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Bella raffigurazione pubblicitaria della ditta Borri Ronchi & Masera di Busto Arsizio. Tre vedute attorniate da decorazioni liberty dei stabilimenti di: Tessitura Legnano, Direzione e magazzini di Busto Arsizio e Tessitura di Marcallo. Applicata su vecchio supporto cartaceo
Rappresentazione di busti e teste in basalto, alabastro e steatite. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Tavola raffigurante in unico foglio le collegiate di Carnago - Legnano - Besozzo - Busto Arsizio. Non menzionata nella bibliografia di riferimento
Acquaforte, puntasecca misure: mm 151 x 228; foglio mm 181 x 280 Pittore e incisore italiano, vicino alla corrente artistica del Verismo e dell'Impressionismo. Frequentò inizialmente lo studio di Giambattista Calò (Barletta 1832 - 1895) e Vincenzo Dattoli (Foggia 1831 -Roma 1899) dipingendo soprattutto la natura dal vero. All'età di quindici anni entrò come allievo all'Accademia di Belle arti di Napoli sotto la guida di Giuseppe Mancinelli (Napoli 1813 – Palazzolo di Castrocielo 1875) ma nel 1863 venne espulso per problemi di disciplina e condotta. Così continuò la sua carriera lontano dal mondo accademico per poi entrare a far parte della Scuola dei Portici che praticava una pittura aderente al vero, attenta alla resa cromatica. Toccò diverse città italiane come Firenze dove frequenta il caffè Michelangelo, nel 1867 giunse a Parigi sotto la protezione del mercante Goupil entrando in contatto con artisti quali Mariano Fortuny (Reus 1838 – Roma 1874) e Leon Gerôme (Vesoul 1824 – Parigi 1904) di cui si disse allievo. Espose le sue opere per diversi anni ai Salon e Degas, nel 1874, lo fece partecipare alla prima esposizione degli impressionisti. Di questi "studiò il taglio e l'impaginazione della pittura giapponese, gli effetti cinematici di Degas e amò le dissolvenze materiche di Monet" (Piceni, 1979, p.23). Egli fu un abile acquafortista e in queste opere mise in risalto, grazie ad un'attenta riflessione intima e ad una continua sperimentazione tecnica, le atmosfere della luce cercando di cogliere l'attimo fuggente di un'espressione o di una posa. Tutte le incisioni appartengono al periodo parigino ed alcune portano la data '73 e '74. Questa stampa fu pubblicata postuma sulla Gazette des Beaux-Arts a settembre del 1913 accompagnata da un articolo dal titolo Une eau-forte inedite de J. De Nittis. Anche in quest'opera l'artista agisce con estrema delicatezza e raffinatezza; la donna è semisdraiata, appoggia il braccio sinistro su un oggetto non identificabile, forse un bracciolo o un cuscino, ha il busto scoperto eburneo quasi invisibile rispetto ai capelli scuri e ai giochi chiaroscurali dell'abito che copre le gambe. Ha lo sguardo fisso verso lo spettatore che rivela naturalezza ma anche imbarazzo. L'intimità della scena è riportata con cura mediante poche linee che definiscono il corpo della donna e un più attento tratteggio nella zona dei capelli e dell'abito. Petrucci afferma che "più che un'incisione sembra una pittura ottenuta con un lavoro sapiente di toni chiari su scuri." Impressione ottima e ben conservata, eccetto minimo foxing diffuso. Ampi margini oltre la battuta del rame. Esemplare in uno stato intermedio fra il II/ III prima dei ritocchi sul mignolo della mano destra. Un altro esemplare è conservato presso Milano (MI), Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche. Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli Bibliografia: F.Fiorani-R.Dinoia, De Nittis incisore, pag. 160, n.23; Petrucci, 1934- 1941, con il titolo Risveglio sereno, pag.10, pag.27.
Note: 8 PP. fittamente firmate e con timbri; minimi strappetti arginali in corrispondenza della piegatura ma buon es..
B/N 135x85 mm. Viaggiata.