25.014 Ergebnisse
2016ill., br. La rivoluzione russa è stata, per i suoi effetti, una delle vicende più sconvolgenti della storia mondiale: in una sola generazione dall'instaurazione del potere sovietico almeno un terzo dell'umanità viveva in regimi che l'avevano presa a modello. Il costo in vite umane degli eventi rivoluzionari del 1917 e degli anni immediatamente successivi fu immenso: milioni di morti per le bombe e le pallottole dei rivoluzionari e per la repressione diretta del regime, per il terrore rosso e i pogrom antiebraici, ancora di più per la fame, il freddo, le malattie. In questo libro, considerate l'opera più completa e attendibile sul periodo, per la prima volta si è racchiusa in un unico volume l'intera parabola rivoluzionaria: dal 1891, quando per la prima volta la carestia e la fame spinsero la popolazione a ribellarsi all'autocrazia zarista, fino al 1924, quando alla morte di Lenin si erano ormai instaurate e consolidate le istituzioni del regime sovietico. Orlando Figes descrive la rivoluzione come una tragedia, tanto per il popolo russo nel suo insieme quanto per i singoli individui, dimostrando che il fallimento della democrazia nel 1917 aveva le sue radici nella cultura e nella storia sociale della Russia e che quella che era nata come rivoluzione del popolo conteneva già i semi della futura degenerazione in violenza e dittatura.
2017ril. Questa quinta "Tradizione del Novecento" si riallaccia alle precedenti quattro pubblicate via via dall'autore a partire dal 1975. In particolare essa approfondisce, fra i temi svolti in precedenza, quelli della traduzione - ora non soltanto d'autore - della metrica e della poesia dialettale da sempre cara allo studioso. I saggi più specifici, che vanno da d'Annunzio, Saba, Marin a Orelli, sono ora inquadrati da due panorami complessivi della poesia e -soprattutto - della prosa del secolo passato.
1971This is a near fine hardcover copy with a very good original soft mylar dust wrapper. All gilt titles still bright. The top of the spine is bumped, this can be seen in the photograph, but it doesn't affect the inside of the book, just the outside top of the spine. The dust wrapper has a shallow chip at the top of the spine which extends around both front and back covers a few inches. The book is very clean inside and out. The spine is not sunned. Text in Italian. Illustrated in black & white with 202 plates with old photographs, drawings, prints and architectural plans + a section of smaller b/w photos titled 'Alcuni aspetti di case rurale Toscana'. Most of the photographs are by Alinari. This book covers the minor architecture of Tuscany from the XIth century through the XVIIIth century.12" high X 9" wide, 350 pages. A beautiful copy of this classic. Large heavy book, foreign shipping will be extra. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
1988Marsilio, 1988. In-8, brossura, pp. 153. In ottimo stato.
2008br. Pavese lo sapeva bene, un viaggio non si fa da soli: perché è triste; perché la complessità del mondo sovrabbonda la capacità di vedere di due occhi soltanto; perché parlando con qualcuno le cose non scappano più via. Per Pavese tutto l'essere fin nelle sue radici grida contro la solitudine, per cui la solitudine stessa è annuncio di un altro, sotto le cui "ali" bisogna stare. E poi il viaggio consiste della sua meta: solo chi sa che alla fine del viaggio qualcuno lo attende può stare da solo. Una riflessione sulla vita e sulle opere di Cesare Pavese, attraverso la scoperta dei luoghi che più hanno significato per il poeta e che più hanno inciso sulla sua scrittura, sulle tracce di un cammino esistenziale tormentato ma letterariamente fecondo, interrotto solo quando il dolore della vita ha sopraffatto il profondo desiderio di amare ed essere amato.
Best.-Nr. 79789Paris, Arthème Fayard, 1909. 17 x 24, 124 pp., reliure d'édition pleine toile, très bon état.
Best.-Nr. 6230Jacques Lennep, Roosdaal, 1976. In-12, plaquette agrafée, non paginée [29 pp.].
2009br. Il libro riapre la serie storica degli "Studi" pubblicati dalla Società toscana per la storia del Risorgimento, raccogliendo gli atti del convegno La Toscana dai Lorena al fascismo svoltosi a Firenze nel 2005, a cinquant'anni dalla pubblicazione della Rassegna storica toscana. La Rassegna ospita saggi e articoli riguardanti il periodo che va dal 1737 al 1925, ossia dall'inizio della dinastia lorenese in Toscana fino all'avvento del fascismo. I contributi approfondiscono le grandi questioni della ricerca storica sulla Toscana dalla fine del governo mediceo, attraverso la stagione del riformismo leopoldino e gli anni rivoluzionari e napoleonici, fino all'età della Restaurazione e del Risorgimento e alla lunga fase postunitaria, con l'inserimento della regione nel nuovo contesto nazionale. Il volume, con premessa di Riccardo Nencini, racchiude scritti di Paolo Bagnoli, Fabio Bertini, Marino Biondi, Bruna Bocchini Camaiani, Donatella Cherubini, Antonio Chiavistelli, Fulvio Conti, Romano Paolo Coppini, Angelo Gaudio, Donatella Lippi, Luca Mannori, Rolando Nieri, Rossano Pazzagli, Sandro Rogari, Giorgio Spini e Alessandro Volpi.
brossura Torre, Atlantide e Inferno sono i tre complessi mitici che, tra loro armonizzati da contiguità geometriche (verticalità) e cinetiche (ascesa e discesa), rispondono con sorprendente forza iconica tanto all'ante quanto al post mortem della Germania socialista. Un vaglio tematologico ed esemplare di questa mitopoiesi - sulla scorta di opere di Kurt Drawert, Reinhard Jirgl, Julia Schoch, Jens Sparschuh, Uwe Tellkamp e Ulrich Zieger apparse tra 1995 e 2008 - si offre qui per la prima volta, nella convinzione della proficuità di indugiare entro quel perimetro in cui la puntuale riflessione sui miti si innerva in un seducente tessuto di riverberi tematici, quei rimandi culturali profondi, polivalenti e talvolta oscuri che da sempre alimentano il parlare di letteratura. E in questo risiede l'ambizione di queste pagine.
1994This is a fine softcover copy with no wear at all. Completely clean inside and out. Text in Italian. The Lanfredini Tower is a medieval structure in Florence, Italy and is still standing today. Preface by Carlo Cresti. 9 color photographs of the Lanfredini Tower, both exterior views and interior rooms + 2 black & white illustrations. Bibliography. Limited edition of 500 numbered copies. 8" high X 6" wide, 35 pages.
1962Feltrinelli, 1962. In-8, cartonato editoriale, pp. 177-(3). Volume della collana: Biblioteca di letteratura - I Contemporanei n. 40. Prima edizione. In buono stato (good copy).
1998Tropea, 1998. In-8, brossura, pp. XI,283. In ottimo stato.
1954In-16 gr., brossura editoriale , pp. 178. Prima edizione. Ben conservato.
2017br. Il 5 giugno 1959, a Parigi, una piccola folla si raduna nel giardino accanto all'abbazia di Saint-Germain-des-Prés. Fra i presenti, Jean Cocteau: eccolo declamare versi in attesa dell'evento che tutti aspettano con trepidazione: oggi si inaugura il monumento che Pablo Picasso ha realizzato in onore di Guillaume Apollinare. All'appello, però, manca proprio Picasso, e con lui Dora Maar. Sono loro i protagonisti di questa storia. Dal 1918, anno in cui il suo fraterno amico Apollinare era morto, portato via dalla spagnola, l'astro di Picasso aveva iniziato a brillare di luce accecante: non c'era artista più acclamato di lui, in Europa e nel mondo. In quei quarant'anni aveva cambiato stili, case, amici, donne, ma il suo carattere era rimasto lo stesso: irriverente, sulfureo. E così la folla riunita a Saint-Germain, in quel pomeriggio di giugno, si trova davanti una testa in bronzo: bella, bellissima - come avrebbe potuto non esserlo? - e inequivocabilmente femminile. Eppure nessuno ebbe niente da ridire, e meno di tutti Dora Maar, che di quella testa fu la modella. Dora: la fotografa, l'amica dei surrealisti, la musa di Guernica che la brutalità di Picasso aveva trasformato nella "Femme qui pleure", soggetto straziato della sua produzione a cavallo fra gli anni trenta e quaranta. "La testa scambiata" è la storia delle vicende che legarono questi artisti, amici, amanti; una storia in cui il più potente motore delle sorti umane, l'amore, è declinato in tutte le sue forme, dalle più lievi alle più torbide. Ma" La testa scambiata "è anche la storia dell'arte del Novecento vista attraverso la lente di chi quella storia l'ha tessuta: a raccontarcela è Enzo Restagno, profondo conoscitore degli intrecci infiniti e inestricabili che congiungono vita e arte. Girovagando per la Parigi che vide il genio di Picasso all'opera, osservando con acutezza le sue sculture e i suoi dipinti, Restagno racconta una fiaba moderna, che della fiaba ha i toni drammatici, il valore paradigmatico, ma non il lieto fine.
2011Corriere della Sera, 2011. In-8, brossura, pp. 127, con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. In ottimo stato.
2019br. Come nasce un libro; come si forgia un linguaggio che sembra così personale da non essere comunicativo ma che si rivela un mezzo di coinvolgimento irresistibile; come persuadere il lettore a guardare il mondo con gli occhi di un personaggio. Questo libro è un'inchiesta in forma di dialogo su un caso letterario straordinario come quello di Andrea Camilleri. L'intervista che parte dall'analisi del segreto di un successo si articola e si dirama via via nell'universo creativo di Camilleri, senza trascurare aneddoti e ricordi personali.
1965In-16 gr., cartonato editoriale, sovracoperta con disegno a colori di Nicoletta Del Buono, pp. 247,(3). Racconti. Prima edizione. In buono stato (good copy).
2020br. L'idea della "terza età del mondo", auspicata da Lessing ne L'educazione del genere umano (1780), è il motivo di fondo che guida la cultura tedesca, e poi quella europea, tra la fine del '700 e gli inizi del '900. Per essa un nuovo Vangelo eterno doveva sostituire il Vangelo storico ed attuare una trasformazione della religione tale da portare ad una divinizzazione del mondo. L'epoca nuova è l'età dello Spirito, l'era che succede a quella del Padre e del Figlio, dell'Antico e del Nuovo Testamento. La teologia trinitaria della storia di Gioacchino da Fiore, riproposta da Lessing, diviene il paradigma della secolarizzazione, della metamorfosi di Dio e dell'uomo. L'età dello Spirito, come tempo della piena maturità, è l'utopia della seconda modernità, quella illuministico-romantica, che si propone come soluzione del dramma della prima dominato dal conflitto politico-religioso aperto dalla Riforma. La crisi del modello della terza età, al centro delle critiche di Nietzsche e delle grandi tragedie del '900, segna l'orizzonte della cultura contemporanea.
2015br. In un momento storico in cui le sovranità nazionali sono poste di fronte a una sfida cruciale, ritornare alle fondamenta del pensiero cosmopolitico può forse costituire l'unica via d'uscita democratica. Il saggio, dedicato alla prospettiva cosmopolitica di Kant e Kelsen, tenta di mettere in luce il filo rosso che collega questi due autori e che è costituito proprio dagli "occhiali" cosmopolitici con cui entrambi guardano al diritto. "Occhiali" che forse sono ancora oggi indispensabili per capire la crisi - non tanto economica, ma politica - degli stati-nazione e per individuare una via d'uscita che non si lasci tentare da sirene totalitarie. Solo con questi "occhiali" scopriremo forse che, più che con una crisi, siamo alle prese con una mutazione. Da questo punto di vista alcuni passaggi di questi due grandi classici della filosofia sono di un'attualità straordinaria.
2017br. Il più disastroso terremoto mai avvenuto in Europa fu quello che il 28 dicembre 1908 rase al suolo Messina e Reggio Calabria, provocando quasi centocinquantamila morti. Nella città devastata dalle scosse, dalle successive ondate di maremoto, dagli incendi, accorrono alcuni tra i più famosi giornalisti e intellettuali italiani: il loro reportage fissa la memoria indelebile di uno dei capitoli più tragici nella storia del nostro Paese. In queste pagine Giorgio Boatti narra la catastrofe di Messina in un'ampia e serrata ricostruzione basata, oltre che sulle cronache e i racconti dei sopravvissuti, su documenti inediti che ne illuminano i più drammatici e sconvolgenti risvolti.
2019ill., br. All'alba del 29 novembre 1864 le truppe al comando del colonnello John Chivington attaccarono di sorpresa il pacifico villaggio di Pentola Nera, trucidarono e mutilarono duecento Cheyenne, due terzi dei quali erano donne e bambini. Il massacro di Sand Creek fu il primo degli scontri che incendiarono le Grandi Pianure per circa un trentennio, portando all'esodo forzato degli indiani all'interno delle riserve. Non fu un genocidio, ma una spirale di violenza volta a cancellare una società guerriera e intimamente mistica che mal si conciliava con una nazione in ascesa. Il progresso americano era fatto di ferrovie da costruire, oro da trovare, immense distese da convertire in terreni agricoli. La danza del sole fu soppiantata dal cristianesimo, la caccia al bisonte dall'allevamento dei bovini, il nomadismo dalla stanzialità. Questa, però, è una visione parziale della conquista dell'Ovest americano. Secondo Peter Cozzens, studioso di storia militare ed esperto di guerre indiane, occorre invece andare più in profondità e far affiorare le ambiguità di tutti i protagonisti, per evitare di cedere all'emozione compassionevole tipica delle narrazioni degli ultimi cinquant'anni sulla resa di capi tribù quali Cochise, Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa, Gambe di Legno e Toro Seduto. I pellerossa erano una costellazione di clan, spesso in lotta fra loro, non di rado scesi a patti con il «Grande Padre» di Washington per procurarsi sostegno contro i nemici. Le istituzioni furono tutt'altro che monocordi ma, anzi, vacillanti, indecise, deboli e incapaci di tenere a bada i delegati del governo federale sul territorio. L'esercito - mal equipaggiato, stremato dalla guerra civile, corrotto, incline all'alcol e alla diserzione - era composto di uomini arruolatisi per le ragioni più disparate, ognuno con le proprie ambizioni e debolezze. Così l'efferatezza di George Armstrong Custer, il pugno di ferro di William Sherman e la presunzione di Philip Sheridan si mescolarono alla fame di gloria di molte Giacche Blu, ma anche al turbamento di ufficiali come George Crook e Henry Carrington di fronte agli abusi brutali. Le vittorie indiane nel «massacro Fetterman» e al Little Bighorn, e i successi dei bianchi a Sand Creek e Wounded Knee, diventano quindi tasselli sanguinosi di una scena multiforme, in grado di sfumare i confini tra oppressori e vittime, colpevoli e innocenti. Basato in larga parte su fonti ancora inesplorate, "La terra sta piangendo" offre non una, ma tante storie della lunga conquista dell'Ovest, per farci comprendere quanto il dibattito su una delle pagine più violente e complesse della storia americana sia ancora ben lontano da una conclusione.
1958In-16 (cm. 19.50), brossura illustrata, con alette, pp. 49, (7). Prima edizione. Brunitura del dorso, peraltro in buono stato (text in good condition).
2017br. Che cos'è, esattamente, la «cultura»! Il termine cultura ha conosciuto, negli ultimi anni, una diffusione esponenziale, uscendo dall'ambito accademico e contagiando il dibattito pubblico, che proprio sulle questioni relative ai temi delle identità collettive e delle presunte frizioni tra «culture» si infiamma. Più che una ricognizione storica del termine, si tratta di ripensare la legittimità del suo uso, considerando che eminenti filosofi del Novecento (Heidegger, Adorno e Derrida, per citarne alcuni) hanno criticato la sua tenuta semantica. Al centro del lavoro sta la figura di Hölderlin, che più di tutti ha pensato la questione del rapporto tra cultura, terra e spirito. In un'epoca nella quale le decostruzioni delle identità e le pressioni di culture «altre» ne mettono in crisi ogni declinazione monolitica, il primo passo da compiere è quello di chiedersi che cosa questo termine significhi. È probabile che il primo gesto pienamente «culturale» sia quello di chiedersi che cosa sia la cultura.
1964In-16 gr. (mm. 190x128), brossura originale a colori, pp.134,(2), con illustrazioni in b.n. nel t. Prima edizione italiana (6 luglio 1964). Ben conservato.