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2018br. Nel pantheon degli scrittori di Irvin Yalom, un posto di primo piano spetta a Charles Dickens, alle cui opere gli capita spesso di ritornare. Rileggendo di recente Storia di due città dello scrittore inglese, l'autore delle Lacrime di Nietzsche si è imbattuto in una frase che costituisce un perfetto esergo di questo libro: «Poiché, quanto più m'avvicino alla fine, viaggio come in circolo e m'avvicino sempre più al principio. Mi pare che la via si spiani e si faccia più agevole. Il mio cuore è adesso commosso da molte memorie che a lungo erano rimaste sopite...». Sorte dalla commozione dei ricordi che, inesorabili, riaffiorano quando lo scorrere del tempo spinge a riconsiderare la propria storia e il proprio passato, le pagine che seguono spianano per il lettore la via più agevole per accostarsi alla vita e all'opera di Irvin Yalom. Dall'arrivo a Ellis Island dei suoi genitori, ebrei emigrati dalla Russia in America senza un soldo, senza un'istruzione, senza sapere una parola d'inglese, all'infanzia trascorsa a scansare gli ubriachi che dormivano nell'atrio di casa, tra scarafaggi e ratti; dalla prima adolescenza vissuta in solitudine, sempre fuori posto, unico bambino bianco in un quartiere abitato da neri, unico ebreo in un mondo di cristiani («ebreuccio» lo chiamava il barbiere dalla faccia paonazza), all'incontro a soli quindici anni con Marilyn, destinata a diventare moglie, mentore e poi inseparabile compagna di vita che troverà «spassoso» il suo essere esperto nella terapia di gruppo; dalla memorabile conversazione avuta a vent'anni con suo padre, segnata dalla domanda: «Dopo la Shoah, com'è possibile che chiunque creda in Dio?», alla decisione di diventare medico, passando dagli anni travagliati dell'università fino al praticantato in psichiatria e alla scoperta della propria autentica vocazione, Yalom non tralascia alcun aspetto del lungo cammino che lo ha condotto a diventare uno dei più affermati psichiatri e autori del nostro tempo, mostrando, ad un tempo, come il compito ineludibile di diventare se stessi sia ciò che caratterizza la nostra esistenza.
2018br.
2016br. L'esilio è, per così dire, la cifra del pensiero di Marìa Zambrano. Una condizione esistenziale, vissuta e pensata nei suoi fondamentali momenti (sradicamento, abbandono, solitudine, esser nulla), a partire dalla quale elabora la sua originale teoria della conoscenza: l'essere che noi siamo non è solo un cogito, un soggetto cartesiano, ma appunto un essere che patisce. La ragione in grado di coglierlo, che esce allo scoperto nell'esilio, è una ragione intuitiva prima che discorsiva e razionale: capace di rivelare. Emblematici in tal senso gli scritti sull'esilio - e dall'esilio - qui per la prima volta tradotti in italiano e tratti in gran parte da un'opera progettata dalla filosofa e rimasta incompiuta: l'esilio appare il luogo metafisico di tale "rivelazione", vera patria dove l'essere rinasce libero dalle coercizioni del pensiero dogmatico.
2012ill. Questo "racconto" del variegato mondo di Gian Vittorio Baldi si rivolge, anche attraverso le testimonianze inedite di chi ha vissuto, collaborato con lui, gli è stato amico, più che agli addetti ai lavori, al pubblico dei cinefili. Si percorrono gli interessi artistici del regista che, oltre a quelli strettamente cinematografici, coinvolgono anche altri linguaggi come l'architettura, la letteratura, la grafica, l'enogastronomia sempre come ricerca del nuovo, sperimentazione, trasgressiva insofferenza alle regole. Con un testo inedito del 1975 si ripercorre il lavoro di Baldi come produttore, sensibile, scrive l'autore Eugenio Marinucci, "ad un'offerta cinematografica che non fosse di pura evasione ma che proponesse idee, problemi, fermenti vitali". Anche in queste scelte la trasgressione era la norma. Produsse ad esempio due film di Pasolini, fra cui Porcile(1969), del quale si riproducono gli appunti di regia, dattiloscritti e corretti a mano dal regista di Casarsa.
2009ill., br.
2020br. Non vi è molto entusiasmo per la pedagogia di Giacomo Leopardi. Nonostante qualche meritoria indagine, non si dispone ancora di un quadro critico esaustivo; e ciò a dispetto della ben nota rivisitazione, tesa a valorizzare, oltre il mero poeta lirico, il filosofo, sensibile alla storia e ai problemi dell'umanità. Vi è da chiedersi il motivo di questa lacuna; e la riposta è, forse, nella sua statura di classico, anzi di classico dei più notevoli della nostra letteratura, cui è dovuto un rispetto quasi sacrale. La critica più autorevole ha fissato Leopardi in uno schema codificato. È anzitutto poeta, al più filologo; a farsi più larghi, filosofo e politico, mai, però, pedagogista, né educatore. Avanzare nuove letture è sempre un passo delicato.
1997brossura La lettura e l'interpretazione di un classico racconto di Tomasi di Lampedusa. La finzione narrativa, il lettore, il punto di vista, le strategie testuali come strumenti di comprensione del testo letterario in un volume contenente il racconto "La sirena" e una raccolta di saggi.
2001brossura
1981In-8 p., brossura, pp. 268,(6), con numerose illustrazioni in bianco e nero nel nel testo. Catalogo della mostra. Buono stato (good copy) .
1949In-8 p., cartonato editoriale, 2 volumi, pp. 730; 757. Collana Omnibus Mondadori. In buono stato (good copy).
1910Best.-Nr. 11279B(Keine Verlagsangaben, ca. 1910). ca. 8,8 x 15,4 cm. Original-Ansichtskarten in Original-Karton-Einband mit Perforation zum Herauslösen. Guter Zustand.
1907Best.-Nr. 11450BDetroit:, The Pacific Era Publishing., 1907. p.49-112. Original wrappers. Worn, spine with material loss, some yellowed and partly slightly stained.
1903Best.-Nr. 6525CLeipzig:, Goldblatt., [1903]. ca. 22 x 11 cm. 24; 24 Seiten, mit zahlreichen Abbildungen. Original Karton mit Deckeltitel. Einbände mit leichten Gebrauchsspuren, Seiten papier- und altersbedingt stark gegilbt und lichtrandig. Insgesamt noch guter Zustand.
1906Best.-Nr. 35812ALeipzig:, Wunderlich., 1906. IV,161 S. Original Karton mit Deckel- und Rückentitel. 2. vermehrte Auflage. Einband etwas berieben und fleckig, Seiten ab der zweiten Hälfte an unteren Rand fleckig (nicht im Text), Fadenbindung ein wenig gelockert, insgesamt noch passabel.
1901Best.-Nr. 4031ABerlin:, Selbstverlag., 1901. kl.8°. (6)319 S. Original Karton mit illustriertem Deckeltitel. Einband stärker berieben, gerändert und knitterig, Deckeltitel mit Eck-Fehlstelle. Titel mit einer Knitterfalte, Klammerbindung rostig, erste Seiten etwas gelockert, S. 1-32 als Lage lose, stellenweise mit leichten bis deutlichen Flecken sowie Bleistifta
1930Best.-Nr. 6444CParis:, Nilsson., o.J. [1930]. Kl.8° (ca. 14,5 x 10 cm). 124 Seiten, mit 1 farbigen Frontispiz und 4 farbigen Illustrationen auf Pergamentpapier. Die 4 Illustrationen zusätzlich auf Karton montiert. Halbleder der Zeit, mit goldgeprägtem Rückentitel. Einband beschabt mit Randläsuren, Halbleder in gutem Zustand. Seiten papierbedingt gebräunt. Insgesamt guter Zustand. - 1 frontispice coloré et 4 illustrations colorées sur papier calque. Les 4 illustrations en outre collées sur papier-carton. Demi-cuir c (= Collection du Chevet).
1901Best.-Nr. 11802BJena:, Fischer., 1901. 32 S. Original Interims-Karton mit Deckeltitel, unbeschnitten. Leicht berieben und ein wenig gerändert, guter Zustand. (= Schriften der Gesellschaft für Soziale Reform. Heft 2).
1886Best.-Nr. 25978BBerlin:, Bloch., (1886). 147 S. (Fraktur). Halbleinwand mit montiertem Rücken- und Deckeltitel. [2 Warenabbildungen] Einband mit deutlichen Gebrauchsspuren, mehrere Eigentumstempel auf Vorsatz und Vortitel, eingangs etwas fleckig, Bindung gelockert, sonst noch in Ordnung.
1912Best.-Nr. 35418ABerlin:, Reimer., 1912. X,286 S. Original Halbleinwand mit Rückentitel. [5 Warenabbildungen] Leicht berieben, Bindung etwas gelockert, einige wenige Seiten etwas eselsohrig, Vorsatz ein wenig fleckig, sonst gut erhalten.
1908Best.-Nr. 24120BWeida:, Hubert & Thomas., 1908. 98 S. Original Karton mit Deckeltitel. Montiertes Nummernschildchen auf Rücken oben, Einband ein wenig berieben, datierter Eigenvermerk auf Titel oben, sonst innen sauber und gut erhalten.