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2021br. Quello a cui stiamo assistendo oggi è un processo di digitalizzazione estrema e assoluta, un processo che mira a innovare l'infrastruttura tecnologica della nostra società, ma a causa del quale stiamo perdendo ogni possibilità di identificazione. La "miseria del simbolico" di cui parla Bernard Stiegler non è soltanto quel triste vuoto che viveva il proletario alienato dal lavoro, ma anche il vuoto d'esperienza del consumatore odierno, privato della possibilità di determinare i propri desideri e totalmente condizionato dalle logiche di consumo. L'estetica è l'arma privilegiata della tecnologia industriale, e il cinema il suo campo di battaglia preferito: entrambi concorrono ad avvelenare l'esperienza individuale e collettiva. Tuttavia, è proprio nel cuore di questi due campi che l'autore rintraccia l'antidoto per sfuggire alla miseria antropologica che stiamo vivendo e per ritrovare quel sentimento comune che è condizione preliminare e necessaria alla vita pubblica.
2012br. Reincantare il mondo incrocia coraggiosamente teorie diverse, come il processo di individuazione di Simondon, la psicanalisi freudiana, certi aspetti della fenomenologia di Husserl, la grammatologia di Derrida e le riflessioni foucaultiane sugli hypomnémata, al fine di promuovere il valore spirito e contrastare il populismo industriale - ossia la dissociazione e la captazione dell'attenzione divenute sistema. Grazie a queste coordinate, Stiegler disegna una filosofia e un pensiero che devono ritornare ad essere forti, in un certo senso più del "pensiero forte". Si tratta di inventare l'industria del calcolo che impedisca di calcolare (sul)le esistenze - ma inventarla con gli strumenti digitali. Si tratta, in effetti, di reincantare il mondo, ossia di edificare i modi di sussistenza e di esistenza che sostengono l'altro piano, il piano delle consistenze, che è quello del canto - il canto di quelle Sirene senza le quali non c'è nulla".
2013brossura "Trauma ed esistenza umana" è un libro denso di riflessioni psicoanalitiche, filosofiche e soprattutto autobiografiche in cui l'autore approfondisce il tema del trauma da una prospettiva di prima persona. È in ciò che si situa la peculiarità di tale saggio che trasuda di autenticità e di vita vera dall'esordio alle conclusioni. Stolorow ci dona intense descrizioni di vissuti profondamente personali consentendoci quasi di toccarli con mano pagina dopo pagina. I due temi centrali riguardano la contestualità della vita emozionale in generale e dell'esperienza del trauma emozionale nel particolare e il riconoscimento che la possibilità stessa del trauma sia insita nella costituzione di base dell'esistenza umana.
2017br. Parlare della donna significa spesso, oggi, soffermarsi sulle discriminazioni cui va incontro, sulla necessità di fare altri passi importanti nel campo dell'uguaglianza con l'uomo, sulla preoccupazione per l'escalation della violenza di genere. Molto cammino ci aspetta ancora, ma un aiuto prezioso può arrivarci da una strada finora poco percorsa, che supera gli stereotipi dei luoghi comuni e rovescia i termini della questione: non si tratta di promuovere la rincorsa della donna a essere 'come l'uomo', ma di evocare l'identità femminile come risorsa anche per l'uomo e per la società. Partendo dalla teoria psicoanalitica della donna come portatrice di un'apertura che crea varchi nella realtà ordinata e regolata dallo sguardo maschile, Francesco Stoppa costruisce un'originale riflessione su come l''anomalia' femminile, con la sua capacità di accogliere l'inatteso, di tracciare solchi e aprire spazi di incontro, possa rappresentare un modello diverso di approccio alla vita e di costruzione dei legami. Questa diversità della donna oppone infatti all'autoreferenzialità e alla semplificazione maschile l'esercizio di civiltà che consiste nel dare ospitalità a tutto ciò che non entra mai a regime, ma in cui riposano i tratti più autentici dell'umano. È come il comune 'gioco del quindici', ci suggerisce sorridendo Stoppa, dove è la casella assente a far funzionare tutto, a permettere, per il fatto di essere vuota, il movimento delle altre. Ed è come la costola perduta di Adamo: una 'rottura', una perdita di equilibrio, capace di riportare all'uomo un surplus di vita. «Questo è una donna per l'uomo: il precipitato, la forma, certo effimera ma per i suoi effetti miracolosa, grazie a cui il richiamo della vita, il suo mistero, trovano di che incarnarsi. La vita di cui allora possiamo anche cessare di avere paura, che possiamo accogliere in noi fino a prendercene cura, fino a esserle grati di aver interrotto il nostro sonno senza sogni».
2021br. Si parla di bambini autistici, "zebrati", ipersensibili, "dis", ad alto potenziale, "atipici", "diversi". Spesso, le scuole e la società li giudicano solo come capricciosi e ingestibili, accusando i genitori di creare complicazioni... Eppure, questa è una realtà, descritta sotto il termine "neurodiversità", e colpisce quasi il 20% della popolazione. Viene spesso rilevata al momento della scolarizzazione, l'inizio di un vero e proprio percorso a ostacoli. Ma come si può crescere un bambino che è "fuori dagli schemi" e che deve "adattarsi" a tutti i costi al sistema? E come possiamo costruirci quando percepiamo di essere un problema? Dobbiamo aprire gli occhi davanti alla ricchezza e alle qualità dei neuroatipici per diventare capaci di aiutarli nell'apprendimento e nella gestione delle loro emozioni. Claire Stride ha percorso lei stessa questa strada da bambina, e oggi segue le famiglie e gli educatori. Spiega come funzionano questi bambini straordinari, e ci dà chiavi di lettura e risorse pratiche per sostenerli senza sentirsi in colpa o combattere tutto il tempo.
2022br. Tutti noi mentiamo e allo stesso tempo condanniamo la menzogna. Ma cos'è la menzogna e cosa la rende tale? A partire da queste domande Lars Fr. H. Svendsen indaga il ruolo che le bugie svolgono nella vita di tutti i giorni, con una particolare attenzione alla questione etica, per capire perché sia così sbagliato mentire e se esistano casi in cui è legittimo farlo. Mentiamo a noi stessi, agli amici, in amore e in famiglia, venendo meno al rapporto di fiducia su cui si fondano le nostre relazioni. Ma che fare quando dobbiamo dire verità spiacevoli? E sono perdonabili le cosiddette bugie «bianche»? Dall'ambito degli affetti personali l'autore ci guida poi in quello sociale, attraverso le parole di pensatori fondamentali - da Platone a Machiavelli a Nietzsche, fino a contemporanei come Max Weber e Hannah Arendt - e, soffermandosi in particolare sulla figura di Donald Trump, analizza l'uso della menzogna in politica. Una colta e divertente analisi filosofica su come riconoscere le bugie, che ci aiuta a districarci nel mondo e ad accettare una semplice verità: è necessario presumere che le persone siano sincere, se non vogliamo vivere una vita basata sulla sfiducia negli altri ed essere infelici.
2016br. Oggi i nostri bambini hanno una vita semplificata. Possono ottenere al volo da Google una risposta a qualsiasi domanda. Non sanno più leggere una mappa, perché per essere guidati basta un navigatore. Se dimenticano a casa i compiti, non devono far altro che impugnare il cellulare, chiamare la mamma o il papà, che li recapitano a scuola all'istante. Così, perfettamente adattata al rapido passo delle tecnologie, la generazione della Gratificazione istantanea non solo si aspetta una soluzione immediata a tutti i problemi, ma si rivela sempre più dipendente dagli adulti. Darlene Sweetland e Ron Stolberg fanno chiarezza sulle sfide sociali, emotive e neurologiche tipiche di questa generazione. Identificano cinque trappole in cui tende a cadere la maggior parte dei genitori e che finiscono con l'alimentare il bisogno di gratificazione istantanea dei figli e con l'inibire le competenze fondamentali per affrontare la vita adulta. Gli autori mostrano quindi, ancorandosi a situazioni quotidiane e con un approccio molto pratico, una strada per educare ragazzi con una sana autostima, decisi, indipendenti e riflessivi.
2023br. Secondo la teoria matematica dell'effetto farfalla, ogni minimo movimento, persino un battito d'ali, può provocare grandi ripercussioni. L'idea è molto suggestiva, ma proviamo a pensare in questi termini alla nostra vita quotidiana, fatta di abitudini spesso protratte in maniera inconsapevole. Cosa può succedere introducendo nella nostra routine nuovi, piccoli rituali? Possiamo generare una grande trasformazione, che passo passo ci porterà verso una vera e propria rigenerazione personale. Analizzando ogni singola abitudine e i suoi effetti nell'arco dei cinque momenti clou della giornata (il mattino, il pranzo, il pomeriggio, la sera, più le occasioni di festa), Anna Sólyom ci aiuta a realizzare in che modo viviamo e a capire quali, tra le piccole cose che facciamo o potremmo fare quotidianamente, ci fanno sentire bene. Pagina dopo pagina ci invita a provare 34 "rituali antistress", veri toccasana per riuscire ad addolcire il risveglio, fare una pausa rigenerante, vivere al meglio i giorni di festa, allenare i "muscoli" delle connessioni sociali, fare ordine fisico e mentale, ottimizzare il tempo al lavoro o ancora rendere un pranzo un momento di deliziosa felicità. Solo se siamo consapevoli di ciò di cui abbiamo bisogno possiamo darci più energia, felicità e scopo. E sentire la magia di ogni giorno.
2016ill., br. Contributi di: Petar Bojanic, Paolo Bozzi, Leonardo Caffo, Felice Cimatti, Giorgio Derossi, Massimo Donà, Riccardo Martinelli, Pier Aldo Rovatti, Emanuele Severino, Enrico Terrone, Achille Varzi, Mario De Caro, Renato Calligaro.
2012brossura
2022br. Che cosa significa giocare e che ruolo ha il caso nella vita degli uomini? A queste e ad altre fondamentali domande tenta di rispondere l'ultimo libro di Andrea Tagliapietra, un'avventura che intreccia filosofia, storia delle idee e cultura materiale. Articolato in tre capitoli tematici - "La libertà del gioco", "Il gioco del senso", "Fra gioco e lavoro. L'ambiguità dello sport" - seguiti da un excursus iconografico sulle rappresentazioni artistiche del gioco dall'antichità sino al XX secolo, il volume si conclude con uno studio sull'azzardo e il gioco responsabile che, anche attraverso dati empirico-quantitativi, approfondisce il fenomeno complessivo del gioco d'alea con particolare riguardo alla realtà italiana.
2018br. Nel corso di queste lezioni Andrea Tagliapietra scopre, nelle pieghe dell'idea di tempo, una molteplicità di sensi possibili. Vi è il tempo del mondo, il tempo degli orologi, la misurazione indefinita dello scorrere degli istanti, ma anche il tempo della vita, la durata, che si incarna nelle figure della noia, della pazienza, dell'attesa e della speranza. Il tempo, che siamo abituati a pensare infinito nel mondo contemporaneo in cui l'accelerazione ha preso il posto dell'escatologia, rivela un volto nuovo, inaspettato, come temporalità a termine, tempo iscritto nel corpo vivente, che coincide con la vita di ciascuno. Si delinea così una storia dell'idea di tempo che si scrive nelle pagine di Eraclito, Ovidio, Platone, Aristotele, Agostino, Immanuel Kant, Sigmund Freud, Henri Bergson, Thomas Mann, Martin Heidegger, Walter Benjamin, Dino Buzzati, Alberto Moravia, Paul Ricoeur, Hans Blumenberg, in un percorso che non ci conduce alla ricerca del tempo perduto, ma alla ricerca del tempo che siamo.
2020br. La cultura giapponese persegue la felicità, la serenità e l'armonia anche praticando delle arti, più precisamente attraverso il percorso di apprendimento che porta a dominare quell'arte. Questo "cammino" si indica con il suffisso -do, che segue il nome dell'arte in questione: per es. kodo, dove ko- sta per fragranza, quindi kodo è il percorso di affinamento dell'abilità di percepire fragranze. L'autrice sperimenta in prima persona alcune arti giapponesi tradizionali (dall'ikebana al tiro con l'arco, dalla cerimonia del tè alla calligrafia): questo libro, raccontando la sua esperienza, ci apre una finestra non solo su antichi rituali, ma anche su una filosofia di fondo che si può applicare ogni giorno nella nostra personale ricerca della felicità.
2015ill., br. Può l'incontro con una sola persona cambiare radicalmente il corso della tua vita? Certo che può. Ed è esattamente quello che succede a Luca Talamonti, l'autore di questo libro. Una persona come tante, con un lavoro normale e una vita normale. Normale, ma insoddisfacente, come lo è per i più. Una vita senza obiettivi, senza una direzione precisa, che si trascina per inerzia sui binari precostituiti dalla società. Fino a quando l'incontro con Claudio Maffei e con la PNL non stravolge, illuminandola, la vita di Luca, rendendola qualcosa che gli regala emozioni e soddisfazioni, ogni singolo giorno. Questo libro è un viaggio. Un viaggio che parla di trasformazione ed evoluzione. Un viaggio dall'intolleranza alla tolleranza. Dalla serenità alla felicità. Dall'odio all'amore. Un viaggio che chiunque può fare.
2022brossura
2022br. Il libro è la sintesi delle esperienze realizzate lavorando per oltre un ventennio con coppie e famiglie in difficoltà: esplora le asperità e le opportunità del lavoro nei servizi territoriali, affronta la sfida di costruire l'alleanza terapeutica nelle situazioni di obbligatorietà, esamina i temi legati alle famiglie omogenitoriali e a quelle che affrontano questioni relative ad orientamenti non eterosessuali, approfondisce i problemi incontrati nelle conflittualità familiari, grande emergenza del nostro tempo, - tratta della centralità e della precarietà dei rapporti nelle situazioni di adozione. In tutte queste vicende ci si confronta con un'elevata complessità, con le difficoltà imposte dalle richieste di intervenire in relazioni interrotte, violate o violanti, con la sfida di trovare aree di collaborazione con persone che affrontano forme di obbligatorietà e di limitazione nella vita famigliare in assenza di consapevolezza della propria responsabilità. Nello scorrere delle pagine viene posto in primo piano l'etica della relazione e dato voce alla fiducia incrollabile nel valore dell'autenticità.
2022br. Si dice che Talete, per osservare il cielo, cadde in una buca perché aveva perso di vista la terra su cui posava i piedi. Lo facciamo un po' tutti quando, in fatto di amicizia, abbiamo in mente l'amico ideale - presente, divertente, comprensivo, premuroso - e paragoniamo i nostri amici in carne e ossa a questa specie di mito, perdendo il polso della nostra (e loro) umanità. I primi a costruire questo "mito" furono i filosofi antichi, da Aristotele a Cicerone, da Seneca a Marco Aurelio, per i quali l'amicizia è un sentimento elitario e virtuoso, superiore a ogni altro legame. Oggi, però, l'amicizia si declina in forme e contesti molto diversi dal passato - non da ultimo quelli digitali -, e guardare così alto porta a riflettere in questa immagine, illusoria e un po' anacronistica, i nostri desideri, e a incorporarli nelle persone che incontriamo, esponendoci (ed esponendole) a cocenti delusioni. Peggio: l'idealizzazione dell'amico confonde quali siano i valori non negoziabili che ci devono unire. Gli amici "perfetti" non esistono, ma la certezza che i nostri amici, esattamente come noi, non sfuggano dall'accumulare difetti, più o meno nella stessa misura in cui accumulano pregi, non significa rinunciare a vivere autenticamente l'amicizia. Al contrario, proprio ripulendo il nostro parabrezza dalle facili illusioni dell'amico perfetto, riusciremo a vivere l'amicizia profonda e ad apprezzarla come la più salda e duratura forma di essere uomini tra gli uomini, arrivando nel contempo a dare il benservito, senza rimorsi né alibi, agli amici che non sono degni di portare questo nome, sbiadite - e talvolta addirittura pericolose - imitazioni degli amici "veri".
2020br. Il pensiero è la nostra caratteristica più preziosa, quella che ci connota. Eppure, subissati dagli infiniti influencer della nostra vita - social e no, famiglia, amici, partner e le Giurie invisibili che sanno sempre "come si fa" e "quel che va fatto" -, è difficile mantenere il baricentro e pensare realmente in modo autonomo, originale e creativo, dando il meglio di noi. Perciò ci accade di provare un senso di estraniamento e di frustrazione: perché il pensiero inibito inibisce l'azione, il pensiero timido ci rende timidi, il pensiero incompiuto ci rende incompiuti. "Perdiamo tre quarti di noi stessi per diventare simili agli altri," scrive Schopenhauer. Ma il rimedio c'è. Immaginiamo di entrare in una delle scuole filosofiche dell'antichità, nelle quali l'obiettivo non era formare i discepoli, bensì trasformarli in persone migliori. Troveremmo subito lo stoico Epitteto, il quale ci direbbe che per diventare l'influencer di noi stessi occorre una "magia" filosofica. Come quella della bacchetta magica di Ermete, che trasformava ogni cosa in oro, ogni svantaggio in un vantaggio. Il primo effetto sarebbe convertire la nostra insoddisfazione nella volontà di rimuovere i "paraocchi", esterni e interni, che ci impediscono la lucidità e la libertà di pensiero, e poi via via, attraverso l'esercizio, di allenare il pensiero critico. Avvalendoci dell'arma del dubbio, dell'arte di ascoltare e di porre domande, di interrogarci e di scolpirci come "una statua", direbbe Plotino, giorno dopo giorno ci abitueremo a pensare out of the box e risulteremo, anche per questo, più autorevoli per noi stessi e per gli altri. "Se vuoi, sei libero." Se vuoi, sei influencer. Dall'autrice de "Il filosofo che c'è in te", un nuovo viaggio filosofico per esercitare il pensiero critico e diventare i migliori influencer di se stessi.
2012brossura La Sacra Scrittura ha esercitato un'influenza costante e profonda sulla personalità e sull'opera di Soren Kierkegaard. Soprattutto l'originalità con cui il filosofo ha rivisitato alcune celebri figure e parabole bibliche ha indotto la critica a dare ampio risalto alle strategie ermeneutiche praticate dal danese. Tuttavia, ben prima di diventare un sofisticato e prolifico interprete della Bibbia Kierkegaard è stato un ascoltatore assiduo e ricettivo della parola di Dio. A tal punto che le forme stesse del suo pensiero portano impresso il conio della matrice biblica in cui sono state concepite. Questo libro si focalizza sulla categoria di Gjentagelse, uno degli esiti più significativi della filosofia kierkegaardiana, e intende mostrare che la categoria in questione, colta nelle sue determinazioni fondamentali, ha per archetipi il senso tipico e la concezione profetica del tempo veicolata dal simbolismo biblico.
2012brossura Pasolini, discutendo di Salò, sosteneva che nulla è più anarchico del potere, perché il potere fa ciò che vuole, e ciò che vuole il potere è completamente arbitrario. Eppure, a scrutare il fondo uccisore della sovranità moderna, emerge la fragilità di un potere che ha bisogno, per esistere, del riconoscimento delle proprie vittime. Come una preghiera di Dio, l'ordine implora di essere amato, anche da coloro che mette a morte. Di questa che nel libro viene definita 'teurgia politica' (l'idea che un potere che, come Dio, si dice pieno di gloria abbia bisogno di venire costantemente glorificato) beneficia Barnardine, l'assassino boemo di Misura per misura di Shakespeare, che alla chiamata al patibolo risponde con un'imprecazione: non ha voglia di morire, e non morirà, e al potere "gli prenda la peste alla gola". È così che egli si fa sovrano. Al pari dello Stato e contro lo Stato.
2017br. Il pensiero scolastico è profondamente affascinato dal problema del tempo. La sua esistenza, la sua definizione, il suo legame con il movimento e con l'anima, la nozione di durata, la relazione tra eternità e temporalità sono tutte angolature o prospettive differenti, attraverso cui gli autori del XIII secolo si interrogano sul divenire delle sostanze e, in parallelo, su ciò che si sottrae alla mutevolezza e alla caducità. I trattati "De mensuris" e "De natura et proprietate continuorum" di Teodorico di Freiberg (1240- 1310) - di cui si presentano qui traduzione e commento - costituiscono un'opportunità privilegiata per entrare nelle pieghe di questo dibattito. Il genere del trattato "scientifico", non così diffuso alla fine del XIII secolo, permette infatti di mettere a fuoco le diverse opinioni e l'eterogeneo quadro di fonti che ne fanno da sfondo. La natura dei problemi sollevati e la raffinatezza degli argomenti addotti per risolverli non risultano mai artificiosi, ma rimandano all'esigenza più radicale di offrire risposte a istanze che, in altre epoche, non esiteremmo a definire "esistenziali".
2007br. Ancora oggi leggendo molti manuali di storia dell'arte si ha l'impressione contraddittoria che l'arte sia qualcosa di molto esteso (dai primitivi ai nostri giorni) e allo stesso tempo di molto specialistico (si pensi alla settorialità dell' arte contemporanea). Questa storia del concetto d'arte si propone, attraverso una prospettiva genealogica, di fare chiarezza su questo punto mostrando come l'arte sia un concetto tipicamente occidentale, forgiato piegando ad un uso specifico i termini nati per altri usi e mostrando come il concetto di arte che usiamo oggi sia un'invenzione della modernità, da cui l'Occidente ha estratto una visione universalista che ha esteso retroattivamente a tutte le epoche e che ha esportato geograficamente in tutte le culture.
2021br. Se l'incertezza appartiene da sempre alla condizione umana, oggi è diventata l'assoluta protagonista delle nostre vite. In quest'epoca esasperata e frenetica, cui si è aggiunta la paura di un pericolo inedito e globale, ci siamo sentiti mancare la terra sotto i piedi. Del resto, quando il mondo cambia in maniera così repentina e imprevedibile, il livello di ansia generale e individuale non può che salire. Ma è sempre possibile trovare un modo diverso di interpretare la realtà, lontano da rassicuranti semplificazioni. Come ci dice un antico detto: «Tutto quello che gli altri buttano via, lo zen lo utilizza». Seguendo questa strada, scopriamo che trasformare l'insicurezza in cui viviamo in uno strumento positivo di crescita e di miglioramento è alla portata di tutti. Utilizzando i koan, le storie paradossali che, nel buddhismo zen, aiutano la meditazione, il maestro Tetsugen Serra ci mostra che ognuno di noi può trovare un metodo semplice ma potente per accettare, coltivare, trasformare l'incertezza in resilienza. Perché, come ben sappiamo, il punto non è cosa succede nella nostra vita, ma come affrontiamo quello che succede.