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1999bross. edit. ill.
1946Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica degli Italiani" del 6/01/1946
ref. 896520Editions France-Empire Paris 1986 In-8 ( 200 X 140 mm ) de 217 pages, broché sous couverture illustrée. Photographies en noir dans et hors-texte et 22 reproductions en couleurs. Edition originale. Très bel exemplaire.
1996In-8 (cm. 24), brossura illustrata, pp. 159, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Minima sbucciatura alla punta inferiore del piatto anteriore; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
2018ill., br. In una memoria stesa nel dopoguerra, monsignor Antonio Fasani - nel 1944 parroco di Lughezzano, paese dei Lessini che si trovava al centro della zona battuta dai rastrellamenti antipartigiani - racconta del proprio arresto, della prigionia nella caserma della Guardia nazionale repubblicana di via Pindemonte a Verona, delle torture cui venne sottoposto. Accusato di essere "in relazione con diversi comandanti dei ribelli" - per i quali, infatti, era "un elemento prezioso, sicuro, sprezzante del pericolo, di cui ci si poteva fidare ciecamente" - e perciò considerato un "soggetto di idee antifasciste, sospetto e molto pericoloso" e "da tenere sotto sorveglianza", don Fasani era diventato il bersaglio dei fascisti repubblichini che da lui volevano i nomi e i "covi" dei resistenti.
1962bross. edit., scheda edit. all'interno
ref. 307612Cher France 2008 In-8 ( 240 X 150 mm ) de 650 pages, broché sous couverture illustrée. Préface d'Henry Rousso. Intérieur très frais. Bel exemplaire.
1969Milano, Mursia, 1969, 8vo brossura editoriale con sovraccopertina illustrata, pp. 80.
2007brossura È l'8 settembre 1943. Benito Bollati, il "ragazzo di Salò", protagonista e autore del libro, ha diciassette anni quando sceglie di aderire alla Repubblica Sociale Italiana per restare fedele al fascismo e continuare a lottare per una causa che ritiene giusta e per la difesa dell'onore d'Italia. Un piccolo "vinto" della storia ricorda la guerra civile in Italia attraverso il diario della propria vicenda umana che segnerà tutta la sua vita e le sue future scelte politiche. Dalla drammatica decisione di continuare a combattere alla lunga detenzione, sino al ritorno in libertà in un'Italia diversa che al primo impatto lo delude e che non riconosce come quella che aveva immaginato nei giorni trascorsi in cella.
2016br. Ovunque in Italia il fascismo costruì la sua egemonia mediando con le preesistenti forze politiche e soprattutto sociali, quelle naturalmente disponibili al compromesso. Il libro propone un'interpretazione della specifica fisionomia del fascismo parmense, movimento e regime, e della sua integrazione con la società locale. Alla fine di un periodo di zuffe tra "radicali" legati a Farinacci e "moderati" vicini al vecchio notabilato, un fascismo indebolito realizzò, con la completa vittoria dei secondi, un compromesso-integrazione per cui, indossando la camicia nera, il notabilato salvaguardava l'essenza del proprio tradizionale potere. Tale compromesso espresse la massima realizzazione nella stabilità degli anni Trenta, per disgregarsi poi con le crescenti difficoltà legate alla guerra. I ceti popolari, con il loro prestigio insieme sovversivo e patriottico, rimasero anche nel ventennio un elemento non trascurabile del sistema di potere cittadino. Con loro dovette fare i conti il notabilato fascistizzato dominante che, nonostante i molteplici mezzi usati, riuscì per qualche tempo a tenerli sotto controllo ma mai a integrarli. E gli esiti si videro con la Resistenza.
1947in 8° leg. edit. sovrac. pp.456
1947trad. di Herbert e Emma Kiesler tela edit. con titoli e fregi oro al dorso, schedina edit., manca sovrac., firma di appartenenza
2017br. Qual è stato l'atteggiamento della stampa del tempo fascista nei riguardi della danza teatrale? Quali i discorsi, le istanze e l'immaginario che, sull'argomento, emergono dalle colonne di quotidiani e periodici? Il volume affronta simili questioni mediante l'analisi di un'imponente mole di documenti quasi totalmente inediti e capaci di aprire prospettive inusuali sulla danza italiana del primo Novecento. Dal riconoscimento della danza come autentica forma d'arte alla contrapposizione (spesso violenta) fra "tradizione" italiana e "modernità" straniera, dalla difesa della tecnica accademica all'apprezzamento per forme di danza "libera", infatti, la stampa intercetta, filtra e rielabora processi culturali di ampia portata, la cui complessità è qui presa interamente in carico e restituita mediante una costante lettura critica delle fonti. Ne risulta un lavoro intimamente "corale", in cui le voci di anonimi cronisti si intrecciano con quelle di uomini di teatro e di artisti di spicco e che, proprio in virtù del suo carattere polimorfo, riesce forse ad aprire uno squarcio sulla contraddittorietà di un'intera epoca storica, il tutto mantenendo sempre fermo il punto di vista, volutamente e proficuamente "minore", sul corpo che danza.
1999bross. edit. ill.
1985245pp.+ 8 planches hors-texte, br.orig., 24cm., bon état, G79819
1985ref. G79819Paris, Albatros 1985 245pp.+ 8 planches hors-texte, br.orig., 24cm., bon état, G79819
2016br. "Nel momento del suo maggiore successo il partito nazista aveva conquistato il 44% dell'elettorato. Era una percentuale importante, ma dove era il 56% che non aveva votato per Hitler? Perché non si alzava in piedi e non gridava il suo 'no' a quella brutale esibizione di forza e di arbitrio? ... Come potevano tollerare che agli ebrei venisse vietato di esercitare le professioni liberali e che a ogni tedesco venisse imposto di boicottare il suo medico ebreo, il suo avvocato ebreo? Come era possibile che un grande popolo civile accettasse di rinunciare alla propria autonomia intellettuale quando veniva costretto a gridare 'Heil Hitler!' di fronte a una croce uncinata o di balzare in piedi se la radio trasmetteva un discorso di Hitler? Sono domande che l'autore rivolge anche a se stesso." (dalla prefazione di Sergio Romano)
16°, br. edit., soprac., pp. 324. Lieve, naturale brunitura. “La prima voce dei vinti. Un tedesco risponde a tutto l’immenso odio levatosi contro il suo popolo e svela l’animo delle due Germanie sorte dalla occupazione americana e russa”.
2014Mm 155x230 Volume cartonato rigido di pagine 378, sovraccoperta figurata. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ref. 83211Paris in-8, cahier agrafé, 10p. Bon état. Extrait du n°7 de l'Entr'aide Cheminote, organe du Comité National de Solidarité des Cheminots.
2006ril. Clemens August von Galen, da poco proclamato beato, è una figura simbolo della resistenza tedesca ad Hitler. Sfidò a viso aperto le violazioni dei diritti, i crimini e la barbarie del nazismo. Nelle sue famose prediche, che gli valsero l'appellativo di Leone di Münster, smascherò e denunciò con forza il progetto per l'eliminazione delle «vite senza valore». Questo libro presenta per la prima volta l'epistolario tra il vescovo di Münster e Pio XII. Una corrispondenza inedita che rivela il comune intento contro la follia nazista.
1990bross. edit. ill. con bandelle, lievi tracce d'uso in cop., firma d'appartenenza - prima edizione
1945Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 3/06/1945
2000In 8°, cart. edit. con sovrac. ill., pp. 316,(4), con num. fot. b.n. in tavv. f.t. e n.t.; prima ed. it., ottimo es.. (x048/d)