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2004ref. BN303392Springer Berlin Heidelberg Springer Berlin 2004. 2004. Hardcover. Auswirkungen der virtuellen Mobilität Auswirkungen der virtuellen Mobilität Walter Hell Springer Berlin Heidelberg, Springer Berlin hardcover
ref. BN341695Hogrefe AG. Automutilation: Der sich selbst schädigende Mensch im psychopathologischen Verständnis Automutilation: Der sich selbst schädigende Mensch im psychopathologischen Verständnis Hänsli Norbert und Daniel Hell Hogrefe AG unknown
1950ref. RO60080720GESELLSCHAFT FÜR WISSENSCHAFTLICHES LICHTBILD M.B.H.. 1950. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos satisfaisant, Intérieur frais. Livret de 19 pages. Premier plat illustré en noir et blanc. Nombreuses illustrations en noir et blanc dans et hors texte. Texte en allemand.. . . . Classification Dewey : 720-Architecture
Opera incompleta, presente Volume Primo: Inferno. Volume della prima metà dell'800 in 16.o, stato discreto, coperta in mezzapelle con angoli, piatti marmorizzati, dorso diviso in cinque finte caselle, fregi e caratteri incisi in oro, diversi segni del tempo, tracce di fioritura sparsa, legatura poco allentata, tagli, prime e ultime pagine un po' bruniti, pagine in buono stato, prime con becca. Presenta firma d'appartenenza su guardia, antiporta, protetta da foglio di carta velina, con incisione in nero, ritratto di Dante Alighieri, appunto sul margine di piede del frontespizio. XLIX volume della collana Biblioteca scelta di opere italiane antiche e moderne. I.a edizione milanese. Numero Pagine 472 USATO
ref. 62397, Hirmer Verlag, 2016 Hardcover, 160 pages, ENG / FR / GER, 245 x 175 x 18 mm, NEW, illustrated in b/w. ISBN 9783943616392.
Exhibition catalog. Staple-bound 9 1/4"w x 8 3/4"h. Approx. 28 pages. Includes work by Elivra Bach, Peter Chevalier, ter Hell, Reinhard Pods, Walter Stohrer, Frank Badur, Rainer Fetting, K.H. Hodicke, Gerd Rohling, Fred Thieler.
ref. SLIVCN-9782490437061L'OEIL D'OR
Mm 160x215 Brossura editoriale con alette, 91 pagine, tagli bruniti. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Book shows light wear to covers only. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. 546 pages, occasional b&w illustrations. Previous owner's name or sticker in front section of the book. Contents include: War unchained, Enormous plagues, The American war, The French revolution, England's crisis, Symphonies of war, Peace?, Enless destruction?, Voltaire!, Rousseau! etc.
ref. BN98967Blumenwerk ländliches Journal Deinzendorf und Gang durchs Dorf Fingerzeig. Blumenwerk ländliches Journal Deinzendorf und Gang durchs Dorf Fingerzeig. unknown
ref. BN601306Graz / Wien Droschl Verlag 2013. Bodo Hell Omnibus. Texte von / Beiträge zu Bodo Hell. Bodo Hell Omnibus. Texte von / Beiträge zu Bodo Hell. Bodo Hell Graz / Wien, Droschl Verlag, 2013. unknown
64 pages. Features: Dr. Grattan & Diptheria, Richard A. Cannon M.D.; American Whisky Jug 'Copy Cats', by Jack Sullivan; Arctic Obsession - "The Victorian Race for the North Pole", by Dave Cheadle; Auction Directory; Extra Special Deliveries; Jar Talk, by Jack La Baume; Bottle Network News; British Bottle Bits - "Torquay Potteries", by Rob Goodacre; The Woman from Hell - A Bottle Digger's Nightmare, by Ross Johnson; The Label Space - The Dunkley Celery and Preserving Company of Kalamazoo, Michigan, by Tom Caniff; To Sleep, Perhaps to Dream, of Old Bottles, by John Cooper. Back cover repro. ad for Red Cross Kidney Plaster. Clean and unmarked with moderate wear. Binding tight. A sound copy. Book
106 pages. Features: Lucky Hell; Laura Mae - a Model Marine; Shonda Mackey; Freehand Profit; Andy Engel; Compton Dave; Franco Vescovi; Krista Bunni; and more. Average wear. Unmarked. A sound copy of this colorful issue. Magazine
ROMANO LUPERINI BREVIARIO DI CRITICA CIRO VITIELLO IDETICA GUIDA 2002, DUE VOLUMI INDIVISIBILI, RISPETTIVAMENTE 133 E 56 PP. ALLO STATO DI NUOVO. VOLUME 1 Il volume di Luperini, dopo aver disegnato la storia della sua formazione culturale e tracciato un profilo della situazione odierna della critica, indica i fondamenti del suo pensiero teorico nella prospettiva di un'ermeneutica materialistica. Romano Luperini insegna Letteratura italiana alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena. Dirige la rivista «Allegoria» e «Moderna». Ha pubblicato vari studi critici su Verga, Pirandello, Tozzi, Montale, tutti presso l’editore Laterza. Si è occupato di teoria della letteratura in tre lavori recenti (L'allegoria del moderno, Editori Riuniti, 1990, Il dialogo e il conflitto, Laterza 1999 e Controcampo, Liguori 1999) e, ultimamente, di didattica della letteratura (Insegnare la letteratura oggi, Piero Manni 2000). Con Piero Cataldi ha pubblicato La scrittura e l’interpretazione. Storia della letteratura italiana nel quadro della civiltà e della letteratura dell’Occidente (Palumbo 1999). VOLUME 2 Dopo aver rilevato la separatezza tra estetica e critica teorica, evidenzia la necessità di fondare una scienza delle dottrine critiche che egli connota col nome di idetica. INDICE Considerazioni preliminari I. L'esempio di De Sanctis II. La singolarità dottrinaria III. Ambiguità originaria dell'Estetica IV. La singolarità da Croce V. Un pensatore atipico, Anceschi VI. L'idetica come scienza delle dottrine critiche Soggetti: Letteratura, Storia, Critica letteraria, Studi culturali generali, Saggi, Italian Literature, Classics, Critics, History, Essais, Poetica, Poesia, Poetry, Ideologie, Interpretazioni, Studi Letterari, Medioevo, Dante Alighieri, Letteratura Medievale Slava, Romanza, Chrétien De Troyes, Discorso sulla Campagna, Igor Rosella, Bibbia, Citazioni Bibliche, Letteratura Religiosa, Ortodossa, Cultura, Identità, Russa, Majakowskij, Rus', Russia, Est, Europa, Paradiso, Purgatorio, Inferno, Igor, Sogno, Ortodossia, Bibliografia, Anticorusso, Idetica, Estetica, Linguaggio, Libri fuori catalogo, Literature, History, Literary Criticism, General Cultural Studies, Essays, Ideologies, Interpretations, Literary Studies, Middle Ages, Slavic Medieval Literature, Romance, Bible, Biblical Quotations, Religious Literature, Culture, Russian Identity, East, Europe, Paradise, Purgatory, Hell, Dream, Orthodoxy, Bibliography, Anti-Russian, Aesthetics, Language, Books out of print, Hermeneutics Parole e frasi comuni all'opera Anceschi armonia arte artistica assoluta attività autonoma bellezza bello bisogno Cartesio categorie coerente connotazione conoscenza considerazione coscienza creatività criteri criti critica estetica critico deve Croce d'arte Debenedetti dell'arte dell'estetica dell'opera diretta Divina Commedia dizio dottri dottrine critiche essenziale evidente facoltà fantasia feconda fenomeno filosofo fondamento forma giudicante giudizio gnoseologia gusto Hegel idea ideali idetica immagini innovativa interpretazione interrogare direttamente Kant l'arte l'artista l'estetica L'idetica l'opera lavoro Leopardi linguaggio logica mentale mente metodo modalità mondo interno natura necessita nizza nuova oggetto opere Operette orchestrazioni organica Pareyson partecipazione Pascoli passione pensare pensatore pensiero percepire personalità poesia poeta poetica possibile precetti principi problematica prodotto proprio prospettiva questione rapporti realtà rienza riflessione rigore saggio Sanctis satori scienza scrittura semantica sensazione sensibilità senso sentimento significato singolarità dottrinaria sintagma sione sistema speculativo storia storico strumenti tale teleologia teoria tezza tica un'opera valore valutazioni verità Zibaldone
In-8 (cm. 20.50), brossura illustrata, pp. 203, (5), con illustrazioni in bianco e nero e a colori soprattutto nel testo. Ex libris alla prima carta. Distacco parziale della plastica protettiva dalle punte; soprattutto quelle posteriori; peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
ref. BN600704Innsbruck Haymon Verlag 1999. Budapest Dob Utca. 312 Zeichnungen von Norbert Trummer mit Texten von Bodo Hell und einem Nachwort von Zsuzsanna Gahse. Budapest Dob Utca. 312 Zeichnungen von Norbert Trummer mit Texten von Bodo Hell und einem Nachwort von Zsuzsanna Gahse. Hell Bodo und Norbert Trummer Innsbruck, Haymon Verlag, 1999. unknown
ref. 7201Chez l'auteur 75 pages in8. Sans date. Broché couverture rempliée. 75 pages.
194 pages. Features: Sting Ray - even in its final form the 1963 Sting Ray maintained an uncanny similarity to Bill Mitchell's original racer; Dodge Brothers - two-year court battle against Henry Ford; Alice Huyler Ramsey - first of the 'weaker sex' to show driving superiority - from Hell Gate to Golden Gate in 1909!; The Chevrolet Story - the 1932 Queen started a Chevrolet styling lead; The Trials of Early Motoring - a 1913 journey from Iowa to California in a 1913 Studebaker EMF; The art of leading; The Bud Cohn auction set a new single-car-sale world's record; Cover Car - 1963 Corvette Sting Ray Sport Coupe; and more. Average wear. A sound copy. Magazine
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Questa carta immagina il lavoro dei pompieri dell’inferno. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Buono stato di conservazione. Questa carta riprende la carta numero A4 della serie delle Diabolerie realizzate dalla ditta “B.K. Photographie Paris” e trattasi probabilmente di una riproduzione, sicuramente coeva. Questo dimostra il successo che avevano riscosso queste rappresentazioni nella Francia della seconda metà del XIX° secolo. La scena descrive il purgatorio con Dio al centro e una scala per salire verso il Paradiso ed una fossa che porta all’inferno. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappetto senza perdita di carta in una delle due albumine e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. La scena descrive una danza tenuta all’inferno dove sono presenti, scheletri, dame ed una figura maschile. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Questa è una delle più rare a reperirsi. La scena descrive il Boudoir di Satana nel Castello del Diavolo. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Un piccolo strappo senza perdita di carta o albumina, da restaurare, e per il resto in buone condizioni. La scena sembra descrivere la fattoria di Satana all’inferno dove alcuni scheletri ed una donna ammirano alcuni animali infernali. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappo ad una delle due albumine, senza perdita di albumina ma da restaurare, qualche segnetto e per il resto in buone condizioni di conservazione. La scena descrive Satana all’interno del suo gabinetto alchemico dove oltre a vari demoni e scheletri è presente un mago. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappetto senza perdita di carta in una delle due albumine, da restaurare, alcuni segnetti e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Nella scena possiamo vedere Satana che sta eseguendo una scultura mentre degli scheletri intorno sono intenti ad altri passatempi. Fra le figure vediamo anche un treno. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.