2015br. Julius Evola, come si legge nell'ultima pagina del suo libro, concluse "Teoria e fenomenologia dell'Individuo assoluto" nel 1924: uscirà in due tomi solo tre e sei anni dopo, mentre il giovane pensatore si stava già da tempo occupando di altro. È il periodo intensissimo dei suoi scritti e delle sue polemiche in ambiente esoterico-occultistico, filosofico-accademico e religioso-protestante. Anche se sono apparsi diversi saggi su questi anni che vanno grosso modo dal 1924 al 1931 (diciamo dalla uscita della versione del "Tao tè ching" alla conclusione dell'esperienza del Gruppo di Ur), nonché siano state pubblicate alcune sue antologie di scritti dell'epoca, manca ancora uno studio organico specificatamente dedicato a questi tumultuosi cinque-sei anni ricchi di incontri e di scontri, di analisi e di polemiche, di conferme e ripensamenti. Un periodo decisivo per la formazione della "visione del mondo" del giovane pensatore, fra i 26 e i 33 anni. Adesso si aggiunge questo volume che inserisce un altro titolo nella collana delle sue "Opere". Nelle bibliografie evoliane, a cominciare da quelle compilate dallo stesso interessato, è sempre presente "L'individuo e il divenire del mondo", che in realtà vero e proprio "libro" non è, ma una piccola brochure di sole, ancorché densissime, 40 pagine, pubblicato nei primi mesi del 1926 dalla romana Libreria di Scienze e Lettere. Evidentemente, però, considerato di grande importanza dal suo autore...
2000brossura Per un greco dell'antichità, cosa significa essere se stesso di fronte agli altri? Perché negli occhi dell'essere amato è la propria immagine che l'amante vede riflessa in uno specchio? Come è possibile scoprire la propria identità senza perdersi nel desiderio dell'altro? E come mai si ritrova lo stesso corpo a corpo nella guerra come nel sesso? Vernant conduce il lettore tra i duelli sotto le mura di Troia, con Ulisse sedotto da Calipso, tra i giovani spartiati educati a frustrate e fra perplessi ateniesi che cominciano a gustare il gusto proibito della filosofia. Sospeso tra le Parche e la gloria dell'eroe, tra Eros e annientamento, l'uomo greco scopre le premesse dell'individualismo moderno.
2018brossura Conoscere il linguaggio dell'ipnosi può rendere più efficace la comunicazione sia all'interno dei diversi setting terapeutici sia al di fuori di essi. La stretta associazione tra Milton Erickson e l'ipnosi è ben conosciuta. Eppure, si trattava solamente di uno dei tanti strumenti all'interno del suo arsenale terapeutico, sebbene fosse uno tra i più potenti. Questo libro presenta un'interpretazione di alcuni metodi ipnotici ericksoniani e riguarda principalmente l'induzione dell'ipnosi. Propone l'ipnosi come una sindrome e non come un'entità unica e definita. Inoltre, considera il termine "induzione" erroneo: egli infatti sostiene che l'ipnosi viene suscitata e non indotta. Al lettore verrà quindi introdotta l'ipnosi anche dalla prospettiva fenomenologica del paziente; verrà trattato il modello d'ipnosi classica, culla di quello ericksoniano; egli sarà quindi guidato nella comprensione del linguaggio ipnotico, della grammatica poetica del suscitare "stati"; infine gli sarà proposto il modello ARE: la spina dorsale dell'approccio ericksoniano all'induzione.
2009ill., br. "L'Infante demiurgo" raccoglie quattro immaginarie conferenze dell'eccellentissimo cardinal Cesare Monatti sul tema "Il destino biodemiurgico dell'uomo e i suoi miracolosi effetti", tenutesi al giardino aereo di Elpheia nell'estate del 2098. Questa cornice futuristica che ci riporta in un mondo dominato da un'organizzazione religiosa con immensi poteri tecnologici, la Nuova Chiesa Universale, si costruisce con verosimiglianza filologica attorno a una rigorosa ricerca scientifica a carattere sia storico sia filosofico. Il tema trattato è appunto la biodemiurgia, cioè la capacità dell'uomo di modificare non solo il mondo inorganico, ma anche quello vivente, fino a creare nuove forme di vita. Su questa possibilità della specie umana, e sulla sua legittimità sia filosofica sia teologica, vertono le quattro impossibili conferenze, che traggono importanti spunti da antiche concezioni magico-filosofiche rinascimentali e postrinascimentali e dalla Càbala. Ne viene così fuori l'immagine di una nuova umanità in grado di superare i propri limiti biologici e di rendersi artefice del suo percorso evolutivo, come quello dell'intero pianeta.
2015br. Perché "facciamo" arte? Qual è il motivo per cui le arti e i comportamenti artistici risultano così universalmente diffusi in tutte le popolazioni umane? Qual è, in termini darwiniani, il "vantaggio" che le arti assicurano (o hanno assicurato), nella storia evolutiva della nostra specie? Muovendosi con rara abilità al confine tra numerosi ambiti disciplinari, dalla psicologia dello sviluppo all'antropologia, dalla teoria evoluzionistica alle neuroscienze, dalla paleoantropologia alla storia dell'estetica, Ellen Dissanayake delinea nei saggi qui raccolti e tradotti per la prima volta in italiano una coerente ipotesi interpretativa sull'evoluzione e sviluppo delle pratiche e dei comportamenti artistici. L'origine delle arti - definite da Dissanayake making special behaviours, cioè comportamenti "che rendono speciale" il mondo intorno a noi - è nell'età infantile: siamo Homines aesthetici, già nei sorrisi, gesti e scambi pre-linguistici che ci legano, da bambini, alla madre.
2022br. La prima infanzia, misteriosa e muta, costituisce nella seconda metà del Settecento oggetto privilegiato di indagine filosofica; di una filosofia che portava sull'umano uno sguardo nuovo, e ne scrutava l'origine per scoprine una definizione più autentica. La comparsa, al confine dei boschi d'Europa, di ragazzi che nei boschi erano cresciuti senza contatti umani, e che sembrava potessero nascere di nuovo, quindi offrire ex novo all'osservazione il percorso cangiante dello sviluppo infantile, prometteva la risposta a molte domande. Con la fine di un mondo e del secolo dei Lumi, il rifiuto di quella filosofia si espresse anche in campo psichiatrico, e proprio attraverso le figure dei ragazzi selvaggi, sottratti all'oblio in cui erano caduti solo per essere oggetto della diagnosi di idiozia. Le domande sull'infanzia, sul processo di crescita, inquietante perché?oscuro nel suo movimento di trasformazione invisibile ma insieme radicale, vennero rimosse. L'idiozia si connotò da subito come malattia infantile ma, pur attraendo nella sua definizione un ampissimo spettro di anomalie, non lasciava alle specificità dell'infanzia nessuno spazio. Un percorso teorico pieno di ombre, cesure, occultamenti, ma anche per questo fortemente sollecitante.
2015br. II burnout che - come dice il termine inglese - è un consumarsi bruciando, il boreout (la mancanza di stimoli, di voglia di fare) e la depressione non sono soltanto malattie ormai diffuse, quanto piuttosto l'espressione di un profondo soffrire nel mondo moderno. L'obbligo del perfezionismo, gli ideali esorbitanti e l'accelerazione in tutti gli aspetti della nostra vita ci hanno condotto a commettere dei gravi errori evolutivi. L'incombente minaccia è globale e si spinge più in profondità di quanto finora ritenuto. Nel peggiore dei casi essa può sfociare in un infarto dell'anima: la completa estinzione del fondamento spirituale del nostro essere uomini, nel suo più pieno e autentico significato. Chiunque può esserne colpito. Ciascuno di noi potrebbe essere il prossimo. Come possiamo difenderci dall'infarto dell'anima? Che cosa possiamo fare realmente per il nostro risanamento psicospirituale?
2019br. Per occultare la sua violenza originaria il Potere si presenta come fenomeno naturale, ed in sostegno a questa menzogna si edifica la struttura psichica dell'«io». Se non vi fosse un «io» da plasmare con onoranze e castighi, si spezzerebbe, fin dalle fondamenta, quel rapporto duale tra il dominatore e il dominato. Perché senza sudditi non si danno padroni. Via suprema è dunque sottrarsi alla truffa del Potere distruggendo gli artifici e le protesi del proprio ego, per liberare l'individuo asservito, ridotto a «mezzo» in vista dei «fini» della Macchina. E questa distruzione si opera attraverso un ritorno alla "vita selvaggia", alla serenità del non-agire persa a causa delle farneticazioni del pensiero che hanno messo il mondo a ferro e fuoco, perché il pensare è diventato volontà raziocinante di «nominare» e di «qualificare», di conoscere ciò che non si potrà mai conoscere, invece di restare quel «chinarsi su ciò che già conosce».
2005br. Il volume è una rilettura in chiave esoterica, simbolica ed allegorica dell'Inferno di Dante Alighieri.
2019br. Cos'è che spinge un'artista non ebrea a interessarsi di Kabbalah, tanto da dedicare a questa antica sapienza un apposito progetto artistico e anni di studio e di ricerca? È il desiderio di continuare a parlare della luce, scrivere della fonte di luce, vivere nella luce. I tempi sono maturi per fare una conversione, per intraprendere la via che conduce alla scoperta del vero senso della vita. Questo testo ha lo scopo di far conoscere, con estrema sintesi, i concetti basilari della kabbalah stessa, le sue origini, le principali fonti da cui la kabbalah trae origine, al fine di consentire, a chi è attratto dal misticismo ebraico, di avvicinarsi a questa grande fonte di sapienza e sperimentarne l'utilità nella sua propria vita. Con "L'infinita luce della kabbalah", l'autrice dà, dunque, attraverso l'approccio kabbalistico, una risposta ai tanti quesiti che l'uomo oggi si pone.
2021br. Energia e spiritualità, ma anche idee, lavoro e ricerca. In "L'infinito e oltre" Sara Perini dà consigli pratici e semplici per migliorare la propria vita raccogliendo i pensieri delle personalità che l'hanno ispirata e che la ispirano tutt'oggi nel suo lavoro di operatrice olistica. Ma questo saggio non è composto solo da pensieri e indicazioni. Sara Perini all'interno di questo libro descrive le tecniche naturali di cui si avvale nell'esercizio della sua professione: Cranio Sacrale, Dialogo Terapeutico, Shiatsu, Moxa, per citarne alcune. Il tutto integrato con la geometria sacra: Genesa Crystal e Pentasfera. Un percorso tra spiritualità e tecnica che ha l'obiettivo di ripristinare l'equilibrio interiore del lettore, emozionarlo e trasportarlo in una riflessione profonda.
2020brossura Il mare e l'infinito. Due termini inscindibilmente connessi che nella storia della cultura occidentale hanno pervaso l'immaginario simbolico di ogni disciplina, e proprio su di essi il mondo moderno ha "fondato" la propria ragion d'essere, dalle esplorazioni oceaniche all'alba della storia moderna sino al contiguo sviluppo senza limite del libero mercato e della scienza. Eppure, alle radici spirituali di quella storia, per i filosofi della Grecia antica l'infinito, ápeiron, era sinonimo di caos, principio malvagio della dissoluzione dell'ordine cosmico e sociale, e il mare assurgeva a suo simbolo. Nella fase tarda dell'età antica assistiamo invece a un mutamento assiologico radicale dell'idea d'infinito, per cui negli scritti dei pensatori cristiani eredi della filosofia ellenica dei primi secoli tale concetto diviene attributo di Dio, dell'Uno, Sommo Bene, e così il mare manifestazione della sua infinita essenza. Attraverso alcune testimonianze dei grandi interpreti della modernità, è possibile misurare l'importanza di tale mutamento e l'influenza che esso ha avuto nella storia della cultura, segno di come la metaforica marina conservi ancora l'antico legame con l'infinito e con la sua storia.
2010br.
2012ril. Questa opera si impone come contributo essenziale per la comprensione del problema dell'infinito nel pensiero dei Greci. Mondolfo si opponeva a un pregiudizio in passato assai diffuso soprattutto per influssi dell'idealismo. Il pensiero antico veniva contrapposto a quello cristiano e moderno: il primo sarebbe stato "oggettivistico" (con preminenza data all'oggetto sul soggetto) e "finitistico" (con preminenza data al finito sull'infinito), il secondo "soggettivistico" (con preminenza data invece al soggetto sull'oggetto) e "infinitistico" (con preminenza data all'infinito sul finito). Mondolfo smantella tale pregiudizio con fini analisi e richiama a documenti in passato ignorati o non considerati. Il pensiero antico si presenta quindi in una nuova dimensione, nella sua consistenza e ricchezza. Presentazione di Giovanni Reale.
2014br. Il pensiero occidentale razionalista ha spezzato il rapporto creativo e contemplativo tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile. Eppure è la stessa possibilità della conoscenza a richiedere questo legame, perché "qualunque nostro pensiero tocca l'infinità della conoscenza". E così, già nel quotidiano, è presente l'eterno. Con argomentazioni logiche e gnoseologiche, e con riflessioni sul pensiero matematico di Cantor, Florenskij difende l'imprescindibile costituzione simbolica di ogni atto umano.
2014br. Il pensiero occidentale razionalista ha spezzato il rapporto creativo e contemplativo tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile. Eppure è la stessa possibilità della conoscenza a richiedere questo legame, perché "qualunque nostro pensiero tocca l'infinità della conoscenza". E così, già nel quotidiano, è presente l'eterno. Con argomentazioni logiche e gnoseologiche, e con riflessioni sul pensiero matematico di Cantor, Florenskij difende l'imprescindibile costituzione simbolica di ogni atto umano.
2021br. Esistono infiniti di grandezza diversa e quantità infinitesime? Lo spazio, il tempo e la materia sono infiniti? Perché l'infinito è indispensabile per la comprensione della realtà? Il libro affronta queste domande fornendo una panoramica avvincente e aggiornata del problema in ambiti diversi. Dopo un'immersione nella storia e nella filosofia, illustra i risultati della teoria degli insiemi, dell'analisi matematica e della fisica contemporanea. Attraverso queste discipline, gli autori guidano il lettore nei meandri di un interrogativo che, come ha detto il matematico tedesco David Hilbert, «ha eccitato, più di ogni altro, l'animo umano».
2021brossura Questo libro vuole esprimere un concetto più vero di yoga, un incontro con noi stessi che va nel profondo fino ad entrare all'interno della nostra coscienza.
2021brossura Questo libro vuole esprimere un concetto più vero di yoga, un incontro con noi stessi che va nel profondo fino ad entrare all'interno della nostra coscienza.
2020brossura 36 casi di studio del tema natale di premi Nobel e personaggi celebri da cui si rileva la ripetizione frequente degli stessi significatori: elementi molto utili per un'indagine statistica che dimostri una connessione tra configurazioni astrologiche e vicende umane. Nella parte finale vi è una raccolta di numerose ricerche, di analisi sulla connessione tra pianeti e le fasi economiche dei secoli recenti, interessanti curiosità e teorie da figure autorevoli del mondo scientifico. Una ricerca per liberi pensatori.
2020br. L'informe, figlio incerto della volontà di metter fine al rapporto tra Kunst und Rasse (1928), è furiosa dinamo che sconvolge e scompagina - sin dentro la sua esasperata dialetticità - tutto quel che assieme a esso alberga nella rivista "Documents" (1929-30). Grave errore sarebbe, dunque, considerarlo nei limiti del vocabolo o dell'immagine: esso è quasi l'estremo di un fuor-di-segno, indecifrabile e capace di mimare la propria presenza sul "foglio del mondo"; romito nella propria invisibile solitudine, lì dove "ciò che è inganna il suo affermarsi". L'intento di questo lavoro d'analisi è di far risorgere quella criticità che l'ha generato rivolgendola contra Magistros Fetiales: criticità che non s'appresta al gioco della pacata inquietudine del ricercatore, bensì al manifesto gusto d'un verso ravacholiano; criticità necessaria affinché si surscriva quell'ipotesi figural-estetica alla quale l'informe era stato relegato e lo si restituisca alla casa del nulla, lì dove è d'ufficio e dove potrà esser funzione di destituenza.
2020br. Infallibili, sicuri di noi stessi, capaci di gestire al meglio le nostre emozioni, apprezzati e ammirati dagli altri e completamente appagati dalla nostra vita. Sono questi i nuovi standard - amplificati dai social network - a cui oggi siamo chiamati a aderire per poterci sentire veramente all'altezza e che sono all'origine di una vera e propria «epidemia di insicurezza» che tocca tutte le relazioni fondamentali della nostra esistenza: quella con noi stessi, quella con gli altri e quella con il mondo circostante. Le conseguenze psicologiche di questa situazione che, paradossalmente, investe anche e soprattutto persone tutt'altro che mediocri, sono una serie di paure: paura di esporsi, paura dell'impopolarità, del conflitto, del rifiuto, paura dell'inadeguatezza e del fallimento, che non di rado sfociano in quadri patologici. Dopo aver esplorato le espressioni di questo disagio, Roberta Milanese mostra come è possibile riemergere dall'insidiosa palude della paura di non essere all'altezza, raccontando casi reali di intervento nell'ambito della Psicoterapia Breve Strategica e fornendo una serie di fondamentali raccomandazioni raccolte sotto un unico, imprescindibile postulato: «L'autostima non si eredita, si costruisce».