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1935réf. LFA-126726179Un ouvrage de 214 pages, format 170 x 250 mm, illustré, relié cuir, publié en 1935
2006réf. ART1954M2006 / 242 pages. Broché. Editions Skira.
1939réf. LFA-126720124Un ouvrage de 46 pages, format 190 x 245 mm, illustré, broché couverture couleurs, publié en 1939, bon état
1927réf. ART927M1927 / 301 pages. Broché. Editions Albin Michel.
réf. 9623Recueil de gravures au burin, avec notices ; Peintres gravés : Raphaël, Le Titien, Le Corrège, L’Albane etc. Ecole moderne : David, Girodet, etc. Paysages d’après Ostade, Poussin, Vernet, Rembrandt etc. In 8 demi-cuir marron moucheté, titre, filets dorés. Faux-titre, frontispice gravé, sous serpente, ajouté, titre, 56 pages, 75 belles gravures au burin. Paris Au bureau de l’écho de la Presse 1842. Quelques rousseurs éparses.
1841réf. 000233Paris Charpentier 1841
réf. 4969Editions B. Artaud, Grenoble, Paris, 1949 – in-quarto, 208 pp – broché, couverture illustrée par Yves Brayer, 165 héliogravures en bichromie.
2006réf. LFA01bafNuméro Hors-série du "Figaro" : 116 pages, format 230 x 300 mm, illustré, broché, publié en 2006, bon état
1833réf. LFA01435Un ouvrage de 378 pages, format 275 x 185 mm, illustré, relié cartonnage, publié en 1833-1834
1890réf. AUB-1156Société Française d'Editions d'Art, L.-Henry May, Paris s.d. (vers 1890). Grand in-folio (46x34) relié, reliure pleine toile ornée d'éd., 324 pages avec poème à Titien par l'auteur, préface, illustrations, index alphabétique des oeuvres et des lieux où elles se trouvent, table des planches hors texte, table des gravures dans le texte. Monument imprimé par Philippe RENOUARD.
1990Mostra tenutasi presso Palazzo Ducale, Venezia e National Gallery of Art, Washington. Brossura editoriale in cartoncino semirigido, dalla copertina illustrata in entrambi i piatti. Residuo di cartoncino ex libris all' occhietto. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute e candide, ricche di riproduzioni di opere pittoriche a colori e in nero, nel testo. Numero pagine 432. USATO
2014br. Testimone dell'espansione di tre grandi potenze (Stati Uniti, Cina e Giappone), durante i suoi viaggi Tiziano Terzani (1938-2004) ha però incontrato anche un'altra Asia, caratterizzata da una saggezza radicata in culture e spiritualità non violente. L'incontro con la cultura indiana, in particolare, è stato la scintilla del suo cambiamento personale, che lo ha portato a vivere la decrescita su se stesso, nello spirito e nel comportamento. Le sue opere educano a un convivere non violento e armonico tra le culture, e auspicano che l'uomo sia protagonista di una nuova mutazione, che lo renda più attento all'interiorità e meno attaccato alla materia, più impegnato nel suo rapporto con il prossimo e meno rapace nei confronti del resto dell'universo.
2013ill., br. Tiziano Vecellio, un artista che più degli altri rappresenta nell'immaginario collettivo il Cinquecento veneziano. L'eccezionale qualità della sua produzione, che tocca i vertici in ogni campo, l'ampiezza delia sua carriera artistica, la personalità dei suoi committenti, tutto concorre a quell'aura di magia che circola intorno alla sua figura e alla sua opera.
2017ill., br. Il giornalista, lo scrittore, l'uomo: Tiziano Terzani più vivo che mai nelle parole di chi lo conobbe e lavorò con lui Mentre non accennano a sbiadire, nella memoria di chi lo ha amato, le immagini di Tiziano Terzani vestito di bianco che parla della pace, della vita e della morte, più lontana si fa nel tempo la sua figura di reporter, di grande protagonista di una stagione irripetibile del giornalismo. Questo libro ce la riporta davanti agli occhi con magnifica evidenza, quella figura, con la sua vitalità dirompente, il suo rigore professionale, la sua curiosità fenomenale, la sua travolgente risata. Ognuno degli amici e dei colleghi che da tutto il mondo hanno risposto generosamente all'invito di Angela Terzani contribuisce qui - con un flash, con un ricordo più meditato, con qualche prezioso documento, anche inedito - a comporre il ritratto irresistibile di un instancabile cacciatore di storie e di verità. E sono sufficienti soltanto alcuni dei titoli delle testimonianze raccolte in questo volume per capire l'atmosfera che vi si respira: Monsieur Moustache, Viaggiare per il mondo alla ricerca della verità, Da dove arriva, questo?, Partito senza lasciare indirizzo, Il gigante, Con i piedi più che mai piantati nella vita, L'approvato dal cielo... Completa il volume una ricca sezione di «documenti», con alcune lettere, uno scritto di Saskia Terzani e il Dialogo con il Vecchio di Folco Terzani, dedicato alla mitica figura che Terzani raccontò in "Un altro giro di giostra". Con otto fotografie fuori testo.
2015br. L'inesorabile evoluzione della coscienza di una delle voci spirituali più amate del nostro tempo si snoda nitida attraverso le opere che ci ha lasciato. Dalla prima cronaca di guerra in Vietnam all'impegno post 11 settembre, fino alla lucida attesa della morte, la vita di Tiziano Terzani procede senza accomodamenti e compromessi, scandita dalla riflessione sulla storia recente dell'Asia. Fuggito dall'Europa in cerca di una società più giusta, intravista all'inizio nel socialismo di Mao, Terzani finirà per compenetrarsi sempre più a Gandhi, al digiuno dal consumismo e a quella forza della verità con cui il Mahatma combatteva i colonizzatori inglesi. La questione fondamentale rimane sempre e solo quella della conoscenza. Lo sguardo di Terzani smaschera i limiti della visione materialistica e scientifica della modernità, impegnata nella falsa impresa di impossessarsi del mondo esterno. Egli ci ricorda che ogni vita, la nostra o quella di un albero, è parte di un tutto dalle mille forme. Dov'è l'uomo che vive più contento, più in pace con se stesso e con la natura? La strada verso una dimensione collettiva e sociale più in sintonia con la natura coincide con un percorso spirituale ispirato alla saggezza dell'Oriente.
2016ill., br.
2018ill., br. Il volume "Tiziano/Gerhard Richter. Il cielo sulla terra", pubblicato in occasione dell'omonima mostra a Palazzo Te a Mantova, raccoglie saggi inediti che esplorano il rapporto tra i due autori e i diversi livelli di lettura del tema, fondamentale per l'arte occidentale, dell'Annunciazione. Giulio Busi propone una riflessione sulle Annunciazioni nella cultura ebraica e Annarosa Buttarelli un contributo sull'interpretazione della filosofia della differenza; gli approfondimenti su Tiziano sono affidati a Marsel Grosso e Claudia Cieri Via, che riflette in particolare sugli echi dell'Annunciazione nella storia della pittura dopo Tiziano, mentre Helmut Friedel e Giovanni Iovane si soffermano sull'opera di Gerhard Richter.
2019ill., ril. Un confronto circolare sull'identità quale valore della diversità, dalle sue radici storiche fino alle trasformazioni legate ai processi di globalizzazione e all'intelligenza artificiale, dove l'identità viene ridotta a puri codici alfanumerici. Con il 500° anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci, l'uso della costante aurea 1,618 non è altro che un pretesto simbolico di ancoraggio storico che si dilata nei secoli fino ai giorni nostri in un quotidiano anonimato di massa, pietra d'angolo fra imprevedibilità umana e intelligenza artificiale, fra limiti della perfezione programmata e potere illimitato dell'intuizione che l'uomo possiede geneticamente da sempre. Dal disastro nucleare di Chernobyl alla caduta del muro di Berlino, dalle guerre nei Balcani all'Intifada, quindi il crollo delle torri gemelle e il terrorismo religioso, la nascita della UE e le grandi speculazioni economiche fino alla grande recessione e la crisi dell'euro. E ancora stragismo, flussi migratori e discriminazioni razziali, intelligenza artificiale e omologazione di massa: dal 1989 al 2019, trent'anni della nostra storia in un'accurata selezione di dipinti.
2019ill., br. È sorprendente l'affinità tra il ritratto verbale di Giulio Romano delineato da Giorgio Vasari e l'effigie dipinta da Tiziano. Entrambi vi celebrano un raro amico, un sommo artista. Il quadro passa dalla casa di Giulio alle collezioni Gonzaga, poi alla reggia di Carlo I d'Inghilterra, per eclissarsi a lungo nella dimora agreste di una nobile famiglia scozzese. Recuperato e riconosciuto nel Novecento, è conteso dai collezionisti fino al ritorno definitivo a Mantova, a Palazzo Te. Il racconto delle sue singolari peregrinazioni e i risultati delle indagini storico-critiche gettano nuova luce sul capolavoro di Tiziano e sul grande artista romano, protagonista della vita culturale del primo Cinquecento.
2022ill., br. La vita, la lunga vita di Tiziano cerca e trova un 'finale' inaudito e straziante. Questo pittore della vitalità e del sapore del mondo può congedarsi solo in una sorta di grande incendio. Consuma il suo tesoro di forme, la sua stessa arte, in ciò che si deve definire un rogo fiammeggiante. Aveva sempre amato il rosseggiare dei crepuscoli. Ma a questa predilezione si aggiungono ora, sempre più spesso, incomprensibili incendi in lontananza. Niente di più commovente, di più doloroso di queste notti in cui le cose bruciano, di questo consumarsi delle cose e degli esseri. Quando Tiziano si spinge fino in fondo, come nella 'Pastorale' di Vienna, nel 'Marsia', nella 'Pietà', l'intera composizione è invasa dalle fiamme e dal fuoco. Come nell'ultimo Rembrandt, che tanto doveva a Tiziano, l'universo fiammeggia e il pittore vi assapora il suo stesso rogo.