51.282 resultados
1980ref. R100068469S.N.I. Delmas. 1980. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 79 pages - quelques photos en noir et blanc dans et hors texte - petite annotation à l'encre et trace de feutre noir sur le 1er contre plat.. . . . Classification Dewey : 791.43-Cinéma
2014ref. 500067211XO EDITIONS 2014 171 pages 13 3x21 6x1 9cm. 2014. Broché. 171 pages.
ref. 45756Paris : Editions Albatros. Directeurs Joël Farges et François Barat, printemps 1972 - mai 1975. 6 volumes 18,2x23cm brochés dont deux numéros doubles. Couvertures légèrement poussiéreuses sinon bon état. Excellente revue de cinéma animée par des réalisateurs, théoriciens et critiques de cinéma.
1972ref. 22517Couverture souple. Broché. 115 pages.
1978ref. 1059BMünchen, Roloff u. Seeßlen, 1978. 8°. 269 S. Illustr. Orig.-Broschur.
2012Segrate, 2012; br., pp. 102, cm 14,5x21,5. (Biblioteca Umoristica Mondadori). italiano 88-04-6177 Biblioteca Umoristica Mondadori br.
1959ref. 61384Hollywood CA: United Artists Corporation 1959. Oblong folio. 11 x 14 in. 8 leaves. Colour-lithograph lobby cards on thick paper stock some dustsoiling thumbing to fore-edges minor bumping to couple corners still a VG set. First edition of this complete set of movie theatre lobby cards for this 1959 Film Noir Las Vegas heist movie featuring the sultry Mamie Van Doren as the femme fatale gangster’s mole juxtaposed with the resentment and violence between Gerald Mohr and Lee Van Cleef over Van Doren’s affections. No copies in Worldcat. United Artists Corporation, unknown
2020Alessandria, 2020; br., pp. 468, cm 17x24. (Contributi e Proposte. 115).
2007A cura di V. Caprara. Torino, 2007; br., pp. 212, ill., cm 14,5x24. (Grandi Film Restaurati). italiano 88-7180-65 Grandi Film Restaurati
ref. 500337477Stock Sans date.
ref. AIX-672Éditions Cahiers du cinéma, 1993, broché, 270 pages.
1997Pietro Germi «Signore e signori» di Pietro Germi. , Lindau 1997, Documentario sul film "Signore e Signori", uno sguardo ridente sull'ipocrisia morbida, a cura di Lino Miccichè. La sovraccoperta riporta lievi segni del tempo, interno in buone condizioni. Buono (Good) . 282 8871802063
1942ref. 30549Maquette originale [1942]. 16 pages ch. 1 à 10 (320 x 405 mm) sur bristol et sous couverture bristol fort (480 x 380 mm), gouache, encre de chine et mine de plomb. Tampon de l'atelier au dos. Maquette originale pour un projet d'invitation à la première projection du film, en décembre 1942. Sous l'illustration de la couverture, cette légende : «Suivant un document de l'époque».
2016brossura Gianfranco Brebbia (Varese 1923-1974) è stato un filmaker di avanguardia del cinema sperimentale italiano. Molti anni dopo la sua scomparsa sua figlia Giovanna ha riportato alla luce l'Archivio cinematografico del padre, scoprendo uno straordinario patrimonio artistico di pellicole, lettere, fotografie, quadri, testi ed appunti vari rimasti, per più di quarant'anni, silenti nella pace discreta di una cantina. Da questa straordinaria scoperta è nato un importante studio sulla figura e l'opera di Brebbia dal quale ha preso a sua volta avvio la promozione di un convegno, realizzato dall'Università degli Studi dell'Insubria e dal Centro Internazionale Insubrico (Varese, 17 aprile 2015). I relatori di questo incontro, oltre a delineare, con le loro ricerche, un omaggio alla figura del filmaker varesino e alle sue opere, rimaste nell'oblio per decenni, hanno anche messo in luce la straordinaria vivacità culturale che ha caratterizzato, complessivamente, gli anni Sessanta-Settanta. Durante questo periodo la sperimentazione è stata infatti protagonista nella letteratura, nel cinema, nel teatro, nella musica, nell'arte, nella filosofia e nella stessa società. In questo libro tutti questi vari aspetti sono indagati offrendo al lettore un oggettivo ed articolato quadro di quello che è stato il complesso e vivace contesto storico di questi anni, pur non tralasciando anche talune componenti negative che, soprattutto con il Boom edilizio degli anni Sessanta, hanno danneggiato...
1999Atti della Giornata di Studio dedicata al prolifero sceneggiatore emiliano. Personallità poliedrica e di grande spessore artistico, culturale ed umano. STATO: NUOVO. TITOLO: «Diviso in due». Cesare Zavattini: cinema e cultura popolare. AUTORE: Atti della Giornata di Studio: CURATORE: A cura di Pierluigi Ercole. Con un saggio di Marzio Dall'Acqua. EDITORE: Edizioni Diabasis DATA ED.: 1999, EAN: 9788881031184
1999ref. _202401036Paris, Éditions Gallimard, 1999 ; in-8 (140 x 205 mm), 200 pp. + frontispice hors-texte, broché.
2020br. Questo lavoro di ricerca prende avvio da una constatazione e da una curiosità. Partiamo dalla constatazione. Studiando la produzione cinematografica realizzata dal nazionalsocialismo tra il 1933 e il 1945, il confronto - estetico produttivo, comunicativo e ideologico - con un film si rivela imprescindibile: Süss, l'ebreo (Jud Süss, 1940) di Veit Harlan. Lo è per l'evidente qualità formale dell'opera, ma, soprattutto, per l'altrettanto evidente, quanto radicale, carica antisemita. Ed essendo l'antisemitismo uno snodo imprescindibile dell'ideologia nazionalsocialista, studiare Süss, l'ebreo significa, in fondo, studiare il totalitarismo hitleriano attraverso il punto di vista di un'«opera mondo» (un film di finzione), universo visivo di significati che racchiude l'essenza di un'epoca: la lotta tra l'elemento ariano minacciato dal suo nemico storico, l'ebreo. Quando oggi vediamo Süss, l'ebreo in realtà ci troviamo davanti a due differenti rappresentazioni del passato: la storia settecentesca di Süss, manipolata nella finzione cinematografica; e la storia del 1939-1941, quando la risoluzione della «questione ebraica» imboccò la strada che condusse alla «soluzione finale», prima con l'invasione della Polonia e poi con l'invasione dell'Unione Sovietica. L'interpretazione di Süss, l'ebreo è sin troppo semplice: i tedeschi hanno un solo modo per liberarsi dell'eterna minaccia ebraica. Il finale del film è la risposta. Per quanto riguarda invece la curiosità, è racchiusa in una domanda: cosa ne scrissero i critici italiani quando il film fu presentato in anteprima a Venezia nel settembre 1940 e uscì nel circuito nazionale nell'ottobre del 1941? Prefazione di Francesco Perfetti.
2016br. Nel 1944, quando il mondo vive ancora nell'incubo della follia nazista, il thriller "Angoscia" (Gaslight) di George Cukor, con le sue luci a taglio espressioniste e le inquadrature ardite della tradizione mitteleuropea, da Hollywood traghetta il pubblico planetario dagli abissi d'orrore d'un male insondabile alle luci della speranza, che nel film albeggiano per i protagonisti innamorati sui tetti della vecchia Londra vittoriana. Il capolavoro di Cukor si avvale di una favolosa Ingrid Bergman, non ancora trentenne, per attraversare i labirinti più dolorosi e oscuri della psiche attraverso i tormenti a lei inflitti da un affascinante sadico (Charles Boyer). Un film fatto dunque di trasalimenti, primi piani, oggetti simbolici, gestualità che vedono progredire il loro potere distruttivo sulla bella immagine, fino al ribaltamento della catarsi finale. La star - premio Oscar quale migliore attrice, insieme a quello per la scenografia - è potuta giungere ad un esito tra i più alti nella recitazione femminile grazie alle cure estreme del "Woman's Director" per eccellenza, quel George Cukor che ha riversato nel lavoro di set tutto il suo amore possibile per l'altro sesso. Le scene vittoriane di Gibbons, Ferrari e Willis, la fotografia chiaroscurale di Ruttenberg, le musiche ossessive di Kaper che rielaborano Chopin, Donizzetti, Tosti, i comprimari Angela Lansbury e Joseph Cotten rendono la confezione preziosa, come si può constatare con la visione del DVD qui in allegato. Non mancano nel volume le note diatribe sulla "autorialità" di un "artigiano" puro quale è Cukor; né gli itinerari di formazione davvero straordinari del Maestro e della sua star; il tutto puntualmente messo a fuoco nella conversazione dell'autore con Emiliano Morreale a prolusione del saggio.
1968ref. 1031711968 Paris, Cinéma le Ranelagh à partir du 20 novembre 1968 en première exclusivité publique « Hallucinations » un programme de quatre films réalisés par Eric Duvivier.Une feuille d’annonce 267x199mm imprimée recto seul en rouge et noir, annonce pour une série de films :La femme 100 têtes d’après Max Ernst, La perception et l’imaginaire images images du monde visionnaire de Henri Michaux, Concerto mécanique pour la folie avec Jacques Higelin et Dominique Grange et la collaboration artistique de Erro (ici orthographié Ferro).En parallèle avec Éric Duvivier est principalement connu pour ses documentaires et courts-métrages médicaux, réalisés en partenariat avec des laboratoires médicaux dont le laboratoire Sandoz. Ses réalisations traitent de chirurgie, mais également de psychiatrie. Ainsi, en partenariat avec le Professeur Didier-Jacques Duché comme conseiller scientifique, il réalise plusieurs courts-métrages visant à illustrer certaines pathologies psychiatriques (Le Monde du schizophrène, Autoportrait d'un schizophrène, Auto-stop, Les Autopathes, Phobie d'impulsion).Il fait ainsi tourner certains acteurs de premier plan comme Pierre Clémenti (dans Autoportrait d'un schizophrène) ou Jacques Dufilho (dans Auto-stop et Les Autopathes).En 1963, il tente de restituer les visions sous drogues hallucinogènes d’Henri Michaux dans Images du monde visionnaire, film interdit par la censure à sa sortie. Il reprend en 1990 des séquences de ce film à la fin de la vidéo L'homme endormi, l'homme éveillé tournée avec Pierre Etevenon comme auteur qui présente des cartographies EEG d'éveil de sommeil et de rêve réalisées par électroencéphalographie quantitative. Il travailla également sur les effets spéciaux du film inachevé d'Henri-Georges Clouzot, L'Enfer, en 1964.On lui doit également une adaptation des collages de Max Ernst pour un court-métrage intitulé La Femme 100 tête en 1967. De même, les décors et masques de son film Concerto mécanique pour la folie ou la folle mécamorphose (1964) sont dus à Erró.Joint :Carton d’invitation pour la première représentation au nom de Georges Goldfayn, avec en couverture un dessin d’Henri Michaux créé spécialement pour l’évènement.(103171)
197521x15. 167p. Firma anterior poseedor. Prólg. E. Amezua. Fotogr.
Madrid, La Novela Teatral, 1922. 4to.; 32 pp. sin numerar, impresas a doble columna. Cubiertas originales. El autor, cuyo verdadero nombre era José María Martín López, había sido sacerdote y promotor en su Granada natal del Círculo de Obreros de Nuestra Señora de las Angustias. Secularizado y ya en Madrid, a caballo de su abundante y divertida creación teatral, fue el fundador de una de las primeras productoras cinematográficas españolas.
201024x17. 319p. Fotogr.
2003300x210 mm. 299 pages. Softcover. Cover slightly scratched. Cover edges wrinkled. Spine edges slightly wrinkled. Else in good condition.