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1601In -8°, pp. 109, (b), cartonato, tagli rossi. Prima edizione. Francesco Pasio (1551-1612) fu il primo provinciale gesuita in Giappone, residente a Nagasaki; il libro comprende anche una lettera del vice-provinciale Pedro Gomez (1533-1600), autore del “Compendium”, ovvero un trattato di cosmologia e teologia che sarebbe diventata la prima opera a introdurre la cultura occidentale in Giappone; segue un testo di Nicolò Longobardi (1559-1654), gesuita siciliano che in Cina fu il successore di Matteo Ricci (nominato varie volte in questo testo); la quarta e ultima lettera è un resoconto di una missione presso i territori islamici del Mogol (India, Pakistan, Afghanistan). Marca dei gesuiti al frontespizio e capilettera figurati. First edition. Pasio (1551-1612) was the first Jesuit Provincial in Japan: he resided in Nagasaki; the book includes also a letter of his deputy Pedro Gomez (1533-1600), author of the “Compendium”, a cosmology and theology treaty that had to become the first work to introduce western knowledge in Japan; then a text by Nicolò Longoboardi (1559-1654), a sicilian jesuit who replace, in China, Matteo Ricci (mentioned many times in this text); the fourth and last letter is the chronicle of a mission in Islamic areas of Mughal (India, Pakistan, Afghanistan). A Jesuit mark on title page and figurative initials. Pasio (1551-1612) was the first Jesuit Provincial in Japan: he resided in Nagasaki; the book includes also a letter of his deputy Pedro Gomez (1533-1600), author of the “Compendium”, a cosmology and theology treaty that had to become the first work to introduce western knowledge in Japan; then a text by Nicolò Longoboardi (1559-1654), a sicilian jesuit who replace, in China, Matteo Ricci (mentioned many times in this text); the fourth and last letter is the chronicle of a mission in Islamic areas of Mughal (India, Pakistan, Afghanistan). A Jesuit mark on title page and figurative initials.
1603In -8°, pp. 77, (B); cartonato, tagli rossi. Prima edizione. Pasio (1551-1612) fu il primo provinciale gesuita in Giappone, residente a Nagasaki. La lettera compendia le attività dei Gesuiti in Giappone a cavallo dei due secoli, descrive le condizioni di vita in diverse città e si impegna nel racconto delle condizioni culturali del Giappone a quel tempo. First edition. Pasio (1551-1612) was the first Jesuit Provincial in Japan: he resided in Nagasaki. This letter outlines the Jesuits’ activities in Japan, between XVI and XVII century, also giving descriptions of the various life conditions in many cities, and more widely of the Japan culture at that time.
1608In -8°, pp, 88, cartonato, tagli rossi. Sul verso del frontespizio altro titolo: “Lettera del padre Diego di Pantogia della Compagnia di Giesù al Padre Luigi di Guzman Provinciale nella Provincia di Toledo. Scritta in Pachino corte del Rè della Chiana a di 9 di Marzo, dell’anno 1602. Pubblicata originariamente in spagnolo nel 1605 questa lunga lettera, qui nella sua prima versione italiana, si distingue per la chiarezza argomentativa del testo, quasi giornalistica nel riportare dettagli della vita politica, economica, sociale e religiosa cinese. Il libro è valutato nodale anche come testimonianza circa i rapporti fra religione cattolica e Islam: “This is a very early source written by Christian on Muslims in China proper. The almost non-judgmental treatment of Islam is particularly interesting, although it must be noted that the text was written befor the Jesuit-Muslim conflicts fo the later part of the 16th century, so it must be possible to assume that relations at this time were fairly amicable. [...] The descriptions of Muslim life in China are fairly extensive in comparison with other texts of the early 17th century although, like its counterparts, the text focuses more on other religions such as Buddhism, Taoism, Confucianism and Judaism”. (Thomas Davies, John Chesworth, “Christian-Muslim Relations. A Bibliographical History”, 2012, vol. 11, p. 294. Diego de Pantoja o Diego Pantoja (Valdemoro 1571 – Macao 1618) era un gesuita e missionario portoghese in Cina, noto per aver accompagnato Matteo Ricci a Pechino, dove Diego avrebbe lavorato come astronomo, geografo e musicista. Nel 1617 fu processato come nemico degli astronomi cinesi (aveva apportato alcune correzioni al calendario) ed espulso dalla Cina. Published before in Spanish, this long letter, here in its first Italian edition, is valued as remarkable not only about early contacts between Christian Europe and China, but also about the relationship between Catholic religion and Muslim one: “This is a very early source written by Christian on Muslims in China proper. The almost non-judgmental treatment of Islam is particularly interesting, although it must be noted that the text was written befor the Jesuit-Muslim conflicts fo the later part of the 16th century, so it must be possible to assume that relations at this time were fairly amicable. [...] The descriptions of Muslim life in China are fairly extensive in comparison with other texts of the early 17th century although, like its counterparts, the text focuses more on other religions such as Buddhism, Taoism, Confucianism and Judaism”. (Thomas Davies, John Chesworth, “Christian-Muslim Relations. A Bibliographical History”, 2012, vol. 11, p. 294. Diego De Pantoja (1571-1618) was a portuguese jesuit and missionary in China, known for getting along Matteo Ricci to Beijing, where Diego was an astronomer, a geographer and a musician. He purpoused some changes to Chinese calendar, and in 1617 was prosecuted and banished from China.
1602In -8°, pp. 100; cartonato, tagli rossi; marca dei Gesuiti al frontespizio, iniziale xilografica. Nicolas Pimenta (1546-1614) fu mandato a Goa nel 1596, in ruolo di sovrintendente delle Indie Orientali. Questo è il suo secondo resoconto, in cui dopo aver riferito sullo stato delle sue missioni, descrive un viaggio verso Nord - a tratti avventuroso - intrapreso inizialmente con 11 compagni: nel volume si dà conto di una delle prime missioni cristiane in Bengala. Nicolas Pimenta (1546-1614) was sent to Goa in 1596, as Eastern India supervisor. This is his second report, in which he tells about his travel to North (sometimes adventurous) giving also account of one of the first Christian missions to Bengal.
1760In-8°; pp.132. Legatura in cartonato semplice
1772In- 8°; pp. 36, Pagine montate su foglio in-4° Senza legatura.un capolettera, una testatina e un finalino incisi su legno. roma compagnia di gesù eredità diritto law heritage jesuit
1772In- 8°; pp. XXXVI al frontespizio una vignetta incisa su legno con l’iscrizione “Loquere Dne quia audit servus tuus. Tolle lege”: un nobiluomo inginocchiato di fronte a una libreria e a un tavolo dove un libro aperto porta la scritta “Voto sul Sem. Rom.” Pagine montate su foglio in-4°. Senza legatura. Contiene testi relativi al Seminario Romano della Compagnia di Gesù. L’autore anonimo racconta di aver trovato queste carte scritte sotto il pontificato di Clemente XII, in cui si parla delle tasse che capitoli e parrocchie erano obbligate a pagare per sostenere economicamente il Seminario Romano dei Gesuiti, e sul modo per sgravarsi da quella tassa.
1772In-8°; pp. 98, pp. 16. Pagine montate su fogli in-4°. Da p. 55 a 61 contiene le “Riflessioni delle corti borboniche sul gesuitismo”, segue l’Appendice; qui la domanda se la compagnia possa essere soppressa viene rivolta ai reali di Francia, Spagna e Regno di Napoli.Senza legatura. due carte montate girate. Scritti contro il gesuitismo. Melzi p. 46 “quest’opera fu cagione all’autore di dover abbandonare roma e trasferirsi a Varsavia”.
1772In-8°; pp. 16, montate su fogli in-4°; senza legatura. Relazione sulle vicende della casa dei GESUITI a Frascati, utilizzata come alloggio delle vacanze per i seminaristi; la citta di Frascati successivamente stipulò con i Gesuiti un contratto affiché vi fosse realizzato un Convitto; il testo segue le vicende complicate che questo bene ebbe nel tempo. gesuiti compagnia di gesù jesuits frascati lazio orsini scuole
1770In-8°. pp. 21, 1 cb, montate su fogli in-4°, senza legatura. Libello di censura che ha per oggetto l’opera di Gorani, Giuseppe, Il Vero dispotismo, stampata nel 1770 a Londra, ma in realtà a Milano, come anche si legge in queste pagine. censura censure politica governo gesuiti jesuits repubblica monarchia republic monarchy government illuminismo enlightment milano lombardia
1754In-8° 4 volumi. 1) pp. (4), 34, 721 piccola lacuna a p. 75. 2) pp. (2), 392. 3) pp. (2), 270, 1 cb., una piccola gora di inchiostro alle prime due carte. 4)pp. (2), XVIII, 748, LXXXV, 86-116, Queste ultime carte contengono le Costituzioni di Benedetto XIV del 1744. legature con tracce d’uso. L’opera affronta la annosa questione dei riti malabarici, cosiddetti dalla regione indiana di Malabar: i Gesuiti, missionari nelle Indie orientali, avevano autorizzato una pericolosa e non ortodossa commistione di cerimonie cristiane e riti pagani. Il cappuccino Norberto, (1697-1770), pseudonimo dell’abate Platel, offre una descrizione storica molto dettagliata e critica delle missioni gesuite in Malabar, arricchita da molte notizie circa la cultura e costumi degli indiani. Il legato pontificio de Tournon promulgò nel 1704 la prima condanna dei riti malabarici, e con Benedetto XIV si ebbe la normativa in 16 punti che definiva il comprtamento dei missionari cattolici. missioni mission viaggi India malabar riti rites customs indians jesuits gesuiti cappuccini
1609In-8°; pp. 304, (8), frontespizio con cornice architettonica inciso su legno, nel testo testatine xilografiche con il monogramma della Società. legatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso; a p. 187, dopo la lettera Z, l’autore inserisce anche se stesso e le sue opere. Dopo il Catalogus illustrium scriptorum religionis, segue la Centuria religiosorum societatis Iesu qui hactenus ab Ethnicis Mahumetanis Haereticis atque Impiis pro Catholica fide...Con l’Indice degli scrittori per cognome, per nazione, per materia. Segue il Catalogo delle Province e dei Collegi dei Gesuiti in Italia (Romana, Sicula, Neapolitana, Mediolanensis, Veneta), e nel mondo (tra cui il Giappone, le Filippine, Il Brasile, la Transilvania, la Sardegna. Si tratta della prima bibliografia degli scrittori gesuiti scritta da un membro della Società. Ribadeneira (Toledo 1526 - 1611) fece parte della Società di Gesù fin dal 1540, De Backer-Sommervogel (Volume VI, col. 1754). Al frontespizio nota di possesso manoscritta e altra in cui l’inchiostro ha forato la carta. Fori di tarlo passante al margine bianco. società di gesù gesuiti jesuits scrittori catalogo writings bibliografia jesuit bibliography
1790In-4°; 2 parti in 2 volumi rilegati in mezza pelle coeva con tassello e titolo in oro al dorso (del primo vol. lievemente difettosa); tagli spruzzati. Pp. 321, (1), 3 tavole f.t. a piena pagina incise su rame (una raffigura il vulcano Pambamarca nella zona di Quito in Ecuador), 2 grandi tavole ripiegate con tabelle; Pp. 400, 4 tavole a piena pagina incise su rame di cui una raffigura il, vulcano di Pichincha vicino Quito, e l’altra il vulcano Chimborazo sempre in Ecuador; 2 grandi tavole ripiegate con tabelle. Al verso dei frontespizi piccoli timbri di possesso. Interessante e poco nota opera di fisica sperimentale e sienze naturali del gesuita spagnolo Francesco Perez (1720-1807 Bologna), matematico e missionario in Ecuador, Quito, fino alla espulsione dei gesuiti dai domini spagnoli (1767); in Italia si dedicò alla scrittura di opere scientifiche che vennero pubblicate dopo la soppressione della Compagnia nel 1773. Il suo nome è legato anche all’invenzione di strumenti scientifici, tra cui uno per misurare gli angoli. Oggetto del trattato il Barometro, “istrumento in grado eminente per condurre l’intelletto alla cognizione dell’elemento dell’aria”, e il Termometro, strumenti dei quali si ricordano gli inventori, i metodi costruttivi, le evoluzioni tecniche; si esaminano le differenze tra aria e atmosfera, “l’elasticità” della materia eterea, l’atmosfera equinoziale dell’America, specialmente delle montagne e vulcani dell’Ecuador (Caraburo, Oyambaro, Pichincha Pambamarca ecc.) dove l’atmosfera fu misurata con l’aerometro, come ampiamente si descrive nella seconda parte. Un capitolo, in fine, è dedicato all’atmosfera europea.
1741In-4°; pp. 19, (1), al front. stampato in rosso e nero, stemma pontificio inciso su rame, nel testo un capolettera e un testatina incisi su rame. Senza legatura; piccolo timbro a inchiostro di libreria al frontespizio.
1590In -8°, pp. (88), 763, 5 pp. bb. Legatura in pelle di scrofa coeva con fregi ai piatti e nervi al dorso. Terza edizione, dopo quella di Firenze dell’88 e la prima di Colonia dell’89. Il libro, celebre e ampiamente ristampato, contiene la prima descrizione mai pubblicata della pianta del tè. Fine binding in contemporary pigskin. The third edition, after the Florence’s one and the first, from Cologne. The book, widely reprinted, contains the first description of the tea plant ever published in Europe.
1721In -4°, quattro voll. rilegati in uno, ciascuno con occhietto e frontespizio; pp. (20), 107, (9); (8), 121, (9), cb; (8), 149, (11); (8), 101, (51). Legatura in pelle alle armi vescovili di Francesco Pignatelli, tit. al dorso, tagli dorati. Domenico Viva (1648-1726), erudito gesuita leccese, fu Provinciale a Napoli e prolifico scrittore. Il quarto volume è dedicato nel dettaglio all’usura. 2
1853In -16°, pp. 450 (3). Due volumi legati assieme con numerazione continua, mezza pelle con fregi e titolo al dorso. “Prima edizione napolitana fatta sull’ultima di Ferrara, riveduta nuovamente dall’autore”. Letterato e gesuita, padre Bresciani (1798-1862) viene fieramente stroncato in vita dal De Sanctis (“Il padre Bresciani è un uomo di poco ingegno e di volgare carattere, senza fiele, senza spirito, uno di quegli uomini tagliati così alla grossa, di cui si dice con benevolo compatimento: - gli è un buon uomo !”); negli anni successivi addirittura Antonio Gramsci se ne occuperà, qualificandolo come antesignano del regime fascista e indicando nei suoi Quaderni il “brescianismo” e i “nipotini di padre Bresciani” come portatori di una “letteratura tutta verbale e di nascosti o manifesti spiriti reazionari”.
1980réf. 27Editions Ramsay 1980 322 pages PARIS. in8. 1980. Broché couverture souple. 322 pages.
1750réf. 2519J. B. Coignard 1750 442 pages in8. 1750. demi cuir. 442 pages.
1932réf. 5833Gallimard 1932 191 pages in12. 1932. reliure éditeur demi basane dos à nerfs. 191 pages. Les Provinciales sont une série de dix-huit lettres polémiques écrites par Blaise Pascal sous le pseudonyme de Louis de Montalte entre 1656 et 1657. L'œuvre défend les jansénistes dans une controverse théologique majeure contre les jésuites principalement sur la question de la grâce divine et de la liberté humaine. Rédigées dans un style satirique et efficace ces lettres ont connu un immense succès à leur époque et sont considérées comme un modèle d'écriture classique
1978réf. 8163Neo 1978 349-375 pages in8. 1978. broché. 2 volume(s). 349-375 pages. Le roman raconte la lutte entre les Jésuites qui cherchent à s'emparer d'une fabuleuse fortune héritée par une famille républicaine et les descendants de cette famille persécutée. À travers cette intrigue pleine de rebondissements Eugène Sue dénonce la misère ouvrière le fanatisme religieux l'Église catholique et les injustices sociales tout en mettant en scène la figure légendaire du Juif errant
1988réf. 13921PRESS LANGUEDOC 1988 350 pages 15x2x23 8cm. 1988. Broché. 350 pages. Cet ouvrage de Louis Secondy retrace l'histoire du lycée de Montpellier de l'ancien collège des jésuites à la citadelle couvrant la période 1630-1988. Il s'appuie sur des témoignages et des illustrations d'époque pour offrir un récit vivant et enrichissant
1996réf. 9738Prieuré 1996 324 pages 20x14x2cm. 1996. broché. 324 pages. La Monarchie des Solipses (aussi appelée La Monarchie des Jésuites) est un pamphlet virulent publié en 1645 sous le pseudonyme de Melchior Inchofer mais en réalité écrit par le jésuite Jules-Clément Scotti. L'ouvrage constitue une violente attaque contre les excès et l'implication politique de la Compagnie de Jésus à cette époque. Il a été réédité à plusieurs reprises notamment en 1721 1753 et 1824
1957réf. 12125Pierre Horay 1957 226 pages in8. 1957. broché. 226 pages. Ce livre explique pour la première fois à un large public la construction sociale et religieuse de la Compagnie de Jésus (les Jésuites). Il fait le point sur ses victoires et défaites depuis ses fondateurs Ignace de Loyola et François Xavier jusqu'à ses 3 300 membres actuels dans le monde et aborde des questions comme son rapport au progrès et à la science
1948réf. 12881CALMANN-LEVY 1948 420 pages in8. 1948. broché. première édition. 420 pages. Le Tigre bleu est le second volume d'une trilogie d'Alfred Döblin publié entre 1936 et 1938. Le roman raconte le choc violent entre les Jésuites et les Indiens d'Amérique du Sud lors de la colonisation mêlant épopée et légendes indiennes notamment celle du tigre bleu