25 361 résultats
2002brossura
1990brossura
1900réf. 3125027Gütersloh: Bertelsmann 1900. 111 Seiten. Frakturdruck. Mit 30 Abbildungen. 8° (17,5-22,5 cm). Privater Halbleinenband der Zeit mit montierten Deckeln der Orig.-Broschur. [Hardcover / fest gebunden].
2010brossura
2019br. Trattare altri soggetti non in conformità alle loro caratteristiche umane, ma come oggetti privi di sensibilità e di vita, cioè come "cose" o come "merci": reificazione. Mai come oggi, nell'epoca della strisciante penetrazione dei valori economici nella nostra vita quotidiana, è necessario ripensare e attualizzare il concetto coniato da György Lukács. In questo classico della filosofia sociale, il filosofo Axel Honneth reinterpreta le intuizioni di Lukács attraverso prospettive mutuate da Heidegger e Dewey. Un'analisi pionieristica, che continua a interrogarci sul senso del rapporto che abbiamo con noi stessi e con gli altri.
2022br. Questo libro di Max Horkaimer, uno dei più celebri esponenti della Scuola di Francoforte, è da considerarsi la sua autobiografia culturale. La conversazione con Otmar Hersche gli permette di condurre una critica serrata a Marx, sviluppando ulteriormente la celebre "teoria critica" che fin dagli anni trenta lo aveva portato, in collaborazione con Adorno, verso una correzione dei dogmi marxisti. Ma il grande interesse del presente libro non si limita a questo, perché la conversazione con Hersche consente anche di ricostruire il complesso itinerario del filosofo tedesco e soprattutto di conoscere gli ultimi sviluppi del suo pensiero.
2007br. Questa pubblicazione si inserisce nel confronto-disputa, di forte attualità, tra cinema e filosofia. Il volume procede prevalentemente tra due piste di lettura trasversali: quella del "mito" e quella del "falso". Il testo esamina la valenza filosofica, implicita o dichiarata, di film, sceneggiature, registi e intercala il tutto con riferimenti a radici ed echi filosofici. Si troveranno, quindi, riflessioni su Sartre e il cinema americano, sul neorealismo, sulle figure di Aracne e dell'Anticristo nella filmografia occidentale. Sono presenti anche saggi su Dr. Jekyll e Mr. Hyde nel tempo del muto, su Ingmar Bergman e Dreyer, su Bertolucci e il suo "Ultimo tango a Parigi". In appendice, un contributo sull'attore-cantante Domenico Modugno e la sua sicilianità "autofalsificata".
2013br. La traduzione italiana del lungo saggio, scritto nel 1925 e dedicato da Vladimir Jankélévitch a Georg Simmel, mette finalmente a disposizione dei lettori un testo che, come si augurava l'autore negli ultimi anni della sua vita, invita a rileggere un filosofo che in vari periodi è stato "di moda" (anche in Italia), ma attende ancora di essere pienamente riconosciuto. Il giovane Jankélévitch offre una compiuta introduzione al pensiero simmeliano nel suo complesso. La filosofia della vita è il centro di questa penetrante e illuminante lettura, che affronta le questioni sempre attuali del rapporto dell'individuo con il relativo e con l'assoluto. Il saggio può essere considerato un modello di dialogo tra due filosofi, altrettanto significativo per illustrare gli inizi del percorso di Jankélévitch, quanto per rilanciare la forza del pensiero simmeliano.
2014br. "Come aprirsi un cammino verso l'Altro? Propongo qui due concetti mediatori: quello di scarto e quello di fra. Diversamente dalla differenza, che resta debitrice dell'identità, lo scarto risulta fecondo poiché è esplorativo, avventuroso; mette in tensione ciò che ha separato. Ne consegue il fatto che aprire uno "scarto" significa produrre un "tra"; e produrre un "tra" è la condizione per promuovere ciò che è "altro". In questo "tra", che il nostro pensiero dell'Essere non ha pensato, si intensifica la relazione con l'Altro il quale si trova in tal modo preservato da ogni assimilazione. Non è quindi a partire dal simile, come si crede in genere, ma proprio facendo lavorare degli scarti, dunque attivando del "tra", che si può dispiegare una alterità in grado di far emergere qualcosa di comune. Un comune efficace si ottiene solo a questo prezzo. Bisognerà tenerlo ben presente in quest'epoca di globalizzazione, quando il rischio di assimilazione minaccia ogni cosa e ogni luogo." (François Jullien)
2021br. Il dialogo è sempre una vera forma di comunicazione? In molti casi non succede, piuttosto, che sia un monologo a due voci nel quale si aspetta che l'altro finisca di parlare, per imporre il proprio punto di vista? In questo testo, per la prima volta tradotto in italiano, Kaplan tocca diversi temi della filosofia del dialogo - il rapporto tra mutualità e reciprocità, tra collettività e comunità, il ruolo dell'individualità - in costante confronto con pensatori come Buber e Chomsky, ed elabora la categoria di duologo per descrivere quelle situazioni in cui non si parla davvero con qualcuno, ma a qualcuno. Così l'io resta rinchiuso in se stesso, invece di essere proteso verso l'altro: la chiave per recuperare una comunicazione autentica, infatti, sta nel riconoscere la propria incompiutezza, che viene completata nell'incontro con l'altro, e nell'apertura all'ascolto, che permette di essere pienamente umani.
2012ill., br. Dostoevskij considerava il processo creativo come creazione di immagini: è questa l'interpretazione di Tat'jana Kasatkina - tra i massimi esperti mondiali dello scrittore russo - destinata a cambiare la lettura della sua opera. Dietro ai testi di Dostoevskij c'è un mondo fatto di immagini che celano (e svelano) il volto eterno che si ritrova sotto il sembiante della realtà attuale: "Dobbiamo solo imparare a non arrestare il nostro sguardo alla superficie e vedremo in ciò che ci circonda lo splendore del paradiso. È a questo che ci introduce la grande arte cristiana ed è in questo che Dostoevskij ci è maestro". Nel volume, oltre alle citazioni di Dostoevskij che mostrano come usa le immagini nei suoi romanzi, troviamo quadri dell'arte occidentale e icone russe che ne commentano il significato. Sono opere che Dostoevskij ha visto, che l'hanno ispirato e che, in un certo senso, lui stesso ha raffigurato testualmente. Scrive Julián Carrón nella prefazione: "Tanti hanno letto Dostoevskij, ma Tat'jana ci conduce a scoprirlo a un livello di profondità che prima ci sfuggiva. Era tutto lì, nei suoi testi, ma occorrevano degli occhi, uno sguardo in grado di riconoscerlo, di sorprenderlo".
2019brossura Considerata da molti critici il capolavoro di Sören Kierkegaard, "La malattia mortale" (1848) rappresenta l'opera forse più drammatica e sottile del pensatore danese, un fitto dialogo tra l'esistenza religiosa e la sua disperata negazione. La «malattia mortale» del titolo è proprio la disperazione come condizione dell'incompiutezza dell'individuo: malattia dello spirito, dell'io e al tempo stesso elemento indispensabile per divenire coscienti del significato eterno della propria esistenza. Il problema religioso acquista così centralità assoluta laddove viene descritto il tormento e lo squilibrio di un uomo che rifiuta di conoscere il rapporto che ha con il suo io eterno e di conseguenza con Dio.
2000brossura
2022br. Una preziosa sintesi della presenza di Verga nel cinema dalle origini ai giorni nostri, con un capitoletto finale dedicato al documentarismo e alla televisione. Prefazione di Antonio Di Silvestro.
2022br. Nell'opera omnia che porta il titolo Quinta dimensione, il grande poeta calabrese ha inserito le poesie più emblematiche e significative delle sue preziose sillogi frutto di oltre sessant'anni di ricerca. La chiave per comprendere il nucleo fondamentale della complessa poetica di Corrado Calabrò consiste in questi versi apparentemente semplici ma di un'immensa profondità: Sotto stupite stelle / si smarrisce per noi la distinzione / tra provenienza e destinazione. Noi poveri mortali non riusciamo a raccapezzarci, non riusciamo a venire a capo dell'eterno mistero che ci avvolge: da dove veniamo? e dove andremo a finire? Ovvero: qual è la nostra provenienza? e qual è la nostra definitiva destinazione? Le poesie di Calabrò non vogliono, però, essere soltanto la voce dolente e stupita di un'anima ma la parola di un Io collettivo, di un Io-Noi che vuole farsi portavoce dell'intera umanità, un'umanità alla ricerca di se stessa, curiosa del mistero che la circonda e che, nello sforzo di voler scrutare, scoprire e rivelare, non può che calarsi in quella che l'autore chiama quinta dimensione. Nella visione poetica di Calabrò, oltre alla filosofia esistenzialista, l'Astrofisica gioca un ruolo importante in quanto la vicenda terrena sembra non essere disgiunta da quella degli altri astri che si trovano nell'universo, anzi ci dev'essere certamente un nesso, qualcosa per cui tutto si tiene e che fa continuare (non si sa ancora per quanto) questa nostra avventura sulla Terra. In Calabrò è forte la ricerca continua, la tensione verticale verso l'infinito o meglio l'infinito dell'infinito o l'ultra-infinito e, a fare da bussola e da faro nel grande mistero dell'infinito universo, del quale non conosciamo che una minima parte, non può che essere la Poesia, una Poesia che collabora con la Scienza. Quello di Calabrò appare come il viaggio, la navigazione di un moderno Ulisse, sempre alla ricerca del senso della vita e del suo più profondo significato; una ricerca svolta anche attraverso la dimensione inconscia, onirica, sonnambulesca, visionaria. Ed è viaggio quasi proustiano alla ricerca del tempo perduto, di noi stessi e dell'infinito universo, viaggio che non finisce mai e che solo la Poesia riesce a consentire.
2016br. I politici snocciolano sempre più spesso presunti "dati scientifici" nei loro discorsi. Conservatori o progressisti che siano, tutti si affannano ad assicurarsi il sostegno di qualche "dato certo", fornito da "esperti", per le loro opinioni e per le loro decisioni. Come se vi fossero certezze sui fatti e univocità di interpretazioni. Le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche hanno contribuito a creare il mondo moderno. L'hanno reso più vivibile e confortevole. Ma nessun esperto, nessuno scienziato può controllare e prevedere ogni cosa. E gli "effetti collaterali" dello sviluppo si moltiplicano e amplificano. Che fare? Che fare se l'intreccio di fatti e valori sembra destinato a riproporsi, a dispetto del progresso e della modernità, e diversi sistemi di valori si affrontano? In queste brevi conversazioni Latour delinea una risposta forte. Bisogna "disinventare" la modernità e costruire spazi di mediazione, di negoziazione fra diverse culture, saperi e tradizioni. Solo attraverso l'idea di un mondo comune è possibile comprenderne la pluralità.
2015brossura A lungo uno spettro si è aggirato nei meandri della filosofia italiana. Lo spirito in questione è quello di Giacomo Leopardi. Tormentato in vita, il genio recanatese non ha trovato pace neppure da morto. Il suo pensiero metafisico, tutto rivolto all'apertura e all'abisso spalancato della possibilità, ha inquietato e scosso nel profondo le coscienze. Entrato in rotta di collisione con la filosofia degli assoluti, ingaggiò un aspro duello con Platone. Il guanto di sfida fu in seguito raccolto dai discendenti italiani dell'antico greco. Croce, Gentile e "gli amici delle idee" si adoperarono a fondo per occultare, rimuovere e mistificare il pensiero maledetto del poeta. Il fiorire di ricerche e riflessioni critiche condotte fuori dal seminato da filosofi e studiosi di letteratura dalla metà dello secolo scorso ha invertito però la rotta, ridando corpo, sangue e voce allo spirito filosofico leopardiano. Anche le pastoie del dualismo pessimismo/ottimismo sono state superate, diventando un ricordo sbiadito di una lunga stagione critica, che nella scuola, tuttavia, lascia una coda. Ripercorrere le vicende e le ragioni del misconoscimento e del riconoscimento di un filosofo è ciò che questo saggio ha inteso fare.
1996ill.
2021br. «Non è privo di significato il fatto che si trovi nel Leibniz l'espressione philosophia perennis. Egli concepiva la filosofia non come la costruzione ex novo di un sistema geniale, destinato poi a cadere e ad essere sostituito come quelli che lo hanno preceduto, ma come un arricchimento continuo della tradizione filosofica: philosophia perennis. Il che non gli ha affatto impedito di essere un pensatore originale. Sarei lieta se mi fosse riuscito, commentando la Monadologia, di far sentire ai giovani lettori questi due caratteri del pensiero leibniziano: la sua originalità e la continuità con la tradizione».
2020br. Quando la poesia sa distendersi e articolarsi in chiave narrativa, gli strumenti forniti da Michail Bachtin per l'analisi dei romanzi si prestano a individuare momenti, situazioni e topoi in cui spazio e tempo diventano vettori di senso, assumendo un ruolo decisivo nell'organismo dei testi. È il caso del concetto di «cronotopo», qui impiegato per attraversare una serie di testi significativi del primo e secondo Novecento: da Gozzano a Sereni, Palazzeschi, Bertolucci e Fortini, la Casa e la Strada, i Ritorni e gli Incontri coagulano motivi storici ed esistenziali, tensioni utopiche e scacchi epocali. Un percorso fatto di letture rapsodiche ma collocate nel paesaggio ogni volta diverso del «Secolo breve».
1990br.
1900réf. 3125010Gütersloh: Bertelsmann 1900. VIII, 72 Seiten. Frakturdruck. Mit 5 Illustrationen und 1 Plan. 8° (17,5-22,5 cm). Privater Halbleinenband der Zeit mit montierten Deckeln der Orig.-Broschur. [Hardcover / fest gebunden].
2019ill., br. Una infuocata polemica letteraria, inedita in italiano, tra Louis-Ferdinand Céline e lo scrittore comunista e libertino Roger Vailland, iniziata nella Parigi dell'Occupazione divisa tra Collaborazionisti e Maquis e finita sui rotocalchi della Francia della Rive Gauche esistenzialista degli anni '50.