2019br. Che vasto ginepraio il Pasticciaccio, che leggendario cafarnao di nodi non sciolti. Che gomitolo infinito, che manzoniano guazzabuglio del cuore e della mente. L'arca dei delitti e del furto degli ori, nella dimora dei pescicani che specularono sulla guerra. Da non venirne più a capo, e non si dice con le carte in regola di un giallo o di un poliziesco felicemente risolto ma neppure con quel po' di serenità d'animo di cui pure il lettore, dopo tanto laborioso impegno, avrebbe diritto. Come dopo una tragedia, lo spettatore del teatro di Dioniso in Atene era abilitato a lucrare per sé una salvifica catarsi. Il libro di Silvia Frunzi, Nero Gadda. Il delitto degli ori. Saggio sul «Pasticciaccio», con un grammo e più di audacia, di giovanile intraprendenza, affronta la matassa medusea del crimine Balducci e cerca, con gli strumenti affinati della Bibliografia a disposizione e il monumentale Commento Terzoli, di scioglierla. Ne viene un libro di critica non solo attento e perspicace, ma proficuo e godibile, avventuroso anche, per chi ancora si accosti al mistero cruento del grande famedio merulano, al numero civico del 219. Anno 1927. Introduzione di Marino Biondi.
2021br. Romanzieri, giornalisti, saggisti, storici, ecclesiastici, apologeti cristiani oppure anime inquiete in cerca della Verità. Una galleria straordinaria di genio artistico e di Fede.
2007brossura
2006brossura Il volume raccoglie i molti scritti di Alessandro Galante Garrone sulla "Nuova Antologia", cui collaborò fin dal 1977 su invito di Giovanni Spadolini. Introdotto da Cosimo Ceccuti e con una prefazione di Paolo Borgna, è stato organizzato nelle sezioni: Maestri e compagni (Ernesto Rossi, Carlo e Nello Rosselli, Piero Calamandrei, Primo Levi, Sandro Pertini, Gigliola Venturi, Massimo Mila, Giani Stuparich, Luigi Einaudi, Nuto Revelli), Storici militanti (Gaetano Salvemini, Luigi Salvatorelli, Rosario Romeo, Franco Venturi, Giovanni Spadolini), Magistrati (Paolo Greco, Domenico Riccardo Peretti Griva) e La Resistenza e la Repubblica. Evidente è la predilezione per i profili dei suoi maestri e compagni, dei suoi "maggiori", tracciati sul filo della memoria e originati da ricorrenze, convegni, occasioni liete e tristi. Un'autentica galleria di personaggi, vivi, amati e sofferti, non una serie di busti sul piedistallo, freddi e senz'anima. Ma attraverso le varie relazioni che essi ebbero con lui, emerge e spicca anche la straordinaria personalità dello stesso Alessandro Galante Garrone, magistrato e storico, protagonista della Resistenza e dell'antifascismo.
2017br. L'uomo soffre per "l'insensatezza" del suo lavoro, per il suo sentirsi "soltanto un mezzo" "nell'universo dei mezzi", senza che all'orizzonte appaia una finalità prossima o una finalità ultima in grado di conferire senso. Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento. Di fronte a questa diagnosi, la psicoanalisi rivela tutta la sua impotenza, perché gli strumenti di cui dispone, se sono utilissimi per la comprensione delle dinamiche emotivo-relazionali, per i processi di simbolizzazione sono inefficaci. Qui occorre la pratica filosofica perché, fin dal suo sorgere, la filosofia si è applicata alla ricerca di senso.
2014br. Giugno 1944. Il rapimento del colonnello von Gablenz, da parte di un'autonoma formazione partigiana slava, provoca il rastrellamento tedesco di centinaia di civili, rinchiusi nella chiesa della Chiassa (Arezzo) e minacciati di fucilazione, se entro 48 ore l'alto ufficiale non verrà riconsegnato. Il tempo trascorre velocemente, tra la disperazione degli ostaggi, dei loro familiari e l'impotenza del Comando partigiano italiano. Quando tutto sta per concludersi, un giovane partigiano siciliano, Gianni Mineo, riaccende la speranza ponendosi come mediatore tra i tedeschi e gli slavi. Con estremo coraggio, Mineo riesce a far liberare il colonnello e, con l'aiuto di un altro partigiano, Giuseppe Rosadi, a riportarlo appena in tempo, salvando dalla strage la popolazione e i paesi della zona dalla distruzione. Un'appassionata ricerca, su differenti fonti, porta ad un'incredibile scoperta: il partigiano Gianni Mineo era un infiltrato tra i "repubblichini" di Arezzo. In questa veste, fu protagonista di molteplici azioni, riuscendo a salvare tante vite...
2017br. Questo libretto era stato scritto dal filosofo calabrese con il preciso scopo di fare chiarezza su cosa dovesse esattamente intendere per "analisi" e per "sintesi", dal momento che, nella discussione in atto a Napoli tra i fautori dei due diversi metodi il significato di detti termini era andato sempre più distorcendosi, fino ad assumere una caratterizzazione impropria legata all'algoritmo adoperato nella risoluzione dei problemi piuttosto che al modo di procedere di detti metodi. L'opuscolo di Galluppi, rivolto alla gioventù studiosa, non fu messo in vendita, ma fu da lui distribuito agli amici, sicché, nonostante il giudizio positivo di tutti coloro che lo lessero, circolò solo entro una ristretta cerchia di conoscenti ed estimatori, laddove se avesse avuto una più vasta diffusione, proprio per la sua dottrina, il suo tono pacato e didascalico, l'equilibrio dei suoi giudizi, avrebbe potuto ben contribuire ad incanalare la discussione su un percorso più proficuo.
2017ill., br. Giuseppe Marchiori, uno tra i più acuti osservatori dell'arte italiana ed europea del Novecento, nasce a Lendinara il 18 marzo 1901. La sua formazione si snoda fuori dai vincoli accademici, le prime pubblicazioni sono raccolte poetiche, accompagnate dagli interventi d'esordio sui quotidiani polesani, mirati alla riscoperta di un patrimonio di storia e cultura locale a cui poteva attingere immergendosi nel giacimento documentario di famiglia custodito nella cinquecentesca Ca' Dolfin. Negli anni Trenta avviene la piena maturazione: Marchiori sceglie di dedicarsi alla critica d'arte ed avvia una decennale collaborazione con il "Corriere Padano" di Ferrara. Dopo il secondo conflitto mondiale, Marchiori promuove quell'aggregazione di pittori e scultori che debutterà alla Biennale del 1948 con il nome di Fronte Nuovo delle Arti.
2011ill., br. L'importanza di conoscere la numerosità della popolazione è nota sin dall'antichità ma i moderni servizi dell'Anagrafe e dello Stato Civile nascono nell'Ottocento, con l'aumento della popolazione e della sua mobilità legato alla rivoluzione industriale e con l'uso delle più moderne tecnologie per la misurazione dei fenomeni demografici. Il volume sintetizza l'evoluzione legislativa, politico-istituzionale e tecnologica dell'Anagrafe e dello Stato Civile dall'Unità a oggi approfondendo, in particolare, il periodo Repubblicano. A partire dalla sua nascita, nel 1980, l'Associazione Nazionale degli Ufficiali di Stato Civile, Anagrafe e, oggi, Elettorale (ANUSCA) ha sostenuto questa evoluzione favorendo la diffusione nei comuni e tra gli operatori delle più moderne innovazioni tecnologiche, in particolare di quelle digitali, insieme all'affermazione della dignità e del ruolo dei demografici, con la collaborazione dello Stato, in particolare del Ministero dell'Interno, dei Comuni e dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.
2021ill., br. «Costanzo Gatta non è soltanto giornalista, scrittore, regista e autore di testi teatrali, ma anche uno dei più profondi biografi dannunziani, e lo ha dimostrato non soltanto nei tre libri editi in questa collana: D'Annunzio pittore, D'Annunzio uscocco e D'Annunzio umorista, ma principalmente negli innumerevoli elzeviri che ultimamente ha pubblicato sul "Corriere della Sera - Edizione di Brescia". Del resto è stata la profonda conoscenza del Poeta che l'ha portato a scrivere questo nuovo libro che vede la luce esattamente nel centenario dell'ingresso di d'Annunzio a Villa Cargnacco, la sua famosa dimora che nel 1923 diverrà Il Vittoriale. Gatta, infatti, ora si occupa del periodo trascorso da d'Annunzio dalla partenza da Fiume all'ingresso in Villa Cargnacco, ossia dal 18 gennaio al 17 febbraio 1921. Si tratta, quindi, di una biografia dannunziana parziale che ripercorre quel delicato momento, come racconta Tom Antongini, in cui il Poeta inconsapevolmente varcò quella soglia "come smemorato e trasognato, col suo passo timido e quasi incerto", quasi consapevole di far ingresso in quello che sarebbe stato il suo mausoleo. È questo, quindi, un altro tassello che Gatta aggiunge alla biografia dannunziana commemorando, tra l'altro, anche l'importante anniversario...» Dall'Introduzione di Franco Di Tizio)
2016br. Nella teoria della conoscenza di Leibniz, la percezione corrisponde alla pura sensibilità ed è apprensione oscura, incosciente dei dati, al contrario l'appercezione è la coscienza delle percezioni che ci permette di passare gradualmente dall'oscurità alla chiarezza dell'intelletto. Nel fluire del tempo della nostra esistenza, sperimentiamo una molteplicità di percezioni, a volte poco intense, da sfuggire alla piena coscienza e consapevolezza del nostro io: vi è un continuo dinamismo tra ciò che è oscuro, potenziale, inconscio e l'orizzonte di una conoscenza che progressivamente acquisirà un senso e un significato più chiaro, profondo, autentico, cosciente, consapevole. Le nostre percezioni sono accompagnate da un processo soggettivo-riflessivo-cognitivo: l'appercezione è il fondamento ultimo della coscienza e dell'io. Questo significato viene ripreso e rielaborato da Kant che definisce l'appercezione pura quell'io penso che «deve poter accompagnare tutte le nostre rappresentazioni», costituendo l'unità pura, originaria, sintetica dell'appercezione trascendentale.
2013ill., br. Nel 1906 Stephen Barrett, sovrintendente scolastico in Arizona, incontrò il vecchio capo indiano Geronimo, confinato nella riserva indiana di Fort Sill. Mosso dalle migliori intenzioni, Barrett chiese a Geronimo di raccontargli la sua vita, allo scopo di far conoscere al mondo la storia delle guerre indiane dal punto di vista dei nativi americani. Geronimo, l'uomo che aveva tenuto in scacco per decenni gli eserciti combinati del Messico e degli Stati Uniti, adottando una tecnica di guerriglia che ispirò nel Novecento rivoluzionari di tutte le latitudini, il capo indiano Apache la cui fischio "i cavalli accorrevano come posseduti", narra qui la sua giovinezza in una terra fertile e generosa; la sua maturità mentre le guerre indiane si profilavano all'orizzonte in tutta la loro durezza; e la sua vecchiaia, da prigioniero di guerra, ostaggio di uomini bianchi incapaci di comprendere il grande dolore della sconfitta di un popolo. Eccezionale documento storico e al tempo stesso anche avvincente testimonianza in presa diretta di un mondo che non cessa mai di affascinare, Geronimo. La mia storia non mancherà di interrogare il lettore sulle sue certezza da viso pallido.
2018ill., br. Romolo Gessi, trascorse sette anni al servizio del governo egiziano, in una faticosa opera di riorganizzazione dello stato, esplorazione scientifica, lotta contro la tratta dell'avorio e degli schiavi. Questa piaga costituiva allora fenomeno di enormi proporzioni e dava luogo a manifestazioni di ferocia agghiaccianti: i mercanti assalivano interi villaggi radendoli al suolo e trascinando via in catene le donne e i ragazzi che venivano poi trasportati per lunghi tratti senza acqua e senza cibo, restando decimati per le sofferenze. Contro questo turpe mercato lottò accanitamente Romolo Gessi, lasciandoci un appassionante diario dove sono narrati gli episodi della sua lunga permanenza in Africa, in una natura selvaggia e densa di vita, tra animali di cui oggi si rischia l'estinzione e che allora popolavano fiumi, foreste e savane.
2021br. "Genesi di un incontro. Omaggio a un maestro cristiano" riunisce la testimonianza di tre discepoli del filosofo Teodorico Moretti-Costanzi. Alla voce di uno di loro, Marco Moschini, formatosi ad un magistero che prosegue all'Università di Perugia, segue la rielaborazione del racconto simbolico di una discepola della scuola bolognese, Emanuela Ghini. La terza parte dell'Omaggio è il coro a due voci della stessa discepola, che narra la genesi della scuola, e di Martino Bozza, allievo del filosofo da lui conosciuto attraverso l'opera; egli rappresenta l'ultima generazione di scolari di un pensatore erede dei padri e dei dottori cristiani, voce nuova del mistero inesauribile di Cristo.
2008brossura K.W.F.Solger (1780-1819) ha elaborato nel grande contesto dell'idealismo tedesco una profonda e autonoma ontologia dialettica di matrice neoplatonico-cristiana, basata sul concetto di rivelazione dell'unità dell'assoluto nella dualità dell'esistenza, non ancora molto studiata in ambito italiano. Nelle sue opere egli ha analizzato questa ontologia della rivelazione nella configurazione che essa assume all'interno di quelle che per il pensiero romantico e idealistico sono la forme fondamentali dello spirito umano, e cioè l'arte, la filosofia e la religione. I testi di Solger che vengono in particolare presi in considerazione nelle due parti del presente lavoro delineano un modello di rivelazione nel quale convivono in unione tensiva la necessità della creazione, intesa idealisticamente come manifestazione del divino nel proprio opposto, e la libertà dell'incarnazione redentiva, concepita luteranamente come assunzione del negativo da parte del postivo. Ne deriva la prospettazione di un originale figura speculativo-fattuale di dialettica negativa attraverso cui Solger intende far convivere l'assolutezza del principio, l'autocoscienza del finito e l'esistenza del male.
2021br. Il pensiero di Luigi Pareyson è costituito da una riflessione costante e radicale intorno alle nozioni di verità e di libertà e al rapporto essenziale che le unisce. La verità è da lui intesa ontologicamente come origine trascendente e sorgente inesauribile che l'uomo, nella sua costitutiva libertà, è chiamato ad accogliere - potendola rifiutare - nell'interpretazione creativa e nella testimonianza fedele. La concezione originaria e insieme concreta di tali nozioni - il cui nesso problematico e paradossale si struttura e si attua alla luce della relazione simbolica - è indagata negli studi del presente volume da diversi punti di vista (in riferimento, tra l'altro, ai temi della responsabilità, della comunità e del male e, più in generale, in rapporto al testo biblico e ad un'ontologia ermeneutica di matrice analogica e dialettica) che ne fanno emergere in modo organico la rilevanza esistenziale e il vigore speculativo e che insieme possono offrire istruttivi strumenti teorici per la comprensione attiva e critica del nostro tempo.
2021br. Il pensiero di Luigi Pareyson è costituito da una riflessione costante e radicale intorno alle nozioni di verità e di libertà e al rapporto essenziale che le unisce. La verità è da lui intesa ontologicamente come origine trascendente e sorgente inesauribile che l'uomo, nella sua costitutiva libertà, è chiamato ad accogliere - potendola rifiutare - nell'interpretazione creativa e nella testimonianza fedele. La concezione originaria e insieme concreta di tali nozioni - il cui nesso problematico e paradossale si struttura e si attua alla luce della relazione simbolica - è indagata negli studi del presente volume da diversi punti di vista (in riferimento, tra l'altro, ai temi della responsabilità, della comunità e del male e, più in generale, in rapporto al testo biblico e ad un'ontologia ermeneutica di matrice analogica e dialettica) che ne fanno emergere in modo organico la rilevanza esistenziale e il vigore speculativo e che insieme possono offrire istruttivi strumenti teorici per la comprensione attiva e critica del nostro tempo.
2015brossura Diffusa è la convinzione che l'uomo occidentale sia in crisi. Diffusa è, anche, la percezione che siamo dinanzi a un tipo di crisi 'unica' nel suo genere. Questa vera e propria krísis epocale, che consta di un qualcosa di eventualmente irredimibile, tale cioè da individuare una unicità, un 'mai visto' prima perché investe, a grandissime profondità, la trama interna della struttura identitaria dell'uomo occidentale medesimo, è divenuta sempre più oggetto di interrogazione e analisi filosofica. Il presente volume, più che prospettare rasserenanti vie d'uscita, prova a sgombrare il campo da tutta una serie di falsi miti speculativi che, nel loro dominio mediatico, si sono imposti quali vera e propria panacea. Su tutti il 'nuovo realismo', che altro non è se non l'inverarsi di un subdolo ontologismo, la cui concretizzazione è un umanesimo a-umano quale derivazione ultima di quella Metafisica come Struttura, che proprio nel XX secolo ha fatto definitivamente fallimento.
2013br. Alla luce del continuativo interesse di Giorgio Bassani per le arti visive, questo studio individua il legame tra l'immaginario dell'autore e una serie di motivi storico-artistici operanti all'interno del "Romanzo di Ferrara". Attraverso una griglia psicoanalitica aperta a suggestioni provenienti dal post-strutturalismo e dai "queer studies", questo percorso dello sguardo bassaniano si intreccia dunque ad un lento ma deciso posizionarsi dell'autore nei confronti del dibattito estetico del ventesimo secolo. Ne emerge una relazione con la cultura visiva del proprio tempo che per Bassani appare problematica, quando non addirittura impossibile.
2018brossura Il Diario di Anne Frank, testimonianza dolorosa dell'Olocausto e allo stesso tempo piccolo capolavoro di scrittura, mantiene intatta anno dopo anno la sua popolarità. Pochi sanno però che quel diario, rilegato a scacchi bianchi e rossi e riempito dalla grafia fitta e minuta di una quindicenne, non sarebbe mai arrivato fino a noi se una ragazza olandese di origine austriaca non l'avesse salvato e custodito, con la speranza - purtroppo illusoria - di restituirlo alla sua proprietaria. Quella ragazza si chiamava Miep Gies, e questa è la sua storia: comincia un lunedì mattina del 1933, quando si presenta per un colloquio di lavoro alla ditta Travies & Co. A riceverla è Otto Frank, ebreo tedesco da poco emigrato ad Amsterdam con la moglie Edith e le figlie Margot e Anne per sfuggire alle persecuzioni naziste. Divenuta presto amica di famiglia dei Frank, Miep li aiuta nei loro giorni più difficili: quando nel 1942 i rastrellamenti delle SS rendono ormai impossibile la vita agli ebrei, insieme al marito decide di nascondere la famiglia Frank in un appartamento segreto sopra gli uffici dell'azienda. Per i due anni seguenti sono loro a occuparsi della famiglia di Anne, non solo proteggendoli e sfamandoli ma cercando di rendere la clandestinità un po' più sopportabile. Testimone privilegiata - oltre che amica e aiutante -, Gies illumina gli eventi minimi ed essenziali della vita dentro il rifugio: come ha scritto Elie Wiesel, «vede tutto, immagina il resto, raccoglie gesti, parole, sguardi» fino al noto, terribile epilogo. Ma la morte di Anne, deportata a Bergen Belsen, non è la fine del racconto: Miep riesce a sottrarre il diario a un sicuro destino di oblio e lo riconsegna a Otto Frank, sopravvissuto al lager, che lo fa pubblicare. Finalmente riproposto in Italia con un'inedita postfazione dell'autrice, "Si chiamava Anne Frank" ha ispirato film e documentari ed è ormai un classico, un monumento al quieto coraggio delle persone comuni che, come Miep Gies, mettono a rischio la propria vita per aiutare gli altri, senza il bisogno di essere eroi.
2016br. "La vera vita è altrove. Ma noi siamo al mondo". Sono queste le prime parole di "Totalità e Infinito", il capolavoro del '61 di Emmanuel Lévinas. Attraverso di esse è possibile cogliere non solo la cifra più autentica del suo pensiero ma anche la tensione che permea la filosofia fin dagli albori: il conflitto insanabile tra il dovere di essere sé stessi e il desiderio inesauribile di divenire altro da sé. Tenendo fermo lo sguardo sulla tragicità di questa scissione, il lavoro si propone di rileggere l'opera di Lévinas alla luce di un concetto che è in grado di restituire la portata della sua critica alla metafisica del Logos-, l'"il y a" (letteralmente c'è). Scopo del saggio è dunque quello di evidenziare il ruolo che quest'ultimo svolge non solo nell'elaborazione della figura etica dell'Altro, ma anche nella riapertura di quella interrogazione cruciale sull'essere come Identità che oggi, specie dopo la pubblicazione dei Quaderni di prigionia levinasiani, si pone con urgenza nel dibattito filosofico contemporaneo.
2008br. Ben noto come uno dei maggiori studiosi di Letteratura italiana contemporanea, disciplina di cui è ordinario nell'Università dell'Aquila, e curatore dell'opera omnia di Pasolini, Walter Siti (1947), modenese di nascita ma romano di formazione, si è segnalato in maniera sempre più convincente, a partire dal 1994, come narratore, pubblicando quattro romanzi (l'ultimo è del 2008) e una raccolta di racconti, editi da Einaudi e A. Mondadori. Al centro di tutta la produzione c'è l'ossessione narcisistica della rappresentazione di sé, ma, al contempo, l'analisi dei processi che oggi portano alla mistificazione della realtà, anche con il concorso della macchina televisiva che abbatte i confini fra reality e fiction. Ne vien fuori una "finta autobiografia", il racconto iperrealistico e "maledetto" della vicenda di un io-Walter che continuamente entra ed esce dalla vita reale del suo autore, sullo sfondo degradato della metropoli postmoderna. Questa monografia, la prima dedicata allo scrittore romano, ricostruisce con analisi accurate l'evoluzione dell'intero itinerario narrativo e la sua peculiare natura filosofica.
2013brossura Passeggiando tra i loggiati e i quadrati del cimitero suburbano di Pisa ci si imbatte in numerose lapidi e monumenti che raccontano tante storie. In questo libro si è voluta approfondire quella gloriosa del Risorgimento nazionale attraverso i suoi protagonisti, taluni famosi e altri ignoti anche alla storiografia specifica. Le loro vicende umane, spesso desunte unicamente dalle poche e appassionate righe degli epitaffi, costituiscono una testimonianza non trascurabile della società del tempo e una memoria ideale e materiale da ricostruire e tutelare.