25 289 résultats
1908In-8 gr., tela coeva, tit. oro al dorso, pp. (4),351, con numer. xilografie a piena pag. nel t. Ben conservato.
1907In-16 gr., tela coeva, titolo oro al dorso, pp. 384. Prima edizione. Pagine ingiallite per la qualita' della carta, ma ben conservato. .
1908In-8 gr., tela editoriale (lievi macchie), pp. 606 Prima edizione illustrata. In buono stato (good copy).
1900réf. 146627Basel: Druck und Verlag von Adolf Geering 1900. VI, 264 Seiten. Frakturdruck. Mit 8 Illustrationen. 8° (17,5-22,5 cm). Farbig illustrierter Orig.-Leinenband im Jugendstil mit goldgeprägtem Titel auf Deckel. [Hardcover / fest gebunden].
1997Biblioteca e Centro Documentazione Mafia Connection, 1997. In-8, brossura, pp. 322. In ottimo stato.
2018br. Questo lavoro, ispirato a una breve ricognizione dell'evoluzione in atto che connota le moderne scienze della mente, propone, sul presupposto dell'interazione funzionale di mente e cervello, di ampliare in senso gnoseologico la problematica della mente e dei suoi complessi sentieri, interpretando l'intero volume dell'intelligenza cognitiva ed emotiva come progressiva costruzione psichica. Valorizzando il modello relazionale di mente, individua nel modello costruttivistico un paradigma analogico da accreditare come principio conoscitivo, per così dire, privilegiato per l'elaborazione di una filosofia della mente d'impronta prospettivistica che si propone come costruttivismo moderato, per restituire alla filosofia ciò che propriamente le compete come istanza ontologica radicale e per ridefinire le concrete dimensioni della soggettività umana, oltre ogni sua possibile elusione. Prefazione di Longhin Luigi.
2012br. Il fatto che una filosofia sia riassumibile, scrisse Theodor Adorno, testimonia a suo sfavore. Allo stesso modo, la volontà di presentare un'opera che si protrae ormai da sessant'anni può testimoniare contro chi intraprende il tentativo. Eppure il pensiero di Habermas ruota attorno ad alcune idee chiave che, nonostante mutamenti ed evoluzioni, permangono come altrettanti nodi cruciali di un lungo percorso. L'opera di Habermas non è soltanto una teoria della società, della politica, del linguaggio e delle istituzioni: è un progetto culturale che deve riproiettare le società democratiche verso il "contenuto normativo dell'illuminismo", verso le idee costitutive della modernità occidentale, che sono per Habermas le idee di libertà e solidarietà che, filtrate attraverso molteplici influssi, revisioni e rielaborazioni, dalla rivoluzione francese arrivano fino a noi. Il saggio di Gabriele De Angelis propone una esposizione sistematica del pensiero di Habermas, affrontando alcuni tra i temi fondamentali dei nostri giorni, come le sfide del multiculturalismo e delle relazioni internazionali.
2021br. "De Angelis non si appaga di ricostruzioni di maniera, di biografie stereotipate, contesta i giudizi correnti, propone visioni alternative a tesi consolidatesi nel tempo. Di qui il fascino dei saggi qui raccolti, che partono proprio dalla rivisitazione del luogo comune sullo scrittore illuminista e loico, insensibile ai richiami dell'irrazionale. Molte di queste certezze si sono negli ultimi tempi incrinate, le pagine di De Angelis contribuiranno a insinuare dubbi a coloro che inseguono il mito della chiarezza, della reticenza, della moderazione, dell'equilibrio... Il ritratto che emerge dalla lettura di questo studio è un ritratto sfumato, che riporta in superficie le inquietudini, le incertezze, finanche la fragilità di uno scrittore che sfidava il silenzio, osava tentare, a dispetto delle autodichiarazioni pubbliche, la strada del grido, dell'urlo." (dalla Prefazione di A. Cavaglion)
1945In-16 gr., brossura , sovracoperta, pp. 205,(3). Prima edizione. Ben conservato.
2017ill., ril. Il testo non ha pretese di esaustività, vuole soltanto documentare le opere più significative - di architettura e di scultura monumentale, con qualche accenno alla pittura decorativa - realizzate durante il Ventennio Fascista a Foggia e in Capitanata (dalla "A" di Accadia alla "Z" di Zapponeta, dopo una doverosa panoramica sui Borghi di fondazione del Regime Fascista). Vuol dunque essere una semplice "guida tematica", che riporti quelle opere che sogliono essere "scartate" dalle guide turistiche e dai testi di storia dell'arte locale: circa 500 opere illustrate attraverso più di 350 immagini (prevalentemente dell'epoca) e corredate dalle note biografiche di oltre 100 artisti (architetti, ingegneri, scultori, pittori, decoratori).
2020br. Siamo di fronte a una sorta di testamento spirituale di questa figura di biblista, professore, traduttore, uomo di confine. Servendosi di un'ermeneutica marrana, il rabbi di Asti riflette su "La memoria di Dio", ove il genitivo è oggettivo e insieme soggettivo: è la memoria di Dio nei confronti dell'uomo e dell'uomo nei confronti di Dio. Un rapporto da leggersi in chiave bilaterale e che già è preludio del dialogo tra il Creatore e la sua creatura. Di qui il darsi della Sacra Scrittura in termini di un racconto ove gli attori sono Dio e l'uomo e insieme l'esplicazione della storia ebraica in quanto toledot.
2020br. Siamo di fronte a una sorta di testamento spirituale di questa figura di biblista, professore, traduttore, uomo di confine. Servendosi di un'ermeneutica marrana, il rabbi di Asti riflette su "La memoria di Dio", ove il genitivo è oggettivo e insieme soggettivo: è la memoria di Dio nei confronti dell'uomo e dell'uomo nei confronti di Dio. Un rapporto da leggersi in chiave bilaterale e che già è preludio del dialogo tra il Creatore e la sua creatura. Di qui il darsi della Sacra Scrittura in termini di un racconto ove gli attori sono Dio e l'uomo e insieme l'esplicazione della storia ebraica in quanto toledot.
2018br. Due interviste, solo in apparenza tra loro lontane nel tempo. La prima del 1986, in tv, con Didier Cahen di "France-Culture"; l'altra, due mesi prima della sua morte, apparsa su "Le Monde" il 19 agosto 2004 con Jean Birnbaum. In realtà vicine per i temi discussi e lo spirito con cui il lavoro filosofico di Jacques Derrida viene affrontato per il pubblico vasto e indifferenziato della tv e del maggior quotidiano francese. Nella prima il congedo, lungo e articolato, dalla tradizione filosofica metafisica si intreccia con le precisazioni, molto chiare, sul modo di intendere la "decostruzione". Nella seconda, quando Derrida è in vista dell'ultimo vero congedo, quello dalla vita, un certo velo di malinconia sorregge la descrizione della fragilità e insieme della finezza di tutto il lavoro concettuale fino ad allora svolto. Emerge una visione della filosofia orgogliosa del proprio lascito e nello stesso tempo consapevole della precarietà con cui ogni tradizione, anche quella che apparentemente ne vorrebbe volentieri fare a meno, deve fare i conti, a partire dalla lingua stessa con cui cerca di esprimersi. Due testimonianze dell'intensità di un pensiero spesso frainteso.
2008ill., br. È troppo presto per chiedersi che cosa sia il Novecento? O possiamo già "periodizzarlo", ordinare e interpretare fenomeni ed eventi, individuarne i nessi? Per De Bernardi, il Novecento è l'epoca delle guerre assolute e dei genocidi, l'epoca che ha reso interdipendenti tutti i paesi; secolo di democrazie e totalitarismi, sviluppo tecnologico e sottosviluppo, masse e consumi di massa, incremento demografico, urbanizzazione e alfabetizzazione; è il secolo in cui le donne entrano nella storia, e si passa dal fordismo e dall'integrazione Stato-mercato alla crisi degli stati nazionali e alla creazione dell'economia globale. Ma questo non è che un elenco, e largamente incompleto: De Bernardi ci dice anche come è avvenuto tutto ciò, e perché.
2014br. "Un paese in bilico" racconta le vicende italiane più significative dal 1979 al 2011 e l'influenza che alcuni grandi cambiamenti avvenuti sul piano internazionale hanno avuto sul nostro paese. E nel contesto internazionale infatti che la storia italiana è inserita e solo al suo interno sono intellegibili le azioni dei suoi attori politici e sociali. Attraverso questa nuova chiave interpretativa, Alberto De Bernardi rilegge gli ultimi trent'anni della storia italiana al di fuori di stereotipi e luoghi comuni usurati, in larga parte fondati sul mito della perenne eccezionalità del nostro paese. Su uno sfondo internazionale, le trasformazioni spesso drammatiche che hanno attraversato l'Italia ci appaiono per quello che effettivamente sono state: processi concreti di adattamento critico ai mutamenti planetari, secondo dinamiche e fenomeni che sono riscontrabili in molti paesi occidentali.
2020br. «Romanzi di consumo destinati "a un effimero smercio", come dimostrano la qualità scadente della stampa, i materiali utilizzati, il formato "tascabile"; romanzi dispersi nel tempo o ritenuti indegni di essere conservati nelle biblioteche»: tali erano considerati i romanzi stranieri in Italia, nel Settecento, da parte dell'establishment culturale? opere di basso livello, di scarso valore letterario, destinate ad accontentare i gusti del pubblico e le curiosità di vanesie lettrici. Su queste premesse, Ilenia De Bernardis delinea le tappe di un percorso narratologico che, a partire dall'Inghilterra, attraverso la mediazione della Francia, porta alla nascita, diffusione e affermazione del romanzo "moderno" in Italia e che culmina nella produzione di romanzi "derivati", o meglio "d'emulazione". Archetipiche ed esemplari di tale processo risultano le vicende editoriali del primo romanzo di Samuel Richardson, Pamela; or Virtue Rewarded, uscito anonimo a Londra nel 1740: l'eroina protagonista, Pamela, è una servetta-scrittrice, intelligente, devota al padrone - che ne insidia la virtù con frequenti e scabrosi tentativi di seduzione - e ricompensata infine da un cambio inaudito di status sociale. Pur rimanendo fortemente fedele all'originale, la traduzione italiana si contraddistingue per frequenti «interventi manipolatori», nella volontà di adattare le vicende al clima culturale e alla morale dell'Italia settecentesca. Il "viaggio" ideale di Pamela attraverso l'Europa del XVIII secolo viene infine reinterpretato secondo la chiave della distinzione di gender: i percorsi irti di insidie e accidentati delle molteplici eroine romanzesche, simili eppure diverse, rispecchiano infatti le modificazioni e le trasformazioni in atto nel tessuto sociale in cui si trovano ad agire soprattutto per ciò che concerne il ruolo e le funzioni dei generi sessuali.
1989In-4 p., tela edit., pp. 260. Album di riproduzioni fotografiche a colori di carattere naturalistico. In buono stato (good copy).
1914In-8 p., mz. tela edit. (picc. manc. al dorso), pp. (8),220,(2). "Prima edizione". “Comprende "Amori ac silentio Sacrum" e rime apparse su periodici”, così Gambetti / Vezzosi, p. 283. Testo ben conservato, con barbe.
1900In-4 p., cartonato mod., tit. oro su tassello al dorso, conserv. cop. orig. figur. in pergamoide, pp. (2),182,(2), belliss. antiporta e frontespizio xilografati; tit. in rosso e nero. "Prima edizione" di queste liriche stampate privatamente dal De Bosis (e certamente in pochi esempl.) e poi raccolte nel XII libro del "Convito". Elegante edizione su carta di Fabriano con la filigrana che raffigura la coppa conviviale. Esempl. con dedica autografa dell'A., molto ben conservato (solo su 2 pp. è rimasta l'impronta, pesantemente ingiallita, di un foglio inserito nel vol.).
2009br. Verso le 8 di sera del 3 ottobre 1931, un piccolo aeroplano sorvolò il cielo di Roma lasciando cadere centinaia di migliaia di manifesti che invitavano gli italiani, e in particolare il Re, a ribellarsi contro la dittatura fascista. Alla guida di quell'aereo c'era un giovane intellettuale che da qualche anno aveva costituito un'associazione clandestina dal titolo 'Alleanza Nazionale': Lauro De Bosis. Nato nel 1901, figlio del celebre Adolfo fondatore della rivista "II Convito", Lauro apparteneva a quella gioventù 'moderata' che dapprincipio aveva mostrato una certa simpatia per il movimento fascista, sentito come una sorta di prolungamento del Risorgimento e, come scrive Gaetano Salvemini, "un risveglio del sentimento nazionale offeso". Ma l'illusione durò poco, e in breve Lauro ne divenne un fiero avversario. Il volo su Roma era un'impresa con scarse possibilità di sopravvivenza, e Lauro ne era ben consapevole. Così, prima di partire aveva redatto, in francese, perché fosse diffusa nei giornali dell'Europa libera nel caso non fosse riuscito a salvarsi (come fu in effetti) la "Storia della mia morte", suo straordinario testamento spirituale. L'aereo di Lauro non fu mai trovato; con ogni probabilità, dopo aver effettuato il volo su Roma, si trovò a corto di carburante e precipitò in mare. Con la prefazione di Gaetano Salvemini e la testimonianza di Sibilla Aleramo.
1812réf. 704252Paris, Didot, 1811-1812. XV, 253 Seiten, Blatt; 252 Seiten, 1 Blatt. Dekorative Olivgrüne Halbledereinbände der Zeit mit reicher Rückenvergoldung. Buchblöcke unbeschnitten. Alter Besitzerstempel auf Vortitel. Sehr schön.
2016ill., br.