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2014brossura La coordinazione genitoriale è un intervento centrato sui figli di genitori (separati, divorziati o mai sposati) altamente conflittuali e quindi incapaci di prendere per proprio conto decisioni ottimali. Tali decisioni possono includere accordi sull'affidamento, sulle frequentazioni, sui metodi di accudimento dei figli e altre responsabilità. Il coordinatore genitoriale aiuta questi genitori a risolvere le loro controversie in modo amichevole e nel miglior interesse dei figli, sollecitandoli a risolvere i propri conflitti senza la necessità di un contenzioso in Tribunale. Questa guida pratica e completa illustra i concetti essenziali, legali e psicologici, che stanno alla base dell'intervento di coordinazione genitoriale, così come le competenze di mediazione del conflitto necessarie per lavorare con le famiglie invischiate nel conflitto. In particolare, offre una guida che, passo dopo passo, presenta l'intervento di coordinazione genitoriale, considerando le dinamiche familiari, la costruzione del consenso, la creazione di un piano genitoriale efficace e le comunicazioni con il Tribunale. Una risorsa essenziale per un pubblico di lettori multidisciplinare, che comprende operatori nell'ambito della salute mentale, avvocati, mediatori familiari, consulenti tecnici e tutti coloro che operano nell'ambito del diritto di famiglia.
1999brossura Le donne, più degli uomini, hanno mostrato storicamente il desiderio di stare in un rapporto vitale con le cose che fanno e con il sapere che ne ricavano, coinvolgendo in esso la propria soggettività. Pur di non perdere questo contatto, rinunciano all'astrazione pura e all'universale assieme al potere che offrono. Si è trattato, da parte delle donne, di una scelta dettata dal desiderio di mantenere legato il pensiero all'esperienza. L'inclinazione a ciò è diventata in molti casi scelta consapevole e non è mai stata una costrizione. Nel testo è implicita una critica alla civiltà della scienza e della tecnica così com'è, in vista di un più ampio senso della scienza, che sappia dare spazio all'individuale ricchezza di sapere.
2005br. La salute, così come la malattia, non esistono in un vuoto sociale, ma si inseriscono in contesti relazionali e culturali, interagendo con i valori, le tradizioni e le immagini circolanti in una determinata società. Questo lavoro, che s'iscrive nel filone della Psicologia sociale della salute ispirato al paradigma costruttivista, è rivolto all'approfondimento delle problematiche che insorgono nella famiglia colpita dal "dramma" dell'Alzheimer. Lo scopo è quello di individuare una metodologia d'intervento di tipo socio-assistenziale, atta ad aiutare i nuclei familiari a mobilitare tutte quelle capacità utili per fronteggiare i pericoli insiti nella gestione della cronicità.
2009br. Pubblicato nel 1947, questo libro è un classico delle utopie del Novecento. Attraverso una rilettura della tradizione socialista, anarchica e marxista, Buber propone un'alternativa radicale fra lo stato - accentrato, burocratico, totalitario per vocazione - e la comunità, dialogica, decentrata, in sé già sovversiva. Dinanzi al pericolo di un illimitato potere planetario, una sorta di stato mondiale, viene indicato nel kibbutz, nella comune ebraica, il sentiero impervio di un socialismo anarchico e federalista che esplori e inventi gli infiniti modi in cui comunità autonome e autogestite possano dar luogo a una «comunità di comunità».
1981brossura
2001brossura Il volume presenta tre tematiche attuali, scelte e indagate come l'occasione propizia per la verifica e per l'incremento dell'ermeneutica teologico-morale nel settore specifico della bioetica. Questa nuova disciplia, infatti, regista il confluire di differenti approcci di natura disciplinare diversa e conosce nello stesso tempo un forte pluralismo concettuale all'interno del paradigma morale. L'accorto riconoscimento della portata dei singoli "interventi", è premessa per una chiara comprensione della natura stessa della bioetica, a fronte di un suo stato ancora esposto a fraintendimento, sia per la presenza di un "disordine" interdisciplinare, sia per il mancato riconoscimento dell'insufficienza dell'argomentazione etica.
2007brossura
2009brossura
2017brossura
2015br. Il libro presenta lo stato dell'arte in tema di psicologia del terrorismo, con una rassegna critica delle ricerche più importanti e accreditate: uno strumento indispensabile per gli specialisti in ambito clinico, criminologico, forense, sociologico, ma anche prezioso per i decisori politici e gli operatori dell'antiterrorismo. Ne risulta un campo di indagine in piena, intensa (e complessa) fase nascente. Si evidenzia, fra l'altro, non solo come i terroristi siano scevri da una psicopatologia specifica, ma anzi quanto stano spesso persone spaventosamente "normali". Emerge comunque una mappa dei processi psicologici del terrorista, con implicazioni utili per il contrasto dell'estremismo violento. In questa nuova edizione Horgan sviluppa ulteriormente il suo modello del ciclo IED (Involvement, Engagement, Disengagement). Sulla base di un'ampia ricerca, con interviste a terroristi e abbondanti case study (dal terrorismo politico europeo, IRA, RAF, BR e altri, fino all'attuale jihadismo), Horgan presenta un'edizione del tutto riveduta e ampliata del suo testo, già acclamato alla sua prima apparizione dagli addetti ai lavori.
2016br. Quando qualcuno è colpito da una sventura, un incidente o una disgrazia, a volte proviamo Schadenfreude: un'emozione che si definisce solitamente come "provare piacere per la sventura altrui". Quella della Schadenfreude è un'esperienza comune: è un'emozione che sembra intrinseca all'essere sociale. Questo libro offre un'ampia rassegna delle ricerche teoriche ed empiriche attuali sulla Schadenfreude dal punto di vista psicologico, filosofico e da altre angolature scientifiche. I capitoli analizzano la giustizia come motivazione di fondo della Schadenfreude e il ruolo che hanno i processi di confronto sociale e di invidia nel suscitare piacere per le sventure altrui nelle relazioni interpersonali. La Schadenfreude è descritta anche come un fenomeno comune nelle relazioni fra gruppi. Nella loro Introduzione Cigoli e Facchin, a partire dalla famosa canzonetta "Papaveri e papere", allargano l'orizzonte di senso al rapporto tra invidia e gioia maligna seguendo il modello relazionale-simbolico. Un volume con l'obiettivo di approfondire la nostra conoscenza della natura di questa emozione e del ruolo che ha nelle relazioni sociali.