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1973Prima edizione 16 illustrazioni fuori testo, una cartina. Insignificante strappo alla copertina ben restaurato. legatura editoriale telata, sopracoperta illustrata, pp. 179, in 8°
1966"Invito all'Umanità d'oggi perché si rinnovi a Dio" Discorso pronunciato dal Santo Padre durante la sessione pubblica conclusiva del Concilio Vaticano II, Basilica Vaticana 7 dicembre 1965. " Il saluto del Sommo Pontefice all'Assemblea Conciliare e al Mondo" Parole pronunciate dal Santo Padre durante la celebrazione della Santa Messa. Piazza San Pietro 8 dicembre 1965." Una prima parola annunciatrice di Pace e Salvezza" Parole pronunciate dal Santo Padre al termine della Santa Messa. Piazza San Pietro 8 dicembre 1965."La risposta del Concilio Vaticano II alle voci imploranti che vengono dal mondo contemporaneo" Messaggi indirizzati da alcuni Padri conciliari alle varie categorie sociali. Piazza San Pietro 8.12.1965. "Documento storico" Breve apostolico con il quale il S. S. Paolo VI dichiara concluso il Concilio Vaticano Secondo. Città del Vaticano 8 dicembre 1965. Opera edita in 1500 copie, 6 tavole a piena pagina di disegni dello scultore Lello Scorzelli. Alla prima bianca nota " Dono di S.S. Papa Paolo VI. Vaticano 6.XII.966" Esemplare perfetto in barbe. Brossura editoriale, pp. 69, in 16°
1996Ottimo esemplare. Brossura editoriale, pp. 432, in 16°
1964Prima edizione italiana. Traduzione di Piero Bernardini. Esemplare perfetto. Brossura editoriale, sopracoperta illustrata, pp. 245, 3, in 8°
1817« Ce traité, conclu entre Pie VII et Louis XVIII, après trois années de négociations serrées, n’a jamais été appliqué. Tout en ne changeant pas grand chose au concordat de 1801, il était voulu par Louis XVIII qui souhaitait se démarquer de l’« usurpateur » et se rattacher symboliquement à la tradition de l’Église de l’Ancien Régime. Une très vive polémique s’est élevée dans le pays qui a contraint le gouvernement à renoncer à sa mise en œuvre. Au-delà des péripéties multiples d’une longue négociation qui s’est terminée à front renversé ; d’un côté Pie VII demandant l’application d’un accord qui lui répugnait tout d’abord ; de l’autre Louis XVIII étouffant un traité qu’il avait réclamé avec insistance – les empoignades suscitées par le concordat ont marqué durablement l’opinion publique de la Restauration : elles ont réintroduit la question religieuse assoupie sous l’Empire, dans la vie politique de manière telle qu’elle jouera un rôle essentiel jusqu’à la fin du régime ». Cf. Antoine Roquette « Le Concordat de 1817. Louis XVIII face à Pie VII ». 2010
1732Le lit de justice du 3 Septembre 1732 fait suite à la crise parlementaire déclenchée dès 1730 par la volonté royale de faire de la bulle Unigenitus la loi de l’État et de l’Église. Ce lit de justice n'ayant toutefois pas réussi à faire plier les parlements, 139 conseillers furent exilés jusqu'au mois de novembre suivant.
19338vo; 377 pages; Includes 6-page bibliography & 13-page index. Includes a fair amount on England, also on elsewhere in Europe. Ex library copy, front cover repaired. Good condition. (Comhist1-9)
19648vo; 416 pages; SUBJECT(S): Fascism and the Catholic Church. Church and state -- Germany -- History -- 20th century. Rooms-Katholieke Kerk. Nationaal-socialisme. Catholic Church -- Germany -- History -- 1933-1945. Germany -- Church history -- 1933-1945. Includes bibliographical references in "Notes" on pages 345-404 and index. Very good condition in good condition. (Holo2-50-5)
19668vo; 378 pages; Includes 6-page bibliography & 13-page index. Includes a fair amount on England, also on elsewhere in Europe. Wear to dustcover. Otherwise, very good condition. (Comhist1-9)
1725In 4° piccolo; 76 pp. Manca l’antiporta illustrata ma testo completo. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo scritto da mano coeva al dorso. Uno dei piatti presenta una mancanza della pergamena. Prima edizione rara, tre soli esemplari censiti in ICCU, di questo scritto arcadico dedicato all’incoronazione a Poeta Laureato del senese Bernerdino Perfetti. Dedica a Violante Beatrice di Baviera. Iniziali e finalini ornati. L’opera contiene gli atti della coronazione, alcune canzoni di arcadi e nella seconda parte quello che successe dopo l’incoronazione (un’opera con titolo simile ma senza questa seconda parte uscì nello stesso anno di questa). All’interno in buone condizioni di conservazione. Bernardino Perfetti (Siena, 7 settembre 1681 – Siena, 1 agosto 1746) è stato un giurista e poeta italiano. Membro dell'Accademia Senese degli Intronati e dell'Accademia dell'Arcadia con lo pseudonimo di Alauro Euroteo, Bernardino Perfetti, senese, deve la sua fama alla straordinaria capacità di improvvisare versi soprattutto in ottave, la forma metrica più complessa in poesia. Da tutti i suoi contemporanei era considerato il miglior improvvisatore di versi estemporanei di tutti i tempi. Scrive di lui Carlo Goldoni: Il poeta cantò per un quarto d’ora [...] era Petrarca, Milton, Rousseaux. Era Pindaro in persona. Anche se non trovava d'accordo il Metastasio visto che, secondo lui, era: poco più che mediocre all'improvviso e meno di gran lunga al tavolino. Nato in una nobile famiglia senese da Angelo Perfetti ed Orsola Amerighi, nel 1696 entro' al Collegio Tolomei di Siena retto dai Gesuiti e studio' filosofia, diritto e letteratura italiana. Nel 1700 ottenne la laurea in Giurisprudenza. Sebbene sin dall' età di sette anni componesse piccole poesie, ciò che lo spinse a fare della poesia estemporanea la sua vita fu assistere da adolescente a un'esibizione del poeta Giovan Battista Bindi. Perfetti si esibiva generalmente nei salotti buoni dell' aristocrazia e dell' alta borghesia senese e fiorentina. Ma presto fu invitato a feste e ricevimenti un po' in tutta Italia fino a Monaco di Baviera dove nel 1722 fu chiamato ad esibirsi per le nozze di Carlo Alberto di Baviera poi Carlo VII di Baviera. Quando veniva il suo momento il pubblico gli proponeva un tema e lui, quasi trasfigurandosi, con trasporto estatico si lanciava in un fiume di versi e di rime. Durante le performance era sempre accompagnato da un chitarra o un clavicembalo che suonavano musiche recitative. Scortato dalla principessa Violante di Baviera, moglie di Ferdinando de' Medici e sua mecenate, il 13 maggio 1725, papa Benedetto XIII, lo incoronò Poeta Laureato in Campidoglio e gli concesse la cittadinanza romana. Un onore toccato solo, prima di lui, a Petrarca. Proprio in occasione di questo avvenimento venne stampata quest'opera che raccoglie componimenti.
200120,7x13,4 cm; 509, (3) pp. e un CD ROM. Monumentale opera dedicata al problema della conservazione del patrimonio artistico della Chiesa Cattolica.
195124,7x17,5 cm; 318 pp., con 23 tav. f.t. Brossura editoriale. Interessante studio dedicato al Banco di Santo Spirito Il Banco di Santo Spirito che fu fondato il 13 dicembre 1605 da Papa Paolo V e nel febbraio del 1606 iniziò la sua attività presso l'annesso Arcispedale di Santo Spirito in Saxia a Roma. Buono stato di conservazone.
188723,3x16 cm; (4), VIII, 380 pp. Brossura editoriale, leggermente rovinata la dorso, per il resto buon esemplare ancora intonso. Interessante raccolta di documenti inediti della Biblioteca Vaticana.
1710In 12° (14x7,2 cm); (6), 370, (38) pp. Mancano la prima e l'ultima carta bianca. Bella legatura ottocentesca in mezza pelle con titolo e fregi in oro e a secco al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata ottocentesca. Bell'edizione bolognese di questo importante scritto del noto ecclesiastico carpigiano Antonio Foresti, nella quale l'autore descrive come dovrebbe essere il perfetto rappresentante della Chiesa Cattolica e come i comportamenti perversi siano dannosi all'individuo ma anche alla società cattolica tutta. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Edizione assai rara stampata dal bolognese Manolessi, un solo esemplare censito in ICCU.
1613In 4° (21,5×15,7 cm); 30, (2) pp. Legatura moderna in tutto cartoncino rigido. Prima edizione (con la costituzione aggiornata, una prima costituzione usci nel 1583) di queste costituzioni della Confraternita del SS. Sacramento in S. Pietro in Vaticano. Belle xilografie al frontespizio ed al recto dello stesso. Iniziali xilografiche. Antica firma cinquecentesca di appartenenza privata al frontespizio. Emblema xilogr. della confraternita sul front. Stemmi xilogr. vescovile e di papa Gregorio XIII sul verso del front. Tagli rossi. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. La Confraternita del SS. Sacramento in S. Pietro in Vaticano fu fondata nel 1540 allo scopo di promuovere “con ogni maggior sollecitudine e zelo il culto e la devozione del Santissimo Sacramento”. Questa pubblicazione raccoglie la costituzione, i privilegi e le indulgenze legate ad essa. Opera assai rara, un solo esemplare censito in ICCU, arricchita da tre stemmi xilografici ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\RMRE\016921.
1788In 8 (18,x13 cm); 408 pp., 402 pp., 447, 1 pp., 381, (3) pp., 427, (3) pp., 346, (2) pp. Opera assai rara. Legature coeve in mezza pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata (dorsi molto danneggiati), qualche strofinatura ai piatti). Tagli spruzzati di rosso. Qualche frontespizio leggermente lento. Antica firma di appartenenza privata abrasa nel margine basso dei frontespizi, in parte ancora leggibile. Per il resto all'interno in buone condizioni di conservazione. Numerosi frontalini, iniziali e finalini ornati. Frontespizi con titolo entro bella cornice xilografica. Rara edizione, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Foligno da Giovanni Tommasini di questa prima edizione italiana dell'opera più importante del grande teologo francese Jean Pey (1720-1797) che fu Canonico di Notre Dame, sepolto nella chiesa della Croce di Roma. L'opera presenta la traduzione e le note e numerosissime aggiunte del celebre cardinale marchigiano, arcivescovo di Fermo, Cesare Brancadoro che nacque a Fermo il 28 agosto 1755 nella celebre casta dei Brancadoro. Giovanissimo, nel 1793 è già segretario della Congregazione di 5 Cardinali a Bologna. Papa Pio VII lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 23 febbraio 1801 in pieno periodo Rivoluzionario, preferendolo al proprio parente Serlupi. Il caso fu un vero e proprio caso diplomatico che infiammò la corte papale di Pio VII. Morì il 12 settembre 1837 all'età di 82 anni. L'opera è una profonda disamina sulla convivenza e rapporto fra potere spirituale e temporale con celebri dissertazioni sui vari tipi di governo (monarchico, repubblicano confrontati nei minimi vantaggi e svantaggi), sul battere moneta, amministrare la giustizia, i matrimoni, l'indipendenza del monarca e quella del Papa. Uno dei volumi è interamente dedicata a Febronio e alle sue idee. Il febronianesimo è un sistema politico-ecclesiastico che ebbe una grande influenza nella seconda metà del XVIII secolo. Suo rappresentante principale fu Johann Nikolaus von Hontheim (conosciuto col nome di Febronio), vescovo ausiliare di Treviri, nell'attuale Germania, che nel 1763 scrisse la sua opera fondamentale, dal titolo: De statu ecclesiae et legittima potestate romani pontificis liber singularis ad reuniendos dissidentes in religione christianos compositus. Partendo dai principi del Gallicanesimo, che aveva appreso a Lovanio seguendo le lezioni del canonista Van Espen, Hontheim prosegue sulla medesima via, ma raggiungendo un radicalismo acceso che lasciava alle spalle il Gallicanesimo tradizionale per sviluppare una teoria sulla organizzazione ecclesiastica fondata sulla negazione della costituzione monarchica della Chiesa. Il suo intento era di riconciliare le posizioni della Chiesa protestante con quella cattolica, diminuendo il potere e l'autorità del papa. Si tratta di una forma di Conciliarismo. Benché i principi di Febronio non fossero originali (vedi il Concilio di Costanza e Basilea del XV secolo), la forza e la profondità dei suoi studi fecero sì che essi venissero accettati e largamente diffusi, soprattutto in Germania. Il libro di Febronio venne condannato dal papa il 5 febbraio 1764, e con un Breve del 21 maggio Clemente XIII ordinò la distruzione di tutti gli esemplari dell’opera. L’ordine papale però ebbe un’accoglienza diversa: in alcune diocesi infatti l’ordine di distruggere il libro venne completamente ignorato; in altre diocesi, si volle dapprima aspettare il giudizio emesso da speciali e neutrali commissioni; in altre diocesi infine (se ne contano 9), l’opera venne distrutta. Malgrado questo, le idee di Febronio trovarono viva accoglienza presso i principi tedeschi e soprattutto presso i vescovi, che nella maggioranza dei casi erano principi-vescovi, già indipendenti dall’imperatore sul piano politico, e che ora aspiravano anche ad una indipendenza ecclesiastica: consideravano infatti come ingiustificabili le ingerenze della curia romana nelle loro prerogative sovrane e volevano stabilire con fermezza la loro indipendenza dal papa stesso. I principi (soprattutto in Austria, in Toscana, a Napoli, in Portogallo), nelle loro riforme “illuminate”, fecero energici sforzi per riformare la Chiesa, a partire dalla idee di Febronio. In Italia si possono ricordare soprattutto il Sinodo di Pistoia e il vescovo riformatore Scipione de' Ricci. In Germania occorre menzionare i 23 articoli redatti dai tre principi E elettori, i vescovi di Magonza, Colonia e Treviri, che nel 1786 stillarono un elenco di lamentele contro la curia romana, che si ispiravano alle idee di Febronio (benché questi non ebbe parte diretta nella loro stesura), e che invocavano l’aiuto dell’Imperatore per la loro attuazione. La rivoluzione francese mise fine a questo tentativo di indipendenza della chiesa tedesca. Opera RARA.
1843In 2° (33x26 cm); (8), 135, (5) pp. e 2 c. di tav. a piena pagina, una con il busto di Gregorio Moroni e uno con il monumento sepolcrale dello stesso. Legatura editoriale con grande stemma della famiglia Moroni al piatto anteriore entro cornice xilografica. Alcuni lievi segni del tempo al frontespizio e all’interno in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione. Curatissima veste grafica. Belle testatine e finalini ornate. Stemma della famiglia Moroni al frontespizio. Opera dedicata a Gaetano Moroni Aiutante di Camera di Papa Gregorio XVI e padre del fanciullo deceduto. Numerosi componimenti sono dedicati al figlio ma vari anche al padre. Fra gli autori: Luigi Ricasoli, Angelo Maria Geva, Gaspare Servi, Pietro Sabatini, Enrico Piccoli, Domenico Poggioli, Angelo Maria Ricci, Ignazio Cantù, Angelo Berni, Dorilo Bergarense, Joannes Baptista Rosani, Adone Finardi, Giuseppe Maccolini, Vincenzo Rossi, Antonio Mezzanotte, Andrea Belli, Raffaele Feoli, Domenico Zanelli, Francesco Fabi de Conti Montani, Filippo Maria Scolari, Pitro Paolo Barbieri, Gaetano Moroni (Roma, 17 ottobre 1802 – Roma, 3 novembre 1883) è stato un bibliografo, dignitario pontificio, bibliofilo, poligrafo ed erudito italiano, autore del noto Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica. Nato in una modesta famiglia, dopo aver frequentato le scuole elementari presso i Fratelli delle Scuole Cristiane, poté continuare gli studi grazie all'aiuto dell'abate camaldolese di San Gregorio al Celio, Mauro, al secolo Bartolomeo Cappellari, il futuro papa Gregorio XVI. Dopo la nomina del Cappellari a cardinale (1825), Gaetano Moroni ne divenne il cameriere privato. L'interesse verso gli studi eruditi nacque dopo l'incarico affidatogli dal card. Cappellari, prefetto di Propaganda Fide, di redigere un Indice generale e ragionato dell'archivio di Propaganda. Iniziò in quell'occasione la compilazione di un Repertorio personale delle notizie apprese dalla lettura di libri e di documenti d'archivio. Moroni svolse anche la funzione di segretario in occasione delle elezioni di Pio VIII (1829) e dello stesso Gregorio XVI (1830); l'esperienza di conclavista venne esposta dal Moroni nel Giornale storico-politico-ceremoniale delle sede vacante e il conclave per l'elezione di Pio VIII e Gregorio XVI rimasto tuttavia inedito. Divenuto Primo Aiutante di camera di Sua Santità di Gregorio XVI, mostrò una straordinaria capacità di lavoro testimoniata dalle oltre centomila lettere scritte durante il pontificato di Gregorio XVI, oltre ai lavori storici ed eruditi redatti a cagione della carica. Bibliofilo, raccolse una ricca biblioteca arricchita fra l'altro della collezione delle incisioni romane di Giovanni Battista Piranesi in 21 volumi venduta dopo la morte del Moroni alla Georgetown Library. Dopo la morte di Gregorio XVI (1846), Gaetano Moroni continuò la sua attività con papa Pio IX, che lo nominò secondo Aiutante di Camera. Si ritirò a vita privata nel 1849 dedicandosi agli studi e soprattutto al completamento della più vasta opera di erudizione ecclesiastica che sia stata mai ideata in Italia: i centotré volumi del Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica (1840-1861) più i sei volumi dell'indice (1878-1879). L'opera, sebbene attualmente sia giudicata antiquata, costituisce ancor oggi una straordinaria miniera di dati altrimenti irreperibili. Il Dizionario venne portato a termine soprattutto dopo la morte di Gregorio XVI: l'opera è scritta interamente dal Moroni che, privo di collaboratori, vi dedicava ben sedici ore di lavoro al giorno. Per molti aspetti l'intensa attività di Gaetano Moroni ricorda quella di Francesco Cancellieri, di cui peraltro Moroni si professava allievo. Sebbene abbia goduto della stima e dell'amicizia di ecclesiastici, studiosi ed eruditi, per esempio del cardinal Wiseman e Antonio Rosmini, come collaboratore di Gregorio XVI Gaetano Moroni fu spesso oggetto di pasquinate. Giuseppe Gioachino Belli dedicherà a Ghitanino numerosi sonetti rinfacciandogli le umili origini, l'aver aiutato da ragazzo il padre nell'attività di barbiere, e insinuando che i favori papali fossero stati ottenuti in realtà grazie alla moglie. La città di Roma gli ha intitolato una via al Quartiere Nomentano (da non confondersi con il Vicolo Moroni in Trastevere). La sua vita, ricca di riconoscimenti e di onorificenze, fu profondamente turbata dalla morte prematura dell'unico figlio maschio a cui aveva dato il nome Gregorio in onore del pontefice. All’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione.
189531x21 cm; VII, (1), 47, (3) pp. Brossura editoriale con titolo e ricca animazione al piatto anteriore in nero e oro e veduta di San Pietro. Numerosissime incisioni nel testo, varie che occupano l'intera pagina o a fogli doppi (come quelle dei ritratti degli Illustri contemporanei e degli Scrittori dell'Ateneo in cornice amaranto). Prima edizione di questo bell'album dell'Ateneo celebre rivista cattolica vaticana ma stampata a Torino, pubblicato in occasione del Giubileo del 1895. In prima pagina il ritratto di Papa Leone XIII. Una veduta di piazza San Pietro. Fra le altre belle e fini incisioni: Medaglia di Leone XIII, i ritratti di l'Irlandese Danie O'Connell, l'astronomo Angelo Secchi e l'astronomo Giuseppe Leverrier, Alessandro Manzoni, Silvio Pellico, Nicolò Tommaseo, Angelo Mai, l'architetto Alessandro Antonelli, lo scultore Antonio Brilla, il compositore Amilcare Ponchielli, Don Giovanni Bosco, Antonio Rosmini, San Lorenzo da Brindisi e molti altri. Una bella tavola a doppia pagina con fregi in amaranto e 11 ritratti degli scrittori dell'Ateneo nell'Anno 1893. Buono-ottimo stato di conservazione. Raro.
193019x12,7 cm; VII, (1), 354, (2) pp. e10 c. di. tav. f. t. Brossura editoriale cin piccola mancanza all'angolo superiore destro e piccoli segni di foxing. Mitra papale al piatto anteriore. All'interno, intondo ed in buono stato di conservazione. Ancora in barbe. Fra i capitoli: I soldati del papa; La Corte pontificia; Insegne e fondazioni vaticane; I palazzi apostolici; I musei vaticani. PRIMA EDIZIONE. DISCRETA-BUONA copia.
1780In 12° grande (17,3x10,7 cm); 4 tomi: (2), 321, (7) pp., (2 avvertimento agli associati), 323, (5) pp., 356, (10) pp., VIII, 252 pp. e due c. di tav. più volte ripiegate (Pianta della Catacomba di S. Gennaro extra moenia secondi lo stato presente e Antiqua templi Figura Oriens). Bellissime ed eleganti legature coeve in tutta pelle chiara spugnata con titoli, numero dei volumi e ricchi fregi in oro al dorso e iniziali dell'antico proprietario impresse in oro al piatto anteriore di ogni volume. Tagli riccamente spruzzati in azzurro. Al recto della prima carta entro bella cornice xilografica la scritta sempre a stampa "Del Rettore D. Molina". Opera stampata a Vercelli dalla curatissima veste grafica. Seconda edizione, non comune quanto la prima del 1777, di questo celebre scritto del celebre storico napoletano Alessio Aurelio Pelliccia. L'autore fu a lungo insegnante presso l'ateneo partenopeo prima insegnando Diplomatica e Paleografia poi (tra i suoi studenti ebbe anche Michele Baffi). Nell'opera qui presentata l'autore analizza la storia della chiesa cristiana delle origini analizzando la struttura politica, amministrativa cattolica ma anche l'origine dei suoi rituali arrivando così attraverso la ricostruzione delle testimonianze storico-archeologiche alla struttura della Chiesa romana all'epoca di Pelliccia. L'opera è particolarmente apprezzata per i numerosi riferimenti paleografici ed in essa si trovano alcune delle prime interpretazioni delle delle inscrizioni presenti nelle Catacombe di San Gennaro come il celebre "Il Monumento a Priapo nelle Catacombe di San Gennaro poi studiato in seguito da Giuseppe Morelli proprio partendo dagli studi di Pelliccia. Basilare opera per la storia della Chiesa Cattolica. Ottimo esemplare in bella legatura coeva. Raro.
1860In 8° (17,2x12,5 cm); 48 pp. Senza brossura. Seconda edizione riveduta rispetto alla prima dello stesso anno di questo raro scritto del noto avvocato, empirista avverso a Rosmini, deputato, giornalista, letterato palermitano morto a Montichiari (BS), Benedetto Castiglia. L’autore nutrì una particolare ammirazione per Vico, per cui si recò a studiare a Napoli per poter conoscere anche i luoghi in cui era vissuto. Fu deputato al parlamento del 1848. Scrisse allora, in difesa della Sicilia e per un migliore assetto dell'Italia, vari opuscoli politici al fine di persuadere il governo di Napoli a rispettare i diritti costituzionali dell'isola. L’opera qui presentata è assai rara sia nella prima che nella seconda edizione, tre soli esemplari censiti in ICCU della seconda. L’opera ricostruisce in forma romanzata la storia della vita di Arnoldo da Brescia che fu un riformatore religioso caratterizzato da notevole eloquenza e forte avversione per l'istituzione tradizionale ecclesiastica. I punti fondamentali del suo radicale programma di riforma, da collegarsi alle idee del movimento milanese dei Patarini, erano: la rinuncia della Chiesa alla ricchezza e il suo ritorno alla povertà evangelica, l'abbandono del potere temporale, la predicazione estesa ai laici, la non validità dei sacramenti amministrati da un clero non degno, la confessione praticata tra fedeli e non ai sacerdoti. Buono stato di conservazione di questa opera rara.
1748In 4° (25,5×18,5 cm); XXXVIII, (2), 358, (22) pp. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con doros a 5 nervi e fascetta con titolo applicata al dorso. Mancano la prima e l’ultima carta bianca e per il resto completo. Insignificante e leggerissimo alone al margine esterno bianco delle ultime 100 pagine. Tagli spruzzati di rosso. Magnifica antiporta realizzata da Joan Baptista Saxius et Jacobus Morcorus. Frontespizio in rosso e nero con bella marca tipografica allo stesso. Numerose iniziali, finalini e testatine ornate. Dedicatoria a Giuseppe Puteobonello (Pozzobonello) Arcivescovo di Milano. Introduzione di Giuseppe Antonio Sassi Bibliotecario, e Prefetto del Collegio Ambrogiano. Le “Noctes Vaticanae” sono i soli resti letterari dell’intrepido e zelante riformatore oltre ad alcune omelie, discorsi, sermoni e una raccolta di lettere. Nato ad Arona in provincia di Novara nella roccaforte della nobile famiglia dei Borromeo, Carlo fu una delle personalità principali del Concilio di Trento e della Controriforma. Nel 1565, lasciata la corte pontificia, prese possesso della diocesi di Milano divenendo uno dei Vescovi più amati ed apprezzati della storia di Milano. Fu canonizzato santo nel 1610. Esistono due edizioni satmapte nello stesso anno da Giuseppe Marelli. Questa dovrebbe essere la prima edizione. L’opera riporta vari scritti attribuiti a Carlo Borromeo sia in latino che in volgare oltre che alcuni interventi del padovano Sperone Speroni. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione.
1891In 8°; (4), 67, (1) pp. Brossura editoriale con titolo in rosso e nero al piatto anteriore. Qualche minima mancanza al dorso e per il resto in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione, una seconda edizione uscì lo stesso anno della prima, di questo studio del noto politico bolognese Nerio Malvezzi de' Medici. Figlio del patriota e senatore Giovanni Luigi Malvezzi de' Medici, di nobilissima famiglia bolognese, Nerio dedicò la sua giovinezza agli studi, e si laureò in scienze giuridiche. Fu dottore onorario del Collegio filologico, accademico onorario della Reale accademia delle scienze, membro del Consiglio superiore degli archivi di stato, socio della Regia deputazione di storia patria per le province della Romagna. Grazie alla sua mediazione la casa e la biblioteca di Giosuè Carducci furono comprate dalla regina Margherita di Savoia e da essa donate alla città di Bologna. "durante il pontificato di Leone XIII, in 3 circostanze . (la) partenza del papa da Roma era stata oggetto di discorso": nel 1881 quando fu profanata la salma di Pio IX; nel 1889 quando "fu celebrata clamorosamente l'apoteosi di Giordano Bruno"; nel 1891 dopo le manifestazioni popolari che afrrettarono il termine del pellegrinaggio francese"(da p. 1 del presente volume).
189021,8x14,5 cm; 108 pp. Senza brossura ma non slegato. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Alcune note manoscritte da mano coeva a matita a lato del testo. Prima edizione non comune di questa monografia risorgimentale dedicata al rapporto fra nascente Stato Italiano e la Chiesa romana scritto da celebre economista, scrittore e politico vicentino, Fedele Lampertico (Vicenza, 13 giugno 1833 – Vicenza, 6 aprile 1906). Nell'opera l'autore dimostra che, nonostante la legge delle Guarentigie del 13 mag.1871, il Papa non può avere liberta' spirituale senza la sovranita' temporale e dimostra alcune tesi, riassunte nell' "Epilogo" finale: "Il dissidio fra l'Italia e la Chiesa... ha origine in parte nelle leggi in materia ecclesiastica e in fatti parlamentari che risalgono dal Parlamento subalpino e in parte nella incorporazione di... Roma nel regno d'Italia... Il sommo pntefice ha dichiarato che la condizione presente non e' comportabile colla sua indipendenza e liberta' e gli occorre una vera e propria sovranita'...". Nonn comune prima edizione.
1806In 12° (15x8,3 cm); 35, (1) pp. Senza legatura ma non slegato. Bello stemma papale di PIO VII al frontespizio. Papa Pio VII, nato Barnaba Niccolò Maria Luigi (in religione Gregorio) Chiaramonti (Cesena, 14 agosto 1742 – Roma, 20 agosto 1823), è stato il 251º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (1800-1823). L’opera raccoglie le indulgenze date Pio VII nell’anno 1806. Opera non comune, due soli esemplari censiti in ICCU, in questa edizione romana stampata da Lazzarini. A parte la mancanza della brossura in buone condizioni di conservazione.