a restituire le linee di svolgimento ed i vicoli ciechi, le conquiste e le battute d'arresto, le specificità ed i punti di contatto con altri settori e tendenze della storiografia italiana; senza perdere nulla in precisione analitica l'indagine sulla «Nuova rivista storica» si allarga fino ad assumere le caratteristiche di uno spaccato delle forze culturali italiane, della loro contorta ricerca di una nuova dimensione del «fare storia» e del loro difficile rap porto con la realtà civile e politica del ventennio fascista. Frutto di una ricerca assai vasta che ha preso in esame le fonti inedite disponibili, le riviste storiche e la stampa periodica, avvalendosi infine delle testimonianze dei collaboratori superstiti, il presente volume rappresenta un contributo prezioso alla storia di una stagione tanto fondamentale quanto finora sostanzialmente inesplorata della nostra storiografia. ANTONIO CASALI è nato a Monteloro (Firenze) nel luglio 1955. Dopo essersi laureato in Lettere con Gabriele Turi ed Ernesto Sestan è stato borsista all'Istituto Italiano per gli Studi Storici in Napoli; collabora a «Movimento operaio e socialista» e «Studi Storici» è al suo primo lavoro di ampia impostazione storiografica. Parole e frasi comuni antifilologi Antonio Anzilotti Archivio storico italiano Barbagallo cfr berriana Bollettino Bonfante Caggese Cantimori Carlo Pascal Ciasca Ciccotti Cinquantanni collaboratori contempo contemporanea crisi Critica Crivellucci Croce crociane cultura culturali d'Italia decennio direzione editrice erano Ercole eruditi esponenti fascismo filologi filosofia Firenze Francia Ghisleri Gino Luzzatto Gioacchino Volpe Giornale Girolamo Vitelli guerra Guglielmo Ferrero Ibidem IDEM intellettuale interventi l'histoire lavoro lombarda Luzzatto marxismo materialismo storico metodo nazional-liberali nazionale nazionalistica Nazioni latine neoguelfismo Nuova rivista storica ormai Pasquale Villari politica e storiografica Porzio positivistico problemi programma proprio quest'ultima rapporto Revue de synthèse ricerca Risorgimento italiano rivendicare rivista del Berr Rivista delle Nazioni Rivista storica italiana Rodolfo Mondolfo Rodolico Romagnoli Rota ruolo Salvemini Sanctis scientifico scienze scuola economico-giuridica secolo settori sintesi sociale società sociologia Solmi storia antica storia della storiografia storia economica storiografia italiana studi di storia Studi sto Studi storici studiosi suggestioni synthèse historique TREVES universitario Vitelli Volpe Soggetti: Archivio storico italiano, Fascismo, Posizioni, Interpretazioni storiche, Nella crisi dello Stato liberale, Tra "vecchia" e "nuova" storiografia, Margini della riorganizzazione degli studi storici operata dal regime, Interventismo, Germanofobia, Nazionalismo, Anni Venti, Trenta, Quaranta, Novecento, Nazismo, Storicismo, Liberalismo, Redazione, Perseguitati politici, Repressione, Censura, Regime, Ostracismo, Razionalità, Identità, Comunismo, Bibliografia
1936Tribuna Illustrata dell'8/11/1936 con tav. a col.
2015ill., br. La 63ª Legione Tagliamento. Fu un reparto della Milizia fascista ed ebbe la giurisdizione nella provincia di Udine. Dal 1923 fino allo scoppio della 2ª guerra mondiale il reparto non fu mai impiegato in nessuna operazione militare, in colonia o in Albania. I compiti dei legionari fu il normale addestramento periodico e l'organizzazione dei corsi premilitari per la gioventù. Con lo scoppio della guerra mondiale, la legione fu mobilitata e dal maggio 1940 al settembre fu impiegata nel controllo del territorio di confine con il regno di Jugoslavia. Fino al febbraio successivo, la storia del reparto fu congelata perché la legione non era mobilitata. Da quel mese iniziò la parte più importante della storia. Dall'agosto 1941, la legione fu in Russia. Le prime battaglie sul Dnieper per arrivare alla battaglia di Natale del 1941.
194919,7x12,4 cm; XII, (4), 265, (7) pp. Brossura editoriale con sopraccoperta illustrata da Otto Pankok. Qualche imperferzione della sopraccoperta, lieve alone di umidità non fastidioso. All'interno in buone condizioni di conservazione. Breve commento di Dino Formaggio al primo risvolto di copertina. Prefazione di Antonio Banfi, introduzione di Rudolf Schröder. Con quest'opera, scritta in Germania, l'autore veronese apre una finestra sulla realtà nazista e sulle sue conseguenze, parlandone senza giri di parole o metafore, per portare alla luce la verità celata dietro il regime. Buono stato di coservazione. Prima edizione non comune.
2013ril. Al centro di questo libro vi sono gli eventi tragici che nella primavera-estate 1944 hanno interessato la dorsale appenninica compresa tra le province di Forlì, Pesaro e Arezzo. La strage a Tavolicci fu compiuta il 22 luglio (64 le vittime, di cui 20 uomini, 25 donne e 19 bambini in età inferiore ai 10 anni) e quella al Passo del Carnaio il 25 luglio (26 ostaggi rastrellati in diverse località della zona di San Piero alla fine di una lunga giornata di rappresaglia contro la popolazione locale durante la quale vengono devastati poderi e compiute singole uccisioni). Ogni eccidio ha la sua dinamica: distruzione di una sola isolata frazione in un'azione rapida e intenta a seminare terrore e morte (Tavolicci), selezione degli ostaggi dopo una lunga giornata di rastrellamenti, di catture, di patteggiamenti e di rilasci (il Carnaio); tutti gli eccidi si inseriscono però in un più ampio capitolo di storia di stragi e di violenze che hanno caratterizzato tutta la fascia appenninica settentrionale lungo la Linea Gotica, o "Verde", dal Tirreno all'Adriatico, dalla Toscana alla Romagna e alle Marche tra la primavera e l'autunno del 1944.
2006brossura Prendendo in esame l'episodio delle Fosse Ardeatine, il ruolo di Erich Priebke, il massacro degli ebrei sul lago Maggiore, e alcuni degli eccidi più orrendi, anche alla luce dei più recenti esiti della ricerca storica, e della nuova documentazione emersa negli ultimi anni dagli archivi italiani e tedeschi, l'autore tenta di delineare una tipologia delle stragi, e di valutare il ruolo e la responsabilità degli alti quadri della Wehrmacht. Un lavoro che getta luce su problemi diversi. Qual era la posizione dell'Italia occupata nel sistema nazionalsocialista di dominio? Quali sono stati i caratteri della memoria collettiva italiana nei confronti degli eccidi? E quali le matrici mentali delle stragi in Occidente?
1997Klinkhammer, Lutz-Meyer, Susanne Stragi naziste in Italia : la guerra contro i civili (1943-44). Roma, Donzelli 1997 italian, 165 CR32.ZBrossura editoriale,volume in discrete condizioni, segni da scaffalatura agli angoli della copertina, segni di usura sulla copertina, interno in buono stato165 pagine circa copertina come da foto
1941Dresda, Limperti, 1941, A. 16 n. 3/4, in-4to spillato, pp. 46 con illustrazioni (testo in italiano)
1943Original wraps. 8vo. 19 pages. 23 cm. First Spanish edition. Abridged. Published simultaneously in English as Post-War Migrations: Proposals for an international agency (54 pages in length) , the Spanish edition title translates as Suggestions for the Regularization of Post-War Migrations. No citation of translators name. Published under the auspices of the Research Institute on Peace and Post-War Problems of the American Jewish Committee. Introduction by Paul Van Zeeland; this 1943 report intended to situate the reality of massive displacement and post-war migration of refugees and attempts to unite interested parties on a global field to begin preparations for post-war assistance. Settlement of refugees in Latin America would be an important part of the reconstruction of Jewish life after the war, but, ironically, it became the home of many Nazis fleeing post-war Europe as well. Max Gottschalk (18891976) , Belgian social scientist and Jewish leader. [ ] He directed the Research Institute for Peace and Postwar Problems of the American Jewish Committee (194049) and from 1959 the Centre National des Hautes Etudes Juives, financed by the Belgian government. As president of the Belgian Committee for Refugees from Nazi Germany (193340) , he was instrumental in the rescue of the passengers from the ship St. Louis, which was sent back from Cuba and finally permitted to land in Antwerp (July 1939) . (EJ 2007) Paul Guillaume van Zeeland (11 November 1893 22 September 1973) was a Belgian lawyer, economist, Catholic politician and statesman born in Soignies. In 1939, Van Zeeland became president of the Committee on Refugees, established in London, and was made High Commissioner for the repatriation of displaced Belgians in 1944. In 1946, he was one of the founders of the European League for Economic Cooperation. Subjects: Emigration and immigration. Migration, Internal - Europe. World War, 1939-1945 - Refugees. No listings on OCLC. Near fine condition. Rare. (HOLO2-104-13)
2005réf. ALL09C52005 / 195 pages. Broché. Editions Sylepse.
1940Broch?. 348 pages.
2012Milano, Adelphi, 2012, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 415.
2011br. Ivo Andric per circa due anni (1920-1921) assunse l'incarico di diplomatico presso l'ambasciata del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in Vaticano. Durante il suo periodo romano un fenomeno politico e sociale non sfugge alla penna dello scrittore: la nascita e lo sviluppo del fascismo. Tutti i suoi scritti su questo tema sono stati elaborati dopo la sua permanenza a Roma e quella, brevissima, a Trieste (fine 1922 - inizio 1923) e pubblicati sulle riviste letterarie croate e serbe nel periodo 1923-1926. All'edizione italiana di questi inediti di Andric si aggiungono due ricordi dello scrittore serbo, entrambi del secondo dopoguerra: il primo è del suo amico Kalmi Baruh, ispanologo, ebreo di Sarajevo vittima dello sterminio nazista; il secondo è frutto di una sua dolorosa passeggiata per i sentieri dell'antico cimitero ebraico della capitale della Bosnia-Erzegovina. Questi saggi trasmettono intatta l'originalità dello sguardo di Andric sul fascismo e le sue conseguenze, un fenomeno che al tempo suscitò molte perplessità nelle cancellerie e nei parlamenti delle cosiddette vecchie democrazie e che oggi, travestito a volte da varie forme di populismo, conferma la sua preoccupante vitalità ideologica.
2022br. Questa antologia di scritti, presentati in ordine cronologico, mette in luce il pensiero di Gramsci sul fascismo. L'autore coglie i caratteri e il ruolo storico-sociale di quei fasci di combattimento, di quelle squadracce, che sulla scena italiana ed europea del dopoguerra costituivano agli occhi del movimento operaio un fatto nuovo. E nell'interpretazione del nuovo Gramsci si rifece, fra i primi in Europa, a Marx. È la prima volta che un comunista procede verso una definizione del fascismo su cui più tardi, su scala europea e nell'ambito della Terza Internazionale, fioriranno dibattiti e si confronteranno posizioni diverse.
19768vo.; pp. 191; brossura editoriale; cucito. Tracce d'uso alla copertina; 3 sottolineature a penna e firma di appartenenza al frontisp, per il resto in buono stato. Prima edizione.