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2012brossura L'Uomo tra Cielo e Terra è un percorso filosofico, esoterico e mistico, in cui l'esistenza umana è vista attraverso gli occhi del saggio taoista, del letterato confuciano e del monaco buddhista. Attraverso questo cammino scaturisce un'immagine nuova dell'eucenestesi, un altro modo per intendere la qualità del tocco umano attraverso il quale si possono raggiungere gli stati d'animo interni. Da ciò si può capire come il "cuore" del libro si basi sulla teoria che l'Uomo è il prodotto di ciò che lo circonda, è la proiezione tridimensionale di un albero ontologico bidimensionale. La sua necessità quindi, è quella di tornare alla fonte dove è custodita l'immagine del suo volto prima della sua nascita, quella cioè del Cielo/Terra - quella di yin/yang - principi che derivano dall'UNO, rappresentano il Due e producono il TRE. La parte pratica, che viene raccolta in un capitolo conclusivo, l'espressione concreta della ricerca condotta dall'autore nel campo del simbolismo unito in maniera originale e innovativa alla pratica dello shiatsu.
2022br. L'«essere umano», l'uomo e la donna, da sempre è stato il problema dei problemi. Come affrontarlo? Invece di iniziare come di tradizione dalla solita questione: che cos'è l'uomo? Dicesi uomo... ecc. ecc. Potrebbe essere più interessante iniziare al contrario, dall'osservazione di come si relazionano le persone, del perché lo fanno in quel modo e non in altro, com'è che tutte obbediscono a leggi, perché si amano e si odiano, perché seguono culture e religioni anziché seguire istinti e passioni, perché...?
2007br. In questo libro del 1956, Günther Anders muove dalla diagnosi della "vergogna prometeica", cioè dalla diagnosi della subalternità dell'uomo, novello Prometeo, al mondo delle macchine da lui stesso create, per affrontare il tremendo paradosso cui la bomba atomica ha posto di fronte l'umanità, costringendola fra angoscia e soggezione. La vergogna prometeica è legata anche a un senso di "dislivello", di non sincronicità, tra l'uomo e i suoi prodotti meccanici che, sempre più nuovi ed efficienti, lo oltrepassano, facendo sì che egli si senta "antiquato". Oltre che perfetta la macchina è ripetibile, standardizzata, riproducibile in esemplari sempre identici; quindi possiede una specie di eternità che all'individuo umano è negata. Di qui, una rivalità, una impari gara dell'uomo, una inversione dei mezzi con i fini, di cui Anders analizza con grande anticipazione tutta la portata. In particolare, là dove tratta delle tecniche di persuasione, soprattutto televisive e radiofoniche, che ci assediano con immagini-fantasma, irreali, di fronte alle quali l'individuo diventa passivo, maniaco, incapace di pensare e comportarsi liberamente.
2021br. Diffusasi come uno slogan, la celebre frase di Feuerbach "l'uomo è ciò che mangia" resta oscura nella sua genesi e nel suo significato profondo per chi non conosca l'opera di questo pensatore, che attraverso l'ironia e la battuta filosofica scuote il lettore per poi condurlo nelle tematiche decisive. Così per il cibo qui evocato, oltre la lettera, in quanto materia: esso si inscrive nella grande questione esplorata da Feuerbach del rapporto fra l'uomo e la natura, Dio, la religione. Un contesto articolato nell'opera fondamentale (Essenza del cristianesimo, 1841) cui rinviano gli articoli qui tradotti "Scienza naturale e rivoluzione" e "Il segreto del sacrificio ovvero l'uomo è ciò che mangia" - riuscendo a far luce sul famoso detto nei suoi nessi con la cultura scientifica e religiosa dell'epoca.
2009br. Il sogno dell'automa, della macchina pensante, è antico, ma mai come oggi suscita speranze e timori, desideri e riprovazioni. Il libro di Sini ne scandaglia la storia, pervenendo al sorprendente risultato, non solo di rimuovere perduranti ingenuità e superstizioni, ma anche di capovolgere i termini del problema: è davvero l'automa il doppio dell'umano o non è già l'umano, nella storia del suo corpo e del suo lavoro, un automa in cammino? L'intera cultura funziona infatti come un grande automa; essa è da sempre mossa e governata dal sogno di resuscitare il fantasma dell'origine e di impadronirsi in tal modo di ciò che eternamente "si muove da sé", cioè della sostanza fatale e immaginaria dell'automa immortale.
2013brossura Quello di Alexis Carrel è un nome legato a vicende e casi di vasta eco, sia in vita sia nei decenni successiva alla sua scomparsa. La sua esistenza fu segnata da un avvenimento straordinario: giovane medico, accompagnando dei malati a Lourdes, poté assistere a una guarigione miracolosa. Si trattava del caso di una giovane inferma, Marie Ferrand, nella quale era chiara la diagnosi di peritonite tubercolosa fibroplastica,. La sua è dunque la vicenda di uno scienziato che, senza fare la minima deroga alla propria lucidità critica, viene condotto, per la stessa via della sua scienza, alla fede. Nel 1935 pubblica "L'uomo, questo sconosciuto", in cui, da scienziato e da filosofo, compie una disamina graffiante della società moderna e dell'uomo contemporaneo, che in alcuni passi rasenta il cinismo ma è frutto di una profonda rivolta contro un mondo sempre più contraffatto e stravolto da errori, falsità e contraddizioni. Per Carrel la civiltà moderna è un agglomerato informe di esseri che hanno usato la propria intelligenza e la propria fatica per costruire un mondo artificiale. È la scienza a essere responsabile di questa situazione e può essere soltanto la creazione di una scienza integrale dell'uomo a "tirarcene fuori". Opera controversa del pensiero moderno, il libro è un tentativo di analisi complessiva e di riprogettazione della natura umana.
2013brossura Quello di Alexis Carrel è un nome legato a vicende e casi di vasta eco, sia in vita sia nei decenni successiva alla sua scomparsa. La sua esistenza fu segnata da un avvenimento straordinario: giovane medico, accompagnando dei malati a Lourdes, poté assistere a una guarigione miracolosa. Si trattava del caso di una giovane inferma, Marie Ferrand, nella quale era chiara la diagnosi di peritonite tubercolosa fibroplastica,. La sua è dunque la vicenda di uno scienziato che, senza fare la minima deroga alla propria lucidità critica, viene condotto, per la stessa via della sua scienza, alla fede. Nel 1935 pubblica "L'uomo, questo sconosciuto", in cui, da scienziato e da filosofo, compie una disamina graffiante della società moderna e dell'uomo contemporaneo, che in alcuni passi rasenta il cinismo ma è frutto di una profonda rivolta contro un mondo sempre più contraffatto e stravolto da errori, falsità e contraddizioni. Per Carrel la civiltà moderna è un agglomerato informe di esseri che hanno usato la propria intelligenza e la propria fatica per costruire un mondo artificiale. È la scienza a essere responsabile di questa situazione e può essere soltanto la creazione di una scienza integrale dell'uomo a "tirarcene fuori". Opera controversa del pensiero moderno, il libro è un tentativo di analisi complessiva e di riprogettazione della natura umana.
2010br. Pubblicata nel 1940, ma profondamente riveduta dopo la seconda guerra mondiale, "Der Mensch. Seine Natur und seine Stellung in der Welt" si può considerare l'opera fondamentale dell'antropologia filosofica di Gehlen. Qui prende forma una concezione dell'essere umano come natura biologicamente carente, costretta a procacciarsi chance di sopravvivenza attraverso l'azione e il continuo intervento sull'ambiente. La povertà di istinti e di specializzazioni, che distingue l'uomo dall'animale, trova compensazione nella capacità di creare cultura, facendo così dell'artificio la vera essenza della vita umana. Il linguaggio, la tecnica, le istituzioni sono i mezzi attraverso i quali l'uomo trasforma il proprio destino, libero e nondimeno vincolato a regole che non può trasgredire. Sullo sfondo, l'aridità di un pensiero marcatamente conservatore, ma tuttavia capace di sollecitazioni decisive e di straordinario rigore.
2010br. Pubblicata nel 1940, ma profondamente riveduta dopo la seconda guerra mondiale, "Der Mensch. Seine Natur und seine Stellung in der Welt" si può considerare l'opera fondamentale dell'antropologia filosofica di Gehlen. Qui prende forma una concezione dell'essere umano come natura biologicamente carente, costretta a procacciarsi chance di sopravvivenza attraverso l'azione e il continuo intervento sull'ambiente. La povertà di istinti e di specializzazioni, che distingue l'uomo dall'animale, trova compensazione nella capacità di creare cultura, facendo così dell'artificio la vera essenza della vita umana. Il linguaggio, la tecnica, le istituzioni sono i mezzi attraverso i quali l'uomo trasforma il proprio destino, libero e nondimeno vincolato a regole che non può trasgredire. Sullo sfondo, l'aridità di un pensiero marcatamente conservatore, ma tuttavia capace di sollecitazioni decisive e di straordinario rigore.
2013br. Queste pagine intendono rispondere all'esigenza di offrire un'immagine il più possibile aggiornata, completa e unitaria dell'uomo, che tenga conto delle acquisizioni delle scienze e della filosofia e sia integrale nell'approccio, ma senza essere eccessivamente specialistica. Dal punto di vista del metodo la tesi fondamentale del volume è che l'uomo si conosce nella sua specificità riflettendo sulla sua esperienza, sulle sue opere, sulle sue azioni e sulle dimensioni corrispettive, e coniugando questa riflessione con i dati delle scienze in continua evoluzione. Il testo è preceduto da una sintetica storia dell'antropologia filosofica e da un'introduzione di carattere metodologico. I capitoli dal II al V sono espositivi: l'uomo si comprende tra psiche e corporeità, tra ragione e tendenza, tra natura e cultura, tra sé e gli altri, tra passato e futuro. Gli ultimi due capitoli costituiscono una ripresa sintetica in chiave riflessiva, epistemologica e metafisica del discorso svolto in precedenza. Il testo si chiude con un interrogativo particolarmente attuale alla luce dei progressi della tecnologia: in che misura è possibile una trasformazione radicale dell'uomo senza dissolvere la sua identità? Benché tutte le principali concezioni antropologiche siano considerate nell'esposizione, il volume privilegia una prospettiva integrale che si pone in continuità con la tradizione classica.
2022br. La storia dell'uomo è definibile come una progressiva separazione dal senso del sacro. Sacro che si può intendere come una collocazione originaria dell'uomo, la quale prevede la sussistenza di un elemento che ci accomuna alla natura, una stessa forza che si trova ovunque, atta a rendere l'uomo partecipe della vita che anima l'intero creato. Le tappe storiche che il percorso del saggio delinea corrispondono all'epoca ancestrale, all'età antica, alla pre-moderntità, alla modernità e alla postmodernità. Di ciascuno di questi periodi s'individuano i tratti fondativi e si disegna una storiografia definita da alcuni temi centrali, come la concezione del mondo, lo stato d'animo prevalente, l'idea di libertà, la nozione di temporalità e infine la collocazione sociale. Da questa complessiva analisi storica scaturisce un dilemma di fronte al quale viene a trovarsi l'uomo contemporaneo: deve svolgere un compito storico, oppure deve affidarsi a un destino?
2022br. La tecnica, quale espressione distintiva dell'uomo ed elemento essenziale per la sua costituzione, è la linea guida di una ricerca, che considera il carattere occasionale quanto instabile di questa singolare espressione dell'esistenza. Che si formò in un tempo estremamente breve in relazione al sorgere dell'universo, e che in un tempo ancora più breve potrà giungere a una conclusione, non drammatica, in quanto difficilmente percepibile dal suo stesso protagonista. Se il passaggio da una forma non ancora umana all'homo sapiens poté essere determinato in maniera alquanto approssimativa, sarà ancor più problematico il riconoscimento di uno stadio in cui, con la perdita di alcuni elementi, ci si troverà oltre la forma del sapiens, che già nella sua attuale epiclesi potrebbe qualificarsi come homo democraticus. Il quale, ancor più padrone della tecnica, onde porre rimedio alle carenze naturali, potrebbe esprimersi in una nuova forma, in grado recuperare, al di là dell'umano, una naturalità perduta.
2022br. La tecnica, quale espressione distintiva dell'uomo ed elemento essenziale per la sua costituzione, è la linea guida di una ricerca, che considera il carattere occasionale quanto instabile di questa singolare espressione dell'esistenza. Che si formò in un tempo estremamente breve in relazione al sorgere dell'universo, e che in un tempo ancora più breve potrà giungere a una conclusione, non drammatica, in quanto difficilmente percepibile dal suo stesso protagonista. Se il passaggio da una forma non ancora umana all'homo sapiens poté essere determinato in maniera alquanto approssimativa, sarà ancor più problematico il riconoscimento di uno stadio in cui, con la perdita di alcuni elementi, ci si troverà oltre la forma del sapiens, che già nella sua attuale epiclesi potrebbe qualificarsi come homo democraticus. Il quale, ancor più padrone della tecnica, onde porre rimedio alle carenze naturali, potrebbe esprimersi in una nuova forma, in grado recuperare, al di là dell'umano, una naturalità perduta.
1993ill.
2022br. Lo scopo di questo libro è di portare un cambiamento psicologico in voi, l'individuo. L'umanità, intesa psicologicamente, è una serie infinita di livelli di consapevolezza e voi, individualmente, siete ciò che siete in base al punto in cui vi trovate nella la serie. La coscienza è l'unica realtà, e dove sei cosciente di essere psicologicamente, determina le circostanze della vostra vita. Gli antichi sapevano questa grande verità, ma i nostri insegnanti moderni devono ancora scoprirla. C'è solo una sostanza nel mondo. I nostri scienziati la chiamano energia mentre le scritture la definiscono come coscienza. Ci viene detto che l'universo è stato causato dall'acqua, ma se questo è vero, allora non potrebbe evolversi in nient'altro che l'acqua. Ma se la sostanza di base è l'energia (o la coscienza), può essere fatta per manifestarsi come ferro, acciaio e legno, per citarne solo alcuni. L'uomo, vedendo una varietà di forme, pensa a innumerevoli sostanze, ma ciò che si vede è solo un cambiamento nella disposizione della stessa sostanza di base: la coscienza.
2022br. Lo scopo di questo libro è di portare un cambiamento psicologico in voi, l'individuo. L'umanità, intesa psicologicamente, è una serie infinita di livelli di consapevolezza e voi, individualmente, siete ciò che siete in base al punto in cui vi trovate nella la serie. La coscienza è l'unica realtà, e dove sei cosciente di essere psicologicamente, determina le circostanze della vostra vita. Gli antichi sapevano questa grande verità, ma i nostri insegnanti moderni devono ancora scoprirla. C'è solo una sostanza nel mondo. I nostri scienziati la chiamano energia mentre le scritture la definiscono come coscienza. Ci viene detto che l'universo è stato causato dall'acqua, ma se questo è vero, allora non potrebbe evolversi in nient'altro che l'acqua. Ma se la sostanza di base è l'energia (o la coscienza), può essere fatta per manifestarsi come ferro, acciaio e legno, per citarne solo alcuni. L'uomo, vedendo una varietà di forme, pensa a innumerevoli sostanze, ma ciò che si vede è solo un cambiamento nella disposizione della stessa sostanza di base: la coscienza.
2005brossura Si può usare la forza con chi è più debole? Scommetteremmo che la risposta immediata - che viene spontanea sia agli esperti, psicologi, educatori e operatori sociali, sia alle altre persone, è: "certamente no! Poverino". In questo libro, invece, si sostiene che non solo si può, ma - in qualche modo - si deve. L'operatore deve usare la forza, ma soprattutto deve confidare e sviluppare la forza dei propri clienti. Si tratta evidentemente di intendersi su cosa si intende per "forza". La forza di cui si tratta nel volume deriva dal sentimento di potere che le persone hanno, per usare un termine oggi assai diffuso, il loro empowerment. Non di un potere di sopraffazione, però, ma di un potere di autonomia che può trasformarsi in servizio.
2021br. Per parlare a un bambino è necessario sintonizzarsi col suo linguaggio. L'uso della metafora in psicologia: la fiaba è un manuale rivolto a chi si occupa di relazione di aiuto e in cui la fiaba diventa strumento che permette di abbattere la barriera comunicativa con l'adulto, riconoscendo al bambino modalità di espressione più profonde e più immediate.
2020br. Fin dalla preistoria (e in particolare nell'ambito delle civiltà egizia e caldea, quando la magia conobbe una vera e propria età dell'oro), la Natura è stata considerata un mezzo per ottenere il dominio su forze specifiche. La Natura è infatti alla base della maggior parte delle pratiche magiche: la preparazione dei filtri attraverso le erbe; la fumigazione degli incensi e delle essenze come atto di purificazione, preghiera ed elevazione spirituale; l'uso delle pietre e dei cristalli, immagini in piccolo dell'universo e delle sue energie, e per questo considerati presso tutti i popoli una protezione naturale; e ancora l'impiego dei ceri durante i riti occulti, per favorire uno stato alterato di coscienza. Tutti gli elementi naturali, usati in senso occulto, si possono trasformare in strumenti magici, sia in senso positivo sia in senso negativo: ciò che è davvero fondamentale e potente nella magia è, infatti, l'intenzione. Qualsiasi oggetto si utilizzi nelle pratiche magiche, esso assorbirà le nostre energie sottili, dunque le nostre intenzioni consapevoli (o inconsapevoli). Per questo, attenzione a ciò che desiderate ottenere!
2012brossura Quest'opera illustra un diverso approccio alla sofferenza e al malessere psicologico, avvalendosi della conoscenza maturata attraverso l'uso terapeutico dell'ipnosi regressiva. L'autrice utilizza le tecniche e l'inquadramento teorico della psicologia transpersonale (ancora agli esordi in Italia) che affronta, rimanendo in un contesto prettamente psicologico, fenomeni di coscienza, sintomi psicofisici, esperienze spirituali, che trascendono i confini ordinari dell'inconscio e della coscienza (già esplorati da Freud), e degli archetipi universali (teorizzati da Jung), manifestandosi invece in una esperienza interiore di ordine trascendente che opera per il risveglio e la realizzazione del sé superiore. Imparare a riconoscere la voce e i segnali del sé superiore è appunto lo scopo della psicologia transpersonale, di cui l'ipnosi regressiva è una delle tecniche più suggestive ed efficaci.
2014br. "L'antropocentrismo, da cui la tecnica è nata e in cui si è sviluppata, non è più il luogo in cui si possono decidere i destini dell'uomo, perché da questo luogo la tecnica già da tempo s'è congedata e, con questo congedo, anche l'uomo è diventato materiale della tecnica.".
2020brossura Due convincimenti sono sottesi ai saggi raccolti in questo volume: il primo è che la cultura sia un pre-requisito della democrazia; il secondo è che anche la forma di governo democratica (ritenuta la migliore possibile) sia inevitabilmente esposta a molteplici forme di decadimento. Il pudore affiorante - già a livello terminologico - dall'analisi del perturbante scenario transdemocratico (superficialmente riassunto nel fortunato vocabolo "post-democracy"), può trovare, invece, nello studio dei "classici" un'indubbia condizione di consapevolezza del presente e di orientamento per il futuro. Basti pensare alla duplice possibilità definitoria offerta dallo storico greco Polibio per descrivere la forma corrotta di democrazia: cheirocrazia ("dominio della forza bruta") e oclocrazia ("governo demagogico della massa"). Adottando una prospettiva epigonale e utilizzando l'espediente della fictio philosophica per collocarsi nel pieno bailamme di una dimensione oclocratica, l'autore tenta di offrire un'analisi - non priva di toni sarcastici - della catastrofe, scegliendo un particolare punto di vista: quello del decadimento culturale.
2020brossura Due convincimenti sono sottesi ai saggi raccolti in questo volume: il primo è che la cultura sia un pre-requisito della democrazia; il secondo è che anche la forma di governo democratica (ritenuta la migliore possibile) sia inevitabilmente esposta a molteplici forme di decadimento. Il pudore affiorante - già a livello terminologico - dall'analisi del perturbante scenario transdemocratico (superficialmente riassunto nel fortunato vocabolo "post-democracy"), può trovare, invece, nello studio dei "classici" un'indubbia condizione di consapevolezza del presente e di orientamento per il futuro. Basti pensare alla duplice possibilità definitoria offerta dallo storico greco Polibio per descrivere la forma corrotta di democrazia: cheirocrazia ("dominio della forza bruta") e oclocrazia ("governo demagogico della massa"). Adottando una prospettiva epigonale e utilizzando l'espediente della fictio philosophica per collocarsi nel pieno bailamme di una dimensione oclocratica, l'autore tenta di offrire un'analisi - non priva di toni sarcastici - della catastrofe, scegliendo un particolare punto di vista: quello del decadimento culturale.