510 résultats
1656In 4° (19,5x15 cm); V,(4), 167, (9) pp. e una c. di tav. con ritratto calcografico di Epicuro al verso della c. segn. *8. Legatura coeva in piena pergamena con titolo chiosato da mano coeva al dorso. Qualche traccia lieve di sporco ai piatti. Haga Comitum è la latinizzazione di Den Haag nei Paesi Bassi. Frontespizio stampato in rosso e nero contenente testo tratto dal cap. xiii del Liber de vita beata di Seneca. Dedica di Pierre Gassendi a François Luillier. Antica firma di appartenenza privata seicentesca in parte abrasa al margine basso del frontespizio e due forellini di tarlo al margine basso bianco del volume a cominciare dalla pagina 1 che nelle ultime carte divengono due piccoli tunnel, in ogni caso mai fastidiosi ed insignificanti e a parte questo, nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Seconda rara edizione, ancor più rara della prima del 1647, dalla quale differisce per le numerose parti aggiunte e le notevoli correzioni, di quest’opera del grande astronomo, astrologo, matematico, teologo e filosofo francese, l'abate Pierre Gassend, detto Gassendi (Champtercier, 22 gennaio 1592 – Parigi, 24 ottobre 1655). Amico di Galileo, con il quale intrattenne una fitta corrispondenza, Gassendi studiò il movimento delle comete, la topografia e le eclissi lunari, oltre all’evoluzione delle macchie solari. Lo scienziato francese fu il primo a dare una descrizione scientifica del fenomeno luminoso dell’atmosfera da lui chiamato “aurora boreale”, partendo dall'osservazione, il 12 settembre, ad Aix-en-Provence, di un'eccezionale aurora polare. Applicò il metodo scientifico anche alla filosofia, recuperando il metodo baconiano, mettendo in dubbio tutte le “auctoritates” antiche a partire da Aristotele ed arrivando a rivalutare l’epicureismo che seppur attaccato dalla Chiesa, Gassendi sente molto vicino alla sua concezione di cristianesimo. Per il suo sensismo empiristico di ispirazione epicurea espresso nella sua opera “Syntagma” è considerato un precursore di John Locke. Gassendi arrivò ad ipotizzare la possibilità che corpuscoli infinitesimi, gli atomi, possano essere alla base della realtà tutta e sempre come operatori della creazione agli ordini di Dio. Le sue teorie atomiche furono riprese poi da Boyle nella sua chimica e da Newton nell’elaborazione della sua filosofia meccanica. La sua “Vita di Epcuro” è considerata una delle più importanti fonti di studio di Epicuro, che riletto da Gassendi, sulla base delle concezioni filosofiche del suo tempo ne ricostruisce non solo la vita ma anche il pensiero e le intuizioni. J.H. Randall nel suo “The Career of Philosophy”, Vol. I, pp. 521-23 scrive: “Before Galileo and Descartes had succeeded in combining mathematics with mechanics, the chief refuge of hard-headed opponents of scholastic verbalism and Renaissance Platonism was the tradition of Greek atomism...Its chief representative during the period of Cartesian domination was Gassendi, who stands both as the climax of Epicurean atomism of the Renaissance in its accommodation to a mathematical science of nature, and as the first of the explorers of the implications of that science for the traditional empirical philosophy of knowledge. Gassendi is thus with Hobbes one of the fathers of 'scientific' empiricism...Gassendi indeed fancied himself the creator of the great rival scientific system to that of Descartes, the system founded on sound experience. History has reserved that distinction for Hobbes; yet it probable that Gassendi contributed far more to the actual advance of scientific ideas than his more consistent and gifted British fellow-worker.”. Seconda assai rara edizione, notevolmente corretta ed aumentata rispetto alla prima. Rif. Bibl.: gl. Goldsmith G 186, DSB V, 289 und Ziegenfuß/Jung I, 377 (EA 1647).
1768In 8° (16,5x10,5 cm); (4), 234 pp. Legatura coeva in cartoncino molle a motivi rossi. Assenti il dorso ed il piatto posteriore ma bel legato e per il resto nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione, ad ampi margini ed ancora in barbe. Prima edizione francese rara di questo celebre scritto del noto filosofo e polemista inglese, Antoine Collins (- Londra 1729), considerato da Voltaire come uno dei più strenui nemici della religione cristiana. L'opera in realtà più che una vera e propria opera di Collins, è una rilettura della stessa elaborata dal celeberrimo filosofo, enciclopedista illuminista, traduttore e divulgatore scientifico tedesco, naturalizzato francese, il Barone Paul Henri Thiry d'Holbach, nome francesizzato di Paul Heinrich Dietrich, barone di (von) Holbach (Edesheim, 8 dicembre 1723 – Parigi, 21 febbraio 1789) che fu tra i massimi esponenti dell'Illuminismo e dell'ateismo. Scriveva ad esempio Voltaire di Collins: “Un des plus terribles ennemies de la religion chretienne a ete Antoine Collins, grand tesorier de la region d'Essex, bon metaphysicien, et d'une grande erudition. Il est triste qu'il n'ait fait usage de sa profonde dialectique que contre le christianisme […] Les recherches philosophique sur là liberté de l'homme, sur les fondements de la religion chretienne, sur les propheties litterales, sur la liberté de penser, sont malheuresement des ouvrages victorieux”. Tale era l'apprezzamento di Voltaire per il lavoro di Collins che si sa che il celebre illuminista possedeva quattro titoli dell'autore inglese, nella sua biblioteca pietroburghese (due dei titoli sono anche fittamente annotati da Voltaire). D'Holbach come Voltaire apprezzò molto il lavoro di Collins tanto che nel 1770 tradusse anche “L'Esprit du judaïsme”. E' da ricordare che l'argomento della traduzione qui presentata, non era nuovo per d'Holbach che era stato colui che in Francia aveva reso noto un celeberrimo manoscritto mai pubblicato, dal titolo “Israël vengé ou Exposition naturelle des prophéties hébraïques que les chrétiens appliquent à Jésus, leur prétendu Messie”, del grande filosofo ebreo Balthazar (Isaac) Orobio de Castro (c.1617 in Bragança, Portugal – November 7, 1687 in Amsterdam) che in parte trattava argomenti poi recuperati dallo stesso Collins attento conoscitore della filosofia ebraica ed in parte anche da d'Holbach nel 1761, nel suo “Le Christianisme dévoilé ou Examen des Principes & des Effets de la Religion chretienne”. D'Holbach nella traduzione francese dell'opera di Collins ricostruì le posizioni del filosofo inglese contro le interpretazioni cristiane delle profezie in una sintesi di “Ground ad Reason” e di “Scheme of Litteral Prophecy”. L'opera di Collins, uscita, per ragioni chiare, spesso anonima, ebbe grande risonanza nel settecento in tutto il continente europeo anche se furono fortemente osteggiate in Germania ed Olanda. Basti ad esempio ricordare che ad esempio, 1755 Padre Bonifazio Bonetti, dell'ordine dei Predicatori, intratteneva spesso i confratelli con i suoi “Ragionamenti” scritti per confutare le obiezioni del “noto anonimo inglese” (come erano soliti molti riferirsi a Collins e alla sua opera, a volte per vera e propria ignoranza dell'autore delle stesse) nello “Scheme of Litteral Prophecy considered”. L'attribuzione dell'opera frnacese a d'Holbach fu a lungo disquisita, fino a quando fu recuperata una lettera scritta da Diderot a Sophie Volland del 1768 nella quale Diderot, svelava, senza ombra di dubbio, il nome dell'autore. Prima edizione molto rara. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\PISE\001255; Barbier, Dict. des ouvr. anon., II, col. 353.
1740In 8° (19,7x12,2 cm); (32), 368, (16) pp. e una c. di tav. con ritratto di Ernesto Augusto I di Sassonia-Weimar (Weimar, 19 aprile 1688 – Eisenach, 19 gennaio 1748). Legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro al dorso. Tagli leggermente spruzzati. Alcune pagine leggermente ed uniformemente brunite a causa della qualità della carta utilizzata perIMG_5578_clipped_rev_1 l'edizione e come tipico della carta olandese. Grande stemma di Ernesto Augusto di Sassonia alla dedicatoria. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione francese di questo importante scritto del celebre filosofo e teologo luterano tedesco, Johann Franz Buddeus or Budde (sometimes Johannes Franciscus Buddeus; 25 June 1667 – 19 November 1729). Esperto di lingue classiche ed orientali, l'autore si iscrisse all'Università di Wittenberg nel 1685, dove nel 1687, subito dopo la laurea fu nominato professore aggiunto di filosofia. Qui rimase fino al 1689 quando passò all'università di Jena. Nel 1692 ottenne la cattedra di greco e latino a Coburgo. Qui rimase un solo anno perché l'anno seguente si trasferì all'Università di Halle dove gli era stata offerta la cattedra di filosofia morale. Nel 1705 è a Jena come secondo professore di teologia. E' a Jena che si ferma definitivamente divenendo anche rettore e direttore del dipartimento di teologia e del consiglio ecclesiastico. Considerato il maggior teologo tedesco del suo tempo, fu anche però, un ammiratore di Cartesio mentre fu molto critico verso Spinoza ed il suo ateismo sulla stessa strada già tracciata dai sostenitori della “Legge Naturale” quali Ugo Grozio, Samuel Pufendorf e Christian Thomasius. L'opera qui presentata è una delle sue principali e rappresenta una dottissima disquisizione filosofica sulla storia e le ragioni dell'ateismo. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\049979.
1982Luigi Bettazzi Ateo a diciotto anni?. , Rizzoli 1982, Copertina flessibile plastificata con segni d'uso ai margini; pagine legegrmente ingiallite Buono (Good) . Copertina flessibile 169
2016ill., br. «Se Dio è, l'uomo è schiavo; ora, l'uomo può, deve essere libero: dunque Dio non esiste». Questa frase di Mikhail Bakunin con immediatezza dà il senso di questo volume di Libertaria. E questa scelta è ampiamente giustificata da una risorgente (ma forse non si era mai sopita) e sempre più diffusa religiosità. Dove sono finiti il disincanto, l'agnosticismo che negli ultimi decenni hanno percorso soprattutto le società occidentali? Il rivoluzionario russo pone la questione in modo chiaro: Dio (in tutte le varianti occidentali, orientali...) si configura come il potere supremo, quindi rende tutti assoggettati, cioè schiavi. Non bisogna però fermarsi soltanto alle manifestazioni chiaramente indirizzate a divinità extra terrene. Perché parallelamente a queste sono presenti altre «divinità». Qualche esempio? Il dio denaro, il dio carriera, il dio sopraffazione, il dio sfruttamento... E dove fermarsi con questo elenco? Difficile a dirsi. Da qui l'urgenza, la volontà, la necessità di riaffermare con la forza della ragione, con ferma decisione: nel nome di nessun dio.
2022br. Da una parte l'allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e futuro papa Benedetto XVI, dall'altra il filosofo e scrittore ateo Paolo Flores d'Arcais, direttore di "MicroMega". Al centro del dibattito "arbitrato" da Gad Lerner, svoltosi a Roma il 21 settembre 2000 al Teatro Quirino, gremito, con centinaia di persone che seguono dalla strada attraverso altoparlanti improvvisati, la più grande delle domande: "Dio esiste?". Questo libro riporta una controversia appassionata, che articola il tema in un dialogo che coinvolge non solo le ragioni della fede e dell'ateismo, ma anche le divergenze e convergenze su bioetica, laicità dello Stato, diritti umani. Con il contributo di Gad Lerner.
1974Sabino Palumbieri L'ateismo. Sfida alla fede, una scommessa sull'uomo. , edizioni dehoniane 1974, Buono (Good) .
2007L'ateismo risulta per Kojève un problema filosofico e non soltanto una risposta laica all'istanza religiosa, reale o presunta, che oggi attraversa un po' ovunque una fase di inattesa reviviscenza. La negazione dell'esistenza di Dio non apre, qui, alla condizione pacificante di chi pensa di aver messo a tacere il problema religioso. Se l'uomo è ciò che resta dalla negazione di Dio, il problema filosofico dell'ateismo è quello della natura dell'uomo, o meglio della possibilità costitutiva e paradossale dell'essere umano di cogliere la presenza di ciò che è assente: la "datità di ciò che non è dato", la "datità del nulla". A questa possibilità Kojève dà il nome di desiderio, e legge la Fenomenologia dello spirito come la più appassionata narrazione moderna sull'origine dell'uomo, un'"antropologia atea". In quest'opera giovanile sono presenti già in embrione le idee e il metodo che rendono ancora oggi viva l'attenzione dei lettori e degli studiosi sul filosofo della "fine della storia" e della "fine dello stato". Autori: Alexandre Kojève. Curatori: M. Filoni, E. Stimilli. Traduttori: C. Zonghetti.
1963in 8° br. fig. a col. pp.296, tracce del tempo
1963in 16° br. pp.296, buon esemplare
18678°, cart. (con mancanza parz. al dorso) pp. 148
1987Gordon Stein A second anthology of atheism and rationalism. New York, Prometheus Book 1987 italian, 442 CR.87 Copertina rigida, volume in buone condizioni, lievi segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda, testo in inglese 442 pagine circa Copertina come da foto
1997Stato di conservazione nel complesso BUONO / MOLTO BUONO, alcuni numeri presentano qualche ordinario segno d'uso o qualche piccola annotazione. Acquistabili solo in blocco: il prezzo indicato si intende per TUTTI i numeri. Numeri disponibili: n. 1 / 97, n. 2 / 97, n. 3 / 97 n. 1 / 98, n. 2 / 98, n. 3 / 98, n. 4 / 98 n. 2 / 99 (2 copie), n. 3 / 99 (2 copie), n. 4 / 99 n. 1 / 2000, n. 2 / 2000, n. 3 / 2000, n. 4 / 2000 n. 1 / 2001, n. 2 / 2001, n. 3 / 2001, n. 4 / 2001 n. 1 / 2002 (21), n. 2 / 2002 (22), n. 3 / 2002 (23), n. 4 / 2002 (24) n. 1 / 2003 (25), n. 2 / 2003 (26), n. 3 / 2003 (27), n. 5 / 2003 (29) n. 1 / 2004 (30), n. 2 / 2004 (31), n. 3 / 2004 (32), n. 4 / 2004 (33), n. 5 / 2004 (34), n. 6 / 2004 (35) n. 1 / 2005 (36), n. 2 / 2005 (37), n. 3 / 2005 (38), n. 4 / 2005 (39), n. 6 / 2005 (41) n. 1 / 2006 (42), n. 3 / 2006 (44), n. 4 / 2006 (45)
2018brossura
2012brossura Questo è un pamphlet polemico, scritto con lo scopo di scuotere le coscienze di quelle persone succubi dell'incantesimo religioso. La religione è sempre stata nemica della libertà di pensiero ed è anche responsabile delle più grandi crudeltà del genere umano. L'uomo medio, avendo la coscienza stordita dall'illusione di Dio, si è sempre lasciato guidare da quelle persone che usano la fede come strumento di controllo. Dio è una credenza che appartiene ai fantasmi del passato, oggi l'uomo è più consapevole della realtà che lo circonda, ed è quindi in grado di liberarsi dall'illusione di essere figlio di un Dio. "Eresia" deriva dal termine greco "airesis" che significa "scelta", per cui l'eretico è colui che sceglie una strada diversa da quella indicata dalla cultura dominante, ed essere in grado di scegliere la propria strada in modo autonomo significa essere gli artefici del proprio destino e quindi dare un senso alla propria vita. Siate liberi pensatori, siate eretici...e andatene fieri!
2013brossura Quest'opera è il risultato di un'indagine iniziata per curiosità personale e condotta per via epistolare da Antonio Taccone, nel tentativo di portare alla luce quali possano essere i motivi che spingono alla fede oppure all'incredulità. In particolare, si è insistito nel domandare agli interlocutori come mai due persone, talvolta anche di eguale provenienza e di preparazione molto simile, compiano spesso scelte diametralmente opposte.
2009"Questo libretto di Rensi è un aiuto per chi non crede e un buon testo di verifica per chi la pensa in modo opposto; soprattutto è utile per taluni laici frequentatori di salotti televisivi, coccolati dalla cultura giornalistica, che non hanno grandi idee a loro disposizione per tenersi lontani dalla rivelazione e dalla fede." (Dall'introduzione di Armando Torno) Autori: Giuseppe Rensi. Prefazione: Nicola Emery.
196290p. Paper back. Worn. PHILOSOPHY 2
1875pp. x, 284. 12 mo. 195 mm. Paper browned, but not at all chipped. Original full red cloth binding, lettered in gold, and decorated in blind; slightly worn at head and tail. Large printed ans manuscript bookplate for the: Private Library of Douwe P. Boersma. The 4th American Edition, From the 15th London Edition (1844) Revised and Enlarged, with the addition of the most recent statistics relating to religious sects in the United States, by the American editor. A scarce American edition of this classic. PA55
1996Arrigo Levi Le due fedi. , Il Mulino, collana: Tendenze 1996, Copertina: flessibile, leggermente sporca con adesivo in quarta di copertina e margini stanchi. Dorso: ingiallito e sporco, lievi segni d'uso e margini stanchi. Taglio: ingiallito e leggermente sporco. Sguardi: ingialliti con scritta a penna alla prima pagina. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite. Margini delle pagine: ingialliti. Legatura: a f Buono (Good) . 96 8815052291
2015Per circa due secoli, un intero filone di ricerche intellettuali, sia sincere sia propagandistiche, ha cercato di convincerci degli errori, delle colpe e infine dell'insignificanza del cristianesimo. Oggi queste ricerche hanno esaurito la loro spinta iniziale: l'ateismo è morto di morte naturale. È morto perché non è riuscito, nonostante l'abbondante tempo a disposizione, a portare a compimento il programma di ricerca che si era assegnato. L'ateismo è morto, insomma, perché non ha saputo proporre una visione filosofica alternativa di un qualche valore e che offra un senso all'esistenza umana. È probabile che, nella sua caduta, l'ateismo trascinerà con sé anche il nichilismo, altro triste prodotto della cultura europea degli ultimi secoli. Nel silenzio dell'ateismo contemporaneo, la voce del cristianesimo torna a farsi sentire e diventa di nuovo la grande impresa intellettuale della nostra epoca. Autori: Philippe Nemo. Traduttori: G. Cevolani.
2018L'ateismo di papa Francesco. Provocazione o scoop destinato a fare epoca? Tutte e due le cose, stando all'autore; ma tutte e due convergenti verso l'audace volontà di fare di questo "ateismo" il punto (di arrivo e di partenza) di un papato svincolato da ogni soggezione religiosa, superstiziosa, reazionaria, per farsi presenza politicamente attiva nel nostro concreto quotidiano; dove – in tutta franchezza – l'impronta del teismo è alquanto vaga e incerta. Così, almeno, a seguire il ragionamento che qui si svolge, più convincente – si osa sperare – che prepotente. Poi, gli "altri saggi". Tra i quali il "Breviario per la gioventù", destinato in particolare «ai giovani nei momenti liberi dal cellulare», abbondante di dichiarate ambizioni, che vorrebbero farne qualcosa di non passeggero e occasionale, valido anche per chi "giovane" non lo è più o non lo è ancora. Autori: Luigi Lunari.
fort volume in-8°, 520 pp, broche, notes, broche, couverture illustree plastifiee. Bel exemplaire. [NV-8]
1 vol. in-8°, 268 pages, broche, couv. plastifiee. Peu courant. Bel exemplaire. [NV-28][F] Cette etude revele que Jesus est un personnage historique depourvu d"histoire, une fiction elaboree par Pierre a des fins politiques …