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2014brossura Rivolgendosi al "cuore che non trema della ben recintata verità", Parmenide afferma l'eternità dell'essere. Portandosi oltre Parmenide, il filosofo Emanuele Severino sostiene che ad essere eterno è ogni essente, quale che sia la modalità del suo "essere", e chiama "struttura originaria" la dimensione del sapere che attesta questa eternità in modo incontrovertibile. Il presente volume intende anzitutto riflettere sulle implicazioni della proposta di Severino, anche attraverso l'esposizione e l'esame di alcune delle principali critiche mosse alla tesi dell'eternità dell'ente. A partire dal dialogo di metafisica tra Gustavo Bontadini, Severino e i loro allievi, il testo offre poi uno spaccato del fermento teoretico sollevato da questi grandi maestri del pensiero con i quali si sono confrontati, per la determinazione del senso della verità, filosofi e teologi di diversa provenienza.
2022br. Al di là dei canoni. Nel titolo la chiave di lettura dei dieci saggi pubblicati. Qui si parla di scrittori non imbrigliabili in statuti e regole preesistenti, di percorsi artistici non prevedibili, di momenti particolari della loro vita e della loro arte... Apre il volume il padre delle Avanguardie storiche, Apollinaire, richiamo immediato della spumeggiante Parigi primonovecentesca, passaggio obbligato per i giovani talenti insofferenti di canoni ottocenteschi... dove incontriamo tra gli altri i fedelissimi Dioscuri, Alberto Savinio e Giorgio de Chirico.... Seguito dal tragico momento della guerra '15-'18 coi suoi ampi riflessi sulla letteratura e sulle articoeve e del decennio successivo: Soffici, de Chirico, Barbusse, i futuristi... E Ungaretti, naturalmente, ma quello degli esordi, amico di Enrico Pea, di Lorenzo Viani e del Manipolo d'Apua, gruppo di intellettuali e scrittori anarchici e imprevedibili della Viareggio dei primi decenni del secolo, finora poco studiati. C'è Savinio, che riempie molte pagine coi suoi sorprendenti ritratti pittorici e letterari fra umano e animalesco, ghiotto boccone per la psicanalisi, e le sue lungimiranti profezie sulla Sorte dell'Europa; e il Calvino anni '60, il quale alla fantasia all'eros e al paradosso affida il compito di una narrazione nuova, lontana da percorsi realistici e monosignificanti. A Luigi Malerba sono dedicati 4 saggi (di cui due sulle ultime opere), che ne scoprono la verve polemica e battagliera, lo spirito ecologista, il taglio ironico e surreale dei racconti postumi... Non poteva mancare, infine, in vista del centenario della nascita che si celebrerà nel 2022, Pasolini, con un lungo scandaglio nel suo laboratorio narrativo linguistico.
1977br. L'opera è divisa in nove capitoli: "Dei pregiudizi dei filosofi", "Dello spirito libero", "Della mania religiosa", "Aforismi e interludi", "Per la storia naturale della morale", "Noi dotti", "Le nostre virtù", "Popoli e patrie", "Che cos'è aristocratico?", chiude l'opera un epodo "Dall'alto dei monti". Nell'opera N. afferma che il problema morale è più essenziale di quello teologico. Per eliminare il pregiudizio della morale è necessario un nuovo indirizzo di cultura e a tal fine si potranno impiegare gli "spiriti liberi", immuni da quel pregiudizio. Conclusione delle tendenze dell'Europa democratica sarà una schiavitù imposta da una forte razza e la futura aristocrazia dominatrice potrà nascere solo da una lunga disciplina.
2019br. Uno dei testi fondamentali della filosofia del XIX secolo, feroce attacco di Nietzsche ai pensatori suoi contemporanei.
2020br. In "Al di là del bene e del male", polemico e paradossale fin dal titolo, Nietzsche confuta in anticipo quelle che lui chiama le "idee moderne", supera la nozione stessa di "spirito libero", spingendosi fino a mettere in questione l'idea di "verità" in sé e tutto ciò che ne discende, a partire dalla morale: questo significa porsi al di là del bene e del male. Questa edizione presenta un vasto apparato di note, aggiungendo nella postfazione sia una guida ragionata alle molte tematiche del libro, sia i ragguagli filologici necessari a comprendere la sua formazione.
2022br. «Al di là del bene e del male», oltre cioè le convenzioni e gli abiti della morale tradizionale, non c'è un nuovo sistema rituale e men che meno una "religione dell'estetica" che si sostituirebbe alla morale religiosa e filosofica tradizionali. C'è, al contrario, uno spazio di libertà illimitato che ha in Dioniso - il dio della musica, della danza e dell'eccedere la norma - il proprio nume tutelare... Al di là del bene e del male contiene un continuo dialogo con il proprio tempo e con quelli passati (e senza dubbio anche con quelli a venire). Un aspetto talvolta palese talaltra implicito, ma comunque tale da saltare all'occhio anche del lettore meno attrezzato. Introduzione Massimo Baldi.
2011br. Nietzsche sulla composizione di questa sua opera, in un abbozzo (poi abbandonato) di prefazione così scrive: "Questo libro è composto di annotazioni da me fatte durante la nascita di 'Così parlò Zarathustra', o - più esattamente - durante gli intermezzi di quella nascita, sia per ristorarmi sia anche per interrogare e giustificare me stesso nel pieno di un'impresa estremamente ardita e densa di responsabilità..." E proprio come in "Zarathustra" continua a condurre le sue micidiali aforistiche scorribande di nomade negli ambiti della morale, qui crudelmente dissezionata, della psicologia, della storia e della cultura. Ripercorrendo tutti i temi fondamentali della sua maturità filosofica è considerato uno dei testi fondamentali della filosofia del XIX secolo. E come dice il suo sottotitolo un "Preludio di una filosofia dell'avvenire". Anche se alcuni aforismi risalgono al 1881, la stesura organica e definitiva dell'opera, si colloca tra la primavera del 1885 e l'inverno 1885-1886. Alla metà di quest'ultimo anno, il libro - non trovando disponibile un editore - vide la luce a spese dello stesso autore.
2014br. All'inizio degli anni '40, nella Parigi occupata dalle milizie naziste, due intellettuali di origine rumena, Emil Cioran e Benjamin Fondane, entrambi influenzati dal filosofo russo Lev Sestov, stringono un rapporto di intensa amicizia. Il sodalizio, però, sarà di breve durata: nel marzo del 1944. infatti, l'"ebreo errante" Fondane, arrestato dalla polizia del regime collaborazionista di Vichy, verrà prima internato a Drancy, poi deportato ad Auschwitz, dove troverà la morte tra il 2 e il 3 ottobre dello stesso anno. Cioran, che inutilmente aveva tentato di sottrarre l'amico all'arresto, e alla tragica fine che lo avrebbe atteso, omaggerà Fondane con un toccante ritratto, pubblicato sulla rivista "Non Lieu" (1978) e successivamente negli Exercices d'admiration (1986). Le interviste raccolte nel presente volume, incentrate sulla figura e l'opera di Benjamin Fondane, integrano tale contributo, restituendo l'immagine di un uomo di grande spessore morale, e di un autore di primissimo piano sulla scena culturale europea del primo Novecento.
2014br. All'inizio degli anni '40, nella Parigi occupata dalle milizie naziste, due intellettuali di origine rumena, Emil Cioran e Benjamin Fondane, entrambi influenzati dal filosofo russo Lev Sestov, stringono un rapporto di intensa amicizia. Il sodalizio, però, sarà di breve durata: nel marzo del 1944. infatti, l'"ebreo errante" Fondane, arrestato dalla polizia del regime collaborazionista di Vichy, verrà prima internato a Drancy, poi deportato ad Auschwitz, dove troverà la morte tra il 2 e il 3 ottobre dello stesso anno. Cioran, che inutilmente aveva tentato di sottrarre l'amico all'arresto, e alla tragica fine che lo avrebbe atteso, omaggerà Fondane con un toccante ritratto, pubblicato sulla rivista "Non Lieu" (1978) e successivamente negli Exercices d'admiration (1986). Le interviste raccolte nel presente volume, incentrate sulla figura e l'opera di Benjamin Fondane, integrano tale contributo, restituendo l'immagine di un uomo di grande spessore morale, e di un autore di primissimo piano sulla scena culturale europea del primo Novecento.
2012br. Pessach Antschel, divenuto Paul Antschel e poi Paul Celan. Benjamin Wechsler, divenuto Barbu o B. Fundoianu, e poi Benjamin Fondane. Due scrittori romeni, emblemi della letteratura dell'esilio, voci della coscienza ebraica e testimoni della persecuzione nazista. Celan, delicato e fragile, chiuso nei lunghi silenzi, nelle malinconie precoci e persistenti, pellegrino affascinante e impulsivo ispirato dalle pagine di Trakl e di Rilke. Fondane, alto e ardente, chiome e sogni al vento, impetuoso, contraddittorio e indisponente, dai rapidi cambiamenti d'umore, vitale e brioso, ribelle, ruvido e aspro. Se Fondane muore ad Auschwitz, dopo aver lasciato nell'"Exode" il suo testamento poetico, Celan vi sopravvive, ma continua a bere il "nero latte dell'alba", anche dopo la notte incompiuta dell'incubo, e il suo suicidio del 1970 nella Senna è solo l'atto finale di un dramma spirituale incomparabile. Scomparsi nel fuoco e nelle acque dell'Olocausto, i due poeti si incontrano solo nel martirio, così diverso e tuttavia comune, e nel dialogo postumo del loro Io lirico.
2010br. Prendendo le mosse dal concetto di iterabilità, collegandolo alle moderne tecnologie e alle questioni etiche che ci impongono, in quest'intervista del 2001, Derrida attraversa molti nodi problematici della sua filosofia - la traccia, il resto, la rimanenza, il supplemento, il fallogocentrismo e la sua necessaria decostruzione, la distinzione tra différence e différance e quella tra oralità e scritturala - e della sua biografia - il controverso rapporto con la sua ebraicità, la "difesa" di De Man e il "caso" che ne è seguito, le sue posizioni riguardo al "nazismo" di Heidegger - producendo un intreccio molto interessante tra vita e pensiero, filosofia e biografia, che troverà nella letteratura un suo grande punto di forza e una felice sintesi.
In 16o, pp. 238, br. Traduz. di E. Montale, ottimo (6807/ STEINBECK - AL DIO SCONOSCIUTO - LETTERATURA AMERICANA 1900)
2019ril. "Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite - non posso nemmeno incominciare a spiegare l'importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo 'Orto di un perdigiorno' - non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. 'L'orto di un perdigiorno' si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: "Ho la dispensa piena". Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un'altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo." (Luigi Spagnol)
2011ill., br. Protagonista principale è Marziale Dini (1818-1903) con le sue esperienze di vita e le sue memorie finora inedite, ma anche la realtà locale del suo tempo, che tuttavia rimanda a un più ampio scenario europeo. Il diario e le lettere, da lui scritte sul campo di battaglia di Curtatone e Montanara e indirizzate al padre Vincenzo e soprattutto alla madre Anna, hanno permesso di ricostruire il percorso del giovane avvocato colligiano, nato da una nobile famiglia di Colle di Val d'Elsa e lì divenuto personaggio di spicco nel periodo dell'Unità d'Italia. Seguendo l'ardore patriottico degli studenti e dei professori universitari senesi, Dini prende volontariamente parte, di nascosto dai genitori, alla battaglia combattuta nei dintorni di Mantova (1848), arriva in Lombardia con il Battaglione Universitario Toscano e, al comando di un plotone di studenti velocemente addestrati, combatte finalmente contro il nemico invasore. Marziale torna a Colle e partecipa alla vita cittadina facendo parte della gioventù liberale che vuole l'unificazione. Alcuni mesi prima del 17 marzo 1861 Marziale Dini partecipa alla spedizione napoletana del 4° Battaglione Toscano della Guardia Nazionale.
réf. 0000422 96 p. of Arabic text on calligraphy art by Mehmed Munis zade an Ottoman Turkish calligrapher lived in Cairo where he taught in the school of improving calligraphy since it's establishment. Printed by the order of Ismail Pasha Khediv of Egypt in the lithiograph printing house of the Egyptian state. paperback
2000brossura Sin dalla più remota antichità i passaggi d'epoca sono stati considerati chiusure e aperture di cicli, in obbedienza a una concezione del tempo quale sostanza non uniforme e neppure lineare, come invece l'età moderna si è abituata a pensarlo. Ma anche per i moderni il tempo rimane un'entità oscura, scandita da soglie che suscitano attese esaltanti e crudeli incubi: anzitutto i millenni. Ed è proprio uno di tali momenti che stiamo ora vivendo, in coincidenza con quella che, secondo l'antica concezione astrologica fondata sulla precessione degli equinozi, è la transizione dall'Età dei Pesci all'Età dell'Acquario, i cui caratteri possiamo solo presagire.
1940In-8, brossura orig. figurata a colori (picc. strappi), pp. 206, con 12 illustrazioni e 12 tavole del pittore A. Mainardi. Coi margini lievem. ingialliti per la qualità della carta ma buon esemplare.
2012br. Nel solco di una prospettiva delineata, sia pur in contesti filosofici completamente differenti, da un lato da Aldo Capitini e dall'altro da Jacques Derrida, l'autore prospetta in questi saggi una realtà liberata che, senza distinzione di specie, instauri una discontinuità, una rottura rispetto all'antropocentrismo dominante, allo specismo secondo cui la specie umana sarebbe (auto)legittimata a disporre della vita degli altri esseri senzienti. Guardare al punto di arrivo comune significa, allora, oltrepassare lo scarto tra l'uomo e le altre specie animali, ridefinire lo stesso concetto di diritto, chiudere i conti, una volta per tutte, con l'olocausto quotidiano con cui, in colpevole indifferenza, la stragrande maggioranza di noi accetta di convivere. C'è necessità di un cambiamento radicale che segni una presa di distanza dall'umanesimo predatorio e proclami a partire da subito, qui ed ora, l'avvento di una rivoluzione copernicana tanto attesa quanto ormai improcrastinabile. Un libro che scaturisce dal vissuto.
2015ril. Durante il nazismo alcuni fisici cercarono di dar vita a una fisica ariana che escludesse ogni "idea giudaica", molti altri fecero compromessi e concessioni pur di continuare a lavorare. Tra questi vi erano tre fisici di levatura mondiale, attraverso i quali Philip Ball racconta la storia della fisica tedesca sotto Hitler. Max Planck, il pionere della teoria dei Quanti, universalmente stimato per la condotta morale che seppe mantenere durante il regime; Peter Debye, un fisico nederlandese che arrivò a dirigere il più importante istituto di ricerca del Reich prima di andarsene negli Stati Uniti nel 1940; Werner Heisenberg, lo scopritore del principio di indeterminazione, che ebbe un ruolo di primo piano nella corsa tedesca alla bomba atomica. Alla fine della guerra molti scienziati tedeschi rivendicarono la propria apoliticità e la propria opposizione al regime: Debye affermò di essere andato in America per fuggire dalle interferenze naziste alle sue ricerche; Heisenberg sostenne, insieme ad altri, di aver deliberatamente rallentato la fabbricazione della bomba atomica... Muovendosi tra storia, biografia e storia della fisica, l'autore inquadra le difficili e ambigue scelte morali di tre vite intrappolate tra gli ideali della scienza e un'ideologia tirannica; illuminando di nuova luce i vari modi in cui la maggioranza degli scienziati, tra complicità e resistenza, fece i conti con il regime nazista.
réf. 93801.tirouflet peintures, Galerie Rencontres, Paris [5 février - 2 mars 1974]. On joint le carton d'invitation au vernissage.2. Tirouflet, Galerie Craven, Paris [8 avril - 6 mai 1975].3. Tirouflet, Lieux communs, banlieues du désir, par Jean-Louis Pradel, Galerie Krief-Raymond, Paris [22 septembre - 18 octobre 1977].4. Tirouflet, crayons de couleur sur papier, chez Jean Peyrole, Paris [26 février - 30 mars 1985] avec un texte de Henri Raynal : L'effacement du peintre.5. Tirouflet, aquarelles, musée Bonnat, Bayonne. Plaquette illustrée avec un texte et un entretien de Jacques Donguy, s.d. [1977 ou 1978]. Quelques rousseurs en quatrième de couverture.6. Roger Munier, Tirouflet ou L'éloge du moindre, Galerie Jean Peyrole, Paris [19 mars - 4 mai 1991]. On joint le carton d'invitation au vernissage.7. Michel Couderc, Tirouflet l'irréductible, plaquette illustrée, s.l., 2006. Avec un envoi a.s. d'A. Tirouflet à Gilbert Lascault.On joint :8. deux lettres a.s. d'Alain Tirouflet au critique d'art Gilbert Lascault [1974 et s.d., recto] ; une enveloppe contenant un négatif photographique d'une nature morte de Tirouflet par L.S. Jaulmes ainsi qu'une photographie n/b (assez bon état) d'une autre nature morte par le même photographe (datée 1984).
1946In-8 p., brossura originale, pp. 167,(3). Prima edizione. Ben conservato.
réf. CZC-12523Très bel album de 104 photographies sur Paris, Exposition Universelle, foire aux bestiaux, trains, courses de chevaux, défilé militaire format 30x26, percaline rouge, coupure sur 6cm haut du mors, 25 pages d'origine + une page ajoutée, tranches dorés, en très bel état. On peut y voir; foire de Paris ou marché aux bestiaux, marchands de vin ( 12 photos), Exposition Universelle de Paris ( 19 photos, Notre-Dame, Arc de Triomphe, gare, courses de chevaux au champ de course, quai de Seine avec bateaux, défilé militaire Arc de Triomphe, puis photos de la famille dans son châteaux, à la mer, à la montage et divers.. Joint deux fairs parts Monsieur André Schoettel ( 1920) et Madame Louise Pescheux ( 1921
réf. CZC-12523Très bel album de 104 photographies sur Paris, Exposition Universelle, foire aux bestiaux, trains, courses de chevaux, défilé militaire format 30x26, percaline rouge, coupure sur 6cm haut du mors, 25 pages d'origine + une page ajoutée, tranches dorés, en très bel état. On peut y voir; foire de Paris ou marché aux bestiaux, marchands de vin ( 12 photos), Exposition Universelle de Paris ( 19 photos, Notre-Dame, Arc de Triomphe, gare, courses de chevaux au champ de course, quai de Seine avec bateaux, défilé militaire Arc de Triomphe, puis photos de la famille dans son châteaux, à la mer, à la montage et divers.. Joint deux fairs parts Monsieur André Schoettel ( 1920) et Madame Louise Pescheux ( 1921
réf. 7127Musées de Nice, 1984. In-12, broché, 35 pp. Avant-propos, par Claude Fournet - Alberto Burri, Le Rouge et le Noir - Nice 1984, par Pierre Falicon - La peinture du peu, par Daniel Abadie - Bibliographie - Planches.
1897réf. AMO-4214Madame est servie. Album en couleurs (colorié au pochoir - ateliers Greningaire). Par Albert Guillaume. Préface de Willy. H. Simonis Empis, éditeur, s. d. (1897). Format 35,5 x 28 cm. Couverture illustrée en couleurs (premier plat) et 20 planches imprimées en couleurs (coloriage au pochoir par Greningaire) (avec 1 feuillet de faux-titre, 1 feuillet de titre et 2 feuillets de préface). Superbe et très rare tirage de luxe sur papier du Japon à 25 exemplaires seulement. Exemplaire dérelié. Tête dorée. Très bon état de fraicheur des couvertures (les deux plats sont conservés en très bon état). Petite ombre rousse dans la marge supérieure du premier plat de couverture. A relier (un cartonnage papier serait le bienvenu). Voir photos de l'annonce. Très rare dans ce tirage.