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1987réf. 1227911987 Editions Osprey Publishing Ltd, collection "Men-At-Arms", N° 185 - In-8 broché, couverture illustrée - 48 pages - Nombreuses illustrations en N&B et couleurs in et hors-texte - Texte en anglais
1957réf. 28900Club français du livre, 1957, in-8°, 346 pp, 16 illustrations, biblio, tableau chronologique, reliure toile brique décorée de l'éditeur, bon état. Edition originale tirée sur papier offset et numérotée
1957Reliure toile. 184 pages.
1981réf. 53584ABLeningrad, Aurora Kunstverlag, 1981. 4° (29x27), 346 S., mit zahlr. fotograf Aufnahmen, Oln mit fotoill OU, Umschlag etwas angerändert, sonst fest sauber und gepflegt,
1901Roma, 1901 settembre 15, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 8 de "La Tribuna illustrata della Domenica"
1901Roma, 1901 ottobre 6, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 8 de "La Tribuna illustrata della Domenica"
in-16°, pp. 221. Bross. edit.piccolo timbro di app. altrimenti ottimo.
1968réf. 94892München, Hanser, ( 1968). 730 S. 18,5 cm. OLn. m. SU.
1980E' un dialogo serrato con l'occidente, un occidente che l'Autore ha appena iniziato a conoscere, ma nel quale ha compreso che non ci si rende conto di cosa realmente abbia operato sull'uomo, sul quotidiano, sul sistema della vita, un fenomeno come quello del burocratismo e del totalitarismo realizzatosi e teorizzatosi nell'URSS. Traduzione di Mara Dell'Asta. Prima edizione italiana. Ottimo esemplare. Brossura editoriale illustrata, pp. 114, in 8°
20148°, pp.240, br. ed.
1968réf. 1079009(1968). 66 S., 2 Bl. (Quarthefte). Hlwd.
1986Very Good Hardback. Good+ dust jacket. Sunned on spine. Previous owner's signature on front end paper. Clean text. xiv. + 256p.
2016br. La ritirata di Russia nell'inverno 1942-43 raccontata dal giornalista Egisto Corradi. Ufficiale di complemento della divisione alpina "Julia", ha condiviso la sorte di decine di migliaia di soldati italiani sul fronte russo: le tragiche marce a quaranta gradi sottozero per cercare di uscire dalla sacca in cui il nemico li aveva rinchiusi, l'equipaggiamento inadeguato, la fame, gli incessanti attacchi sovietici. Vent'anni dopo il ritorno in patria ha ripercorso, con il suo stile unico e inconfondibile, i ricordi di quei mesi, mescolando memorie personali con documenti e cronache dell'epoca, dando così vita a una delle più straordinarie testimonianze della Seconda guerra mondiale.
2020ill., br. Siamo nel 1943. Spedizione ARMIR Armata Italiana in Russia. Partirono in 80000 e ritornarono in 500. Il punto di vista di Dionigi Galvagno è quello di un panettiere, una persona comune, che si trova ad essere tra i sopravvissuti della disfatta italiana, uno dei più tragici eventi della seconda guerra mondiale, tra carestie, gelo e la durezza di un cammino seminato di morte. Un ricordo vivo e toccante a distanza di quasi 80 anni, originariamente un diario scritto per le nipoti.
2014ill., br. Fondato su materiale inedito proveniente dagli archivi ex sovietici e sulle testimonianze dei sopravvissuti, il libro ricostruisce il destino dei militari italiani fatti prigionieri dai sovietici nella seconda guerra mondiale, raccontandone il terribile calvario dal momento della cattura alle massacranti «marce del davaj» verso i primi campi di raccolta nelle retrovie, dai lager al difficile e contrastato rimpatrio, fino alla «contabilità» dei morti e dei dispersi. Uscito nel 2003 (Premio Cherasco Storia), il libro nel 2014 è stato riproposto in una nuova edizione ampliata sulla base di importanti documenti emersi di recente, che contribuiscono a gettare luce su ulteriori aspetti come la questione dei crimini italiani in Russia, l'opera di spionaggio nei lager, l'azione della Cgil e della Santa Sede.
2018ill., br. Quando nel giugno 1941 Hitler scatenò l'«operazione Barbarossa» contro l'Unione Sovietica, avrebbe fatto volentieri a meno dell'aiuto italiano; l'Italia, aveva scritto a Mussolini, avrebbe giovato di più concentrando il suo impegno in Nordafrica. Ma Mussolini voleva esserci a tutti i costi, e fece costituire il Corpo di spedizione italiano in Russia (Csir), che a metà luglio partì per il fronte orientale. Un anno dopo, unito a nuovi corpi d'armata nell'Armir (Armata italiana in Russia), fu schierato sul Don dove l'offensiva sovietica, fra dicembre 1942 e gennaio 1943, lo annientò. Dei 230 mila italiani partiti per la Russia, 95 mila non fecero ritorno: uccisi in combattimento o morti di stenti e di freddo nelle «marce del davaj» e in prigionia.
2021ill., br. Alpini, fanti, bersaglieri, artiglieri, dell'ARMIR, caduti, scomparsi, fortunosamente tornati, oppure finiti prigionieri durante la ritirata tra il dicembre 1942 e il gennaio 1943. Ventuno storie di ventuno italiani in grigioverde partiti, da ogni regione d'Italia, per conquistare l'Unione Sovietica e scontratisi con la grande storia. Ventuno testimonianze, ricostruzioni, ritrovamenti, che a distanza di ottanta anni ancora dimostrano quanto la tragedia dell'Armata perduta, sia ancora memoria viva. Dopo le madri e le giovani mogli, oggi sono i nipoti o i pronipoti a cercare di colmare il dubbio e di cancellare l'oblio caduto sui loro familiari. Ventuno ritratti di uomini che oggi rappresentano un segno di pace e di contrasto ad ogni guerra.
1991In-4 (cm. 28), brossura editoriale illustrata, pp. 231, (1), con illustrazioni a colori ed in bianco e nero nel testo. Catalogo della mostra svoltasi a Milano, Fiera Milano, dall’11 Giugno al 28 Luglio 1991. In buono stato (good copy).
2017ill., br. La tragedia dell'Armata Italiana in Russia (ARMIR) è ancora oggi molto sentita in chi ha ereditato da genitori o nonni, il dubbio. Il non aver mai conosciuto la fine di migliaia di alpini, fanti e artiglieri provenienti da tutto il paese, ha generato nel tempo un forte desiderio di scoprire, di ritrovare, di rintracciare, i segni o i resti di quei ragazzi. Questo libro riunisce tante storie attraverso documenti, lettere, memoriali e aiuta a riprendere le ricerche. Dal mistero di Giuseppe Accettura a Enea il pacifista; passando attraverso Ceriani l'elettricista o Pons "il bombarolo"; e ancora le lettere del nonno Gastone o di Giuseppe Piervitali. Ma sono tantissime le storie raccontate in questo ultimo lavoro di Pino Scaccia, che è diventato negli anni un punto di riferimento per chi sta cercando i dispersi di Russia. Questo libro esce in prossimità dell'inizio dello scavo delle fosse di Kirov. La grande speranza per i familiari dei dispersi dell'Armir che sono ancora più o meno quarantamila. Una cifra enorme. Tante saranno le storie ancora da scoprire, racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce a ridosso della ferrovia Transiberiana.
réf. 1038Paris, Les Editions de France, 1925, 1 br., couverture illustrée. in-8 de (6)-XI-250 pp. ;
1946Opera Incompleta, Volume n.2 della "Histoire De La Guerre Civile En Urss", rilegato con copertina rigida, titoli al piatto e al dorso, lievi segni del tempo nonostante la data di pubblicazione, ammaccatura ai bordi, graffi e piccola abrasione al piatto posteriore,macchie ai tagli ingialliti; all'interno la legatura è lenta, le pagine ingiallite ai margini, prive di segni particolari, perfettamente fruibili, illustrazioni in bianco e nero. Testo in francese. Numero pagine 634. USATO
1990Volume a cura di Anna Lo Gatto. Introduzione di Carlo Bertelli. Prefazione di Giuseppe Glisenti, Anatoli Leonidovic Adamishin e Ferdinando Salleo. Presente custodia originale del volume in buone condizioni. Legatura in tessuto con titoli sia al piatto superiore che al dorso, protetta da pellicola di plastica. Pagine ben salde alla cerniera, con ampio margine, lievemente ingialliti i tagli. All'interno numerose illustrazioni nel testo, in bianco e nero, con didascalie. Alle controguardie presenti tasche con dentro fascicoli inerenti il volume. Numero pagine 338. USATO
1999bross. edit. ill., fascetta edit.
1966In-4, tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata (tracce d’uso), pp. 172,(4), con moltissime illustrazioni a colori applicate alla pagina nel testo. In buono stato (good copy).In ottimo stato (fine copy).