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1969La distinzione tra teismo e ateismo non ha il significato che noi le abbiamo dato per lungo tempo... Quando gli uomini si compromettono, allora essi scoprono Dio. Il libro riporta anche la celebre Quaresima predicata dall' A. a La Mutualité di Parigi. Traduzione di Maria Mandelli. Alcuni passaggi sono sottolineati dal precedente proprietario il cui nome è indicato a penna sulla prima di copertina.Collana Spiritualità del nostro tempo.
1969Cosa è diventato l' ateismo ai nostri giorni..
1970Questo libro prende in considerazione l'ipotesi che non sia stato Dio a creare l'uomo bensì l'uomo a creare un Dio a sua immagine e somiglianza.
1891Volume che indaga, in chiave religiosa, sul conflitto tra scienza e fede. Ottimamente conservato, copertina in pelle nera con scritte in oro.
2000Nella nostra epoca il confine tra fede ed incredulità sembra essersi fatto molto labile. Questo libro parla di uomini che hanno tentato di dare un senso alla propria vita al di fuori della fede.
2018I paradossi del cristianesimo. Radcliffe è una voce autorevole della Chiesa. Scrittore coraggioso nel calare la fede nella realtà quotidiana.
1976In 8°, br. edit. ill., pp. 335,(1); coll. "I fatti e le idee. Saggi e Biografie 209. Filosofia", copia molto buona. (L049/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1969In 8°, br. edit., pp. VIII,478,6; coll. "Biblioteca di cultura 87", prima ed., nota di possesso a penna al frontesp., per il resto copia molto buona, conserva schedina bibliografica. (CCOM01) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1972In 8°, brossura editoriale con alette e sovracoperta (lievi tracce d'uso e strappeto alla base del dorso), pp. 407, collana "Temi e discussioni", nel complesso copia molto buona. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1970In 8°, br. edit., pp. 163,(7); buona copia, lieve brunitura delle pagine. (YA8) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (Ya8)
2003In 8°, brossura editoriale illustrata con alette, pp. 671, collana "Biblioteca di storia", copia molto buona. (MAG ZA1/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) 9788835954941 (MAG ZA1/d)
1955In 16°, br. edit., pp. 90,(2); ottimo es..
2009In 8°, br. edit. ill., pp. 226,(14), con num. fot. b.n. in tavv. f.t.; coll. "Nuova Biblioteca Dedalo / 306. Serie "Nuovi saggi""; prima ed., ottimo es.. (x205/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1958In 8°, br. edit. con sovrac. ill., pp. 189,(3); piccolo strappo al colophon non lesivo del t., per il resto copia molto buona. (m074)
1930In 16°, br. edit. protetta da velina, pp. 198,(2), con una fot. b.n. in tav. f.t.; nota di possesso alla prima carta, copia molto buona. (m129)
1963In 16°, br. edit. ill., pp. 295,(1); coll. "Enciclopedia tascabile 71"; prima ed. nella coll., copia molto buona. (T07) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
2007Christopher Hitchens, described in the London Observer as "one of the most prolific, as well as brilliant, journalists of our time "takes on his biggest subject yet the increasingly dangerous role of religion in the world.With his unique brand of erudition and wit, Hitchens describes the ways in which religion is man-made. "God did not make us," he says. "We made God." He explains the ways in which religion is immoral: We damage our children by indoctrinating them. It is a cause of sexual repression, violence, and ignorance. It is a distortion of our origins and the cosmos. In the place of religion, Hitchens offers the promise of a new enlightenment through science and reason, a realm in which hope and wonder can be found through a strand of DNA or a gaze through the Hubble Telescope. As Hitchens sees it, you needn't get the blues once you discover the heavens are empty. Miniscule annotations in Arabic script.else fine. Book
2007Christopher Hitchens, described in the London Observer as "one of the most prolific, as well as brilliant, journalists of our time "takes on his biggest subject yet the increasingly dangerous role of religion in the world.With his unique brand of erudition and wit, Hitchens describes the ways in which religion is man-made. "God did not make us," he says. "We made God." He explains the ways in which religion is immoral: We damage our children by indoctrinating them. It is a cause of sexual repression, violence, and ignorance. It is a distortion of our origins and the cosmos. In the place of religion, Hitchens offers the promise of a new enlightenment through science and reason, a realm in which hope and wonder can be found through a strand of DNA or a gaze through the Hubble Telescope. As Hitchens sees it, you needn't get the blues once you discover the heavens are empty. National Book award sticker on dj. Remainder mark, else near fine Book
2007"The God Delusion" Tanslated into Greek by Maria Giatroudakis. 450p. Book
1988P. BYSSHE SHELLEY The necessity of atheism and other essays. U.S.A, Prometheus Books 1988 italian, 88 BTT160T Brossura editoriale, volume in discrete condizioni, sovraccoperta in buone condizioni, lievi fioriture sulla copertina e all'interno, testo in inglese 88 pagine circaCopertina come da foto
1964Il rapporto Ilitcehev, presidente della Commissione ideologica del P.C.U.S., testo e commento. Brossura editoriale figurata, pp. 49, in 8°
1900In 8° (20x13 cm); 377, (7) pp. Brossura editoriale illustrata. Un leggerissimo alone al margine basso delle prime carte, pagine uniformemente brunite come in tutti gli esemplari, per il tipo di carta utilizzata e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione non comune edizione, completa della brossura originale (sia i due piatti che il dorso) spesso assente, di questa nota opera satirica del famoso scrittore, giornalista noto per le sua polemiche contro la Chiesa Cattolica e la massoneria, Léo Taxil, vero nome Marie Joseph Gabriel Antoine Jogand-Pagès (Marsiglia, 21 marzo 1854 – Sceaux, 31 marzo 1907). Ebreo fintamente convertitosi al cattolicesimo (la storia romanzata dei fatti è raccontata da Umberto Eco nel suo Cimitero di Praga) fu formato in giovane età presso un istituto gesuitico nel quale Taxil elaborò una forte avversione verso il cattolicesimo. Fin in giovane età arrivò a concludere che la religione fosse socialmente dannosa. I suoi primi lavori furono polemiche anticattoliche nelle quali abbondavano le descrizioni sadomasochistiche delle abitudini del clero cattolico. Improvvisamente, nel 1884, disse di essersi convertito alla Religione Cattolica ripudiando, apparentemente, i suoi vecchi lavori ed iniziò un’aspra battaglia contro la massoneria. Nel 1887 riuscì a farsi accogliere da Papa Leone XIII nonostante che questi fosse messo in guardia vescovo di Charleston della falsa conversione di Taxil. La finta conversione dell’autore gli servì probabilmente per poter studiare da un punto di vista privilegiato i comportamenti e le collusioni della Chiesa Cattolica dell’epoca e le varie associazioni massoniche. La vita di Gesù di Taxil, considerato un classico dell’ateismo, come descritto dallo stesso Taxil nell’introduzione “" … n`est donc pas écrit dans le but diminuer Jésus-dieu pour, comme résultat, grandir Jésus-homme, puisque l`auteur ne croit pas plus à l`existence de l`un qu`à l`existence de l`autre. Le but que je me suis proposé est, en suivant pas à pas la légende chrétienne, d`en faire ressortir tous les ridicules et toutes les contradictions, afin de bien démontrer que, d`un bout à l`autre, et sous quelque aspect qu`on l`envisage, l`histoire de Jésus-Christ, homme ou dieu, n`est qu`un tissu de fables immorales et stupides." illustrata da numerosissime illustrazioni del famoso disegnatore Pepin. Non comune ed ancor meno comune da reperire completo della sua brossura editoriale. Bibl. Rif.: Caillet, 5576
1749In 8° (17,5x11 cm); 3 tomi in un volume: (12), 280 pp., (8), 248, (2 b. ) pp., (2), 202, (2 b.) pp. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso in oro al dorso. Antico timbretto di appartenenza privata al frontespizio. Tagli spruzzati. Qualche macchiolina di foxing in poche pagine dovute alla qualità della carta napoletana utilizzata per la stampa. Prima edizione italiana, completa, stampata a Napoli dallo stampatore partenopeo Giovanni di Simone, di questo scritto del noto filosofo e frate gesuita, Rodolphe du Tertre. L'opera, qui in prima edizione italiana si presenta nella traduzione nella traduzione di un "Duca napoletano". L'opera è una delle più celebri dissertazioni contro gli illuministi e le loro teorie ateiste. Composta sotto forma di dialogo nella prima parte si tratta di Dio e dell'anima degli uomini contro gli atei, nella seconda parte della divinità del cristianesimo contro i deisti, pagani, giudei, maomettani e tutte le false religioni. La storia di Du Tertre e delle sue opere è del tutto particolare. Appartenete all'ordine dei gesuiti, fu nella sua giovinezza un appassionato "Malebranchista" ed "occasionalista" (le cause naturali non sono altro che mere "occasioni" in cui si manifesta la volontà divina). Du Tertre, alla condanna della filosofia di Malebranche da parte dell'Ordine dei Gesuiti, cambiò completamente direzione nei suoi scritti, arrivando a condannare la "nuova filosofia" del Malebranche che tanta parte aveva avuto nello sviluppo di parte delle teorie dell'Illuminismo. Attraverso una condanna della filosofia dell'ex maestro, Du Tertre attacca in verità l'Illuminismo stesso ma anche le altri grandi religioni monoteiste come quella ebraica e quella mussulmana, citandole e richiamandole più volte nell'opera come esempi negativi. Fra i capitoli, particolarmente interessanti sono quelli che rielaborano e confutano il concetto di miracolo e profezia di Malebranche, portando questi due avvenimenti ad esser base stessa della dimostrazione della correttezza e verità della religione cattolica: Della natura del miracolo e delle regole per difendere il vero dal falso; Dimostrazioni regolari della Divinità del Cristianesimo per mezzo de' Miracoli; Delle altre Testimonianze che Dio ha rese alla Divinità del Cristianesimo per mezzo delle Profezie. Opera assai rara ed in prima edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BA1E\000917.
1656In 4° (19,5x15 cm); V,(4), 167, (9) pp. e una c. di tav. con ritratto calcografico di Epicuro al verso della c. segn. *8. Legatura coeva in piena pergamena con titolo chiosato da mano coeva al dorso. Qualche traccia lieve di sporco ai piatti. Haga Comitum è la latinizzazione di Den Haag nei Paesi Bassi. Frontespizio stampato in rosso e nero contenente testo tratto dal cap. xiii del Liber de vita beata di Seneca. Dedica di Pierre Gassendi a François Luillier. Antica firma di appartenenza privata seicentesca in parte abrasa al margine basso del frontespizio e due forellini di tarlo al margine basso bianco del volume a cominciare dalla pagina 1 che nelle ultime carte divengono due piccoli tunnel, in ogni caso mai fastidiosi ed insignificanti e a parte questo, nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Seconda rara edizione, ancor più rara della prima del 1647, dalla quale differisce per le numerose parti aggiunte e le notevoli correzioni, di quest’opera del grande astronomo, astrologo, matematico, teologo e filosofo francese, l'abate Pierre Gassend, detto Gassendi (Champtercier, 22 gennaio 1592 – Parigi, 24 ottobre 1655). Amico di Galileo, con il quale intrattenne una fitta corrispondenza, Gassendi studiò il movimento delle comete, la topografia e le eclissi lunari, oltre all’evoluzione delle macchie solari. Lo scienziato francese fu il primo a dare una descrizione scientifica del fenomeno luminoso dell’atmosfera da lui chiamato “aurora boreale”, partendo dall'osservazione, il 12 settembre, ad Aix-en-Provence, di un'eccezionale aurora polare. Applicò il metodo scientifico anche alla filosofia, recuperando il metodo baconiano, mettendo in dubbio tutte le “auctoritates” antiche a partire da Aristotele ed arrivando a rivalutare l’epicureismo che seppur attaccato dalla Chiesa, Gassendi sente molto vicino alla sua concezione di cristianesimo. Per il suo sensismo empiristico di ispirazione epicurea espresso nella sua opera “Syntagma” è considerato un precursore di John Locke. Gassendi arrivò ad ipotizzare la possibilità che corpuscoli infinitesimi, gli atomi, possano essere alla base della realtà tutta e sempre come operatori della creazione agli ordini di Dio. Le sue teorie atomiche furono riprese poi da Boyle nella sua chimica e da Newton nell’elaborazione della sua filosofia meccanica. La sua “Vita di Epcuro” è considerata una delle più importanti fonti di studio di Epicuro, che riletto da Gassendi, sulla base delle concezioni filosofiche del suo tempo ne ricostruisce non solo la vita ma anche il pensiero e le intuizioni. J.H. Randall nel suo “The Career of Philosophy”, Vol. I, pp. 521-23 scrive: “Before Galileo and Descartes had succeeded in combining mathematics with mechanics, the chief refuge of hard-headed opponents of scholastic verbalism and Renaissance Platonism was the tradition of Greek atomism...Its chief representative during the period of Cartesian domination was Gassendi, who stands both as the climax of Epicurean atomism of the Renaissance in its accommodation to a mathematical science of nature, and as the first of the explorers of the implications of that science for the traditional empirical philosophy of knowledge. Gassendi is thus with Hobbes one of the fathers of 'scientific' empiricism...Gassendi indeed fancied himself the creator of the great rival scientific system to that of Descartes, the system founded on sound experience. History has reserved that distinction for Hobbes; yet it probable that Gassendi contributed far more to the actual advance of scientific ideas than his more consistent and gifted British fellow-worker.”. Seconda assai rara edizione, notevolmente corretta ed aumentata rispetto alla prima. Rif. Bibl.: gl. Goldsmith G 186, DSB V, 289 und Ziegenfuß/Jung I, 377 (EA 1647).
1768In 8° (16,5x10,5 cm); (4), 234 pp. Legatura coeva in cartoncino molle a motivi rossi. Assenti il dorso ed il piatto posteriore ma bel legato e per il resto nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione, ad ampi margini ed ancora in barbe. Prima edizione francese rara di questo celebre scritto del noto filosofo e polemista inglese, Antoine Collins (- Londra 1729), considerato da Voltaire come uno dei più strenui nemici della religione cristiana. L'opera in realtà più che una vera e propria opera di Collins, è una rilettura della stessa elaborata dal celeberrimo filosofo, enciclopedista illuminista, traduttore e divulgatore scientifico tedesco, naturalizzato francese, il Barone Paul Henri Thiry d'Holbach, nome francesizzato di Paul Heinrich Dietrich, barone di (von) Holbach (Edesheim, 8 dicembre 1723 – Parigi, 21 febbraio 1789) che fu tra i massimi esponenti dell'Illuminismo e dell'ateismo. Scriveva ad esempio Voltaire di Collins: “Un des plus terribles ennemies de la religion chretienne a ete Antoine Collins, grand tesorier de la region d'Essex, bon metaphysicien, et d'une grande erudition. Il est triste qu'il n'ait fait usage de sa profonde dialectique que contre le christianisme […] Les recherches philosophique sur là liberté de l'homme, sur les fondements de la religion chretienne, sur les propheties litterales, sur la liberté de penser, sont malheuresement des ouvrages victorieux”. Tale era l'apprezzamento di Voltaire per il lavoro di Collins che si sa che il celebre illuminista possedeva quattro titoli dell'autore inglese, nella sua biblioteca pietroburghese (due dei titoli sono anche fittamente annotati da Voltaire). D'Holbach come Voltaire apprezzò molto il lavoro di Collins tanto che nel 1770 tradusse anche “L'Esprit du judaïsme”. E' da ricordare che l'argomento della traduzione qui presentata, non era nuovo per d'Holbach che era stato colui che in Francia aveva reso noto un celeberrimo manoscritto mai pubblicato, dal titolo “Israël vengé ou Exposition naturelle des prophéties hébraïques que les chrétiens appliquent à Jésus, leur prétendu Messie”, del grande filosofo ebreo Balthazar (Isaac) Orobio de Castro (c.1617 in Bragança, Portugal – November 7, 1687 in Amsterdam) che in parte trattava argomenti poi recuperati dallo stesso Collins attento conoscitore della filosofia ebraica ed in parte anche da d'Holbach nel 1761, nel suo “Le Christianisme dévoilé ou Examen des Principes & des Effets de la Religion chretienne”. D'Holbach nella traduzione francese dell'opera di Collins ricostruì le posizioni del filosofo inglese contro le interpretazioni cristiane delle profezie in una sintesi di “Ground ad Reason” e di “Scheme of Litteral Prophecy”. L'opera di Collins, uscita, per ragioni chiare, spesso anonima, ebbe grande risonanza nel settecento in tutto il continente europeo anche se furono fortemente osteggiate in Germania ed Olanda. Basti ad esempio ricordare che ad esempio, 1755 Padre Bonifazio Bonetti, dell'ordine dei Predicatori, intratteneva spesso i confratelli con i suoi “Ragionamenti” scritti per confutare le obiezioni del “noto anonimo inglese” (come erano soliti molti riferirsi a Collins e alla sua opera, a volte per vera e propria ignoranza dell'autore delle stesse) nello “Scheme of Litteral Prophecy considered”. L'attribuzione dell'opera frnacese a d'Holbach fu a lungo disquisita, fino a quando fu recuperata una lettera scritta da Diderot a Sophie Volland del 1768 nella quale Diderot, svelava, senza ombra di dubbio, il nome dell'autore. Prima edizione molto rara. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\PISE\001255; Barbier, Dict. des ouvr. anon., II, col. 353.