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2005brossura Si può usare la forza con chi è più debole? Scommetteremmo che la risposta immediata - che viene spontanea sia agli esperti, psicologi, educatori e operatori sociali, sia alle altre persone, è: "certamente no! Poverino". In questo libro, invece, si sostiene che non solo si può, ma - in qualche modo - si deve. L'operatore deve usare la forza, ma soprattutto deve confidare e sviluppare la forza dei propri clienti. Si tratta evidentemente di intendersi su cosa si intende per "forza". La forza di cui si tratta nel volume deriva dal sentimento di potere che le persone hanno, per usare un termine oggi assai diffuso, il loro empowerment. Non di un potere di sopraffazione, però, ma di un potere di autonomia che può trasformarsi in servizio.
2021br. Per parlare a un bambino è necessario sintonizzarsi col suo linguaggio. L'uso della metafora in psicologia: la fiaba è un manuale rivolto a chi si occupa di relazione di aiuto e in cui la fiaba diventa strumento che permette di abbattere la barriera comunicativa con l'adulto, riconoscendo al bambino modalità di espressione più profonde e più immediate.
2020br. Fin dalla preistoria (e in particolare nell'ambito delle civiltà egizia e caldea, quando la magia conobbe una vera e propria età dell'oro), la Natura è stata considerata un mezzo per ottenere il dominio su forze specifiche. La Natura è infatti alla base della maggior parte delle pratiche magiche: la preparazione dei filtri attraverso le erbe; la fumigazione degli incensi e delle essenze come atto di purificazione, preghiera ed elevazione spirituale; l'uso delle pietre e dei cristalli, immagini in piccolo dell'universo e delle sue energie, e per questo considerati presso tutti i popoli una protezione naturale; e ancora l'impiego dei ceri durante i riti occulti, per favorire uno stato alterato di coscienza. Tutti gli elementi naturali, usati in senso occulto, si possono trasformare in strumenti magici, sia in senso positivo sia in senso negativo: ciò che è davvero fondamentale e potente nella magia è, infatti, l'intenzione. Qualsiasi oggetto si utilizzi nelle pratiche magiche, esso assorbirà le nostre energie sottili, dunque le nostre intenzioni consapevoli (o inconsapevoli). Per questo, attenzione a ciò che desiderate ottenere!
2012brossura Quest'opera illustra un diverso approccio alla sofferenza e al malessere psicologico, avvalendosi della conoscenza maturata attraverso l'uso terapeutico dell'ipnosi regressiva. L'autrice utilizza le tecniche e l'inquadramento teorico della psicologia transpersonale (ancora agli esordi in Italia) che affronta, rimanendo in un contesto prettamente psicologico, fenomeni di coscienza, sintomi psicofisici, esperienze spirituali, che trascendono i confini ordinari dell'inconscio e della coscienza (già esplorati da Freud), e degli archetipi universali (teorizzati da Jung), manifestandosi invece in una esperienza interiore di ordine trascendente che opera per il risveglio e la realizzazione del sé superiore. Imparare a riconoscere la voce e i segnali del sé superiore è appunto lo scopo della psicologia transpersonale, di cui l'ipnosi regressiva è una delle tecniche più suggestive ed efficaci.
2014br. "L'antropocentrismo, da cui la tecnica è nata e in cui si è sviluppata, non è più il luogo in cui si possono decidere i destini dell'uomo, perché da questo luogo la tecnica già da tempo s'è congedata e, con questo congedo, anche l'uomo è diventato materiale della tecnica.".
2020brossura Due convincimenti sono sottesi ai saggi raccolti in questo volume: il primo è che la cultura sia un pre-requisito della democrazia; il secondo è che anche la forma di governo democratica (ritenuta la migliore possibile) sia inevitabilmente esposta a molteplici forme di decadimento. Il pudore affiorante - già a livello terminologico - dall'analisi del perturbante scenario transdemocratico (superficialmente riassunto nel fortunato vocabolo "post-democracy"), può trovare, invece, nello studio dei "classici" un'indubbia condizione di consapevolezza del presente e di orientamento per il futuro. Basti pensare alla duplice possibilità definitoria offerta dallo storico greco Polibio per descrivere la forma corrotta di democrazia: cheirocrazia ("dominio della forza bruta") e oclocrazia ("governo demagogico della massa"). Adottando una prospettiva epigonale e utilizzando l'espediente della fictio philosophica per collocarsi nel pieno bailamme di una dimensione oclocratica, l'autore tenta di offrire un'analisi - non priva di toni sarcastici - della catastrofe, scegliendo un particolare punto di vista: quello del decadimento culturale.
2020brossura Due convincimenti sono sottesi ai saggi raccolti in questo volume: il primo è che la cultura sia un pre-requisito della democrazia; il secondo è che anche la forma di governo democratica (ritenuta la migliore possibile) sia inevitabilmente esposta a molteplici forme di decadimento. Il pudore affiorante - già a livello terminologico - dall'analisi del perturbante scenario transdemocratico (superficialmente riassunto nel fortunato vocabolo "post-democracy"), può trovare, invece, nello studio dei "classici" un'indubbia condizione di consapevolezza del presente e di orientamento per il futuro. Basti pensare alla duplice possibilità definitoria offerta dallo storico greco Polibio per descrivere la forma corrotta di democrazia: cheirocrazia ("dominio della forza bruta") e oclocrazia ("governo demagogico della massa"). Adottando una prospettiva epigonale e utilizzando l'espediente della fictio philosophica per collocarsi nel pieno bailamme di una dimensione oclocratica, l'autore tenta di offrire un'analisi - non priva di toni sarcastici - della catastrofe, scegliendo un particolare punto di vista: quello del decadimento culturale.
2013br. Fondamento dell'utilitarismo è l'idea che lo scopo ultimo dell'azione sociale stia nella produzione della massima felicità. Una linea di pensiero che risale all'antichità, ma che trova una compiuta formulazione in Jeremy Bentham (1748-1832), il filosofo e giurista inglese fautore della libertà personale ed economica, nonché della separazione di Stato e chiesa. Il volume ricostruisce lo sviluppo dell'utilitarismo come teoria morale, individuandone i tratti costitutivi e passando in rassegna le varie declinazioni che ne sono state proposte dall'Ottocento a oggi.
2022br. Sedimentato spesso in forme di espressione privilegiate come i modi di dire, i proverbi o la pubblicità, il senso comune è un patrimonio di sapere condiviso dalla comunità, un insieme di credenze e valori ritenuti così scontati da sembrare una sorta di conoscenza sommaria e degradata. Ma che ne è oggi del senso comune e del suo parente stretto, il buon senso? Quale utilità hanno o possono avere nella stagione dei terrapiattisti e dei no vax? Sempre al confine tra ovvietà e saggezza, il senso comune ha tuttora un posto centrale, perché filtra la lettura della realtà secondo schemi radicati nella nostra cultura, offre gerarchie di valori che possono farsi norma e misura del sentire e del fare, induce a riconoscersi in una dimensione interpersonale che istituisce soggettività collettive capaci di nutrire il senso di appartenenza.
2020br. Non è vero - neanche in tempi di crisi - che è utile solo ciò che produce profitto. Esistono, nelle democrazie mercantili, saperi ritenuti "inutili" che invece si rivelano di una straordinaria utilità. In questo saggio, Nuccio Ordine attira la nostra attenzione sull'utilità dell'inutile e sull'inutilità dell'utile. Attraverso le riflessioni di grandi filosofi (Platone, Aristotele, Zhuang-zi, Pico della Mirandola, Montaigne, Bruno, Kant, Tocqueville, Newman, Heidegger) e di grandi scrittori (Ovidio, Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Cervantes, Lessing, Dickens, Gautiér, Kakuzo Okakura, Garcia Lorca, Garcia Màrquez, Ionesco, Calvino), Nuccio Ordine mostra come l'ossessione del possesso e il culto dell'utilità finiscono per inaridire lo spirito, mettendo in pericolo non solo le scuole e le università, l'arte e la creatività, ma anche alcuni valori fondamentali come la dignità, l'amore e la verità.
2016br. Originariamente scritto in latino nel 1516, questo libro rappresenta a buon titolo il prototipo moderno della letteratura utopistica e visionaria. Suddiviso in due parti, il libro è incentrato sul dialogo di More con Raffaele Itlodeo ("il chiacchierone"). Questi, gran viaggiatore, esordisce con la descrizione a tinte vive dell'Inghilterra dell'epoca. Il fenomeno delle recinzioni, dell'espropriazione delle terre comuni a opera della nobiltà terriera, aveva condotto sul lastrico vaste componenti della società inglese, soprattutto i contadini. Da lì l'aumento vertiginoso della criminalità, dei reati e dei furti. Ma è nella seconda parte dell'"Utopia" che Itlodeo espone la sua ricetta per ovviare al malgoverno appena descritto: la repubblica di Utopia, una società in cui è abolita la proprietà privata e dove l'uso dei beni è concesso solo in base ai propri bisogni. Abolendo la proprietà privata viene annullata così la ragione prima del furto, dando vita pertanto a una società molto meno violenta. È altresì bandito anche l'uso del danaro, perché le cose sono soppesate solo in base al loro valore d'uso e non per il loro valore di scambio. In questa isola, amministrata rettamente, ognuno può professare la religione che meglio crede, anche se tutti convengono per l'esistenza di un Dio, creatore e provvidente, e per l'esistenza altresì dell'anima, la cui credenza è essenziale anche per il retto governo della società.
2019br. Utopia come possibilità di vita della specie umana consociata, ma pure utopia come inganno e smentita di questa scelta obbligata. Umorismo come dispositivo atto a frenare le derive totalizzanti e polarizzate di un pensare tendente all'auto-idealizzazione. Utopia e umorismo quali ingredienti indispensabili del poetico e della letteratura per superare la miseria neotenica degli inizi senza fughe nel narcisismo di morte. Il volume offre al lettore una panoramica su splendori e miserie di quell'utopia che è la condizione umana, temperata dall'umorismo che la rende commedia.
2015br. La Settima lettera costituisce uno dei primi esempi di autobiografia nella nostra tradizione filosofica e letteraria, ed è stato l'oggetto delle più intense discussioni, sul suo vero autore, sulla natura della filosofia platonica come vi è delineata, sui rapporti tra il filosofo e la politica. Con grande abilità, l'autore di questo testo - Platone o un suo discepolo trasforma il problema della proprietà dei beni e della conoscenza nella questione dell'autenticità del sapere, e conduce la discussione sui consigli del filosofo agli uomini di potere estendendola alla considerazione della natura della conoscenza e della verità.
2019brossura L'opera si rivolge principalmente ai cristiani, quelli doc, e si propone di dimostrare che la ragione umana, frutto del nostro spirito, ci è stata donata soprattutto per giungere alla conoscenza di Dio, come creatore di tutte le cose. Anche se noi uomini la utilizziamo per tutte le svariate nostre attività. Non ha niente da vedere con la fede anche se non è contraria alla stessa (S. Tommaso).
2022br. Il complesso quadro dei rapporti tra Herbert Marcuse, la sua filosofia e i movimenti studenteschi degli anni Sessanta-Settanta si può illuminare passando in rassegna i diversi atteggiamenti del filosofo verso le contestazioni di quel tempo: dalla curiosità nei confronti di un fenomeno che appariva del tutto nuovo, al misto di umiltà e stupore, fino ad arrivare all'aspra critica che egli riserverà alla cattiva coscienza della ribellione studentesca. Tramite il confronto serrato con un pensiero lucidissimo come quello di Marcuse, Ruggero D'Alessandro ci invita ad assumere uno sguardo consapevole sul legame di reciprocità e critica che unisce la filosofia e gli avvenimenti della Storia.
2007br. Un classico, una lettura irrinunciabile, soprattutto oggi, in cui ogni scenario futuro sembra incerto e si sente un forte bisogno di nuovi ideali comuni.
2017br. Come potrebbe essere organizzato il mondo dopo la seconda guerra mondiale? Sulla base dei diritti inalienabili di vita, libertà e perseguimento della felicità? Contro le ipotesi tecnocratiche di Burnham e il liberismo radicale di Hayek, Neurath propone una originale sintesi di libertà e solidarietà.
2015brossura Il presente volume si compone di tre parti: Utopia e distopia: i concetti e i problemi, L'utopia nella storia, L'utopia nella vita quotidiana e problemi di attualità, in cui sono raccolti saggi e scritti di illustri studiosi nazionali ed esteri, che affrontano vari argomenti di grande interesse, declinati in senso utopico, al fine di evidenziare il loro affetto e la loro stima nei confronti dell'amico e collega Cosimo Quarta, per la sua dedizione ultraquarantennale al pensiero utopico, e per il suo costante impegno a formare generazioni di giovani criticamente maturi, protesi a costruire una società secondo giustizia, essendo costantemente stimolati, sorretti e guidati dalla speranza utopica, la quale apre e amplia gli spazi del futuro, senza i quali nessuna progettualità è possibile. Un libro, dunque, scritto a più mani, in cui il lettore può trovare tutti gli elementi necessari per comprendere l'utopia non come l'unica strada, ma come una delle strade principali per tentare la ricerca del senso della storia, del quale ogni essere umano ha bisogno, per orientarsi, pensare e agire responsabilmente, in vista della costruzione di una società giusta e fraterna, cui l'umanità da sempre aspira.
2023br. Gli esseri umani non nascono liberi, lo diventano, grazie agli altri. Grazie allo sguardo dell'altro possiamo vedere noi stessi, sviluppare la nostra autocoscienza, apprendere altri punti di vista, altre prospettive sul mondo. Rafforziamo la nostra identità ma al tempo stesso impariamo a relativizzarla. Nasce il nostro mondo interiore e anche il mondo sociale attorno a noi.
2015br. Fin dalla sua formulazione, l'argomento del Proslogion è stato oggetto di un vivo dibattito: particolarmente spinoso è il paragone, da alcuni giudicato indebito, tra due tipi di esistenza, quella mentale, e quella reale. Ma una tale lettura dell'argumentum è davvero fondata? In questo libro sarà offerta una nuova interpretazione della prova di Anselmo, più fedele allo spirito e alla lettera del testo, che ne ricerca quindi il suo senso originale ed autentico. Questa esegesi fa riferimento ad una ben precisa frase-chiave, che è linguisticamente suscettibile di due differenti interpretazioni: quella tradizionale, e la nuova. Tale lettura è dunque molto diversa rispetto alle varie versioni e declinazioni della prova che si sono storicamente succedute, e mostra l'argumentum sotto una luce del tutto nuova, o forse, sotto la sua luce più antica. Di fatto, ne emerge una struttura logica e un significato filosofico profondamente mutato: in quest'ottica, l'unum argumentum risulta essere immune alle obiezioni tradizionali, come quelle gauniloniane e kantiane, rivelando quindi tutta la sua originaria efficacia e cogenza probativa.
1974réf. 1191981974 Editions Calmann-Lévy - 1974 - In-8, broché, couverture illustrée - 214 p. - Un cahier de reproductions photographiques hors texte en N&B en milieu d'ouvrage
2004cm. 17 x 24, xiv-240 pp. Istituto nazionale di studi sul Rinascimento - Studi e testi Questo libro ? dedicato alle tre arti di cui Giordano Bruno fu maestro: il furore, la memoria e la magia, analizzate principalmente attraverso il dialogo ?De gli Eroici Furori? del Nolano, un testo straordinario da molti punti di vista: non solo, infatti, si pone nel punto di intersezione fra la riflessione cosmologica dei primi anni giovanili e quella magico-mnemotecnica della maturit?, ma esperimenta una nuova strada di ricerca filosofica attraverso l'uso della poesia e dell'emblematica. This work is dedicated to the three arts of which Giordano Bruno was master: vehemence, memory and magic, studied mainly on the basis of his dialogue ?De gli Eroici Furori?, a remarkable text from many points of view: not only is it placed at the point where the cosmological thought of his early youth intersects with the magic-mnemotechnical thought of his maturity, but it also ventures along a new path of philosophical research employing poetry and emblematics. 471 gr. xiv-240 p.
2000cm. 15 x 21, cxxvi-170 pp. Immagini della Ragione Il ruolo che Montaigne assegna all?immaginazione si intreccia agli usi della ragione e si sviluppa come capacit? progettuale nella vita e nella storia oltre che come facolt? di creare un vincolo intersoggettivo. Da tali elementi, e dall?analisi dei fenomeni cui essa darebbe luogo, scaturisce la posizione di Montaigne di fronte a magia e stregoneria e, in particolare, il suo giudizio sull??affaire? Martin Guerre. The role Montaigne assigns to imagination is entwined with the use of reason and besides its faculty to create an intersubjective bond developes a capacity to plan life and history. Montaigne?s attitude towards magic and witchcraft and in particular his judgement of the Martin Guerre affair originate from these elements and the analysis of the phenomena deriving from them. 415 gr. cxxvi-170 p.