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1924rif. 1506334Leipzig, O. Wigand, 1924. 1 Bl., 331, (1) S. Mit 1 Frontispiz u. 14 Abb. im Text u. auf Taf. Illustr. OLwdbd (Einbd etwas fl.).
1963rif. 1212721Lausanne, Editions Rencontres, (1963). Quer Kl-8vo. 239 S. m. sehr zahlr. Abbildungen auf Taf., 1 Bl. Erläuterungen lose beiliegend. OPp.
1963rif. 1268339Lausanne, Editions Rencontre, (1963). Quer-Kl.-8vo. 205, (3) S. m. zahlr., teils ganzseitigen Abb. Illustr. OPpbd.
1949rif. 28599ABSchwenningen, Lovis-Presse 1949. 4°. 3 Bll., 102 (einseitig bedruckte) Tafeln, 2 Bll. (alles unnumeriert). Grüne Lwd mit mont. Deckel-Illustration. Einband etwas berieben und geringf. fleckig; Innengelenke verstärkt.
1931rif. 10226071931. Kl.- 8vo. 230 S. OBr. (berieben, Schnitt braunfl.).
1942rif. 1002134Berlin, 1942. 316 S., 40 Taf. u. 8 farb. Taf. nach Originalen v. J. Garniers. OPp. (berieben).
2008ill., br. Il mondo del circo è un universo denso di contraddizioni, sempre in bilico fra meraviglia e desolazione, polvere e stelle, angeli e demoni. Una particolarissima "piazza" che accoglie sotto il suo tendone a strisce artisti itineranti di ogni genere: acrobati, fachiri, clown, domatori, freaks. Individui che mettono in gioco la loro incolumità spingendo il corpo oltre i limiti del possibile. È per questo motivo che il mondo del circo ha da sempre esercitato sugli artisti un fascino irresistibile: personaggi come Picasso, Cocteau, Kirchner, Seurat o Léger, che nelle loro opere hanno fatto razzie delle sue figure d'appartenenza - giocolieri, cavallerizze, saltimbanchi, trapezisti, pagliacci. Il circo ha fornito gli strumenti necessari per scalzare i precetti d'accademia novecenteschi e ha operato una rivoluzione del linguaggio, portando in scena un sogno comune a pubblico, poeti e pittori: quello di essere catapultati fuori dalla banale realtà.
2012br. Ariane Mnouchkine e il Théâtre du Soleil stanno traghettando nel nuovo secolo l'arte, la cultura, la pedagogia e le prassi creative dei teatri d'ensemble del secondo Novecento, e con le loro tournée, cui assistono centinaia di migliaia di spettatori in tutto il mondo, realizzano su vasta scala il sogno di lunga durata di un teatro d'arte e popolare. Nelle loro creazioni sceniche e nelle loro modalità di lavoro e di vita si lasciano attraversare e abitare dalle questioni scottanti della contemporaneità: l'epopea degli esodi e delle migrazioni transnazionali, la vulnerabilità delle nostre esistenze nell'Europa di oggi, la riproposta del pensiero utopico come risorsa collettiva per il nostro presente. Questo libro presenta e discute, anche con un ricco apparato di immagini, gli straordinari spettacoli creati nell'ultimo decennio ("Le Dernier Caravansérail", "Les Éphémères", "Les Naufragés du Fol Espoir"), e indaga i peculiari processi creativi, l'etica, l'estetica e la politica espressi dalla compagnia.
2016br. In parte un manuale per i clown, in parte un racconto di storie. Il Manifesto del Clown contiene le esperienze, le teorie e i metodi dell'attore, regista, insegnante circense, Nalleslavski. Un libro per clown, commedianti, attori, musicisti, giocolieri, burattinai, maghi, artisti di strada e ballerini. Qualsiasi forma abbia il tuo clown - teatro, teatro di strada, commedia, burlesque, magia, circo - il cosiddetto metodo Nalleslasvki ti dà strumenti pratici per creare materiale che funzioni universalmente, oltre le barriere culturali e linguistiche.
2016br. Sul filo del circo ripercorre una delle possibili storie delle performing art che hanno condotto al teatro di strada e al circo contemporaneo. Indica percorsi, raccoglie nomi, risale a Copeau, agli Agitprop, attraversa i sentieri di giullari, mimi e commedianti dell'arte. Quello del teatro di strada e del circo contemporaneo si presenta come un mondo articolato ed emergente, quasi inafferrabile nelle sue caratteristiche distintive. Nel libro c'è una prospettiva, a volte un segreto, e un insegnamento. L'insegnamento è che il teatro di strada ha fatto migliaia di chilometri, ma a volte ha perso di vista il cammino, si è smarrito. Ora cerca statuti e se li dà, cerca un nuovo senso al mestiere e lo trova, anche attraverso "guide" appassionate. Spesso tra gli artisti si incontrano persone straordinarie che hanno saputo inventarsi spazi di libertà, che sanno e fanno sognare. La strada come palcoscenico significa spesso la strada come scelta di vita: porsi sullo stesso livello del pubblico non implica sempre essere accettati e rispettati. L'artista di strada deve essere molto intelligente, deve saper cogliere il momento giusto. Un libro per curiosi, artisti e professionisti del settore.
2018ill., br. Circomotricità: definizione non reperibile. Eppure da quasi vent'anni la circomotricità è il lavoro che accompagna i due autori di questo libro. Così, "Manuale di circomotricità" è a tutti gli effetti un testo pioneristico, non tanto perché inventa qualcosa di nuovo, quanto invece perché per la prima volta si cimenta in un duplice tentativo: contribuire allo sviluppo e alla diffusione delle arti circensi come valido strumento ludico/educativo e disegnare una forma molto pratica e concreta di ciò di cui si parla, per conferire pragmatismo a miti e sogni. È dunque un manuale che parla di circomotricità, cioè dell'applicazione delle arti circensi a un approccio ludico ed esperienziale che può avere riflessi importanti sui bambini. Non perché li renderà artisti di circo. Non supereroi. Non bimbi prodigio. Ma perché sarà stata per loro una bella esperienza. Una cosa fatta e vissuta con piacere, con se stessi, con gli altri.
2019brossura Questo volume più che un manuale è un racconto di viaggio: dalla Sicilia ad Auschwitz, dal Nepal a Taiwan, pagina dopo pagina propone una carrellata di incontri con ragazzi, donne, disabili, superstiti, di persone e dei loro bambini interiori nei quali, la clowneria, che è arte con le sue regole, si è fatta occasione di sperimentazione e processo di cambiamento. Perché questo fa il clown contemporaneo: parlare al bambino che è in noi, per risvegliarlo, farlo emergere e renderlo cittadino attivo. Il naso rosso rompe le barriere e le convenzioni che ci bloccano e ci guida in una danza interiore ed esterna che ci porta a cambiare noi stessi e il mondo. Queste pagine sono un workshop sperimentato e sperimentabile nel quale il lettore è parte attiva e dove le esperienze programmate o in free clowning scandagliano volti e luoghi, popoli e storie, con parole lucide e spontanee lasciandoci ridere, commuovere e soprattutto immaginare processi in grado di ricordarci che restare umani e imparare a vedere la bellezza è il fine di ogni progetto educativo che ha come obiettivo l'essere cittadini. Il naso rosso non è solo un pezzo di plastica e il clown non ci distrae dalla realtà ma ce la consegna liberandoci per vederla meglio. Il potere di questo libro sta nella possibilità che il lettore si dà di liberarsi.
2021br. L'immagine del clown è sempre stata legata al mondo del circo e dunque confinata nella sfera dell'animazione e dell'intrattenimento. Negli ultimi decenni, tuttavia, questa figura è radicalmente cambiata grazie a un grande maestro, Pierre Byland, che l'ha portata in teatro e ne ha fatto l'elemento centrale del proprio lavoro creativo. Gerardo Mele, allievo e collaboratore di Byland, ci parla qui del nuovo clown e del percorso di trasformazione interiore richiesto a tutti coloro che si dedicano a questa forma d'arte. Perché essere clown significa tornare alle origini e recuperare la capacità di stupirsi di fronte alla realtà, ritrovando dentro di sé gli aspetti ridicoli e naïf senza preoccuparsi per la propria reputazione. Significa, in altre parole, riappropriarsi dello sguardo di un bambino che scopre il mondo. Il vero desiderio del nuovo clown è semplicemente essere, ritornare al punto zero, cioè all'Homo stupidens, che non si preoccupa né del passato né del futuro, ma vive esclusivamente nel presente. Soltanto così si apre lo spazio vuoto della creazione, dove la mente è capace di grande amore ed è veramente libera. Questo libro, arricchito da una prefazione di Pierre Byland e Mareike Schnitker e da un'intervista di Grazia Roncaglia a Pierre Byland, è un piccolo viaggio all'interno del mondo del clown teatrale sul filo di una ricerca non solo artistica, ma anche interiore, umana e spirituale.
2016br. "Antropologia dei clown" è un testo che esplora i territori all'interno dei quali è possibile incontrare i re della risata: tali territori vengono raggiunti attraverso un approfondito percorso espositivo che incomincia dall'analisi del processo antropo-poietico egemone nella società contemporanea occidentale. Stando alle analisi di Francesco Remotti, l'antropo-poiesi processo di costruzione degli esseri umani - può essere messa in atto in molteplici modi e varia a seconda dello spazio che viene lasciato al dubbio durante questo lungo cammino. Se, da un lato, il capitalismo ha pochi dubbi su come l'essere umano debba essere forgiato, al suo interno sono presenti forme di antropo-poiesi alternative che concedono poco terreno alle certezze. Tra esse la clown-poiesi - prassi necessaria a divenire clown - è totalmente incentrata sul fallimento: il clown è colui che fa fiasco, colui che fallisce ciò che prova a fare nella convinzione di saperlo fare meglio di tutti. Il clown, inoltre, grazie alla sua posizione liminale, è in grado di trascinare l'audience all'interno del mondo soggiuntivo da lui creato, concedendogli la possibilità di riflettere sull'intera società. Il fallimento del clown sul palco, infine, permette al performer che lo interpreta di tracciare linee di fuga ("ligne de fuite") nella propria vita e, pertanto, la clown-poiesi può essere definita come un processo deterritorializzante. Introduzione di Francesco Remotti.
2021ill., ril. Ai tempi d'oro, il circo americano era uno degli spettacoli più imponenti mai visti. Fra il 1800 e metà del Novecento, i circhi itineranti erano capaci di riunire fino a 14.000 spettatori a show, impiegavano circa 1600 persone tra uomini e donne e percorrevano anche 20.000 miglia a stagione viaggiando in lungo e in largo sul vasto territorio americano. Lo spettacolo degli acrobati e dei domatori che mettevano in pericolo la loro vita, ma anche dei bizzarri pagliacci e dei giocolieri, ha sempre catturato l'immaginazione del popolo americano, quasi oscurando teatri, commedie e altre esibizioni itineranti. Questo libro riporta in vita le glorie e le fatiche del fenomeno circo attraverso alcune delle prime testimonianze fotografiche di esibizioni circensi, nonché locandine, litografie, striscioni e incisioni originali realizzate tra il XVI e il XIX secolo, che documentano le radici internazionali del circo. Lasciatevi trasportare in un mondo di emozioni forti e abilità straordinarie, coraggio e fascino. Le immagini includono scatti iconici di Mathew Brady e Cornell Capa, nonché fotografie poco note di Stanley Kubrick e Charles e Ray Eames.
2020ril. Fin da quando era bambino, Luca è sempre stato ammaliato dal circo: le atmosfere oniriche, i colori sgargianti, gli animali esotici, le esibizioni che lasciano con il fiato sospeso. E poter sbirciare dalla finestra di casa il tendone arrivato in paese era sempre motivo di curiosità e gioia. È facile poi restare affascinati dalle famiglie di circensi e giostrai che, affezionatesi a Luca, lo coinvolgevano nella loro vita di tutti i giorni. Ormai adolescente, comincia a vivere con disagio la sua situazione famigliare: l'inquietudine e gli scontri diventano parte della quotidianità. È anche per questo che scrive la sua prima lettera a Moira Orfei, dichiarandole il suo desiderio di andare via di casa e di raggiungere il suo circo. Un messaggio in bottiglia che arriverà davvero nelle mani del suo mito. È da allora che il ragazzo e Moira vengono uniti dal filo del destino: Luca sale su un autobus e raggiunge Moira, la quale lo accoglie come un figlio e lo introduce alla vita circense. Luca entra così a far parte di una nuova famiglia, allegra, colorata, divertente, inusuale e pronta ad accettarlo senza volerlo cambiare. Nel circo ha fatto tutto, fino a diventare parte integrante della grande famiglia Orfei Nones, e ha accompagnato Moira fino all'ultimo giorno. Luca trasporta il lettore sotto il tendone del circo, lo fa accomodare sugli spalti e gli mostra i retroscena della vita circense: la dedizione di tutti gli artisti, l'amore per gli animali, la fatica e l'impegno dietro ogni lavoro, dal montare la grande città viaggiante al creare un nuovo numero, al prendersi cura di tutti. Perché il circo è molto più di ciò che si vede durante gli spettacoli: è condivisione, è appartenere a un'unica, grande famiglia. Con storie, aneddoti e curiosità, Luca Alghisi offre un ritratto inedito di Moira Orfei e di come sia riuscita a dargli una nuova prospettiva. Perché «circensi si nasce, come nel mio caso, oppure si diventa», diceva Moira. E Luca, grazie alla grande, unica regina del circo, lo è diventato..
1987Album in-16°, pp. 72 con numerose ill. a colori n.t. Bross. edit. figurata a colori. Buono stato.
1961In-8° pp. 455 con 96 tav. f.t. leg. edit. ccon impressine e titolo al piatto illustrazioni sui fogli di guardia sovracoperta in plastica trasparente. Ottimo stato in cofanetto illustrato.
1956Roy. 4to., First Edition, with 7 coloured and 21 monochrome plates (2 double-page); original pictorial wrappers, covers very lightly spotted else a very good, clean copy. 'Art et Style' 38.
1958Roy. 8vo., First Edition, with numerous photographs and illustrations throughout; red cloth, a very good, bright, clean copy in the dustwrapper, the latter chipped and frayed with minor loss at head and tasil of backstrip. Scarce in this condition. Enser, p.301
19908vo., with plates; blue cloth, gilt back, a fine copy in unclipped dustwrapper. Expanded reissue of the original edition of 1918. Enser, p.320; Noffsinger 1207 (both recording the original edition).
19954to., with portrait frontispiece and full-page illustration in the text; navy cloth, upper board and backstrip framed, blocked and lettered in gilt, blue endpapers, yellow silk marker, a near fine copy. High-quality facsimile reissue of the original edition of 1919. Published in the series 'The Great Commanders', with separately printed biographical summary card loosely inserted. Enser, pp. 124, 378; Noffsinger 1210 (all recording the original edition).
1955In-16°, pp. 12 con 63 illustrazioni n.t. Leg. in carotnato edit. illustrato. Lievi tracce del tempo e d'uso sui piatti.
1996Mm 205x260 Brossura editoriale di 95 pp. con copertina figurata, repertorio iconografico perlopiù a colori. Catalogo della Mostra svoltasi nella città di Boulogne-Billancourt 1996-1997. Volume in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2003Mm 145x210 Brossura editoriale di pp. 159, in stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.