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ref. 7076Editions Arthaud, 1950. In-8, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleurs, 229 pp. Avant-propos - I. L'inspirateur - II. L'appel d'Assise : Frère Elie. - La basilique de San Francesco - III. Itinéraire - IV. Premières rencontres des peintres avec Saint François - V. L'atavisme romain des peintres d'Assise : Pietro Cavallini. - ...
ref. 7102A Spectrum Book, Prentice-Hall, Inc., Englewood Cliffs, New Jersey, 1974. In-12, broché sous couverture illustrée, xi-172 pp. Introduction, Laurie Schneider - Part One : The Trecento Tradition - Part Two : The Renaissance - Part Three : The 18th Century - Part Four : The 19th Century - Part Five : The 20th Century - Biographical Data ...
ref. 7103Sadea Editore, I Diamanti dell'Arte, 4, Firenze, 1966. In-12, broché sous couverture illustrée, 39 pp. - pl. Introduction, Laurie Schneider - Part One : The Trecento Tradition - Part Two : The Renaissance - Part Three : The 18th Century - Part Four : The 19th Century - Part Five : The 20th Century - Biographical Data ...
ref. 31708VPJF
ref. 4954870358SP-29, Casa Editrice Francescana, Assisi
2003ref. ART1338MEdité par Flammarion, 2003. Relié, avec jaquette en couleurs. Nombreuses illustrations en couleurs. 319pp. Etat : comme neuf.
1992ref. RO80278015Fabbri. 1992. In-4. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 72 pages - nombreuses illustrations en couleurs dans et hors texte.. . . . Classification Dewey : 784-Les instruments et leur musique
ref. ART7043M1966, Phaidon. In-4, relié, cartonnage éditeur sous jaquette illustrée, 435pp. Frontispice contrecollé. Nombreuses reproductions couleurs et n&b. Jaquette émoussées aux coiffes. Bon exemplaire. In-4, hardcover, illustrated dust jacket, 435pp. Numerous colour and b&w reproductions. DJ slightly worn on top and bottom edges. Good copy
ref. ART6966MÉditions Famot, collection Histoire Universelle de la Peinture, Genève, 1986. In-8, relié, cartonnage éditeur illustré, 316 pages. Nombreuses illustrations couleurs et N&B. Plats bons, seulement légère perte de couleur sur zone supérieure du plat arrière. Exemplaire non frotté. Intérieur bon. Croix au stylo de 3mm sur garde. Bon exemplaire
ref. R200101793Jeune France. Non daté. In-4. Broché. Etat d'usage, Couv. défraîchie, Dos satisfaisant, Papier jauni. 87 pages augmentées de nombreuses photos et illustrations en noir et blanc,dans le texte.. . . . Classification Dewey : 260-Théologie sociale chrétienne
1967ref. LFA-126732346Une plaquette de 24 pages, format 270 x 355 mm, illustrée, brochée couverture couleurs, publiée en 1967, Hachette, bon état
1982ref. LFA-126722109Un ouvrage de 128 pages, format 240 x 315 mm, illustré, relié cartonnage sous jaquette couleurs, publié en 1982, Flammarion, collection "Les Classiques de l'Art", bon état
1996ref. LFA-126720736Un ouvrage de 400 pages, format 220 x 285 mm, illustré, relié cartonnage sous jaquette couleurs, publié en 1996, bon état
2013ill., ril. Il volume propone la vita di Francesco attraverso le ventotto Storie francescane della Basilica superiore ed è arricchito da immagini della Basilica inferiore e della cappella Bardi in Santa Croce a Firenze dove Giotto dipinse sette "Storie di san Francesco". Un prezioso strumento per guardare gli affreschi di Giotto mettendosi in ascolto delle parole care a Francesco. La Basilica di Assisi ci fa vedere la vita di san Francesco per destare il fascino della santità attraverso la via della bellezza. L'autore ci guida nella lettura della ricca iconografia della Basilica e in particolare degli affreschi di Giotto ad Assisi e nella cappella Bardi in Santa Croce a Firenze.
2017ill. Quando Fëdor Dostoevskij scriveva la famosa frase: «La bellezza salverà il mondo» aveva presente quella bellezza morale che è rappresentata dal Cristo e dal suo Vangelo. Potremmo aggiungere che è Dio il primo attore della storia; ed è Lui che, con la sua grazia, nel pieno rispetto della libertà umana, entra come primo attore nella storia dell'umanità, così spesso sofferente ed emarginata. La bellezza è amica della libertà; ci libera dai nostri limiti e da quelli altrui. È spesso silenzioso invito a liberarci da ogni forma di violenza, per dare adito a tutto ciò che richiama l'uomo ai suoi grandi valori e al suo ultimo fine. Se la bellezza ci salverà dalla guerra e da ogni forma di violenza, Giotto avrà concorso a preparare negli animi l'anelito a tempi migliori; perché avrà risvegliato nei cuori, silenziosamente, nella contemplazione, l'anelito universale alla pace autentica.
2004ill. Giotto Bizzarrini è certamente conosciuto come uno fra i massimi tecnici e creatori del mondo delle quattro ruote del secolo scorso. Al suo estro creativo appartengono vetture leggendarie come la Ferrari 250 GTO, la prima Lamborghini V12, l'Iso Rivolta GT, l'AMX/3 a motore centrale. Ma anche, nate con il proprio marchio, una fortunata serie di vetture attraverso le quali si è rafforzato nel mondo il prestigio del nome Bizzarrini. Il testo è arricchito oltre che da materiale fotografico d'epoca anche da schede in cui vengono riportate caratteristiche tecniche e numeri di telaio, modello per modello.
2021ill., br. Giuliano Pisani ci accompagna nel cuore di uno dei massimi capolavori dell'arte occidentale: gli affreschi dipinti da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Tessera dopo tessera ci svela il mosaico affascinante e complesso della storia sacra, individuando le fonti di riferimento e fornendo una lettura finalmente unitaria e coerente dell'intero ciclo. Ne risultano chiariti i numerosi simboli e si individua nel frate eremitano Alberto da Padova colui che fornì al pittore le linee concettuali e il programma teologico. La loro intesa dà vita al capolavoro. Questo mirabile scrigno ci chiama a meditare sulle nostre scelte; ci invita al senso di responsabilità, individuale collettiva; ci indica la via del bene, della giustizia, della speranza, dell'amore. Nella Cappella degli Scrovegni, Giotto rivoluziona il linguaggio della pittura, introducendo il realismo, descrivendo i sentimenti, curando la resa minuziosa dei dettagli, l'esattezza architettonica, la scansione dello spazio, la prospettiva che scandisce i piani e crea profondità. E soprattutto il trionfo del colore e della luce.
2021br. Una coincidenza spazio-temporale perfetta unisce Dante e Giotto. Nati a distanza di unpaio d'anni e nel raggio di poche miglia, sono gli indiscussi protagonisti di una rivoluzione:grazie a loro, l'individuo torna al centro della scena, consapevole della propria avventura umana. Grazie a loro, noi ci sentiamo, oggi, persone libere, dotate di un'identità individuale e irripetibile, di una responsabilità morale e di una presenza fisica qui, adesso, in questo mondo.Le loro strade si intrecciano di continuo, tra l'amore per Firenze e i numerosi viaggi nellecorti d'Italia, la prodigiosa fantasia e lo sguardo concreto sulla realtà. Non è un caso che la Divina Commedia e gli affreschi della cappella degli Scrovegni nascano in parallelo: con la loro sonora, avvolgente energia, i due "benedetti toscani" ci offrono, in una lingua chiara, espressiva e diretta, una grandiosa fiducia nelle capacità di ogni uomo e di ogni donna. E ci aprono la strada di un mondo nuovo.
2021ill., br. Giuliano Pisani ci accompagna nel cuore di uno dei massimi capolavori dell'arte occidentale: gli affreschi dipinti da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Tessera dopo tessera ci svela il mosaico affascinante e complesso della storia sacra, individuando le fonti di riferimento e fornendo una lettura finalmente unitaria e coerente dell'intero ciclo. Ne risultano chiariti i numerosi simboli e si individua nel frate eremitano Alberto da Padova colui che fornì al pittore le linee concettuali e il programma teologico. La loro intesa dà vita al capolavoro. Questo mirabile scrigno ci chiama a meditare sulle nostre scelte; ci invita al senso di responsabilità, individuale collettiva; ci indica la via del bene, della giustizia, della speranza, dell'amore. Nella Cappella degli Scrovegni, Giotto rivoluziona il linguaggio della pittura, introducendo il realismo, descrivendo i sentimenti, curando la resa minuziosa dei dettagli, l'esattezza architettonica, la scansione dello spazio, la prospettiva che scandisce i piani e crea profondità. E soprattutto il trionfo del colore e della luce.
2021ill., br. «Il titolo del libro allude, naturalmente, al popolare aneddoto illustrato anche su certe scatole di matite colorate che accompagnano tanti ricordi della nostra infanzia. La popolarità di questo aneddoto è dovuta al fatto che lo racconta il Vasari: un fatto che è anche la causa della sua mancata considerazione da parte della critica. Ma il Vasari non fa che parafrasare un succinto passo del secondo Commentario del Ghiberti: "Nacque uno fanciullo di mirabile ingegno il quale si ritraeva del naturale una pecora; in su passando Cimabue pictore per la strada a Bologna vide el fanciullo sedente in terra et disegnava in su una lastra una pecora Cimabue menò seco Giotto e fu discepolo di Cimabue". Ora, un aneddoto raccontato dal Ghiberti non può essere liquidato come uno dei tanti aneddoti raccontati dal Vasari, per il quale essi avevano la funzione di artifici retorici utili a dare compiutezza al racconto storico, secondo una concezione della storia che egli condivideva con i contemporanei. Lo scritto del Ghiberti appartiene a un genere letterario diverso e non ha le preoccupazioni del Vasari. Del secondo Commentario, le cui notizie che si possono controllare risultano sostanzialmente attendibili, va preso sul serio tutto e io credo che anche il raccontino della pecora di Giotto, al di là del suo significato letterale, alluda almeno a due aspetti reali. Uno è il rapporto da maestro ad allievo tra Cimabue e Giotto: rapporto che è venuto in luce con molta chiarezza lungo il cammino a ritroso condotto in questa ricerca, partendo dalla enucleazione di quei dati arcaici che costituiscono l'elemento diversificatore più profondo degli affreschi di Assisi da quelli di Padova, ma che giustificano anche questa diversità in ragione di un prima e di un dopo, nella prospettiva naturale dello sviluppo di una grande personalità artistica, al di là del confronto meramente sincronico operato dai "separatisti". Ma l'aneddoto raccontato dal Ghiberti vuole anche alludere alla portata innovatrice della pittura di Giotto di rivalutazione degli aspetti reali e mondani del visibile, con un totale ribaltamento del significato del cosiddetto "realismo" medievale. È l'aspetto per cui i contemporanei - tra i quali si incontrano personaggi del calibro di un Petrarca e di un Boccaccio - ammiravano incondizionatamente Giotto».
2015ill., br.
2002ill. Sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305, Giotto, su commissione del banchiere padovano Enrico Scrovegni, affresca la Cappella intitolata a Santa Maria della Carità. Questa piccola chiesa romanico-gotica, concepita inizialmente per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, è oggi considerata un capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e una delle massime espressioni dell'arte occidentale. Nella pittura di Giotto tutto - dalle corrispondenze verticali e orizzontali alle prospettive architettoniche, dal simbolismo dei colori a quello dei numeri - partecipa dell'avvenimento di Dio che si fa uomo. Un fatto storico che Giotto ha messo in scena perché attraverso i colori e le immagini i fedeli potessero meditare sulla vita di Maria e di Gesù, sulla sua morte e resurrezione, sul proprio destino di libertà in vista del Giudizio Universale.
2020ill., br. «È difficile resistere alla tentazione di affermare che Giotto fu il più grande artista che sia mai vissuto, frase questa usata a proposito di troppi maestri per conservare il suo pieno significato enfatico. Ma egli rappresenta, perlomeno, il più prodigioso fenomeno in tutta la storia dell'arte a noi nota. L'aver creato quasi dal nulla, il crudo realismo di Cimabue temperato dall'esausta compiutezza dei bizantini, un'arte in grado di esprimere tutta la gamma delle emozioni umane; l'aver trovato quasi senza guida il modo di trattare il materiale grezzo della vita stessa in uno stile così diretto, così duttile all'idea, e al tempo stesso così essenzialmente grandioso ed eroico; l'aver colto intuitivamente quasi tutti i princìpi rappresentativi, per stabilire i quali, scientificamente, occorsero due secoli di continue ricerche; l'aver compiuto tutto questo è, senza dubbio, una prova meravigliosa, superiore a quella che un qualsiasi altro artista abbia mai dato».
2011ill., ril. Questa monografia guida il lettore lungo l'intero cammino artistico di Giotto e, attraverso l'esauriente e dettagliata illustrazione delle più importanti stagioni della sua produzione, propone una lettura di questo artista in chiave di maestro gotico del colore a partire dalla Cappella della Maddalena.il lettore viene guidato e stimolato nella comprensione dei vari stadi del genio di Giotto, di cui vengono illuminati peraltro i dettagli più affascinanti, grazie ad un vasto corredo fotografico, per la maggior parte realizzato appositamente per questo volume da Elio Ciol, uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei, particolarmente esperto nelle immmagini d'arte e che, nel tempo, ha saputo catturare con il proprio "occhio" i tesori e le bellezze di Assisi e delle altre pietre miliari del mondo francescano...
2002ill., br. All'indomani del restauro degli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni di Padova, dedichiamo queste pagine al Natale rappresentato nel capolavoro della pittura del Trecento. Un poeta di oggi, Mario Luzi, ha appositamente offerto un testo lirico per svelare lo sguardo nascosto di coloro che non sono presenti all'evento, eppure avvertono che qualcosa d'inusuale sta accadendo e tentano di capire: "Dove e quale / era, / era e accadeva / il presagito evento?" Sono i legionari di turno quella notte. Il loro mistero si scioglie nella poesia visiva degli affreschi giotteschi, qui contemplati attraverso molti particolari e grazie anche all'accompagnamento dei testi degli evangelisti Matteo e Luca: parole e immagini che hanno fatto storia.