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2018ril. Sono passati cento anni da quel lontano 1917, anno in cui fece la sua comparsa e destò scandalo l'orinatoio rovesciato di Marcel Duchamp. Ma in che cosa si differenzia l'arte contemporanea da quella del passato? Molti sono i punti di divergenza, come la preminenza dell'idea sulla realizzazione, l'onnipotenza dell'artista, la negazione della bellezza, l'importanza del sistema dell'arte e dunque dei personaggi che si muovono tra l'artista e il pubblico, i nuovi spazi espositivi e i criteri di allestimento. Partendo da questi presupposti si sottolinea l'impossibilità di catalogare l'arte del presente secondo i criteri usati per quella del passato e se ne rintracciano di nuovi. Sono, in questo caso, criteri emotivi. Gli artisti e i movimenti più importanti di questi cento anni sono divisi, in questo agile manuale, in dieci grossi blocchi tematici con titoli scelti per suggestioni, a cui corrisponde, in alcuni casi, anche una sostanziale affinità temporale. In questo viaggio attraverso un secolo di artisti e le loro opere, l'importante è non farsi spaventare, ma anzi, lasciarsi sedurre dalle idee, dalla varietà degli stimoli visivi, e non solo. Per capire l'arte contemporanea è sufficiente procedere con ordine, affidandoci alla storia dell'arte, sì, ma anche al puro godimento della fruizione, a sensibilità, intuito ed emozioni.
1922ref. 22411(München), Stern-Presse, 1922. Doppelblatt (Titel und Einführung). Mit 10 signierten Original-Radierungen, jeweils lose unter Passepartout. 4° (32,5 x 24,5 cm). Original-Halbleinwand-Mappe mit Deckelschild.
2010ill., br. In queste pagine, attraverso, infatti, le peripezie, i drammi, le speranze che hanno avvolto una famiglia originaria di Pola, si vivono i tempi terribili degli ultimi anni di guerra e quelli altrettanto drammatici delle stagioni postbelliche. È, forse, un racconto personale, ma assolutamente simile a quello di migliaia e migliaia di altri istriani, fiumani e dalmati. L'autore è stato un ragazzino che ha vissuto in prima persona l'Esodo da quelle terre italianissime, insieme ai quasi quattrocentomila conterranei che hanno preferito abbandonare qualsiasi cosa possedessero pur di non perdere la propria identità. Su questo argomento sono stati scritti saggi, non sempre accettabili, romanzi, a volte anche emozionanti, e altri generici pamphlet che, tuttavia, non hanno mai saputo descrivere per intero l'intimo sentimento che ha animato quasi tutti quegli esuli che scappavano in patria senza sapere a cosa andavano incontro, ma consci che soltanto l'Italia li avrebbe protetti. Non sarebbe successo proprio così, ma era comunque meglio un campo di raccolta che soggiacere a una ideologia dimostratasi, col tempo, malvagia ed effimera.
2021br. Il libro si struttura in 18 micro-saggi narrativi (Introduzione compresa) che percorrono tutta l'opera di Mario Rigoni Stern (1921-2008), spesso confinato in celebrazioni relative alla guerra e alla natura (e caccia via via sottaciuta) e mai del tutto ricordato come un vero scrittore, capace di parlare a più generazioni, nutrendole di una memoria che sa tanto di pappa reale: da qui l'idea di scriverne a due, cioè a partire, anche e soprattutto, da due generazioni diverse (1966 e 1988), muovendo da Il sergente nella neve (1953) e approdando, almeno, a Stagioni (2006), ma senza dimenticare la traccia lasciata da volumi diversi, da Il magico «kolobok» e altri scritti (1989) al postumo Il coraggio di dire no (2013).
2021br. Il libro si struttura in 18 micro-saggi narrativi (Introduzione compresa) che percorrono tutta l'opera di Mario Rigoni Stern (1921-2008), spesso confinato in celebrazioni relative alla guerra e alla natura (e caccia via via sottaciuta) e mai del tutto ricordato come un vero scrittore, capace di parlare a più generazioni, nutrendole di una memoria che sa tanto di pappa reale: da qui l'idea di scriverne a due, cioè a partire, anche e soprattutto, da due generazioni diverse (1966 e 1988), muovendo da Il sergente nella neve (1953) e approdando, almeno, a Stagioni (2006), ma senza dimenticare la traccia lasciata da volumi diversi, da Il magico «kolobok» e altri scritti (1989) al postumo Il coraggio di dire no (2013).
ref. 1015067166.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1910Cartolina postale illustrata, non viaggiata, cm. 14x9. In buono stato (good copy).
1934In folio (mm. 410x315), cartonato editoriale figurato, pp. (18), con 11 belle xilografie in nero f.t., protette da velina con didascalia. “Di quest’opera ideata e curata dall’autore sono stati impressi su carta vera “Zerkall” appositamente fabbricata, 300 esemplari numerati dall’1 al 300 e 100 copie avanti numero fuori commercio”. Il ns. esempl., n. 73, appartiene alla tiratura di 100 avanti numero, ed è firmato al colophon dall’artista. Ben conservato.
ref. 9128Baudouin Lebon - SMI, Paris, 1976. In-12, broché sous couverture rempliée et illustrée, 43 pp. The Pocket Size Tlinglit Coffin, par G. Titus-Carmel, juillet 1976. - Gravures 1975/1976 - Version anglaise du texte.
2016ill., br. Il 12 aprile 1973 il Movimento Sociale Italiano e il Fronte della Gioventù indicono a Milano una manifestazione contro la "violenza rossa". A tenere il comizio fu chiamato l'On. Ciccio Franco, il leader e l'emblema della rivolta di Reggio Calabria. Dopo la tentata strage sul treno Torino-Roma del 7 aprile precedente, la manifestazione venne vietata. Si radunarono comunque nel centro di Milano centinaia di militanti dell'Msi e delle principali organizzazioni della destra extraparlamentare, tra loro i cosiddetti "sanbabilini", che si scontrarono violentemente per ore nel centro cittadino con le forze dell'ordine. Nel corso degli incidenti furono incendiate automobili, assaltati luoghi di ritrovo della sinistra, sparati colpi di pistola e lanciate bombe a mano. Una di queste colpì al petto l'agente di polizia Antonio Marino che rimase ucciso all'istante. Quel 12 aprile 1973 sarà ribattezzato come il "Giovedì nero" di Milano. I responsabili dell'uccisione dell'agente furono arrestati e condannati. Gli organizzatori della manifestazione incredibilmente assolti. Ripercorrendo gli atti giudiziari e le cronache del tempo, il libro, corredato da diverse fotografie inedite, ricostruisce quella giornata, ma anche la realtà del neofascismo milanese di quegli anni, con il suo portato di sistematica violenza, l'intreccio con la criminalità comune e gli ambienti del terrorismo nero: protagonista di primo piano della strategia della tensione in Italia.
1947ref. 30205München, Graf-Presse, 1947. 2 Bl. Titelei. Mit 12 radierten Exlibris von Alphons Woelfle. 8° (21,5 x 15 cm). Lose in Original-Halbleinwandmappe.
1950In-folio, bross., cc. nn. 7, con 4 tavv. a col., e 12 tavv. f.t. a col., applicate alla pagina. In buono stato.
1947In-folio, bross., cc. nn. 10, con 4 tavv. a col., e 12 tavv. f.t. a col., applicate alla pagina. In buono stato.
1952In-folio, bross., pp. XVII, con 3 tavv. a col., e 12 tavv. f.t. a col., applicate alla pagina. In buono stato.