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1833In 8° (15,7x10 cm); (8), 224 pp. Legatura coeva in mezzatela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva. Daniello Bartoli (Ferrara, 12 febbraio 1608 - Roma, 13 gennaio 1685) è stato un gesuita, storico e scrittore italiano fra i più importanti letterati gesuiti del XVII° secolo. Qui sono riportati alcuni dei più celebri scritti di Bartoli dedicati all'estremo oriente ed alle missioni gesuitiche e due altri scritti. Fra i titoli: Succinta descrizione geografica dell'Indie di qua dal Gange; Origine e costumi dei Bramini; Le Isole di Manar e di Zeilan, Descrizine del Giappone; Ricevimento solenne fatto dal giapponese re di Bungo a S. Francesco Saverio; Descrizione dell'Isola di Gerum e degli abtinati di Ormuz; Naufragio della Nave la concezione presso all'Indie; Conversione della figliuola del re Meale; Missione del p. Luigi Almeida al regno di Gotò nel Giappone e prima fondazione di quella cristianità; Descrizione geografica del Gran Mogor e qualità del re Acabar successore di Tamerlano che regnava l'anno 1556; Descrizione della corte del re Achabar e di strane usanze al gran Mogor accoglienze de' missionari Gesuiti e loro speranze deluse; Delle Camere e delle Sale parlanti e spezialmente delle famose di Mantova e di Caprarola. Discorso di Daniele Bartoli tolto dal suo trattato del suono, de tremori armonici e dell'Udito; Discorso intorno allo stile tratto dall'uomo di lettere di Daniele Bartoli. Esemplare in buone condizioni di conservazione, edizione non comune stampata a Casalmaggiore per lo stampatore cremonese Luigi de Micheli.
1802In 8° (18,4x11,3 cm); XI, (1), 260 pp. e 8 c. di tav. con coloritura coeva più volte ripiegate e VI, 277, (1) pp. Legatura di fine ottocento in mezza pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata coeva. Titolo su fascetta in oro al dorso. Tre macchioline alle prime tre carte. Carte leggermente ed uniformemente brunite. Nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Tagli azzurri. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione ed esemplare che presenta una caratteristica unica fra quelli censiti. Infatti il volume presenta 8 tavole fuori testo nel poste nel primo volume non presenti in nessun altro esemplare. Delle 8 tavole la prima, posta in antiporta, presenta un ritratto di Lazzaro Papi disegnato da Landucci e inciso da G. Rossi. Le altre 7 tavole presentano personaggi in costumi tipici che sorreggono e suonano strumenti musicali indiani. Ogni tavola, finemente colorata da mano coeva, presenta al piede una didascalia a descriver lo strumento, il suo utilizzo ed il momento nel quale viene suonato. L'opera venne stampata a Pisa con falso luogo di stampa Filadelfia, come specificato dal Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa falsi, p. 84. L'opera, uscita in prima edizione nel 1802 in forma anonima venne poi ripubblicata con il nome dell'autore per esteso nel 1829. Lazzaro Papi (Pontito, frazione di Pescia in provincia di Pistoia, 23 ottobre 1763 - Lucca, 25 dicembre 1834) è stato un celebre scrittore, storico, letterato, mercante e colonnello dei Lancieri del Bengala. Il 7 aprile 1791, invitato da un suo amico, il capitano Montemerli, si imbarcò in qualità di medico sul veliero Ferdinando III di Toscana della quale il capitano era il comandante. Nella sua prima e più conosciuta opera, appunto quella qui presentata, descrisse l'India illustrandone la situazione e sociale, i riti sacri, gli usi e costumi fino ad arrivare a trattare anche la flora e la fauna del paese. Papi in India salvò anche la vita del Rajah di Travancore, ottenendo dal sovrano la carica di medico di corte. Entrato nell'esercito inglese, impegnato contro Tippo Shaib, ottenne la carica di Colonnello per i suoi meriti sul campo di battaglia e arrivando a comandare una compagni di 4000 Lanceri del Bengala. Tornato a Calcutta si spostò poi a Bombay dove soggiornò a lungo e divenne consulente commerciale di una società britannica. Decise quindi di rientrare in Italia ed affrontò un lungo viaggio di ritorno che lo portò ad attraversare l'Arabia e a passare per Moha, Alessandria d'Egitto raggiungendo quindi Livrono il 18 ottobre 1802. Subito si prodigò per far pubblicare la storia della sua esperienza indiana descritta in forma epistolare. A Lucca divenne presto una figura di primo piano del governo napoleonico sia sotto il governo provvisorio degli stati lucchesi ma anche sotto il Ducato Borbonico ricoprendo negli ultimi anni della sua vita la carica di Bibliotecario Realle e Segretario della Reale Accademia Lucchese. Prima edizione in formato unico ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Melzi, II, 121.
1836In 8° (20x13 cm); LXXIII, (3), 603, (1) pp. Legatura coeva in mezza pelle verde con titolo e filettature in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva verde-azzurro (qualche strofinatura e piccola macnza di carta). All'interno in perfette condizioni di conservazione. Dedica autografa Jules Berger de Xivrey alla prima carta bianca. PRIMA RARA EDIZIONE dell'opera più importante del grande erudito francese nato a Versailles e considerato fra gli uomini più dotti del suo tempo. Questo studio è considerato come basilare nella storia della Tetralogia sia umana che animale illustrata attraverso lo studio della mitologia, delle favole e delle tradizioni popolari. L'autore quindi prende in considerazione i fauni, le gorgoni, le sirene, i ciclopi, gli sciapodi, gli acefali, le arpie, il minotauro, i tritoni, varie mostruosità animali (leoni, linci, tigri, elefanti, chimere ecc.). Un capitolo è deidcato alle meraviglie dell' India riportate da Jehan Wauquelin. VERY GOOD COPY. AUTOGRAPH.
192925,9x18,7 cm; 73 (1) pp. Tre carte fuori numerazione. Brossura editoriale con titolo al piatto anteriore. Il volume parla delle avventure di Vasco da Gama così come descritte nel poema epico di Luis Vaz de Camões e delle obiezioni in merito da parte dell' Amm. della Marina Portoghese Gago Coutinho. Buono stato di conservazione.
193126,1x18,6 cm; (2) 25 pp. Una carta geografica. Brossura editoriale. Secondo volume sui viaggi di Vasco da Gama come descritti nel poema epico "Os Lusíadas". Intonso. Alone di umidità al piatto anteriore. Per il resto buono stato di conservazione.
193325,9x18,8 cm; 15 pp. Una carta geografica. Brossura editoriale. Quinto volume sul viaggio di Vasco da Gama alla scoperta dell'India. Lieve alone di umidità al margine inferiore, non fastidioso. Volume in buone condizioni.
193226x18,7 cm; 50 pp. Tre cartine. Brossura editoriale. Quarto volume sulle avventure di Vasco da Gama descritte nel poema epico di Luis Vaz de Camões. Buono stato di conservazione.
182817,6x10,3 cm; 237, (3) pp. e una c. di tav. in antiporta. Legatura coeva in mezza pelle scura con titolo, filetti e fregi in oro e a secco al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Leggera traccia di sporco al margine alto di uno dei piatti. All'interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Ritratto di Fiorenzuola in antiporta. Raccolte di prose del celebre Agnolo Firenzuola (o Fiorenzuola), ovvero Michelangelo Gerolamo Giovannini da Firenzuola (Firenze, 28 settembre 1493 – Prato, 27 giugno 1543) che fu monaco a Vallombrosa. All'interno contiene oltre alle "Notizie intorno alla vita e alle opere di Agnolo Firenzuola" anche "Discacciamento delle Nuove Lettere inutilmente aggiunte nella Lingua Toscana", "Epistola in lode delle Donne", "La Prima Veste de' Discorsi degli Animali", "I lucidi, commedia". In particolare "La prima veste dei discorsi degli animali, dedicata il 9 dicembre 1541, che deriva dagli apologhi animaleschi del Pañcatantra indiano, attraverso la mediazione di traduzioni arabe e latine (prima veste significa appunto 'primo travestimento', prima versione italiana)".
1793In 8° (18,8x11,6 cm); due tomi: VIII, 319, (1) pp. e 2 grandi c. di tav. più volte ripiegate, 188 pp. Legature coeve in piena pergamena rigida con titolo e numero del volume al dorso. Tagli spruzzati. Qualche carta con leggere bruniture dovute alla qualità della carta utilizzata. Esemplare completo anche delle due carte spesso assenti ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione italiana di questa importante studio dedicato all’India ed al commercio con essa, scritta dal noto storico, storiografo, teologo scozzese William Robertson (Borthwick, 19 settembre 1721 – Edinburgo, 11 giugno 1793). Rettore dell’Università di Edimburgo per quasi trent’anni, ha dato contributi notevoli alla storia dell’sud America, della Spagna e della Scozia stessa. Cappellano del Castello di Stiriling, fu anche cappllano del re in Scozia. Fedele presbiteriano e un whig, si offrì volontario per difendere la città contro i giacobiti guidati dal principe Carlo Edoardo Stuart nel 1745. Nel 1754 fu un membro originale della Select Society, indicata anche come la Edinburgh Select Society. Le sue opere “Storia della Scozia fra il 1542 e 1603” (1759) e “Storia d’America” (1777), sono considerati alcune delle opere storiche più importanti del settecento. Figura preminente dell’illuminismo scozzese, fu tra i fondatori della Royal Society di Edimburgo. Nel 1791, il celebre storico scozzese, William Robertson, pubblicò il suo ultimo lavoro, “An Historical Disquisition concerning the Knowledge which the Ancients had of India”, nel quale esplorò i collegamenti commerciali e culturali dell'India e dell'Occidente dai tempi antichi fino alla fine del il XV secolo. Questo studio è considerato fra i primi esempi del movimento "orientalista" britannico e dello studio dell'espansione del dominio britannico in India. Per certi versi il suo lavoro che pur rifletteva i presupposti e gli approcci della scuola orientalista britannica, probabilmente anche in risposta alle critiche mosse a Robertson secondo le quali la sua precedente Storia dell'America era stata troppo sprezzante nei confronti delle culture amerindi, andò oltre rispetto a molti orientalisti nella sua interpretazione positiva della cultura indiana e della loro opposizione a una politica imperiale interventista e repressiva. In effetti, il lavoro era in gran parte diretto a preservare l'antica e sofisticata civiltà indiana dall'imperialismo culturale occidentale. La visione favorevole di Robertson su ciò che percepiva come credenze monoteiste alla base dell'induismo “classico”, rivela molto sui suoi atteggiamenti religiosi come sacerdote e leader del partito “moderato” nella Chiesa di Scozia. La sua storia dell'India verrà sottovalutata in Gran Bretagna (nonostante le sue grandi vendite), in gran parte, non per il valore dell’opera in sé, indubitabile, ma per la situazione politico, religiosa e sociale del Regno Unito dell’epoca. Le sue tesi sull'induismo e la sua critica delle missioni cristiane, non potevano che esser in contrasto con la crescente ondata di risveglio evangelico che stava vivendo in quegli anni il suo paese natale. Tuttavia, la sua opera, grazie anche alle numerose traduzioni, venne lentamente recuperata e valorizzata, con il passare degli anni, arrivando ad avere un ruolo di primaria importanza nel promuovere l'interesse per l'India, nel continente europeo e rappresentò uno dei risultati più significativi del tardo illuminismo scozzese. Prima edizione italiana, completa e non comune. Rif. Bibl.: ICCU IT\ICCU\NAPE\010474.
1931In 8° (15,5×10 cm); (6), 449, (7) pp. e 5 c. di tav. fuori testo. Numerosissime illustrazioni di grande pregio artistico nel testo, varie a piena pagina. Bella legatura coeva in tutta pelle verde-nero scuro con dorso a 5 nervi e titolo in oro al dorso (un leggerissimo difetto alle cerniere). Cofanetto editoriale in cartoncino rigido con signature in pelle verde scuro e foderatura in carta marmorizzata. Filettatura in oro ai tagli dei piatti. Taglio superiore riccamente dorato. Rarissima edizione tirata in soli 100 esemplari su carta a mano di eccelsa qualità di quest’opera che raccoglie scritti e lavori artistici del grande artista, collezionista e mecenate della Marderstrig, George Reinhart (1877-1955) che come socio occulto della Officina Bodoni, permise a Mardersteig, nel 1922, la fondazione della sua celeberrima stamperia che segnerà profondamente la storia della stampa del novecento. L’opera presenta per la prima volta i taccuini dei viaggi in India, Celyon e Egitto di Georg Reinhart Schwarzenbach. L’autore si trasferì nel 1926 a Verona per trovarsi vicino all’amico e socio Mardersteig, All’interno esemplare perfetto, come nuovo.
1796In 12° (12,5×8 cm); (8), 157, (1) pp. Legatura coeva in cartoncino settecentesco con titolo impresso in oro su fascetta in pelle al dorso. Antichi pecetta e timbretto di proprietà privata al frontespizio che attestano l'appartenenza del volume prima, all'avvocato Domenico Magiera e poi all'avvocato Alfonso Magiera, ambedue appartenente all'antica famiglia ebrea di origini polacche dei Magiera. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima traduzione italiana, nessun esemplare censito in ICCU, di una delle opere principali del celeberrimo scrittore e botanico francese, Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre (Le Havre, 19 gennaio 1737 - Éragny, 21 gennaio 1814). Sant-Pierre fu uno degli scrittori di maggior successo del settecento e le sue opere vennero tradotte in numerosissime lingue. Autore di alcuni dei più importanti racconti del settecento, ebbe una vita avventurosa. A soli dodici anni intraprese un viaggio fino alla Martinica che lo segnò profondamente. Militare di carriera partecipò alla campagnia d'Assia del 1760 perdendo i gradi militari guadagnati sul campo a causa della sua insubordinazione. Tornato a Parigi si diede all'insegnamento della matematica ma la vita sedentaria e monotona che viveva non riusciva a soddisfarlo. Si rimise quindi in viaggio viaggiando attraverso i Paesi Bassi, Germania e Russia (dove sembra che fu amante di Caterina II di Russia), poi di nuovo a Dresda, Varsavia e Berlino dove si fermò per un certo periodo ospite di Federico II. Viaggiato di nuovo attraverso la Francia si decise a tornare alle Mauritius (dal 1768 al 1771). Giunse di nuovo a Parigi dove si stabilì e dove legò con gli ambienti illuministi ed in particolare con Rousseau. Fu qui che mise a frutto le sue esperienze di viaggio che utilizzò per ambientare i suoi romanzi che ottennero da subito un enorme successo. Con la sua opera "Études de la Nature" nel 1784 la sua fama e le sue ricchezze crebbero ulteriormente. "Luigi XVI lo nominò intendente del Jardin des plantes, la Rivoluzione professore di morale all'École normale, quindi membro dell'Académie des sciences morales (1795); Napoleone, che lo ammirava moltissimo, lo pensionò." (da Treccani). La sua opera anticipa e apre la strada al romanticismo del primo ottocento che in buona parte anticipò, tanto che in molte sue opere non si può non notare il gusto per le rovine, i sepolcri ed il pathos romantico. La Capanna Indiana come altri suoi romanzi si inserisce perfettamente nell'ambito delle utopie naturistico-umanitarie nate sull'onda della filosofia di Rousseau ed è uno dei più chiari esempi del genere che allo stesso Sat-Pierre è considerato l'inventore, il viaggio pittoresco dove le descrizioni di luoghi naturali splendidi viene arricchita attraverso l'utilizzo di un linguaggio elevato fatto di termini scientifici. Il romanzo "La Capanna Indiana" è un viaggio attraverso i paesaggi dell'India alla ricerca della verità ad alcune domande esistenziali come "Dov'è la verità? Con quali mezzi possiamo trovarla (gli uomini hanno tutti diverse percezioni della verità, anche facendo affidamento sulla ragione)? In quali circostanze la verità può essere colta?". Dopo aver cercato la verità in lungo ed in largo per tutta l'India ed i personaggi più dotti, le domande trovano la risposta presso un paria che spiega al protagonista che dobbiamo cercare la verità con un cuore semplice, essa si trova solo in natura e dovrebbe essere detta solo alle persone buone e cioè a coloro che sono pronti ad ascoltarla. L'opera descrive perfettamente alcune degli aspetti più interessanti e curiosi della società e dei costumi indiani dell'epoca. Opera rarissima in questa prima edizione italiana.
1869In 4° (mm 310x225); pagg. (2), 54; brossura edit. a stampa azzurra con dorso rifatto. Dedica al conte Guido Vimercati. Albiruni fu scienziato ed erudito persiano vissuto a cavallo dell'anno Mille. Buon esemplare con qualche mancanza e piega alla brossura.
1895In 16° (mm 220x145); pagg. 30, con svariate illustrazioni nel testo. Brossura editoriale beige con note tipografiche al piatto superiore. Timbri della "Biblioteca De Propaganda Fide" con altro timbro di annullamento "duplicati" della medesima biblioteca. Buone condizioni con qualche piccola menda al dorso.
1896In 16° (mm 240x165); pagg. 76. Brossura editoriale color carta da zucchero con note editoriali al piatto superiore. Discorso interessante tenuto sulla penetrazione commerciale di Venezia in India, in occasione dell'inaugurazione dell'anno didattico 1896 presso la scuola di commercio della città lagunare. Discreto esemplare, con qualche piega, alcune leggere fioriture al piatto superiore; rilegatura in parte allentata. Mende al dorso. Timbro di collezione al frontespizio.
1880In 8° (238x158); pagg. 55 con una carta ripiegata f.t. raffigurante il Mangalore. E' contenuto un bifoglio non rilegato con il resto intitolato "Appello alla carità dei cattolici per l'erezione di un collegio cattolico a Mangalore nelle Indie orientali". Brossura editoriale color carta da zucchero con note editoriali al piatto superiore. Qualche menda alla brossura, soprattutto al dorso.
1844In 8; pagg. (4), 821- 1584, XXXI, con 10 tavv. f.t. rip. inc. in rame. Brossura edit. a stampa conservata al piatto ant. con dorso e piatto post. in modesto cartoncino molle chiaro mod. Questa sezione relativa all'opera di Robertson va da pag. 910 a 1394. Inserita nel secondo vol. delle opere del Romagnosi.
1942In 8°(217x155), pagg. 151 con 11 cartine n.t. Brossura editoriale originale, dorso con piccole mende. Esemplare leggermente ingiallito.
1886In 8°; pagg. X, (2), 158, (2) con 1 carta geogr. rip. f.t. Mezza percallina mod. rossa. Un po' ingiallito ma ben conservato. Raro.
1870In 8°; pagg. (8), 74, (1); brossura edit. a stampa. Buon esemplare con dorso rovinato.
1926Bross. ed. in-8, cop. ill.ta, pp. 344, 3 tavv. f.t. Una macchia inter., al taglio sup., cop. e le prime 30 pp., int. ottimo.
1964Leg. edit. t. tela in-8, tit. su tass. oro al ds., pp. 383-(5) e 491-(5), tavv. in nero f.t. Ottimi entrambi.
1986Leg. ed. similpelle rossa in-8, tit oro al ds., II ediz. reprint dell'ed. orig. del 1906, sovrac., pp. (2)-XVIII-329-(3), 107 figure in n. n.t. che illustrano specie di cerambicidi, il presente vol. 1° di due (il secondo però non ha mai visto la luce) comprende le seguenti sottofamiglie: Prioninae, Disteniinae, Lepturinae, Cerambycinae. Il secondo vol. avrebbe dovuto essere dedicato interamente ai Lamiinae. Ottimo.
1963Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp. 363-(5), coll. Bibl. historique. Ottimo.
1964Carton. edit. in-16, pp. 330-(4), coll. BMM n° 786, trad. di R. Bosi, 8 tavv. in nero f.t. Ottimo.
Fascicolo in-8, copert. a colori, pp. 95-(1), molte ill.ni n.t. N. 4 - A. V del periodico trimestr. India con interv. di Aa. Vv. e a cura di Madanjeet Singh dell'Amb. Indiana in Roma. Buon esemplare.