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1995réf. 17956BBWuppertal, VonderHeydt-Museum, 1995. 29 cm. 207 S. zahlr. Ill. Paperback, Deckelillustr. guter Zustand, Stempel a. Impressum, Kanten gering berieben.
1977réf. 15537BBMünchen, Südwest-Verlag, 1977. 26 cm. 448 S., überwiegend Ill. Hardcover, Gewebe mit Schutzumschl., mit Schuber Schuber mit Gebrauchssp., ansonsten sehr guter Zustand.
1977réf. 52633ABKönigstein im Taunus, Langewiesche, 1977. 34 cm. 404 S., zahlr. Ill. (z.T. farb.). Lw., verg. Rü.-u. Deck.-Tit., OU. OU leicht berieb., sehr guter Zust., sauber erhalten.
1942réf. 016212München., Bruckmann., 1942. Mit 272 Abbildungen und 4 Farbtafeln. 528S. Eckkanten leicht bestoßen, hinterer Vorsatz mit Bleistiftnotizen. 4°. OHalbleinen.
1959réf. 019629Leipzig., VEB Seemann Verlag., 1959. 200S. Mit 63 teilweise farbigen Tafelseiten. 1. Auflage. 4°. OLeinen.
2004réf. 034527München., Hirmer Verlag., 2004. Herausgeben vom Herzog Anton Ulrich-Museum Braunschweig, Kunstmuseum des Landes Niedersachsen, erschien zur gleichnamigen Ausstellung im Herzog Anton Ulrich.Museum. 352 Seiten. Mit vielen (132) farbigen Abbildungen und kleineren Schwarzweiß-Abbildungen im Text, Mit Textbeiträgen verschiedener Verfasser. Beiliegend zwei Eintrittskarte zur Ausstellung, eine Austellungsprospekt, einem Zeitungsartikel (FAZ). Guter Zustand. 4°. OPappband.
1941réf. 205686BBBlfd., Velhagen & Klasing, 1941. 13. A. 4°. Mit 128 (davon 15 farb. a. Taf.) Abb. 2 Bll., 180 S. OPbd. - Künstler- Monographien, Bd. 2. - Gutes Ex. 13
1909réf. 239553BBBlfd., Velhagen & Klasing, 1909. 9. Aufl. Liebhaber-Ausgaben. 4°. Mit 135 Abb. 2 Bll., 164 S. Flex. OLwd. - Künstler- Monographien, Bd. 2. - Gutes Expl. 9
1977réf. 256634BBMünchen, Jugend u. Volk, 1977. 2. Aufl. Mit zahlr. (tls. farb., tls. ganzs.) Abb. XIV, 273 S. OPbd. - Gutes Ex. 2
1917réf. 05768Leipzig, Insel, 1917. Hln, 84S+Tafeln, 2.Auflage, Besitzvermerk, Lichtrand, Ecke angestossen, gutes Arbeitsexemplar
1942réf. 602047München, Bruckmann, (1942). 4°. M. 4 farb. Taf. u. 272 Abb. 528 S. OHlwd.
réf. 11545o.J. berühmter Kupferstecher der Rubensschule. 1586 Bolswert/Friesland - 1659 Antwerpen. Halbfigur mit Umhang. Kupferstich von A. Lommelin, nach Anthonis van Dyck. 282 x 197 mm.
1898réf. 1233950Basel, C. F. Lendorff, 1898. Bildnis Burckhardts in Lichtdruck, 2 Bl., 331, (1) S. Hlwdbd m. eingebund. OU. Etwas beschabt. Innen gebräunt. Minimal fingerfleckig u. mit gelegentlichen Bleistift-Anstreich.
1961réf. E139London, Spring, (1961). Erste Ausgabe. Sauber.
1982réf. 133656Berlin, Akad.-Vlg. 1982. 68 S. OBr. (DAW. Sitz.-Ber. Gesellschaftswiss. 1980/12 G).
2022Che Rubens abbia unito l’arte del Nord con quella del Sud è il concetto più profondamente radicato nell’ideale di Burckhardt: l’iniziale entusiasmo per le correnti nordiche, la successiva adorazione per quelle italiane e il meditato apprezzamento di quelle olandesi, tutto converge nella figura del pittore fiammingo, in un rapporto di continuità con i predecessori italiani che durerà per tutta la vita. Per Burckhardt, Rubens non è un semplice “oggetto di studio”: egli fa parte del suo mondo interiore, è il prototipo dell’uomo creatore che attua un processo di assimilazione dal passato e dal presente Autori: Jacob Burckhardt. Curatori: Peter Girardi.
2019ill., br. La presente pubblicazione è dedicata a Pieter Paul Rubens (1577-1640), il massimo interprete del Barocco in pittura. La straordinaria vitalità dell'immaginazione e la sontuosa materia pittorica di un infaticabile viaggiatore, richiesto dalle corti europee, sono raccontate in un'agile e pregnante sintesi.
2022ill., ril. Pieter Paul Rubens (1577-1640) è il massimo pittore fiammingo del suo tempo. Nato in Germania si trasferisce giovanissimo con la famiglia ad Anversa, dove passa dal protestantesimo al cattolicesimo. Nel 1600 compie un viaggio in Italia, dove rimane otto anni tra Mantova, Venezia, Roma e Genova. La sua formazione classica si indirizza verso lo stile che contribuisce a formare, il Barocco. Diviene il prototipo dell'artista ricco e famoso, colto e ben introdotto nelle corti di tutta Europa. Il suo stile elegante, solenne e teatrale, capace di tenere insieme naturalismo e piacevolezza decorativa detterà le regole della pittura per l'intero secolo XVII.
2020ill., br. L'attenzione per la cultura italiana costituì per Rubens un costante riferimento durante tutta la vita e, in particolare, gli otto anni di soggiorno in Italia furono l'occasione per studiare l'arte antica e i grandi maestri rinascimentali, ma anche per guardare le opere di artisti a lui contemporanei, come Caravaggio e Baglione, per analizzare l'architettura, per frequentare circoli scientifici e letterari. Una così evidente fascinazione nei confronti della civiltà italica ha prodotto una vera miniera archivistica, iconografica e stilistica attraverso la quale interpretare non solo la pittura, ma anche il sistema di rapporti diplomatici e di relazione che Rubens perseguì nel corso di tutta la vita. Molti legami fondamentali per la carriera del maestro d'Anversa ebbero inizio o si intensificarono proprio durante gli anni italiani, con collezionisti romani e genovesi, ma anche con personaggi politici stranieri, come la famiglia Richardot e i governatori delle Fiandre, e con ordini religiosi quali Gesuiti, Filippini e Carmelitani.
2022ill., br. Il volume è il catalogo della mostra omonima allestita a Genova presso il Palazzo Ducale dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023, una straordinaria esposizione per raccontare la grandezza del massimo pittore barocco di sempre: Peter Paul Rubens e il suo rapporto con la città. Il progetto nasce in occasione del quarto centenario della pubblicazione ad Anversa del celebre volume di Rubens Palazzi di Genova (1622). Rubens soggiornò in diverse occasioni a Genova tra il 1600 e il 1607 ed ebbe così modo di intrattenere rapporti diretti - e in alcuni casi molto stretti - con i più ricchi e influenti aristocratici della città. In mostra e nel catalogo sono presentate più di 150 opere, tra le quali hanno il ruolo di protagonisti oltre venti Rubens provenienti da musei e collezioni europee e italiane (con alcuni 'rientri' molto significativi), che si sommano a quelli presenti in città, giungendo così a un numero come non vi era dalla fine del Settecento a Genova; da quando, cioè, la crisi dell'aristocrazia con i contraccolpi della Rivoluzione Francese diede avvio a un'inesorabile diaspora di capolavori verso le collezioni del mondo. A partire dal nucleo rubensiano, il racconto del contesto culturale e artistico della città nell'epoca del suo maggiore splendore viene completato da dipinti degli autori che Rubens per certo vide e studiò (Tintoretto e Luca Cambiaso); che incontrò in Italia e in particolare a Genova durante il suo soggiorno (Frans Pourbus il Giovane, Sofonisba Anguissola e Bernardo Castello), o con cui collaborò (Jan Wildens e Frans Snyders). Disegni, incisioni, arazzi, arredi, volumi antichi, perfino abiti, accessori femminili e gioielli consentono di celebrare la grandiosità di una capitale artistica visitata da uno dei maggiori artisti di tutti i tempi e confermano quell'appellativo di Superba che fu dato a Genova. Il catalogo è riccamente illustrato e dà conto del lungo percorso di studi e approfondimenti scientifici da parte dei curatori e i saggi tematici vedono i contributi di un consistente numero di studiosi internazionali. La guida alla mostra e la guida alla Genova di Rubens, un affascinate itinerario cittadino sulle tracce dei capolavori di Rubens, completano la proposta per i visitatori e gli appassionati.
2022ill., br. Al "benigno lettore" il pittore fiammingo Pietro Paolo Rubens presenta i Palazzi di Genova in un volume pubblicato a proprie spese ad Anversa, la sua città. Un progetto editoriale che giunge al quarto centenario e ancora fa parlare di sé, catalizza l'interesse di studiosi, critici, addetti ai lavori e non. Più che "well travelled" all'età di quarantacinque anni ancora da compiere, il fiammingo aveva già visto buona parte dei centri artistici (e di potere) in Europa: Roma, Mantova, Genova, Firenze, Padova, Venezia, Madrid, Valladolid tra il 1600 e il 1608, senza contare quanto vide in patria. Ha incontrato re, principi, duchi, ambasciatori, conti e marchesi. Ha frequentato finanzieri, mercanti e condottieri. Era elegante e conosceva sette lingue, tra le quali il latino e l'italiano. Aveva un "gustoso e vivace colorito" e un "tratto gentile" e lo fregiavano "nobili doti", tra le quali la "facondia del parlare". Eppure, fu Genova e la ristretta élite dei genovesi che ebbe modo di incontrare ad apparirgli quanto di più moderno. Erano qualcosa di inedito ai suoi occhi i palazzi di città e le tante ville a pochi chilometri da quel centro che oggi chiamiamo "storico" e che allora era il cuore pulsante della vita economica e finanziaria che gravitava sul porto, abbracciato naturalmente ad arco da un fitto reticolo di strade strette e buie.
1938in-8° gr., pp. 455 con 66 illustrazioni a colori applicate su tavole f.t. e 231 figure intercalate n.t. Leg. in tela edit. con tit. in oro sul dorso e sul piatto ant. Lievi tracce del tempo sui piatti, buono l'interno.
1940In-8° gr. pp. 172 con 3 tav. a col. f.t. e 67 ill. in nero n.t. anche a piena pagina. Bross. edit. ill. con piccolo guatso al dorso e timbro all'interno.
1940In-4° pp. 98 con 104 tav. f.t. legatura edit. priva della sovracoperta. Timbri all'interno.
1912In-8° gr. pp. XXXVI-523 con molte delle ill. a pien apagina n.t. Legatura in tutta tela edit. con titolo e impressioni in oro al piatto. Vecchi timbri all'interno.