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1593In-4°; pp. (24), 301, (1), al frontespizio incisione su rame con le armi del cardinal Anton Maria Salviati, dedicatario dell'opera. Legatura in piena pergamena contemporanea. Edizione originale. L'Iconologia del Ripa, qui nella prima edizione non ancora illustrata, è il primo e più importante strumento per lo studio dell'uso delle immagini per tutti gli artisti e i poeti del suo tempo e dei secoli a venire. Ripa studiò il significato delle immagini desumendolo dalla storia antica, dalla letteratura e dalle arti, con un lavoro di analisi di queste fonti, classici greci e latini soprattutto Ovidio, molto complesso, che poi ordinò in un catalogo invece molto semplice, organizzato in ordine alfabetico, che servisse come manuale iconografico e iconologico ad uso delle rappresentazioni nelle arti visive, come pure della poesia. Costituisce una fonte di indagine imprescindibile per la storia dell'arte, e per la lettura e interpretazione singola e specifica di molte opere d'arte. Inoltre il Proemio è considerato il primo trattato di iconologia, in cui Ripa spiega come la sua ricerca sia stata originata dallo studio dei geroglifici egiziani, riconosciuti come le prime immagini che indicano un significato diverso dalla loro rappresentazione. Ascarelli p. 246.
1840rif. 16561London, Longman, Orme, Brown, Green and Longmans, [1840]- 1842. 2 tomes en 1 volume in-folio de [2]-XXII-46-XXII-55-[1]; [2]-V-[1]-72; 8-18 pages, demi-maroquin à coins verts, dos à nerfs très richement orné, pièce de titre beige, tranches dorées. Reliure signée J. Wright.
1603In-4°; pp. (24), 523, (5), frontespizio entro cornice architettonica incisa su legno con allegorie e il ritratto dell’autore entro medaglione; al verso del frontespizio lo stemma Salviati, dedicatario dell’opera (cancellatura a inchiostro alla prima pagina della dedica, restaurata); numerosi legni nel testo. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Prima edizione illustrata del primo e più importante strumento per lo studio e l’utilizzo delle immagini, un monumento per l’iconologia e l’iconografia per artisti e poeti anche nei secoli a venire. Contiene il Proemio, ch e è come nell’edizione del 1593. Bell’esemplare.
rif. 162183(Hanau), (1813-1814) 40 x 55,5 cm, Gouache sur papier contrecollée, cadre de bois.
rif. 18751A Paris, de l'imprimerie de Monsieur, 1782 - 1787. 4 volumes grand in-folio de VIII-138; [4]-148; [4]-126; [4]-124 pages, demi-chagrin vert, dos lisses orné de filets et fleurons dorés. Non rogné. Reliures restaurées.
rif. 162147(ca 1880) 65,5 x 82 cm, Huile sur toile, cadre doré ancien.
rif. 162189S.l., (1793-1802) , Sept dessins gouachés sur vergé bleu ou blanc, contrecollés par l'auteur lui-même sur papier fort, certains encadrés d'un bord noir ou entourés d'un liseré de papier doré collé. Les deux pour certains. De formes rectangulaires, tous entre 40 cm de largeur sur 60 cm de longeur. Titre et date à l'encre au bas du recto de la vue a, "Vue de l'intérieur d'une Prison, inventée et Dessinée par Géligny, prisonnier de Guerre en Espagne (a Valladolida), le 28 Vendémiaire An 3". Les vues c, d et e sont signées à l'encre "Géligny inv'" et certaines sont datées. Des poèmes manuscrits conemporains (encre) au verso des vues b et d et au recto de la vue a. Quelques rousseurs et accrocs sans gravité.