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1962In-4 p., tela, titolo oro al dorso, pp. (12),251,(3), con disegni nel testo. "Storia, sviluppi e realizzazione nel mondo. L'ubicazione delle industrie. Il sistema costruttivo. Magazzini, illuminazione naturale e artificiale, riscaldamento e condizionamento. Servizi generali, ausiliari e sociali". Ben conservato.
2017ill., ril. Il testo non ha pretese di esaustività, vuole soltanto documentare le opere più significative - di architettura e di scultura monumentale, con qualche accenno alla pittura decorativa - realizzate durante il Ventennio Fascista a Foggia e in Capitanata (dalla "A" di Accadia alla "Z" di Zapponeta, dopo una doverosa panoramica sui Borghi di fondazione del Regime Fascista). Vuol dunque essere una semplice "guida tematica", che riporti quelle opere che sogliono essere "scartate" dalle guide turistiche e dai testi di storia dell'arte locale: circa 500 opere illustrate attraverso più di 350 immagini (prevalentemente dell'epoca) e corredate dalle note biografiche di oltre 100 artisti (architetti, ingegneri, scultori, pittori, decoratori).
1924In-16 gr., mz. tela con ang. coeva (lievi abrasioni), titolo stampato al dorso, pp. 102, con 27 disegni dell’A. nel t. e in tavole f.t.; all’occhietto timbro in caratteri ms. dell’editore “Omaggio dell’Editore Franco Campitelli con preghiera di recensione”. "Edizione originale" della prima opera pubbliicata dal celebre architetto “futur-espressionista” Virgilio Marchi, cosi definito da Salaris “Storia del Futurismo”, p. 119 e 159 Esemplare ben conservato.
1953In-4 p., tela editoriale, pp. 236,(4), con oltre 200 illustrazioni in bianco e nero nel testo. In buono stato (good copy).
2001ill. Questo Quaderno di Cultura Alpina è l'ideale continuazione del precedente volume pubblicato nel 2000 e copre il successivo periodo storico pur partendo da presupposti differenti, perché diverse sono state e sono attualmente le modalità di progettare e di costruire edifici in montagna. Il periodo considerato copre circa quarant'anni e raccoglie, fra le opere, i lavori di Albini, Belotti, Cereghini, Fiocchi, Fiori, Gabetti e Isola, Gardella, Gellner, Michelucci, Mollino, Morassutti, Piano Polesello, Rossi, Vietti ed altri ancora, realizzati nel contesto delle Alpi italiane attraverso le più diverse tipologie edilizie.
2011br. Per uscire dal nichilismo, la malattia menomante dell'epoca (a cui non sfuggono gli architetti dello Starsystem), non basta analizzarlo. Sopratutto quando esso si coniuga non solo con il cinismo e le mafie, ma anche con il provincialismo e le miserie del cuore e della mente. Occorre attraversarlo, imparando anche a combatterlo con le sue armi. Dopo la "crisi del fondamento" l'architettura, una filosofia a cui oggi mancano i filosofi, sembra desiderare una nuova vita, acquisendo un ruolo strategico antinichilista, relazionandosi al mondo, alla città, al paesaggio, alla vita e alle altre grandezze della realtà in cui si delineano gli orizzonti di senso del proprio agire progettuale. A questi riconduce il libro attraversando, anche con la letteratura, il cinema, il teatro e la pittura, gli spazi di crisi di un "nichilismo vissuto" a cui l'architettura risponde entrando nel vuoto. O, meglio ancora, costruendolo come uno spazio della vita, a cui dare senso con i fenomeni del grande nel piccolo.
2015ill., br. Architetto di fama internazionale, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, più volte al centro di polemiche e dibattiti per la forte carica innovativa delle sue opere, Edoardo Gellner (1909-2004) rappresenta una figura di primo piano nel panorama architettonico del Novecento italiano. I saggi proposti in questo volume, che nascono dai recenti lavori di ordinamento del suo archivio professionale e personale - oggi conservato presso l'Archivio Progetti dell'Università Iuav di Venezia -, analizzano tappe significative della sua intensa carriera, con particolare riferimento al rapporto con la progettazione, alle relazioni culturali e professionali, alle interazioni con la terra d'origine e con Cortina d'Ampezzo, città in cui visse e per la quale ideò numerose opere, ma al tempo stesso gettano luce sull'amore mai sopito per la fotografia, coltivato con passione, talento e rigore metodologico. Il paesaggio, la difesa dell'ambiente, l'attenzione alle peculiarità del territorio rappresentano temi di riflessione imprescindibili nell'attività dell'architetto istriano. I materiali che costituiscono il suo ricchissimo lascito documentario testimoniano la meticolosità, lo scrupolo professionale e l'attitudine alla sistematicità che hanno contraddistinto l'opera di questo grande professionista, capace di cogliere gli stimoli provenienti dalle esperienze più disparate e di trasformarli in progetti e realizzazioni unici.
1938In-4, brossura, con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Testo in buono stato (text in good condition).
1938In-4, brossura (lieve mancanza al piatto), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Testo in buono stato (text in good condition).
1935In-4, brossura, con illustrazioni in bianco e nero nel testo. In buono stato (good copy).
1941In-4, brossura originale (picc. manc. al dorso), da p. 305 a 339, più le pagg. pubblicitarie, con ill. in b.n. nel t. ed 2 tavv. f.t. ripieg. Contiene: “La casa popolare e la sua evoluzione storica - Villaggio operaio nella zona dell’Esposizione Universale a Roma - Casa popolare a Concordia Sagittaria presso Venezia”, etc., etc. Ben conservato.
1942In-4, brossura originale (picc. manc. al dorso), da p. 71 a 101, più le pagg. pubblicitarie, con ill. in b.n. nel t. Contiene: “La scuola all’aperto - L’asilo infantile di Bellano”, etc. Ben conservato.
2011ill., br.
1996ill., ril.
2008brossura La storia di una casa è sempre la storia di una donna, di una madre, di un focolare che cova sotto le ceneri i ricordi del nucleo sociale primario. Per le donne è quasi imprescindibile parlare di famiglia, di casa: si pensi ai primi quadri di Sofonisba Anguissola che dipinge le sue sorelle nell'intimità dei gesti domestici, semplicemente perché questo è il primo e di solito anche il solo ambiente che a una donna, un tempo, era concesso conoscere. Similmente a questi ritratti, anche la scrittrice incide spesso cammei dei ricordi dei suoi cari: non solo dunque la pratica dell'autobiografia è il medium che dimostra la frequentazione casalinga di molte autrici, ma in generale si può pensare alla scrittura come ad una stanza all'interno di una stanza. Luogo in cui si esperisce l'esperienza della soglia, la casa può essere carcere interiore, cattività ma anche la scenografia muta su cui incidere graffiti d'esistenza. Angolo visuale particolare, la casa permette di restare dentro e guardare fuori, sperimentando l'ambigua oscillazione tra il ruolo materno e il riconoscimento sociale. Nel viaggio intorno all'opera di Sibilla Aleramo, Natalia Ginzburg, Dolores Prato e Joyce Lussu, gli studi raccolti in questo volume raccontano una storia diversa, intima e familiare, ma anche - quando non in fuga -, aperta e accogliente verso il mondo.
1984Ricciardi, 1984. In-8, brossura, pp. VIII,129. In ottimo stato.
2016ill., br. Ben prima che la diffusione dei social network e dei mezzi di registrazione ci rendesse tutti potenziali archivisti, gli artisti contemporanei hanno ripensato le forme di catalogazione usando linguaggi e media a loro disposizione, spesso ispirandosi a compendi visivi e "musei portatili" di illustri antecedenti novecenteschi, come il Bilderatlas di Warburg e il museo immaginario di Malraux. Dall'atlante di Gerhard Richter, una collezione di migliaia di immagini utilizzate come fonti iconografiche per la pittura, all'album di Hanne Darboven, una monumentale cosmologia che condensa storia personale e memoria collettiva, al museo di Marcel Broodthaers, un sagace strumento di critica istituzionale, allo schedario di Hans Haacke, un mezzo di indagine e di impegno sociopolitico, il furore archivistico si è ormai impossessato della pratica artistica. Che dietro ogni slancio tassonomico ci sia desiderio di ordine, ricerca identitaria, insofferenza verso la tradizionale organizzazione della conoscenza e del potere o un mero horror vacui che spinge i disposofobici a realizzare dei veri santuari della banalità, alla base c'è sempre il bisogno di restituire una logica più profonda a relitti e tracce: prelevati, assemblati e reimmessi in un nuovo contesto, si caricano di un valore inatteso. Ecco allora che l'archivio non è più solo un cumulo inerte di documenti da cui scaturisce quel turbamento che Derrida associa al processo mnestico, ma diventa, in senso foucaultiano, un dispositivo critico capace di rigenerare le consuete logiche di salvaguardia, utilizzo e diffusione del sapere, di riattivare la memoria e la coscienza politica. In quest'ottica, l'artista diventa attore primario del cambiamento sociale e culturale. Cristina Baldacci ripercorre in questo volume la lunga e articolata storia dell'interesse per la pratica archivistica ricomponendo il ricco mosaico dei ruoli e dei significati che l'archivio ha assunto nel corso del tempo e la sua rilevanza come opera d'arte, quindi come sistema classificatorio atipico e, per certi versi, impossibile.
2010cm. 17 x 24, xxiv-292 pp. con 11 figg. n.t. Cultura e memoria Questo inventario segna un significativo traguardo nel quadro delle iniziative volte alla salvaguardia e valorizzazione delle fonti storico documentarie conservate dalle istituzioni locali del territorio fiorentino. Un complesso di fonti assai vasto ? circa diecimila unit? ? che costituisce la memoria scritta di oltre un secolo di attivit? di una istituzione locale che, nata all?indomani dell?Unit?, ha svolto con continuit? un ruolo di raccordo tra lo Stato nazionale e le comunit? locali comprese nel territorio provinciale. This inventory marks a significant achievement within the scope of initiatives aimed at the conservation of historic-documentary sources preserved by local Florentine institutions. An ensemble of sources quite vast ? approximately ten-thousand units ? which represents the written memory of over a century of activity by the Provincial Administration. Founded at the dawn of the Unification, this local institution carried out with continuity a liaising role between the national State and the local communities within the provincial territory. 590 gr. xxiv-292 p.
2000cm. 17 x 24, l-422 pp. con 12 tavv. f.t. Cultura e memoria Nel volume realizzato dalla Provincia di Firenze che ha acquistato la Villa ed il parco di Pratolino propriet? della famiglia russa dei Demidov, si pubblicano l?inventario dell?archivio ed un ampia selezione del carteggio tenuto da Marija Pavlovna, l?ultima discendente, con l?emigrazione russa dopo la Rivoluzione d?Ottobre. Having purchased the villa and park of Pratolino, property of the Russian family Demidov, the Province of Florence has realized this volume publishing an inventory of the archives and a large selection of correspondence undertaken by Marija Pavlovna, the last descendent, with the Russian emigration after the October Revolution. 890 gr. l-422 p.
2005cm. 17 x 24, xxvi-152 pp. Cultura e memoria Il testo descrive la documentazione appartenente alla sezione postunitaria dell?Archivio storico del Comune di Scandicci cui si aggiungono gli inventari dei fondi aggregati ivi conservati. Una introduzione traccia le vicende storiche dell?Ente con particolare riferimento al suo archivio. La pubblicazione garantisce l?accesso al patrimonio documentario e fornisce le coordinate per assicurarne l?utilizzazione ai fini della ricerca storica; costituisce, inoltre, una garanzia di mantenimento nel tempo dell?ordine recuperato attraverso gli interventi di riorganizzazione delle carte. A description of the portion of the historical archive of the district of Scandicci (near Florence) which covers the post-unification period. Also includes inventories of related holdings and a historical introduction. The volume provides convenient access to this subtantial documentary source and is an indispensable guide for historical research on the region. 356 gr. xxvi-152 p.