2021br. In questo libro di Antonio De Simone, come si può leggere, nei confronti di Simmel occorre constatare in primo luogo che la sua riflessione filosofico-estetica "da un lato, mira in generale a isolare un piano dell'arte, un suo mondo, per collegarlo poi in un processo dinamico agli altri piani della vita; dall'altro, il 'problema' dell'arte si presenta come pluralità di problemi, è costituito cioè, in concreto, dai problemi posti dalle singole arti, o, più precisamente, dalle singole opere" (Perucchi). In secondo luogo, se la riflessione sull'arte è immanente a tutta l'opera di Simmel, ciò pone il problema di comprendere criticamente che cosa significa sostenere un'interpretazione "estetica" del suo pensiero e/o dell'"estetismo" del suo metodo: una questione (ancora "aperta" e discussa) che - a livello storiografico - non può prescindere dai suoi stessi sviluppi e significati filosofici intrinseci. La dimensione dell'estetico è parte costitutiva del nucleo di pensiero di Simmel e perciò ineludibile per la sua comprensione. Non si tratta soltanto di considerare il rapporto di Simmel con l'arte (e con le diverse arti e le grandi personalità artistiche) e il suo valore filosofico, sociologico e antropologico-fenomenologico, bensì di approntare una lettura della sua opera anche a partire da tale dimensione che include non solo questioni artistiche, estetologiche ed estesiologiche, ma che, tuttavia, non si lascia esaurire da esse, sapendo criticamente coniugare quell'originale congiunzione che intreccia Simmel e l'estetico nella forma dialetticamente correlata del chiasmo che si stabilisce tra l'estetico in Simmel e Simmel nell'estetico.
2021br. In questo libro di Antonio De Simone, come si può leggere, nei confronti di Simmel occorre constatare in primo luogo che la sua riflessione filosofico-estetica "da un lato, mira in generale a isolare un piano dell'arte, un suo mondo, per collegarlo poi in un processo dinamico agli altri piani della vita; dall'altro, il 'problema' dell'arte si presenta come pluralità di problemi, è costituito cioè, in concreto, dai problemi posti dalle singole arti, o, più precisamente, dalle singole opere" (Perucchi). In secondo luogo, se la riflessione sull'arte è immanente a tutta l'opera di Simmel, ciò pone il problema di comprendere criticamente che cosa significa sostenere un'interpretazione "estetica" del suo pensiero e/o dell'"estetismo" del suo metodo: una questione (ancora "aperta" e discussa) che - a livello storiografico - non può prescindere dai suoi stessi sviluppi e significati filosofici intrinseci. La dimensione dell'estetico è parte costitutiva del nucleo di pensiero di Simmel e perciò ineludibile per la sua comprensione. Non si tratta soltanto di considerare il rapporto di Simmel con l'arte (e con le diverse arti e le grandi personalità artistiche) e il suo valore filosofico, sociologico e antropologico-fenomenologico, bensì di approntare una lettura della sua opera anche a partire da tale dimensione che include non solo questioni artistiche, estetologiche ed estesiologiche, ma che, tuttavia, non si lascia esaurire da esse, sapendo criticamente coniugare quell'originale congiunzione che intreccia Simmel e l'estetico nella forma dialetticamente correlata del chiasmo che si stabilisce tra l'estetico in Simmel e Simmel nell'estetico.
2009br. Tre saggi sugli insegnamenti di Gurdjieff: "Amore cosciente", "Sulla religione" e "Che cos'è l'anima"; e inoltre: "Conversazioni con Katherine Mansfield a Fontainebleau" avvenute pochi giorni prima della morte della scrittrice.
1930In-16 gr., brossura orig., pp. 239,(7), con ritratto dell'Autore inciso da Anselmo Bucci. "Prima edizione" in tiratura di 999 esempl. numerati. Il ns., n. 112, fa parte dei 155 “su carta velina verde per gli amici delle Edizioni Preda”. Ben conservato, intonso.
1951Garzanti, 1951. In-8, brossura, sovracoperta, pp. 185. Prima edizione. Lievi mancanze alla sovracoperta, peraltro in ottimo stato.
2011br. I nostri amori come altrettante variazioni di una composizione musicale senza tema prestabilito, perché il tema traspare invece attraverso le variazioni e grazie ad esse, senza che a loro possa però ridursi. Con questo saggio già pubblicato in Francia, Stati Uniti e Messico, ma non ancora in italiano. Mauro Carbone torna a leggere Proust intrecciando Merleau-Ponty e Deleuze anche grazie a testi da noi inediti, per darci un contributo di pensiero intensamente personale.
1948rif. 15346Warendorf, Schnell, 1948. 48 S. 8°. Original-Karton.
2007brossura
2006In-4, cartonato editoriale, pp. XI,95, con numerose illustrazioni a colori nel testo. In buono stato (good copy).
1805SAVIOLI LODOVICO. AMORI. Bassano, Remondini 1805.[Fig. Remondini] (cm.17,3) buona mezza pelle originale nervi titolo e fregi oro al dorso. -- cc. 2 nn., pp. 141, 3 bianche. Bella antiporta fig. frontis inciso e figurato entro cornice. Il tutto in rame. Elegante edizione con in fine un interessante dizionario mitologico in 20 pp. La prima edizione apparve a Lucca nel 1765. Ottimo e marginoso esemplare. GRAESSE, GAMBA e BRUNET citano altre edizioni.[f20] Libro
1914In-8 p., mz. tela edit. (picc. manc. al dorso), pp. (8),220,(2). "Prima edizione". “Comprende "Amori ac silentio Sacrum" e rime apparse su periodici”, così Gambetti / Vezzosi, p. 283. Testo ben conservato, con barbe.
1900In-4 p., cartonato mod., tit. oro su tassello al dorso, conserv. cop. orig. figur. in pergamoide, pp. (2),182,(2), belliss. antiporta e frontespizio xilografati; tit. in rosso e nero. "Prima edizione" di queste liriche stampate privatamente dal De Bosis (e certamente in pochi esempl.) e poi raccolte nel XII libro del "Convito". Elegante edizione su carta di Fabriano con la filigrana che raffigura la coppa conviviale. Esempl. con dedica autografa dell'A., molto ben conservato (solo su 2 pp. è rimasta l'impronta, pesantemente ingiallita, di un foglio inserito nel vol.).
1949In-16 gr., brossura edit., pp. 207,(5). Prima edizione. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro ben conservato.
2018ill., ril. Il libro "Amori et dolori sacrum" fu pubblicato nel 1990 e raccoglieva, tradotte in italiano dai professori Romano Paolo Coppini e dal compianto Rolando Nieri, a cui questo libro è dedicato, le poesie di Jacques d'Adelswärd Fersen ed una serie d'immagini fotografiche del poeta, di Nino Cesarini e della loro dimora caprese, Villa Lysis. La riproposizione, oggi del libro, ampiamente modificato e arricchito di immagini, di nuove poesie e d'inediti documenti, si rende necessaria per vari motivi, primo tra tutti per la capacità di alcuni personaggi di continuare ad emanare una sorta di vitalità postuma, che potremmo definire anche "energia perdurante", foriera sempre di nuove scoperte, nuove aggregazioni, nuove prospettive sulla loro stessa vicenda esistenziale e sul loro ambiente
2019br. I saggi che qui si presentano, pur nella loro apparente disomogeneità, sono tuttavia attraversati e raccolti dalla rete delle tre variabili principali della passione amorosa nei suoi molteplici accoppiamenti. I greci distinguevano, infatti, tre volti o figure dell'Amore: Eros, Agape e Philia. Eros definisce l'amore sensuale: figlio di Povertà e Acquisto, secondo la concezione platonica, è l'amore come desiderio egotico del mutuo scambio, come inesauribile brama di possesso per compensare ciò di cui si patisce la mancanza. Philia è l'Amore di affetto, che si stabilisce in un rapporto di complice amicizia, di affiatamento e di comunità di intenti, fondato sulla naturale inclinazione sentimentale verso chi o verso la cosa che ci si mostra congeniale. Agape è amore spirituale, incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi in quanto eleva l'uomo e lo fa accedere alla sfera del divino. Anche nel greco antico, tuttavia, non è possibile tenere separati i vari sensi dell'Amore e così troviamo agape talvolta con lo stesso significato di eros, e il verbo agapao con lo stesso significato di phileo. Di qui, l'idea che le varianti lessicali siano piuttosto le ri-velazioni - cioè, i veli dietro i quali traspare l'unità originaria - di una medesima radice semantica che la filosofia ha il compito di svelare.
1918rif. 703502München, Piper, 1918. 4°. 4 nnr. Blätter, 281 Seiten, 3 nnr. Blätter. Zahlreiche Vignetten. Schlichter Halbpergamentband der Zeit mit goldgeprägtem Rückentitel. Kopfgoldschnitt. Rechte untere Ecke vom Vorderdeckel geknickt. Durch beigelegte Zeitungsausschnitte sind wenige Seiten etwas gebräunt. Sonst sauberes Exemplar.
rif. 79806Paris, Arthème Fayard, 1913. 17 x 25, 126 pp., reliure d'édition pleine toile, couverture en couleurs conservée, bon état.
in-12, 387 pages, relie cartonnage toile decor editeur. Bel exemplaire. [AR-2]
rif. 46404296Epreuve sur Chine volant, à toutes marges. Rouir 621 n'indique qu'un seul état de cette estampe. Notre épreuve est cependant dans un état différent de celui du frontispice des volumes consultés. Le fond est ici entièrement blanc alors qu'il est teinté dans l'épreuve du livre. Qq. rousseurs.
1906In-16 p. (mm. 163x100), mz. marocchino con ang., dorso a cordoni con filetti e tit. impresso in oro, taglio super. dorato, conserv. brossura orig. (tracce d’uso), pp. 291,(5). Vi sono contenute pagine dei diari di Gide che documentano 4 suoi viaggi nel Nord Africa dal 1899 al 1904. Solo “Feuilles de route” era già stato pubblicato a Bruxelles nel 1899; le altre 3 parti sono in "edizione originale". Tiratura di 350 copie “sur vergé d’Arches”. Il ns. esemplare, molto ben conservato, porta una dedica autografa di Gide all’occhietto, datata “Roma, mars 1909”.
rif. 2267Editions Pierre Cailler, Genève, 1953. In-12, broché sous couverture illustrée en couleur, 33-112 pp. Introduction, par J. Alazard - Notice biographique - Les oeuvres - Notes bibliographiques - Liste des oeuvres d'A. de La Pattelière figurant dans les musées - Planches.
rif. 2265Galerie Marcel Guiot, Paris, 1955. In-12, plaquette agrafée, 15 pp. Préface, par M. Julien Cain - Oeuvres exposées [55 n°] : dessins. - estampes - Bibliographie.
rif. 5345S. éd., imprimé à Saint-Quentin, 1985. In-4, broché sous couverture illustrée en couleurs, 144 pp. Ozenfant de nouveau, par Serge Lemoine - Avant-propos, par Christine Debrie - Hommage à Ozenfant, par Katia Granoff - Ozenfant et le souci de la peinture, par Françoise Ducros - Ozenfant vers le purisme - Ozenfant et le monde d'Esprit ...