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1994OTTIMO STATO
2003a cura di Giuseppe Cuccia Via Cavour. Una strada della nuova Roma. , Palombi Editori 2003, 249 p. Illustrato Perfetto (Mint) . Copertina flessibile 249 8876214151
2002cm. 17 x 24, xvi-264 pp. con 5 figg. e 34 tavv. n.t. e 41 ill. f.t. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi Questo lavoro ? un tentativo di inquadramento topografico generale, nonch? di ricostruzione analitica, del tracciato della via Cassia in partenza da Roma fino a Firenze. Della strada vengono studiati anche i cambiamenti successivi all'apertura dell'asse viario originario. Sono state messe in evidenza situazioni differenti tra la parte meridionale del percorso, che attraversa l?area laziale, dove il tracciato ? ben conservato, e quella settentrionale, che interessa l?Umbria e la Toscana, dove sono distinti diversi tronchi viari. This study attempts to give both a general topographical picture and an analytical reconstruction of the ancient Roman via Cassia from Rome to Florence. Subsequent alterations to the original route are also examined and emphasis is given to the difference between the southern part crossing the territory of Lazio where the route is well preserved and the northern part touching the regions of Umbria and Tuscany where it separates into various branches. 575 gr. xvi-264 p.
1997In-4 (cm. 28.50), brossura illustrata, pp. 174, (2), con illustrazioni in bianco e nero, alcune a colori e monocrome nel testo. Catalogo della Mostra tenutasi presso la Fondazione Memmo. In ottimo stato (nice copy).
1996AA.VV Via Appia. Sulle ruine della magnificenza antica. , Leonardo Arte 1996, La Via Appia. Volume pari al nuovo. Ottimo (Fine) . paperback 174 8878137766
1997In-4°, pp. 174, (2), copertina editoriale illustrata a colori. Con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Catalogo della mostra "Via Appia. Sulle ruine della magnificenza antica", realizzata dalla Fondazione Memmo con il patrocinio del Comune di Roma. Sommario: Adriano La Regina, Roma, la Via Appia e il Sud: un tema per lo sviluppo nell'equilibrio ambientale e nella conoscenza storica; Giulio Volpe, Fondamento giuridico di un nuovo "parco archeologico"; Francesco Scoppola, L'Appia Antica. Un'impresa biblica. Da Giobbe al parco archeologico nazionale; Rita Paris, L'Appia Antica oggi; Silvia Bruni, La via Appia Antica: gli scavi tra Settecento e Ottocento; "Sulle ruine della magnificenza antica"; Cronologia dell'Appia Antica; Testi antologici; Italo Insolera, La via Appia urbana; Ilaria Bignamini, La tomba di Claudia Semne: gli scavi di Robert Fagan, 1792-1793; Rita Paris, Il mausoleo di Cecilia Metella e il Castrum Caetani sulla via Appia; Testi antologici; Carmelina Camardo, La residenza imperiale di Massenzio sull'Appia Antica; Silvia Bruni, La villa dei Quintili; Fabrizio Bisconti, La via delle catacombe; Vincenzo Fiocchi Nicolai, La nuova basilica paleocristiana "circiforme" della via Ardeatina; Satire, 1-5; Francesco D'Andria, La via Appia in Puglia; Giuseppe Andreassi, Un parco archeologico per Canosa; Giuseppe Andreassi, Il parco archeologico di Egnazia; Rino D'Andria, Brindisi - Le ceramiche romane della zona del porto; Perché Labruzzi.
1967In folio, 47x63, cartella a carte sciolte, astuccio cart., edizione riservata per il Gruppo Finmeccanica; pp. XV, frontespizio e 24 tavole , testi in inglese e italiano.rottura ai tagli dell'astuccio per circa 30 cm su tutti i lati, oltre ad usuali segni d'uso, cartella in buono stato, interni ottimi.
1998Andrea Carbonara, Gaetano Messineo Via Appia III: da Cisterna a Minturno. , Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato 1998, Collana Antiche strade, Lazio. Con immagini in nero e a colori nel testo e fuori + una cartina geografica ripiegata, 203 p. Ottimo (Fine) ottime. brossura
réf. 122-Wo.J. Bleistift, auf festem strukturiertem Papier, links unten bezeichnet und datiert ?Rom 1883?, rechts unten bezeichnet ?Via Appia?, verso Nachlaßstempel. 13,8:21,5 cm. Mitte unten drei kleine Nagellöchlein. Vorzeichnung zu der uns vorliegenden Ölstudie
2014In 16, bross. ed. con band., pp. 92 con numerose illustrazioni a col. n.t. e f.t.Lieve piegatura al taglio superiore.Ottime condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore ElectaAnno pubblicazione 2014Materia/Argomento Archeologia, Storia Locale Roma
réf. 21031Belle lithographie originale de 1869 environ, réalisée pour la série Actes et histoire du Concile œcuménique de Rome : 1869 Auteur : F.Benoist et E. Cicéri Dimensions : 48 X 33 cm
1980Mm 225x225 Brossura editoriale di pp. 48 con numerose illustrazioni in bianco e nero nel testo.Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
1692Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara. Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara.
1692Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara. Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara.
1692Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara. Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara.
1692Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara. Veduta della città edita a Parigi da Pierre Aveline, allivo di Gabrielle Perelle, dal quale riprende molto la maniera di incidere. Lastra nella tiratura di Pierre Crepy, databile circa al 1730.La veduta fa parte di una serie dedicata a tutte le città del mondo.Acquaforte, lievo restauri ai margini bianchi, nel complesso in buono stato di conservazione. Rara.
1704Veduta del palazzo di Montecitorio, tratta dal terzo volume del Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Blaeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia.Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da artisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, stampata su carta vergata coeva, con margini, in buono stato di conservazione. Bibliografia Cremonini pp. 83-90
1710Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Cremonini pp. 83-90
Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 12 x 20 (alla lastra), in basso a sn. “Gravé par Israel Silvestre” (e il numero 2 poco sopra all’inizio della dicitura), in basso a destra “Avec privil. du R.”; foglio in primo stato, con bella filigrana di gallo (o rapace) con ali spiegate. Silvestre Israel (Nancy, 3 agosto, 1621 – Parigi, 11 ottobre 1691), appartenente a una famiglia di artisti francesi, fu disegnatore e incisore. Dopo la morte dei genitori, nel 1631, fu mandato a Parigi con lo zio Israel Henriet, grazie al quale imparerà a disegnare e a incidere; e grazie allo zio conoscerà Callot e Della Bella. Tra il 1638 e il 1641 (si pensa nel 1640), Silvestre compirà un primo viaggio in Italia; un secondo viaggio sarà quello del 1643, un terzo nel 1653. Dopo la seconda visita in Italia vengono pubblicate le “Vues d’Italie (1643 circa). Fu artista fin troppo prolifico, numerosissime sono le sue opere, tant’è che è quasi impossibile redigerne un inventario completo, avendo egli realizzato circa mille pezzi. Tra queste citiamo: “Vues de Paris et des environs” (1645), “Ports de mer” (1648), “Paysages” (1654), un secondo set di “Vues d’Italie”, il “Balletto Reale Noces de Tétis” (1655), Vues de châteaux (1658) dedicate a Luigi XIV. Dal 1662; incise lastre per il re: “Course de têtes et de bagues” (1662), “Plaisirs de l’isle enchantée” (1664) e “Châteaux royaux”. Il suo stile fu, all’inizio, piuttosto sciolto, ma a partire dalla pubblicazione delle prime “Vues d’Italie” divenne più raffinato e delicato, acquisendo accuratezza e precisione senza essere asciutto; a volte era simile a quello di Jacques Callot o di Stefano della Bella, con i quali ebbe rapporti di amicizia e dei quali ottenne l’esclusiva per la pubblicazione delle lastre. Infatti, mettendo bene a frutto i risultati del lavoro di Henriet, alla sua morte, avvenuta nel 1661, riuscì a ereditarne le lastre e a ottenere il privilegio di stampa e la vendita delle opere di Callot e di Della Bella, escludendo altri stampatori da questa posizione (ottenne le lastre del Callot alla morte dello zio Henriette; di Della Bella nel 1684). La veduta fa parte della raccolta delle “Vues d’Italie”, in questo caso di quelle relative a Roma e dintorni. Nel rispetto del classico stile dell’autore, essa fonde elementi reali a fantasie pittoriche. Bella e rara prova particolarmente nitida.
1710Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90 Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90
1710Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, bella coloritura a mano, in buono stato di conservazione. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90 Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, bella coloritura a mano, in buono stato di conservazione. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90
1724Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Blaeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Blaeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Cremonini pp. 83-90
1650Veduta tratta dalla rara opera di Gabriel Perelle "Veües de Rome et des environs", pubblicata per la prima volta con imprint Paris: chez Mariette e contenente 20 tavole, non tuttte dedicate a Roma e dintorni.Gabriel Perelle era allievo di Daniel Rabel e collaboratore del pittore Simon Vouet."Il s'inspira dans ses compositions de Claude Lorrain, de Francisque Millet, mais il conserva une facture personnelle, qui fait reconnaître ses estampes à première vue" (Bénézit).Incisione in rame, con margini, in ottimo stato di conservazione. Veduta tratta dalla rara opera di Gabriel Perelle "Veües de Rome et des environs", pubblicata per la prima volta con imprint Paris: chez Mariette e contenente 20 tavole, non tuttte dedicate a Roma e dintorni.Gabriel Perelle era allievo di Daniel Rabel e collaboratore del pittore Simon Vouet."Il s'inspira dans ses compositions de Claude Lorrain, de Francisque Millet, mais il conserva une facture personnelle, qui fait reconnaître ses estampes à première vue" (Bénézit).Incisione in rame, con margini, in ottimo stato di conservazione.
1650réf. 278891650 c. 1650, Paris. P. Mariette excudit - Eau-forte 12,4 x 25,8 Dessinée et gravée par Silvestre. 2è état sur 3.De la plus belle suite de gravures de Silvestre.Planche montée dans papier postérieur à grandes marges.
1650réf. 278921650 c. 1650, Paris.12.3 Veuë du Palais Major de Rome (Sur le mont Palatin.)- Silvestre f. Israël ex. - H : 97 L : 173 - Faucheux : 12.3 - Baré : N° 905. Planche montée dans papier postérieur à grandes marges.