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32,5 x 35,8 cm. Original Karte, auf Leinwand aufgezogen, mehrfach gefaltet (6 Segmente). Mit Eigenvermerk und Stempel auf unterem Rand , leichte Gebrauchsspuren, guter Zustand. Erfasst das Gebiet um (einschließlich) Belzig: Brück, Niemegk, Wiesenburg etc.
1892réf. 10882BBerlin, 1892. 32,5 x 35,8 cm. Original Karte, auf Leinwand aufgezogen, mehrfach gefaltet (6 Segmente). Rückseite mit einem Titel-Schildchen und montierter Legende mit Höhenangaben über Normal-Null. Leicht berieben, mit Stempel auf Legende, guter Zustand. (= Katholischer Wandervogel).
32,5 x 35,8 cm. Original Karte, auf Leinwand aufgezogen, mehrfach gefaltet (6 Segmente). Rückseite mit einem Titel-Schildchen und montierter Legende mit Höhenangaben über Normal-Null. (= Katholischer Wandervogel). Leicht berieben, mit Stempel auf Legende, guter Zustand. Erfasst das Gebiet südöstlich von (einschließlich) Garz: Liebenow, Marienwerder, Wildenbruch, Grabow etc.
32,5 x 35,8 cm. Original Karte, auf Leinwand aufgezogen, mehrfach gefaltet (6 Segmente) Rückseite mit einem montierten Titel-Schildchen. (= Katholischer Wandervogel). Leicht berieben, mit Stempel auf Legende, Rückseite fleckig, sonst guter Zustand. Erfasst das Gebiet um (einschließlich) Wittenberg: Zahna, Elster, Kemberg, Oranienbaum etc.
1910réf. 12534BBerlin, 1910. Original Karte, schwarzweiß, mehrfach gefaltet (8 Segmente / 19 x 11 cm), ausgefaltet 38 x 44 cm. Guter Zustand.
Original Karte, schwarzweiß, mehrfach gefaltet (8 Segmente / 19 x 11 cm), ausgefaltet 38 x 44 cm. Guter Zustand. Erfasst das Gebiet südlich und westlich von (einschließlich) Eisenach: Salzungen, Vacha, Bermbach, Friedewald, Obersuhl, Gerstungen etc.
1910réf. 12536BBerlin, 1910/ 1927. Original Karte, schwarzweiß, mehrfach gefaltet (8 Segmente / 19 x 11 cm), ausgefaltet 38 x 44 cm. Mit handschriftlichen Notzen am unteren Rand, sonst sehr guter Zustand.
Original Karte, schwarzweiß, mehrfach gefaltet (8 Segmente / 19 x 11 cm), ausgefaltet 38 x 44 cm. Mit handschriftlichen Notzen am unteren Rand, sonst sehr guter Zustand. Erfasst das Gebiet südlich und östlich von (einschließlich) Geisa: Roßdorf, Oberkatz, Stedtlingen, Fladungen, Langenbieber etc.
2013ill., br. "Non le darò istruzioni né le farò raccomandazioni... Dovrà soltanto riferire obiettivamente quello che ha visto, raccontare quello che ha vissuto in prima persona e ripetere ciò che in Polonia le è stato ordinato di dire su coloro che vivono là e negli altri paesi occupati d'Europa": con questo viatico il premier Sikorski mandò Jan Karski a informare gli Alleati di ciò che stava accadendo agli ebrei nel suo paese e di come i polacchi non avessero mai smesso di lottare. Unitosi alla Resistenza nel 1939, il giovane ufficiale della riserva era stato incaricato di tenere i collegamenti fra lo Stato segreto polacco, e gli organi ufficiali del governo in esilio a Londra. Oltre a svolgere temerarie, Karski aveva compiuto un'impresa inaudita: era riuscito a infiltrarsi nel ghetto di Varsavia e nel campo di transito di Belzec e, fatto ancora più inaudito, a uscirne indenne, deciso a denunciare al mondo le atrocità commesse dai nazisti. Porterà in effetti la sua testimonianza diretta ai grandi della terra, incluso il presidente Roosevelt, ma per motivi politico-strategici il suo appello non verrà raccolto né avrà seguito: non gli resterà, nel 1944, che affidarlo a questo libro. Dimenticato nel dopoguerra in ragione dei nuovi assetti politici mondiali, Karski sarà riscoperto e intervistato dal regista Claude Lanzmann per il celeberrimo "Shoah" (1985), che darà l'avvio alla seconda fase della sua missione: ricordare l'indifferenza degli Alleati di fronte al consumarsi del genocidio.
2008réf. 27053Horn, Edition Thurnhof, 2008. 37 S., 1 Bl. Mit Offsetfarblithographien von Herwig Zens. Kl.-4° (22 x 17 cm). Original-Karton in Original-Kartonumschlag.
1715réf. 28638-zz4[Amsterdam]: 1715. Plattengröße ca. 53 x 59 cm, Blattgröße: 54 x 61 cm [am unteren Rand etwas gebräunt, zwei kleine Löchlein, verso die Reste einer ehemaligen Montage, sonst gutes, schönes Blatt mit dem originalem Mittelfalz]. [2 Warenabbildungen]
1937réf. R0702-02Wien-A'dam-Lpz.,Leo 1937. gr.8. 85 S. Mit 7 Abb. (davon 1 Front.) Obrosch., unbeschnitten, etw. angestaubt und gering fingerfleckig, Umschlagränder etw. stockfleckig, insges. gut erh.
1913réf. 5827Librairie Ollendorff 1913 604 pages in12. 1913. reliure editeur. 604 pages. Guide de voyage de la maison d'édition Karl Baedeker consacré à la Suisse et aux régions frontalières de la Savoie et de l'Italie. Il s'agit d'un manuel pratique pour voyageurs riche en cartes plans et panoramas régulièrement mis à jour dans ses différentes éditions
1999réf. 37779Wien, Tosa Verlag, 1999. origi.Pappband mit Schutzumschlag, 4°, 144 Seiten.
2016br. Della tragedia che ha decimato gli armeni nell'Impero Ottomano durante la Grande Guerra molto è stato scritto; ma diversi aspetti restano ancora in ombra, come il ruolo svolto dalla Santa Sede. Le carte dell'Archivio Segreto Vaticano e di quello storico della Segreteria di Stato, qui selezionate, non offrono solo l'ennesima testimonianza della strage, ma rivelano, con i tre appelli di Benedetto XV al Sultano, le lettere del Segretario di Stato Gasparri, i rapporti del delegato apostolico a Costantinopoli Dolci e quelli inviati dai Nunzi, tra cui Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, l'incessante opera della Chiesa a favore degli armeni e dei cristiani, presi allora nel vortice di una tremenda persecuzione a cui il mondo dapprima ha voltato le spalle, per poi dimenticarla per lungo tempo. Prefazione di Antonia Arslan
2015ill., br. Il corso impetuoso della storia Kapuscinski l'ha conosciuto come pochi altri. Dove c'erano rivoluzioni, guerre, imperi in disfacimento o movimenti in ascesa, lui c'era per vedere, documentare, raccontare. Qui - in questo libro ideato poco prima della sua scomparsa - è la storia stessa a essere direttamente in primo piano: il suo senso, il suo potere sulla vita dei singoli esseri umani, le occasioni di riscatto che pure sa offrire. E il suo impatto sul secolo che è da poco cominciato. "Questi testi - scrive nell'Introduzione la curatrice Krystyna Stràczek - mostrano Kapuscinski non solo nei panni di reporter e scrittore, ma dimostrano la sua stupefacente conoscenza del destino e della cultura dei paesi che visitava (non a caso si era formato come storico). Non sono però una mera dimostrazione di erudizione. Kapuscinski richiama i fatti per interpretarli, per mostrare paralleli storici e culturali, e per prevedere il futuro."
1848réf. R0870-93Wien,Jasper 1848. kl.8°. (8),80 S. mit 1 lith. Porträt d. Verf. (v. Ed.Kaiser) Pbd. d.Zt. mit Marmorpapierbezug u. farbl. abgesetztem Rücken, etw. berieben u. bestoßen, innen stellenw. gering stockfl., Exlibris u. Bibliotheksschildchen eingekl., insges. gutes Expl.
2006br. Questo volume si occupa di descrivere le fasi di formazione dell'impero russo e delle modalità di integrazione delle popolazioni conquistate. Di questo processo vengono prese in considerazione sia le dinamiche politiche che quelle socio-culturali, fornendo un vasto quadro generale della complessità dell'impero russo. L'ultima parte dello studio è dedicata all'URSS, in particolare all'evoluzione della politica delle nazionalità.
2021br. Il dialogo è sempre una vera forma di comunicazione? In molti casi non succede, piuttosto, che sia un monologo a due voci nel quale si aspetta che l'altro finisca di parlare, per imporre il proprio punto di vista? In questo testo, per la prima volta tradotto in italiano, Kaplan tocca diversi temi della filosofia del dialogo - il rapporto tra mutualità e reciprocità, tra collettività e comunità, il ruolo dell'individualità - in costante confronto con pensatori come Buber e Chomsky, ed elabora la categoria di duologo per descrivere quelle situazioni in cui non si parla davvero con qualcuno, ma a qualcuno. Così l'io resta rinchiuso in se stesso, invece di essere proteso verso l'altro: la chiave per recuperare una comunicazione autentica, infatti, sta nel riconoscere la propria incompiutezza, che viene completata nell'incontro con l'altro, e nell'apertura all'ascolto, che permette di essere pienamente umani.
1992réf. 2082702114611263Dai Nihon tosho 1992. Soft Cover. Fine. Number of books: 1 Dai Nihon tosho paperback
réf. 5434Chêne/Hachette / Galerie de France, In-4, broché sous couverture illustrée, 141 pp. 1939 : Entre la Sainte Abstraction et le Symbolisme excommunié - 1939/1940 : Débuts de ma peinture - Un lieu précis - 1944 : Ulysse - 1947 : Les Clichés de l'avenir - Carnets de notes 47 ou Infernum - ...
2022br. Questo libro va alle radici del rapporto della Russia con l'Occidente. Dostoevskij è uno scrittore di frontiera. I suoi personaggi sono legati alla fanghiglia e alla nebbia di Pietroburgo. E anche Pietroburgo, la città più importante della cultura russa, è frontiera, sia in senso geografico e orizzontale, sia in senso verticale: per Dostoevskij è il luogo della lotta del diavolo con Dio. In Dostoevskij in dialogo con l'Occidente, il filosofo russo Vladimir Kantor mette a confronto l'anima russa e l'anima europea. Partendo dall'Inferno di Dante, si muove nel tema del peccato e del pentimento, della morte dopo la vita e della morte in vita. Molti universi, grandi e piccoli, persone reali e persone immaginarie, attraversano le pagine di questo saggio come luci gialle nella nebbia di Pietroburgo, città fantastica e del sogno: Papà Goriot di Balzac, Delitto e Castigo, Memorie da una casa di morti e Bobòk di Dostoevskij, Pietro il Grande e Lenin, Puskin e Gogol', Marmeladov e Vautrin, Raskol'nikov e Rastignac, Platone e Freud, Zweig e Camus, Amleto e le streghe di Macbeth, Cristo e la libertà. Dante pensava che sulla terra ci fossero i vivi, ma che i peggiori di loro potessero già subire il tormento dell'inferno; in Russia, Dostoevskij vedeva un nuovo tipo di esseri umani, vivi e morti contemporaneamente. Se l'eroe di Balzac vuole assoggettare il mondo, l'eroe di Dostoevskij lo vuole superare: Rastignac cerca il proprio tornaconto, Raskol'nikov - con l'accetta - cerca la giustizia. Là dove la vita ha perso il suo significato più alto, la persona umana precipita nella corruzione. In questo saggio dal ritmo incalzante, Vladimir Kantor racconta una disgregazione dell'anima che la storia ha dimostrato essere terribile come l'inferno.
Gr.8°. 135 S. Original Halbleinwand mit marmorierten Deckeln und goldgeprägtem Rückentitel. Einband leicht berieben, Kanten ein wenig beschabt, vorderer Deckel mit einer kleinen Stauchung an der Längskante. Eigenvermerk auf fliegendem Vorsatz, sonst gut erhalten.
2009br. Progettata nel 1785, ma pubblicata solo nel 1797 dopo lunga elaborazione, "La metafisica dei costumi" fornisce la trattazione più sistematica e definitiva del pensiero politico e giuridico di Kant. Il ritardo con cui il «sistema della metafisica tanto della natura quanto dei costumi», condotto secondo 'esigenze critiche', andò alle stampe, fu dovuto da un lato all'insoddisfazione dell'autore per alcune parti dell'opera e dall'altro alle difficoltà frapposte dalla censura prussiana. Le due parti dell'opera comparvero dapprima separatamente: i 'Princìpi metafisici della Dottrina del diritto', nel gennaio del 1797; i 'Princìpi metafisici della Dottrina della virtù'.