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1979rif. 17691München : Prestel, 1979. Jugendstil, Art Deco 208 S.; 26x23 cm Großformat, Leinen mit Umschlag / gebundene Ausgabe
2016br. Il volume è un ricco intrecciarsi e alternarsi dei manoscritti ad opera di Antonino Conti Dini - impiegato, prima, nell'Amministrazione di Lampedusa quando essa era colonia del Regno di Sicilia e, poi, primo segretario comunale - con gli interventi dell'autore Giuseppe Palmeri, venuto in possesso di codesti documenti. Il Conti Dini, essendosi trasferito a Lampedusa nel 1850, racconta la storia per cui quest'Isola, da feudo dei Caro divenne, poi, dei Tomasi, investiti quindi del titolo di Principi di Lampedusa, e come sia divenuto successivamente territorio demaniale del Regno delle Due Sicilie. Il manoscritto descrive, inoltre, con particolari suggestivi, il lavoro di Ferdinando II di Borbone per la colonizzazione dell'Isola, descrivendo gli interventi (giuridici e materiali) cui il Conti Dini è stato testimone, fino all'acquisizione dell'Isola al Regno d'Italia. L'opera è valorizzata da un apparato iconografico che include immagini del periodo in cui visse il nostro Conti Dini.
1816[Livorno- Raro ] (cm. 13,5) Brossura muta. ¿pp.48. rara edizioncina stampata senza note tipografiche, probabilmente ¿alla macchia¿ contiene la vita dell¿autore e le annotazioni in fine. Esemplare corto di margini ma buono e nitido.[f59] Libro
rif. 7875Le Musée de Poche, Georges Fall, éditeur, Paris, 1960. In-12, broché sous jaquette illustrée en couleurs, 62 pp. Lam, par Jacques Charpier - Planches - Biographie.
1842rif. 1267547London, Longman, Brown, Green, and Longman, 1842. Gr.-8vo. Gestochenes Frontispiz, gestochener Titel m. Titelvignette, 8, 396 S., 10 Stahlstichtafeln. Lwdbd d. Zeit m. reicher Gold- u. Blindprägung (Einbd lichtrandig, etwas fleckig u. bestoßen, gering stockfleckig, etwa 90 S. m. Marginalien u. Unterstreichungen von alter Hand, Exlibris).
2014br. Lalla Romano ha affrontato il "tema inesauribile" del silenzio in tutta la sua lunga esistenza, sia attraverso l'esercizio della contemplazione ("io chiedo soltanto di contemplare in pace la bellezza del mondo"), sia coltivando la passione per la filosofia e la musica. Le sue riflessioni hanno così preso forma prima nell'esercizio della pittura, quindi nella poesia e nei romanzi che hanno lasciato il segno nella storia letteraria del Novecento. Questo taccuino intende per la prima volta seguire le tracce di questa "pratica del silenzio", nella certezza di offrire al lettore spunti per nuove e feconde interpretazioni sia sull'opera di Lalla Romano sia su quel silenzio-dentro o "presenza" che "soccorre anche per vivere".
1993illustrazioni in bianco e nero nel testo 77 tavole a colori fuori testo
2012ill., br. Lalla Romano e Daria Menicanti: un'amicizia tra donne raccontata con levità attraverso la scrittura e i segni grafici. Due mondi di affetti, intese, silenzi vengono qui presentati in documenti e manoscritti inediti. La scrittrice Lalla Romano e la poetessa Daria Menicanti avevano in comune il dono della parola nella sua scarnificata essenza. Per entrambe la scrittura è stata scelta di vita, dolore, ricerca di verità, apertura al mondo e navigazione "nei mari estremi". Voci e volti che emergono dalla memoria e ci elargiscono trame di linguaggio e di sapienza antica, sempre attuale e che interroga il nostro presente. Con un'intervista inedita a Daria Menicanti.
2014ril.
1840rif. 1240768Paris, I. Pesron, (etwa 1840). Gestoch. Frontispiz, gestoch. Titel m. Vignette, 1 Bl., 278 S., 2 Kupfertafeln. Blindgeprägter Ldrbd d. Zeit m. etwas Vergoldung (beschabt u. bestoßen, Bibl.-Stempel, innen gebräunt u. etwas braunfleckig).
1980In folio (mm. 490x340), cartella edit. in mz. tela contenente: (4) pp. di presentazione e 6 incisioni color seppia di mm. 110x240 (misurate al vivo), ciascuna sotto passepartout, che raffigurano: Villa Olmo, Villa Arconati, Villa Carlotta, Villa Melzi, Villa d'Este, Villa Gerli. Le incisioni, su lastra di rame, sono state eseguite con la tecnica della puntasecca e stampate a mano con torchietto olandese. La tiratura su carta straccia a mano e’ di 50 serie numerate e firmate dall'autore. In ottimo stato.
2008ill., ril. Dopo l'aggressione nazifascista alla Jugoslavia, fra il 1941 e l'8 settembre del 1943, il regime fascista e l'esercito italiano misero in atto un sistema di campi di concentramento in cui furono internati decine di migliaia di jugoslavi: donne, uomini, vecchi, bambini, rastrellati nei villaggi bruciati con i lanciafiamme. Lo scopo di Mussolini e del generale Roatta, l'ideatore di questo sistema concentrazionario, era quello di eliminare qualsiasi appoggio della popolazione alla resistenza jugoslava e di eseguire una vera e propria pulizia etnica, sostituendo le popolazioni locali con italiani. Arbe-Rab, Gonars, Visco, Monigo, Renicci, Cairo Montenotte, Colfìorito, Fraschette di Alatri sono alcuni dei nomi dei campi in cui furono deportati sloveni, croati, serbi, montenegrini e in cui morirono di fame e malattie migliaia di internati. Una tragedia rimossa dalla memoria nazionale e raccontata in questo libro anche grazie ad una importante documentazione in gran parte inedita fatta di foto, lettere, testimonianze dei sopravvissuti.
1870rif. R1380-MLpz.,Berndt [um 1870]. 3.Aufl. kl.8°. VI,154 S. mit 8 Farblithograph. auf Taf. Illustr. Opbd. mit farb. Prägedruck (cartonnage romantique), berieben u.etw. bestoßen, Einrisse a.d. Rückenfälzen sorgf. geklebt, Vorsätze im Falz tlw. eingerissen, stellenw. (großtls. gering) stock- od. fingerfl., inges. aber noch gutes Expl. im seltenen Originaleinband.
rif. 1283Editions de La Connaissance, Bruxelles, 1948. In-8, broché sous couverture illustrée en noir, s.p. [35 pp.]. Avant-propos, par Jean Cassou - L'Ecole de Laethem-Saint-Martin, par Paul Fierens, conservateur en chef des Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique - Catalogue [65 n°] : Albin van den Abeele. - Georges Minne. - Valerius de Saedeleeer. - Gustave de ...
1965rif. 34931Hildesheim, Olms, 1965. XII, 589 S. 8° (20,5 x 13,5 cm). Original-Karton.
rif. 1341418138.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
rif. 1359395571.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
2021br. Constance Lloyd, una ragazza bella e ambiziosa, di origine irlandese, cresce a Londra ed entra in contatto con gli ambienti più esclusivi della fine dell'Ottocento. L'impero britannico è più potente che mai e la regina Vittoria è salda al potere. Tanti uomini la vorrebbero sposare, ma lei è in cerca di un marito che la lasci libera di realizzare le sue ambizioni. Il dandy più famoso d'Inghilterra, Oscar Wilde, rimane folgorato mentre la sente recitare alcuni versi della Commedia di Dante in italiano. Al centro dell'attenzione mondana e culturale della scena londinese, Constance e Oscar si sposano e hanno due figli, ma lei non rinuncia a nulla, viaggia, scrive racconti per l'infanzia, diventa direttrice di una rivista che promuove un nuovo modo di vestire per le donne. Poi arriva la tragedia: Wilde viene processato per sodomia e condannato per due anni ai lavori forzati. Lei, pur avendo altre relazioni, gli sarà sempre vicino. Innamorata dell'Italia, dopo aver girato raminga per l'Europa si ferma nella Riviera Ligure e muore a Genova poco prima di compiere quarant'anni. Questo libro è l'autobiografia mancata di una donna speciale, ma sconosciuta ai più.
2019brossura Il tema delle analisi contenute in questo volume è costituito dal delicato e complesso rapporto tra la finzionalità della testimonianza e la testimonialità della finzione letteraria. Le opere prese in considerazione sono in due casi testimonianze - vere o false - della Shoah, e in altri tre casi romanzi, vale a dire finzioni dichiarate sulla Shoah. Quattro di queste opere furono al centro di veri e propri scandali letterari, che fecero molto scalpore e occuparono a lungo le pagine culturali dei giornali e la critica internazionale. Il filo rosso che unisce queste opere è rappresentato dal furto d'identità e quindi dalla falsa testimonianza: in due casi l'argomento è oggetto della rappresentazione letteraria ("La tela", di Benjamin Stein e "Il nazista e il barbiere", di Edgar Hilsenrath), mentre in altre due occasioni è l'autore stesso a essersi appropriato attraverso la scrittura di un'identità non sua ("Frantumi", di Binjamin Wilkomirski e "La tana di fango", di Wolfgang Koeppen).
1986rif. 1558CBWien, Löcker, 1986. 4°. 239 S. mit Abbildungen. OPp. Illustr. OUmschl., Veigl, Lachen im Keller
1913Fascicolo in-4 gr. (mm. 352x250), brossura, pp. 12, con 1 disegno xilografico nel testo della Gerezbova. Contiene testi di: SOFFICI, "Svalutazione della grandezza" - FOLGORE, "Caffe' notturni" - PALAZZESCHI, "Tre diversi amici e tre liquidi diversi" - SOFFICI, "Giornale di bordo" - GOVONI, "Le cose che fanno la primavera" - SEIDE, "Pizzicata a un criticastro" - Sciochezzaio (Benedetto Croce). Oltre all’articolo di Italo Tavolato, "Elogio della prostituzione", scritto “in difesa del Manifesto futurista della lussuria (11 gennaio 1913). Il futurista “krausiano”, Italo Tavolato, che proprio per la sua condizione di ‘diverso’ si troverà a dar battaglia più volte sul tema della libertà sessuale, interviene pubblicamente su "Lacerba". “Elogio della prostituzione” è causa d’un processo per oltraggio al pudore..” (così Salaris, Storia del Futurismo, p. 52). Lievi ingialliture marginali (con picc. strappetti), altrimenti esempl. ben conservato.
1913Fascicolo in-4 gr. (mm. 350x252), brossura, pp. 16. Contiene: “Grande serata futurista” (Firenze, Teatro Verdi, 12 Dicembre 1913. Resoconto sintetico (fisico e spirituale) della battaglia) - MARINETTI, “Agli spettatori” e “La politica futurista” - SOFFICI, “La pittura futurista” e “Giornale di bordo” - PAPINI, “Contro Firenze passatista” e “Ai Fiorentini” - CARRA’, “Contro la critica” - BOCCIONI, “Dinamismo plastico” - PALAZZESCHI, “Cari concittadini” - SCARPELLI, “Lettera a Papini” - GOVONI, “Io e Milano (II)” . In ultima pagina i comunicati: “Competente mancia - "NOI FUTURISTI riuniti in assemblea straordinaria deploriamo profondamente il ritrovamento della "Gioconda" grazie al doppio atto imbecille dell'imbianchino passatista e reclamiamo per il famigerato quadretto il sollecito riseppellimento nel Camposanto del Louvre" - riferendosi a un fatto di cronaca avvenuto il 12 dicembre 1913: l'arresto da parte della polizia francese, dell'imbianchino e decoratore Vincenzo Peruggia, autore del clamoroso furto della Gioconda al Louvre di Parigi, avvenuto nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1913. Inizialmente erano stati accusati del furto Guillaume Apollinaire e Pablo Picasso. Picc. strappetti marginali e lievi ingialliture, peraltro ben conservato.
1913Fascicolo in-4 gr. (mm. 350x252), brossura, pp. 16, con 2 disegni nel t. di Carrà e Boccioni. e un foglio pubblicitario della “Esposizione futurista di "Lacerba" (a Firenze, dal 30 novembre 1913 al 15 gennaio 1914). Contiene: Programma per l’anno 1914 - PAPINI, “Perché son futurista” - MARINETTI, “Correzione di bozze + desideri in velocità” (poesia parolibera) - CANGIULLO, “Finestre aperte” - GOVONI, “Io e Milano” - DINAMO CORRENTI, “Mangiare” - ANNA DES PRURAUX, “Solitude” - SOFFICI, “Giornale di bordo”. Lievi manc. e picc. strappetti ai margini (lievem. ingialliti); segni di piegatura, altrimenti ben conservato.
1913Fascicolo in-4 gr. (mm. 350x252), brossura, pp. 12, con 1 xilografia originale di Ardengo Soffici, a piena pagina nel testo - “Piani e linee di una donna che si pettina (dal vero)”. Contiene testi di: PAPINI, “Marcia del coraggio” - PALAZZESCHI, “Pizzicheria” - MAX JACOB, “L’actualité lyrique. République et révolution chinoises” - DINAMO CORRENTI, “Paracarri” - RUSSOLO, “Conquista totale dell’enarmonismo mediante gl'intonarumori futuristi” - HELLMANN, “Della prostituzione” - SOFFICI, “Giornale di bordo” - CARRA’, “Bisogna sopprimere gl’imbecilli nell’Arte” (manifesto in prima edizione). Cfr. Tonini, I manifesti del Futurismo italiano, 67.1 - Bartolini, Ardengo Soffici. L’opera incisa, pag. 151, tav. XXXV (per la xilografia). Picc. strappetti marginali, altrimenti esempl. ben conservato.