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1737In 4° (24x18,3 cm): due tomi in un volume: (12), XII, 96, XXV, (1) pp. e 168 pp. Elegante legatura anni 30’ del XX° secolo in tutta tela foderata con carta a motivi floreali in rosso e verde e fascetta in pelle al dorso con titolo in oro. Esemplare ancora in barbe. Grande marca xilografica dello stampatore Felice Carlo Mosca sul front. del v. 1 con “Fenice tra le fiamme volta a sinistra verso il sole in cornice figurata con due putti, motto: Semper eadem” disegnata e incisa da Giovanna Pesche. Testatine, iniziali e finalini xilografici. Qualche insignificante macchiolina di foxing in poche pagine, dovute alla qualità della carta napoletana e ma nel complesso in buone-ottime condizioni di conservazione. Seconda edizione, ma prima stampata in Italia, di questa celebre opera del grande medico francese Phileppe Hecquet. L’autore studiò medicina a Parigi e a Remis dove ottenne il titolo di dottore. Dopo aver ottenuto il titolo iniziò a praticare l’arte medica diventando presto celebre ed avendo numerosi clienti fra la grande nobiltà francese ma affiancando anche, a questa attività, una profonda riflessione religiosa che lo portò a passare molto tempo a curare i malati indigenti. Fu anche rettore dell’Università di Parigi. Grande fisiologo e patologo, le sue opere sono considerate come classici nel loro campo. Cercò di dimostrare come le cause delle malattie non fossero da ricercare solo in meri processi fisico-chimici ma anche come l’aspetto psicologico del paziente potesse influenzare la nascita ed il decorso di patologie mediche. Le sue opere rientrano anche nella bibliografia vegetariana in quanto Hecquet fu un acceso sostenitore della dieta vegetariana che considerava molto più salutare e utile di quella a base di carne . Arrivò a teorizzare che il consumo di carne fosse assolutamente non naturale per l’uomo. Quest’opera contiene il punto di vista dell’autore relativo alla fisiologia umana (prima parte) e, nella seconda parte, la descrizione delle cause delle febbri intermittenti e di varie altre patologie, con indicazioni utili alla loro prevenzione, cura con vaire indicazioni dietetiche utili ad aiutare il corpo umano a combattere le malattie. Alla fine della prima parte è presente la celebre descrizione dell’epidemia di peste che colpì la costa meridionale francese della quale, Hecquet fu testimone diretto. Seconda edizione ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
1752In 8° (23,5x18 cm); (12), 202, (2) pp. e 5 c. di tav. fuori testo ripiegate ed incise da Nicola Orazi. Legatura coeva in piena pergamena. Rigida con piccolo tassello in pelle rossa al dorso con titolo in oro. Bell'incisione al frontespizio opera di B. de Grado. Testatine, finalini e iniziali riccamente ornati. Abile, antico ed insignificante restauro all'angolo superiore della prima carta e delle ultima 4 carte (solo nella penultima carta si segnala che l'interazione di carta ha portato alla perdita del numero della pagina). Qualche insignificante brunitura in pochissime pagine dovute alla qualità della carta napoletana utilizzata e per il resto nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione latina non comune (nello stesso anno venne stampata un'edizione veneziana ed una seconda edizione napoletana) di questa celebre raccolta di scritti del grande medico britannico Richard Mead (Stepney, 11 agosto 1673 - Londra, 16 febbraio 1754). La sua opera A Short Discourse concerning Pestilential Contagion, and the Method to be used to prevent it (1720), fu di storica importanza per comprendere le malattie contagiose. Il suo trattato Mechanical Account of Poisons venne pubblicato nel 1702, e l'anno successivo venne ammesso alla Royal Society, alla quale contribuì alla stesura di un documento sulla natura parassitaria della scabbia. Nello stesso anno, fu eletto medico del San Thomas Hospital e nominato a leggere lezioni anatomiche alla Surgeon's Hall. Alla morte di John Radcliffe nel 1714, Mead divenne il capo riconosciuto della sua professione. Egli assistette la regina Anna sul letto di morte e nel 1727 divenne medico di Giorgio II, che in precedenza era già suo paziente quando era principe di Galles. Mentre era al servizio del re, Mead venne coinvolto nella creazione di una nuova opera umanitaria, l'Ospedale degli Innocenti, sia come fondatore che come consulente medico. L'opera contiene oltre ai celebri scritti sul vaiolo, il morbillo e la Peste anche il curioso studio sull'influsso della luna e del sole sulla salute umana, un'opera di interesse numismatico sulle monete coniate nell'antichità greca a Smirne dedicate a celebri medici (tre delle tavole fuori testo sono di interesse numismatico) ed il noto trattato sui veleni diviso in sei parti dedicate al veleno di Vipera, di Tarantola, Dei cani idrofobi (l'autore considera l'idrofobia come una malattia causata da un veleno), veleni di origine minerale e vegetale, l'Oppio, Veleni di terra aria e acqua (due tavole fuori testo illustrano uno la struttura ossea di una vipera e l'altra una scolopendra, una tarantola, uno scorpione e tre licheni velenosi). Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione stampato a Napoli da Giuseppe de Boni.
1832In 8° (19,8x13,5 cm); (2), 83, (3) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero entro corinice xilografica, cornice che si presenta anche al piatto posteriore. Piccola mancanza al margine basso del piatto anteriore e del dorso per il resto, all'interno in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Prima non comune edizione di questo studio dedicato ad alcune pestilenze celebri scritto dal celebre presbitero, storico, archeologo ed erudito originario di Andezeno (Torino), Antonio Coppi. L'opera, risultato di attenti studi archivistici, ripercorre varie virulente epidemie di peste in ordine cronlogico a partire da quella d'Egitto ai tempi di Mosè, proseguendo per quella nel campo greco di Troia, a Roma al tempo di Romolo, ad Atene, a Roma durante l'assedio di Alarico, la peste nera testimonita da Petrarca e Boccaccio, a Bologna e a Modena nel 1362 ecc. ecc. fino al 1832. Esemplare nella sua brossura originale ed ancora in barbe. Prima edizione.
190021x15 cm; 52 pp. Privo di brossura ma legato da graffette. Le leggi e i decreti del Regno d'Italia venivano pubblicati oltre che nella Gazzetta Ufficale del Regno anche in questo formato singolo stampate dalla Stamperia Reale su carta filigranta con il simbolo della corona d'Italia e la scritta "Leggi e decreti del Regno d'Italia". Interessante decreto che riprende i punti stabiliti nella convenzione di Venezia per prevenire le epidemie di peste. Buono stato di conservazione.
1836In 8° (21,5x14,2 cm); 32 pp. Senza brossura ma non slegato. Prima edizione di questo scritto del celebre medico mantovano Giuseppe Montesanto che fu professore di storia e letteratura medica, di clinica e terapia all'Università di Padova, membro degli Atenei di Venezia, Treviso e Brescia. Lo scritto ripercorre alcune teorie mediche recuperate nel XIX° secolo di alcuni celeberrimi medici italiani come Fracastoro, Mercuriale ed in particolare del celebre medico vicentino Alessandro Massaria. Raro ed in buone ottime condizioni di conservazione.
1790In 4° (21,5x17 cm); 118, (2 b.) pp. e 137, (1) pp. Legatura coeva in pieno cartoncino molle con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Esemplare con leggerissima brunitura omogenea dovuta alla qualità della carta tedesca nel primo volume e nel complesso in ottime condizioni di conservazione ancora a fogli chiusi. Due prime edizioni non comuni, tre soli esemplari censiti in ICCU della prima opera e due sole della seconda, del noto medico tedesco Ferdinand Saalmann (1732-1792) che visse e lavorò a Munster. Molto apprezzato dalla comunità locale fu medico e consigliere medico ufficiale del vescovado di Munste. Fu autore di diversi studi medici dedicati a diversi tipi di infiammazioni. La prima opera è dedicata alle "febris urticatae" come la scarlattina e la febbre rossa (probabilmente la Febbre emorragica o Dengue). La seconda opera è invece dedicata alle febbri maligne come la Peste, il Tifo e la Rabbia. Prime rare edizioni in ottime condizioni.
1790In 4° (21,5×17 cm); 118, (2 b.) pp. e 137, (1) pp. Legatura coeva in pieno cartoncino molle con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Esemplare con leggerissima brunitura omogenea dovuta alla qualità della carta tedesca nel primo volume e nel complesso in ottime condizioni di conservazione ancora a fogli chiusi. Due prime edizioni non comuni, tre soli esemplari censiti in ICCU della prima opera e due sole della seconda, del noto medico tedesco Ferdinand Saalmann (1732-1792) che visse e lavorò a Munster. Molto apprezzato dalla comunità locale fu medico e consigliere medico ufficiale del vescovado di Munste. Fu autore di diversi studi medici dedicati a diversi tipi di infiammazioni. La prima opera è dedicata alle “febris urticatae” come la scarlattina e la febbre rossa (probabilmente la Febbre emorragica o Dengue). La seconda opera è invece dedicata alle febbri maligne come la Peste, il Tifo e la Rabbia. Prime rare edizioni in ottime condizioni.
1821In 8° (20,5x13,3 cm); IV, 112 pp. e una grande c. di tav. fuori testo più volte ripiegata. Brossura novecentesca marmorizzata. Rarissima prima edizione di questa monografia del medico Giuseppe Passeri della peste che colpì Tunisi tra il 1818 ed il 1820. L'opera analizza la storia delle epidemie di peste che colpirono il territorio di Tunisi nel corso della storia per studiare da testimone oculare l'ultima virulenta epidemia, descriverne il propagarsi e le cure adottate per contenere il contagio e guarire gli infetti. La grande tavola fuori testo contiene le "Osservazioni Termometriche e Meteoriche e Barometriche trasmessemi dall'illustriss. Sig. Giuseppe-Emilio Ambert Maggiore del Genio al Servizio di S. M. il Re dei Paesi Bassi, e stato in Tunisi direttore delle Fortificazioni alla Goletta. L'ultimo capitolo, scritto da Giacomo Barzellotti professore di medicina presso l'Università di Pisa che descrive lo "stato della Medicina nel Regno di Tunisi". Un leggerissimo alone al frontespizio, ininfluente e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Raro.
1739In 2° (34,4x22 cm); due tomi in un volume: XXXVI, 260 pp. e una carta geografica più volte ripiegata, XII, 265, (27), (3) pp. e 10 c. di tav. fuori testo più una carta geografica più volte ripiegata. Completo. Legatura coeva in piena pergamena molle. Qualche lieve foxing al margine esterno di poche pagine, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Xilografia ai frontespizi. Primo frontespizio stampato in rosso e nero. Testane e finalini xilografici. dsc_0378_clipped_rev_1Prima edizione dell’opera “varia” del grande medico romano Giovanni Maria Lancisi (Roma, 26 ottobre 1654 – Roma, 20 gennaio 1720). Anatomista, fisiologo, botanico, fu anche un valente studioso di letteratura e conoscitore di antiquariato. In campo anatomico descrisse per le strie longitudinali mediali del corpo calloso, i così detti “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, ed un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco. A lui si deve l’intuizione della trasmissione della malaria attraverso il morso delle zanzare ed il consiglio di bonificare le paludi dell’Agro Pontino. Intuì che la malaria era un vera e propria forma di “pestem”, un’infezione che veniva trasmessa attraverso il contagio, scontrandosi così con i fautori dell’antico umoralismo. Arrivò ad ipotizzare che gli insetti depositassero organismi nei cibi che poi venivano assunti dagli uomini o che gli insetti iniettassero direttamente nelle ferite la loro saliva che secondo Lancisi, conteeva un “venifico liquido”.Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il De subitaneis mortibus (1707), la Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda (1715), e il postumo De motu cordis et aneurysmatibus (1728), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria. Fra le opere qui contenute: Dissertatio historica de Bovilla Peste; De recta studio rum Medicorum; De subitaneis morti bus; Dissertatio de nativis; De Noxiis Paludum Effluviis Libri (nella quale si preoccupò di problemi legati alla salute pubblica); Humani Corporis Anatomica Synopsis; De humorum secretionibus in genere; An acidum ex sanguine extrahi; De triplici interstinorum Polypo; De Physiognomia; De ortu, vegetaztioneac textura fungo rum; De Plinianae Viallae Ruderibus; De motu cordis & aneurysmatibus. "Lancisi, great Italian clinician, was the first to describe cardiac syphilis; he was also notable as an epidemiologist, with a clear insight into the theory of contagion. He was physician to Pope Clement XI, who turned over to him the forgotten copper plates executed by Eustachius in 1552. Lancisi published these with his own notes in 1714. [...] Lancisi's posthumous De aneurysmatibus published in 1728 appears only in later collected editions" (Garrison Morton). Opera non comune da reperirsi completa, nella sua legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione.
1984AA.VV. (Calvi, Giulia e Caracciolo, Alberto: a cura di --- Caracciolo, Alberto (Direttore responsabile) - Ginzburg, Carlo - Grendi, Edoardo - Levi, Giovanni - Luzzati, Michele - Macry, Paolo - Moreno, Diego - Poni, Carlo - Prosperi, Adriano - Romanelli, Raffaele - Villani, Pasquale: Direzione) Calamità paure risposte (Quaderni Storici / nuova serie N. 55 - Anno XIX - Fascicolo 1 - aprile 1984). Bologna - Urbino, Società editrice il Mulino (Via Santo Stefano 6) - Arti Grafiche Editoriali S.r.l. (stampa) 1984 italian, in ottavo pp. 1-328 di cui le finali in carta azzurra+(8) di informazione editoriale+(8) Inserto redazionale Indice generale dell'annata 1983=344 I ed. del numero monografico nuova serie N. 55 - Anno XIX - Fascicolo 1 - aprile 1984 del quadrimestrale Quaderni Storici con Direzione e redazione in via J. Ruffini 9/6, Genova. VIII/1-328 di cui le finali in carta azzurra+(8) di informazione editoriale+(8) Inserto redazionale Indice generale dell'annata 1983=344/ brossura patinatacon ampi risvolti e con grafica in b/viola/n e con illustrazione in nero su fondo bianco al primo piatto (Drago che divora un uomo, xilografia. Stamperia del Grignani, Roma 1649). Con tabelle in nero nel testo e grafici in nero f.t.. Allegati l'Inserto redazionale Quaderni Storici 55 (Indice generale dell'annata 1983, pp. 8) e l'Inserto redazionale Quaderni Storici 58 (Indice generale dell'annata 1984, pp. 8) Stato buono (leggera usura della copertina, in particolare ai margini - copertina brunita, con scoloriture e con qualche gora da umidità - pagine brunite).
1945In 8° grande (255x175); pagg. 235, (5) con 32 illustrazioni in nero f.t. Cartoncino edit. policromo con tit. al piatto ant. ed al dorso. Assai interessante saggio sulla peste del 1575-78 detta peste di S. Carlo. Dopo una prefazione generale sulla storia delle epidemie di peste, il capitolo I tratta l'eziopatogenesi della malattia, il secondo cap. la sintomatologia, profilassi, assistenza sanitaria e terapia; il cap. III i provvedimenti dell'autorità civile; il IV la quarantena e l'approvigionamento della città; il V provvedimenti e sollecitudini di San Carlo; il VI le sue istruzioni per la peste. Come nuovo.
1839In 8° (230x155); pagg. 464 con una tav. in rame rip. f.t. con rimandi A-P, raffigurante le esecuzioni di giustizia fatte in Milano contro gli untori che venivano atrocemente torturati. Brossura a stampa edit. con titolo a piatti e dorso. Pubblicazione a stampa del processo originale agli untori della peste resa celebre dalla descrizione di Alessandro Manzoni. Opera di una certa rarità. Esemplare molto bello, parzialmente intonso, a pieni margini con barbe. Piatto post. rifatto, qualche abrasione e piccola mancanza al dorso.
1557In 8° (mm 149x98), cc. (4), 44, marca tipografica silogr. al frontespizio, capilettera istoriate, testatine e finalini incisi in legno. Legatura moderna in piena pergamena semi rigida con utilizzo di materiale antico, tassello al dorso. Nota di possesso manoscritta al frontespizio. Trattato del medico torinese sulla peste, dai sintomi febbrili che manifesta l’infezione ai farmaci per curarli. Ottimo esemplare marginoso. Durling 4804; Wellcome I,6817; Carbonelli 366.
1632In folio (mm 280x190); pagg. (16), 131. Stemma inciso in rame al frontespizio e diverse iniziali istoriate silografiche. Nota manoscritta alla sguardia superiore: “Donato dall’autore a me Art.o Richiadei in Venetia, 1632, li 10 ottobre”. Piena pergamena coeva all’olandese. Edizione originale di questo non comune trattato sulla peste di Troilo Lancetta, medico veneziano del Seicento, il quale “scrive dell’origine del contagio di Venezia del 1630” (Cicognara, 5526). Trattato di medicina sulla peste, le cause e le modalità della diffusione del contagio, le manifestazioni della malattia e le cure.. Sebbene al frontespizio vi sia scritto “Seconda impressione”, non risulta nessun’altra edizione precedente. Buon esemplare, molto marginoso, con leggero alone di umidità al margine inferiore delle prime sei carte e delle ultime dodici. Leggere grinze alla legatura che presenta alcune macchie. Krivatsy 6627, Cicognara, Bibliogr. Veneziana, 5526. Non in Walzer e Osler.
1714In 8° (mm 205x150), XVI, 232 con capilettera istoriate, testatine e fregi incisi in legno. Legatura moderna in cartoncino rivestito con carta marmorizzata. Nuova edizione del rapporto sull'epidemia di peste che colpì Firenze, diviso in due parti. Nell'opera si affrontano le disposizioni pratiche per ridurre il contagio, per l'allestimento dei lazzaretti, per le cure principali e il trattamento dei morti. Tra le due parti si trova il Panegirico di Mario Guiducci per la liberazione di Firenze dalla peste, allievo di Galileo e autore per conto del Galilei del famoso libro "Discorso sulle Comete". L' opera si chiude "coll'aggiunta del Catalogo di tutte le Pestilenze più celebri, che sono state nel Mondo, delle quali si trovi fatta memoria". Esemplare pesantemente restaurato al margine inferiore.
1631In 8° (mm 195x133), pagg. (8), 124 con marca tipografica silogr. al frontespizio, grandi capilettera istoriati e fregi incisi in legno. Legatura coeva in piena pergamena, titolo manoscritto al dorso. Verso della marca tipografica ricalcato a mano. Trattato, dedicato al Reverendo Sisto Todeschi, che narra le vicende del contagio di peste che colpì Bologna nel 1630 fornendo anche le ricette per alcuni medicamenti. Il Piantanida riporta: “tratta da una relazione di Giacomo Michelori, canonico d’Urbino, è interessante per l’efficace descrizione della peste in Bologna e i nomi dei medici che curarono gl’infermi”; egli cita un esemplare con una tavola fuori testo raffigurante una pianta del lazzaretto di cui non si fa menzione nell’esemplare ICCU. Legatura con piccole mancanze al dorso e segni d’uso, alcune carte con bruniture, tipiche della carta del tempo. Manca forse la tav. f. t. che raffigura la pianta del lazzaretto. Piantanida, 2098 “Rara ediz. orig.”; Frati, 777; Lozzi, 741: “Raro”.
1577IIn 4° (mm 200x145), pagg. (8), 114, (14) con marca tipografica silogr. al frontespizio, grandi capilettera istoriati e testatine incise in legno. Legatura moderna in mezza pergamena, carta decorata e tassello al dorso. Prima edizione delle lezioni tenute dall’Autore a Padova e raccolte in capitoli da Gerolamo Zaccho, medico e filosofo patavino. Il Mercuriale si sofferma sulla natura della peste e del suo contagio riportando anche rimedi consigliati da Galeno e indicazioni per una salubre alimentazione. Ottimo esemplare. Durling, p. 396; Wellcome 4237.
1576In 4° (mm 225x155), pagg. (8), 137, (6). Marca tipografica silogr. al frontespizio, iniziale ornata incisa in legno. Legatura in piena pergamena coeva, titolo manoscritto al dorso, tracce di lacci. Edizione originale composta dal lucchese Simoni (1532-1602), medico dell’Elettore di Sassonia, che fu accusato di pratiche eretiche e di ateismo. Nota di possesso cassata al frontespizio, nota manoscritta alla guardia anteriore, prime e ultime carte con mancanze alla parte esterna del margine causati dall’umidità. Durling, 4217; Welcome, 5981.
1576In 4° (mm 225x155), pagg. (8), 137, (6). Marca tipografica silogr. al frontespizio, iniziale ornata incisa in legno. Legatura in piena pergamena coeva, titolo manoscritto al dorso, tracce di lacci. Edizione originale composta dal lucchese Simoni (1532-1602), medico dell’Elettore di Sassonia, che fu accusato di pratiche eretiche e di ateismo. Nota di possesso cassata al frontespizio, nota manoscritta alla guardia anteriore, prime e ultime carte con mancanze alla parte esterna del margine causati dall’umidità. Durling, 4217; Welcome, 5981.
1570In 4° (mm 210x150). Carte non num. 8, carte num. da 5 -142, carte non num. 8 (di indice). Marca editoriale al frontespizio in silografia. Capilettera istoriati, malnumerazione dalla carta 129 alla 132, vi è una ripetizione numerica. Conclude l’opera gli 11 capitoli del “De putredine scribendi occasio, & propositum” di Marcus Oddi, figlio di Oddo Oddi. Pergamena floscia coeva con titolo manoscritto al dorso. Prima edizione. Bell’esemplare che presenta lievi aloni saltuari. Presente tracce di tarlo restaurate. Tracce d’uso alla pergamena, esigue tracce di legacci. Manca a Vicaire; Durling, 3385; Adams, II, O-51. Presenti 11 esemplare nell’ICCU.
1949Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp. 83-(1) + IV di Rubrica: Dalla corrispondenza col medico, ill.ni in nero n.t. numero monografico sulla Morte nera - VI centen. della peste del Boccaccio. Ottimo.
rif. ORD-18409Draguignan. Latil. 1889. In-8 (170 x 251 mm) broché, couverture saumon imprimée, 79 pages. Qq. rousseurs claires mais bon exemplaire. Très rare.
15902 parti in 1 volume in-4 (mm 203x147), ciascuna con proprio frontespizio con impresse armi papali, pp. (8), 92, legatura coeva in pergamena floscia, titolo manoscritto lungo il dorso e il piede, capitelli passanti, al piatto anteriore indicazione manoscritta "Doppio". Al titolo armi di Papa Sisto V, cui è dedicata l'opera. Prima edizione di questo raro trattato sulla peste del medico e filosofo di Fossano, attivo nella seconda metà del XVI secolo. L'opera è divisa in due libri e tratta nel primo i modi per preservarsi dal contagio, nel secondo della cura dei bubboni. Leveroni fu autore anche di aforismi editi a Mondovì nel 1565. Buon esemplare, lievi arrossature della carta, al titolo nota ms. di mano del XVIII secolo "Di Carlo Francesco di Lucerna" . Durling, 2805. Carbonelli, 169. .
1948A clean, unmarked book with a tight binding. Full black cloth boards with embossed death figure. Purple top stain to top page ends. 278 pages. Fourth printing.
rif. 7001Editions Aubier, collection "Floréal",1985, broché, couverture illustrée, 13,5x19 cm, 284 pages. Illustrations en noir et blanc.