1860 circa. Incisione su acciaio, b/n, cm 23,8 x 32,8 (il foglio). Veduta panoramica della città, contornata da otto vignette raffiguranti vie, chiese e monumenti della città. Buono stato.
Parigi, 1834 circa. Incisione in rame, b/n, cm 28 x 44 (la parte figurata). Bella veduta animata della battaglia. Rifilata al solo margine superiore, in prossimità della parte incisa, peraltro in buono stato e in bella impressione.
Dalla “Carta Amministrativa del Regno d’Italia co' suoi stabilimenti politici, militari, civili e religiosi e con una parte degli stati limitrofi. Costrutta nel Deposito della Guerra per ordine del Ministro della Guerra e Marina nell'anno MDCCCXI, aggiunta e corretta nell'anno 1813”, edita a Milano nel 1813 (una grande carta composta da più fogli quadrettati e applicati su tela d'epoca, ciascuno di cm 54 x 67 circa per un perimetro totale di cm 1400 x 1100 circa), carta dell'Austria che si estende in direzione sud – nord e di cui citiamo i laghi riportati (da est a ovest: Chiem See, Konigs See, Alter See, Traun See, Halstatter See, Alben See) e alcune fra le principali città (in senso orario: Kizbuhel, Kirchdorf, Lauffen, Rosenhaim). La carta è composta da un foglio, numerato come foglio IV sulla parte incisa, e con il numero 4 al retro della tela. Benedetto e Gaudenzio Bordiga furono incisori e cartografi, originari della Valsesia e attivi a Milano nella prima metà del XIX secolo, un periodo caratterizzato da alterne vicende storico politiche, in cui realizzarono un discreto corpus incisorio. L'opera più importante cui contribuirono fu la “Carte générale du Théâtre de la Guerre en Italie”, una grande carta commissionata, nel 1797 dallo Stato Maggiore dell'Armata Francese di Napoleone, al capo battaglione Bacler d'Albe, capo del Gabinetto Cartografico Francese: la carta, celebrativa della prima campagna d'Italia, fu in gran parte realizzata a partire da carte preesistenti, fu realizzata in cinquantaquattro fogli sotto la direzione di Giacomo Pinchetti e fu appunto incisa dai fratelli Benedetto (1800 - 1834) e Gaudenzio Bordiga. Gaudenzio Bordiga (Camasco, Varallo, 10 febbraio 1773 – Milano, 18 gennaio 1837), seguì a Varallo studi letterari e di disegno. Stabilitosi a Milano con il fratello Benedetto, fu capo incisore dell'Istituto Geografico Militare e mantenne tale carica anche dopo l'occupazione austriaca. Senza la collaborazione del fratello Benedetto, Gaudenzio disegnò, e a volte incise, varie carte geografiche militari (“Carta delle stazioni militari in Italia”, 1804; “Carta militare del Regno d'Etruria e del principato di Lucca”, 1806) e scrisse opere di erudizione storico – artistica (“Notizie intorno alle opere di Gaudenzio Ferrari, pittore e plasticatore”, Milano, G. Pirotta, 1821; “Storia e guida del Sacro Monte di Varallo“, Varallo, 1830). Molto buono lo stato di conservazione.
Dalla “Carta Amministrativa del Regno d’Italia co' suoi stabilimenti politici, militari, civili e religiosi e con una parte degli stati limitrofi. Costrutta nel Deposito della Guerra per ordine del Ministro della Guerra e Marina nell'anno MDCCCXI, aggiunta e corretta nell'anno 1813”, edita a Milano nel 1813 (una grande carta composta da più fogli quadrettati e applicati su tela d'epoca, ciascuno di cm 54 x 67 circa per un perimetro totale di cm 1400 x 1100 circa), carta dell'Austria che si estende in direzione ovest – est fino a comprendere le città di Wien, Baden, Neustadtd ecc. La carta è composta da un foglio, numerato come foglio V sulla parte incisa, e con il numero 5 al retro della tela. Benedetto e Gaudenzio Bordiga furono incisori e cartografi, originari della Valsesia e attivi a Milano nella prima metà del XIX secolo, un periodo caratterizzato da alterne vicende storico politiche, in cui realizzarono un discreto corpus incisorio. L'opera più importante cui contribuirono fu la “Carte générale du Théâtre de la Guerre en Italie”, una grande carta commissionata, nel 1797 dallo Stato Maggiore dell'Armata Francese di Napoleone, al capo battaglione Bacler d'Albe, capo del Gabinetto Cartografico Francese: la carta, celebrativa della prima campagna d'Italia, fu in gran parte realizzata a partire da carte preesistenti, fu realizzata in cinquantaquattro fogli sotto la direzione di Giacomo Pinchetti e fu appunto incisa dai fratelli Benedetto (1800 - 1834) e Gaudenzio Bordiga. Gaudenzio Bordiga (Camasco, Varallo, 10 febbraio 1773 – Milano, 18 gennaio 1837), seguì a Varallo studi letterari e di disegno. Stabilitosi a Milano con il fratello Benedetto, fu capo incisore dell'Istituto Geografico Militare e mantenne tale carica anche dopo l'occupazione austriaca. Senza la collaborazione del fratello Benedetto, Gaudenzio disegnò, e a volte incise, varie carte geografiche militari (“Carta delle stazioni militari in Italia”, 1804; “Carta militare del Regno d'Etruria e del principato di Lucca”, 1806) e scrisse opere di erudizione storico – artistica (“Notizie intorno alle opere di Gaudenzio Ferrari, pittore e plasticatore”, Milano, G. Pirotta, 1821; “Storia e guida del Sacro Monte di Varallo“, Varallo, 1830). Molto buono lo stato di conservazione.
Heliogravure da incisione su legno, cm 23,5 x 33,5 (alla lastra). Veduta panoramica della città in ampi margini e in buono stato.
1860 circa. Incisione su acciaio, b/n, cm 23,8 x 32,8 (il foglio). Otto vignette raffiguranti vedute, vie, chiese e monumenti della città. Buono stato.
XIX secolo. Incisione su acciaio stampata a colori, cm 15 x 21,5 circa (la parte figurata) più margini bianchi. Buono stato.
XIX secolo. Incisione su acciaio stampata a colori, cm 15 x 21,5 circa (la parte figurata) più margini bianchi. Buono stato.
1860 circa. Incisione su acciaio, b/n, cm 26,5 x 20 (il foglio). Scorcio di montagna con cascata e costruzioni. Buono stato.
Epinal, Jean Charles Pellerin, seconda metà del XIX secolo (1877 circa). Incisione su legno in coloritura d'epoca, cm 48 x 63 circa (il foglio). La veduta è stata incisa dal Georgin e stampata dal Pellerin, il più importante editore di Epinal, cittadina del dipartimento dei Vosgi, nella regione della Lorena. Al margine inferiore la didascalia descrittiva dell'episodio: si raffigura un momento della battaglia di Austerliz, in cui Napoleone e il suo esercito badano al bivacco mentre alcuni soldati dormono. Questa battaglia, combattuta nel 1805 fra austro – russi e l'esercito francese, è considerata il capolavoro di tecnica militare di Napoleone. Piega centrale editoriale, bella coloritura e ottima conservazione.
Francia, metà XIX secolo. Tratta dal "Calendrier Illustré pour 1848", litografia in b/n, cm 42,5 x 60,3 circa (il foglio), il calendario ai lati e la didascalia descrittiva dell'evento al margine inferiore. Difetti e gualciture marginali ma in buono stato il figurato.
Francia, metà XIX secolo. Tratta dal "Calendrier Illustré pour 1848", litografia in b/n, cm 42,5 x 60,3 circa (il foglio), il calendario ai lati e la didascalia descrittiva dell'evento al margine inferiore. Difetti e gualciture marginali ma in buono stato il figurato.
Paris, Chez Daumont, 1780 circa. Incisione in rame all'acquaforte, colore d'epoca, cm 30 x 43 circa (alla lastra). Veduta ottica in tenue coloritura stampata su carta spessa. Margini leggeremente rifilati su tutti i lati e una piccola mancanza della carta a quello superiore, uniforme ingiallimento.
Lit. Gatti e Dura, 1820 circa. Litografia, b/n, cm 45,5 x 65,5 (il foglio). La carta, inquadrata da filetto nero, appartiene all’album delle piante militari relative alle campagne condotte da Napoleone I dal 1799 al 1813. Questa è relativa, come riportato in alto a destra, alla campagna del 1805. Gualciture e difetti ai margini ma discreto esemplare.
Lit. Gatti e Dura, 1820 circa. Litografia, b/n, cm 45,5 x 65,5 (il foglio). L. de Salvatori dis. - Lit. Cirelli. La carta, inquadrata da filetto nero, appartiene all’album delle piante militari relative alle campagne condotte da Napoleone I dal 1799 al 1813. Questa è relativa, come riportato in alto a destra, alla campagna del 1805. Alcune gualciture ma discreto esemplare.
Lit. Gatti e Dura, 1820 circa. Litografia, b/n, cm 31,5 x 46 (il foglio). L. de Salvatori dis. - Lit. Gatti e Dura. Interessante la piccola legenda in bassoin scritturacorsiva in cui si riportache la cartaè stata La carta, inquadrata da filetto nero, appartiene all’album delle piante militari relative alle campagne condotte da Napoleone I dal 1799 al 1813. Questa è relativa, come riportato in alto a destra, alla campagna del 1805. Minime gualciture all'angolo inferiore destro e un minimo foxing ma buone condiioni.
Norimberga, 1740 circa. Incisione in rame all'acquaforte, colore, cm 50 x 59 (alla lastra) più margini. Otto riquadri con scorci della città di Salisburgo che illustrano il duomo, le chiese, i palazzi e l'università e, al margine inferiore, nel più grande dei due riquadri sulla destra, la veduta della città attraversata dal fiume Salzach. Un lieve ingiallimento ai margini, una sciupatura al margine inferiore, in corrispondenza della brachetta, piacevole coloritura, nell'insieme buono stato di conservazione.
Amsterdam, 1640 circa. Dal “Theatrum Orbis Terrarum”, incisione in rame, vecchia coloritura, cm 38,2 x 50,7 (alla lastra). Edizione francese con testo al verso. Uno strappo al margine superiore, alcune macchie e leggeri aloni di umido, ampi margini.
Innsbruck, F. Unterberger, 1840 circa. Incisione in rame all'acquatinta, b/n, cm 27,5 x 21,7 circa (alla lastra) più margini. Veduta disegnata dallo Schädler e incisa da Frédéric Martens (1809 – 1875). Rara veduta della imponente fortezza di confine di Finstermünz. Questa fortezza si trova lungo la Via Claudia Augusta, nella gola Finstermünzschlucht, ai piedi dell’omonimo passo Finstermünzpass. Essa ha sempre avuto un ruolo strategico, sia come dogana e luogo di confine, sia come collegamento tra le valli Inntal e Venosta, e l’Engadina: già i Romani costruirono qui un ponte di legno per attraversare il fiume Inn. La Fortezza Finstermünz venne eretta nel Medioevo e menzionata per la prima volta in documenti scritti del 1263 come “castrum Lvechin der Vinstminze”. Dal 1300 qui veniva riscossa la dogana. Nel 1472, sotto il dominio di Sigismondo d’Austria detto “il danaroso”, vennero erette le prima fortificazioni, cioè la Torre del ponte e il Siegmundsegg. Fino al XIX è stato l’unico luogo di passaggio di mezzi e persone per il Passo Resia. Costruita la nuova strada di Passo Resia, la fortezza perse la sua importanza. La strada sotto la Fortezza Finstermünz porta alla Grotta di roccia e alla Torre della chiusa. Fino al XIX secolo presso la Torre della chiusa era presente una trattoria dove era possibile rifocillarsi. Nel complesso fortificato è presente anche una cappella del 1605, consacrata all’Assunzione di Maria. La già citata Torre del ponte sul fiume Inn (e quindi il confine con la Svizzera) è attraversato da un ponte di legno: la parte austriaca del ponte è coperta da un tetto, mentre la parte svizzera no. Dal 1999 l’accesso al ponte è libero. Il raffinato uso della tecnica dell’acquatinta permette una meticolosa distribuzione della polvere di bitume sulla lastra (passaggio cruciale in questa tecnica) la quale si risolve in tonalità morbide e tenui che conferiscono volume alla veduta. Lieve patina di sporco marginale più evidente al margine laterale destro, buono stato di conservazione.
Innsbruck, F. Unterberger, 1850 circa. Incisione su acciaio, b/n, cm 21,5 x 27 circa (alla lastra) più margini. Veduta incisa dal Riegel. Piacevole veduta animata della cittadina austriaca di Innsbruck, con il paesaggio circostante e i monti che la circondano sullo sfondo. Margini con ingiallimento e fioriture, minime sull'inciso.
Milano, Regia Stamperia, 1830 circa. Incisione in rame all'acquaforte, cm 31,5 x 42 (alla lastra) più margini, confini in colore d'epoca. Leggere ondulazioni della carta, foxing sul margine bianco destro, peraltro ottimo esemplare in margini. .
Milano, Regia Stamperia, 1830 circa. Incisione in rame all'acquaforte, cm 31,5 x 42 (alla lastra) più margini, confini in colore d'epoca. Leggere ondulazioni della carta e piccoli punti di foxing al margine laterale destro, peraltro ottimo esemplare in margini.
Anton Koberger, Norimberga, 1493. Anton Koberger, Norimberga, 1493. Dal “Liber Chronicarum Nurembergensi”, xilografia, b/n, cm 47,5 x 67,5 circa (il foglio). Difetti nella parte superiore del foglio, al testo, inciso peraltro ottimo.
Anton Koberger, Norimberga, 1493. Dal “Liber Chronicarum Nurembergensi”, xilografia stampata su carta forte, colorato a mano il fronte e lasciato in b/n il verso del foglio, cm 22 x 28 (il foglio), testo latino al verso. Frammento con alcune fioriture e visibili pieghe della carta al margine superiore e sinistro, restauri al verso, bella coloritura, discreto stato di conservazione. .
Tratta dal "Grand Atlas Universel Physique, Historique et Politique de Géographie Ancienne et Moderne..." (Abel Pilon Éditeur, Paris, 1865 circa), un atlante in folio massimo composto di 40 grandi tavole realizzate a doppia pagina e incise su acciaio (Dressée par A. H. Dufour - Gravée par Ch. Dyonnet), incisione in colore d'epoca, cm 60 x 82 circa. Alcuni normali strappi marginali date le notevoli dimensioni e il tipo di carta, buono lo stato di conservazione.