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1960Broch?. 127 pages.
1961Broch?. 287 pages.
1943Broch?. 213 pages.
1931réf. 3439710Stockholm, 1931. 117 S. OKart.
1990Broch?. 311 pages.
1970Broch?. 255 pages.
1963Bibliografia, tavola cronologica, indice dei nomi e dei periodici. Alcuni segnetti a penna in alcune pagine. Brunitura sul margine della cop. Peraltro in ottimo stato
1981réf. 118116L’Age d’Homme 1981 In-8 broché 22 cm sur 15,5. 188 pages. Bon état d’occasion.
1997In-8 (cm. 28), brossura illustrata, con alette, pp. 167, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).
19788vo., First Edition thus, with plates; red cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper. Published a year after the US edition.
1971No marks or inscriptions. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped or marked or torn or creased with very slight traces of storage. 324pp. A critical cento (a composition formed by joining scraps from other authors) of Russian Literature in an attempt to lead the reader to a radically different understanding of what Russian literature and cuture 'felt like', Includes a fold out photo-montage of 457 Russian writers 'gathered together' in a public square in Moscow. Printed on cream coloured paper. From the Personal Library of the late John Dumbreck, Emeritus Professor of Russian Studies at the University of Manchester. We are also selling a large number of other books from Professor Dumbreck's Collection including some signed and authored works.
1959No marks or inscriptions. A very clean very tight copy with unmarked black cloth boards, slightly dusty page edges and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped with slight soiling/fading to rear and nicks/rubbing to edges. 590pp. A practical and complete guide to the way in which the Soviet Union operated in every field.
1964Book and jacket in mint condition. 438pp. Third edition of the classic Russian language study revised and enlarged by J. C. Dumbreck From the new book 'store' of the late John Dumbreck, Emeritus Professor of Russian Studies at the University of Manchester. We are also selling a large number of other books from Professor Dumbreck's Collection including some signed and authored works.
1980No marks or inscriptions. A lovely clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. Slightly rubbed dust jacket not price clipped or marked or torn or creased and loosely fitted over book. 412pp. The story of the Organization for Rehabilitation Through Training which was set up in Tsarist Russia, is now a global enterprise and has had a far-reaching effect on the social and economic life of Jewish people in all parts of the world.
1991Signed 'I V Vitaliev' to title page. No other marks or inscriptions. A very clean very tight copy with unmarked black cloth boards, tanning to page edges and no bumping to corners. Dust jacket not price clipped or marked or torn or creased with minor traces of storage. Jacket now protected in fully-removable transparent sleeve. 210pp. An autobiographical account from Soviet satirist and investigative journalist Vitali Vitaliev, born in the Ukraine, went to live in Moscow, became a national hero for his investigations of criminals but who was forced to flee into Poland in 1990 just before this account was published. Scarce signed copy.
1974trad. di Laura Boffa in 16°, bross. edit., copertina sporca
2005In-8 (cm. 24), brossura editoriale illustrata, pp. VIII, 348, (4b.), con alcune illustrazioni a colori nel testo. Precedono la traduzione italiana delle lettere di Caterina II, i testi originali in lingua russa. Presente il segnalibro editoriale. In buono stato di conservazione (good copy).
2019br. «Nel cielo ormai quasi buio s'inseguivano lucenti pallottole traccianti. In quel cielo c'era Dio: io stavo muto e grigio davanti a Lui, nel gran freddo. Vicino a me c'erano la mia miseria e il mio voler continuare a essere uomo e capo di uomini, nonostante tutto». Il diario dell'odissea del ventunenne tenente d'artiglieria Eugenio Corti, uno dei quattromila italiani (su 30mila) che riuscirono a scampare dalla sacca di Arbusov nella Campagna di Russia. Il libro apparve in Italia nel 1947, e quella di Corti fu, in assoluto, la prima voce a raccontare l'inferno bianco della tragedia dell'Armir.
2015ill., br. Nell'estate del 1957, in occasione del VI Festival della gioventù di Mosca e all'alba del disgelo chruaëviano, un'ampia delegazione di illustri intellettuali italiani e appassionati del mondo sovietico si recò nella capitale russa. Di tale delegazione faceva parte anche Tommaso Fiore che, dopo tale esperienza, non solo intensificò il proprio vivo interesse per la letteratura russa e sovietica, ma si impegnò anche nella redazione del resoconto di viaggio "Al paese di Utopia" (1958). Si tratta di una testimonianza sul mondo sovietico, ricca di interessanti osservazioni non solo sulla politica, ma anche sul paesaggio e sulla vita quotidiana di un Paese che, superando la Guerra Fredda, cominciava il suo percorso verso un'epoca di maggiore distensione. Nel libro troviamo le osservazioni di un grande meridionalista per il quale la Russia era stata sin dagli studi universitari un punto di riferimento importante, alcuni momenti della cui storia trovavano un particolare riflesso in quella del territorio pugliese.
2021br. Nata nel 1944 dall'idea di un gruppo di giovani studenti e intellettuali tra cui Antonio Banfi, Rossana Rossanda e Cesare Musatti, l'Associazione Italia-Urss è stata per decenni un punto di riferimento per gli scambi culturali ed economici tra l'Italia e l'Unione Sovietica. Ha attraversato settant'anni di storia e cultura, divenendo nel tempo fulcro e crocevia delle relazioni culturali ed economiche tra i due Paesi. Ancora oggi l'Associazione mantiene un ruolo chiave nella promozione della cultura russa classica e contemporanea, attraverso una costante cooperazione e un supporto attivo nella realizzazione di progetti, idee culturalmente dinamiche ed esperienze multidisciplinari tra i due Paesi.
2019ril. Il 12 agosto 2000, nel corso di un'esercitazione, il sommergibile nucleare Kursk, vanto della Marina russa e ritenuto inaffondabile, si inabissò nelle acque dell'Artico a causa di due esplosioni dovute a un siluro difettoso, che devastarono il gigantesco doppio scafo d'acciaio. Dei centodiciotto membri dell'equipaggio, ventitré sopravvissero dietro la barriera protettiva dei reattori, nella parte posteriore del Kursk, sotto il comando del tenente di vascello Dmitrij Kolesnikov, giovane ufficiale di ventisette anni. Questa è la loro storia, scritta da chi era presente in quei giorni frenetici. In questo libro Robert Moore ha denunciato le responsabilità di questa disgrazia: la sua penna ci consegna un pezzo di storia rimasto sommerso, e ci svela le numerose falle di un sistema militare imperfetto e gli errori del governo russo. Dal ritardo con cui venne rilevato il disastro al fallimento delle missioni di soccorso, fino alla fatale decisione di non accettare in tempo gli aiuti internazionali, la tragedia del Kursk apre uno squarcio sui meccanismi di gestione del potere della nuova Russia, portando alla luce i numerosi insabbiamenti voluti dal Cremlino: per il giovane Vladimir Putin infatti, eletto da pochi mesi alla presidenza, l'affondamento di questo poderoso sottomarino è stato la prima grave crisi da affrontare, ma anche l'occasione per provarsi nel ridurre al silenzio e all'obbedienza le voci dissidenti e la stampa indipendente del Paese. Nella vicenda del Kursk e delle sue vittime si intrecciano dunque i drammi personali delle famiglie che hanno combattuto per ottenere verità e giustizia, ma anche le storture di un sistema politico e burocratico indifferente. Una tragedia nascosta che riemerge in questa inchiesta, diventata anche un film interpretato da Colin Firth, Léa Seydoux e Matthias Schoenaerts.
2008In-8 (cm. 23.90), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. (10), 267, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo (carte geografiche) e a colori, fuori testo. In buono stato di conservazione (good copy).
2019brossura Ufficiale degli alpini in Russia, protagonista della Resistenza nel cuneese, Revelli si è battuto per dar voce ai dimenticati di sempre: i soldati, i reduci, i contadini delle campagne più povere. Questa è la testimonianza delle storie vere e tragiche di cui furono protagonisti gli alpini della Cuneese sul fronte russo: lo sfacelo di un esercito, la tragedia di uomini gettati allo sbaraglio, beffati e traditi, che pure riscoprirono in sé le profonde ragioni della dignità del vivere. "La strada del davai ("avanti, cammina!" in russo) non mi ha fatto dormire - ricorda Mario Rigoni Stern - non perché i fatti raccontati mi siano nuovi, ma per la verità atroce che continua nella vita dei sopravvissuti, e per la luce in cui sono messe queste testimonianze".