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Inc. su rame, confini coloriti d'epoca. Misura mm.485x 665 + ampi marg. bianchi. Tratta da "Atlas Universel dressé sur les meilleures cartes modernes" stampato a Venezia nel 1780 circa. In piccolo riquadro il dettaglio della Punta di Capo Carso. Tit. racchiuso entro elaborato cartiglio. Eccellente esemplare, carta freschissima e nitida impressione. Rara.
1800ref. PHO-1932Paris, de l’imprimerie de Guilleminet, 1800, 2 tomes en 1, in-8, xvi-303pp,1f-319pp., demi basane, dos lisse avec pièce de titre rouge et date verte, tranches mouchetées, illustré de 8 planches dont 2 dépliantes, étiquette en page de garde « Marquis de Civille » et ex-libris manuscrit au titre, quelques écritures en marge, frottements aux plats et coupes. A été relié avec, écrit à la plume, la table des volumes ainsi qu’un texte fustigeant le coté révolutionnaire de l’auteur considéré comme un espion de Bonaparte désirant conquérir la Grèce.
1588Carta geografica tratta dal Descrittione di tutta Italia di Leandro Alberti, stampato per la prima volta nel 1561. L’opera offre numerose notizie di carattere geografico-storico-etnologico ed è arricchita dalle carte geografiche per la prima volta nel 1568. Si tratta della più importante guida di viaggio in Italia della prima età moderna, contenente ampie informazioni su corografia, storia, etnografia e cultura artistica. La seconda parte contiene la Descrittione di tutte le isole e l'aggiunta della descrizione di Venezia ed è illustrata da 7 carte geografiche intagliate in legno. Le due parti furono pubblicate insieme o separatamente. Leandro Alberti (1479-1552) era uno studioso domenicano di Bologna, conoscitore di Achille Bocchi e Andrea Alciato. Scrisse numerose storie, servendo l'Inquisizione come censore e poi inquisitore ufficiale dal 1550 alla sua morte. Fu noto soprattutto per la sua attività contro la stregoneria. La Descrittione riassume i suoi lunghi viaggi (1525-1528) attraverso la penisola italiana con il generale dell'Ordine domenicano Francesco Silvestro da Ferrara per visitare i conventi domenicani e fu poi usata come modello dai cartografi olandesi, come Abraham Ortelius. L'opera comprende capitoli su 18 delle 19 regioni d'Italia, fornendo informazioni su paesaggio, costumi, personaggi importanti, antichità e monumenti, specialmente fortificazioni e chiese. Una lunga introduzione dettaglia le risorse naturali dell'Italia, la sua favorevole posizione geografica e il clima, così come la topografia e i confini, le origini del suo nome e i primi insediamenti tra Lazio e Toscana. Ogni capitolo si concentra su una regione diversa e comprende excursus etimologici e storici, con riferimenti a figure eroiche e rappresentanti del mondo della cultura. I capitoli più significativi ed estesi riguardano le città di Roma, la sua fondazione e il suo governo, i luoghi di rilevanza storica e i resti archeologici; e Firenze, notevole per la sua storia e patria di gloriosi sovrani, studiosi e artisti. Il resoconto delle province meridionali d'Italia costituisce una novità in quanto l'Alberti fu uno dei primi viaggiatori a descrivere le zone di Terra di Lavoro e della Puglia, registrando il nome dei luoghi nei dialetti, la natura e i luoghi di pellegrinaggio come il Santuario dell'Arcangelo Michele nella grotta sul Monte Gargano. L'opera si ispira principalmente all'Italia illustrata di Flavio Biondo, ma Alberti non si attiene completamente al suo schema, raccogliendo informazioni di prima mano e utilizzando nuove fonti come storie locali e mappe, oltre ad altri autori della prima età moderna. Xilografia, impressa su carta vergata coeva, ottima impressione con margini, perfette condizioni. Map taken from the Descrittione di tutta Italia by Leandro Alberti, printed for the first time in 1561. The work offers numerous news of geographic-historical-ethnological character and is enriched by maps for the first time in 1568. The book is the most important early modern travel guide to Italy, containing extensive information on chorography, history, ethnography and artistic culture, published without part 2 containing the Descrittione di tutte le isole and the added description of Venice. The two parts were issued together or separately. Leandro Alberti (1479-1552) was a Dominican scholar from Bologna, acquainted with Achille Bocchi and Andrea Alciato. He wrote numerous histories, serving the Inquisition as censor and then official inquisitor from 1550 to his death. He was mostly known for his anti-witchcraft activity. The Descrittione summarised his long travels (1525-1528) across the length of the Italian peninsula with the Dominican Order s General Francesco Silvestro da Ferrara to visit Dominican convents and was later used as a model by the Dutch cartographers, such as Abraham Ortelius. The account of the Southern provinces of Italy constitute a novelty since Alberti was one the first travellers who described the areas of Terra di Lavoro and Puglia, recording places name in dialects, nature and pilgrimage sites such as the Sanctuary of the Archangel Michael in the cave on Mount Gargano. The work was mainly inspired by Flavio Biondo s Italia illustrata but Alberti did not adhere to its pattern completely, collecting first-hand information and using new sources such as local histories and maps, as well as other early modern authors. Woodcut, printed on contemporary laid paper, very good condition. Piloni S. 58; Cremonini 5/2
1827ref. 65765Pisa, Presso Niccolo Capurro, 1827-1832, in-8, broché, 197-383, CXXXII-512, CXV - 402, CLII pages. Volumes à relier. Les tomes 1 & 4 n'ont plus leur premier plat. Rousseurs. Exemplaires grands de marges.
1620Incisione in rame, mm 345x455, dipinta a mano. Bellissima carta della Corsica a pieni margini, con due cartigli decorativi; uno con il titolo in alto a sinistra e uno con la dedica al cardinale Benedetto Giustiniano da Giovanni Antonio Magini, in basso a sinistra. In alto a destra la scala miliare. Nel mare occhieggiano un veliero e mostri marini. Tratta da "L'Italia" il fondamentale primo atlante con 61 carte di tutta la penisola, che il geografo e matematico Magini realizzò a fine '500, ma che, a causa della sua morte nel 1617, fu pubblicato postumo dal figlio Fabio nel 1620. Magini si servì per le incisioni di due famosi intagliatori dell'epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l'inglese Benjamin Wright. Grazie ai contatti personali con le istituzioni ed i più importanti cartografi del tempo, Magini ebbe a disposizione materiale cartografico talvolta inedito o comunque non disponibile per gli studiosi. La sua opera costituì il fondamento di tutta la cartografia del XVII secolo, venendo costantemente copiata da tutti i successivi autori. Bell'esemplare con buoni margini e piccoli restauri alla piega centrale.
1867ref. GIT00f10Paris Imprimerie Impériale 1867. 6vol in-4 LIV 490 474 555 485 532 608pp. Demi chagrin vert lierre, dos à nerfs orné de compartiments dorés, tête dorée, rel époque. Orné de 30cartes en couleurs hors texte sur double page. Bel exp, dans une reliure décorative, pratiquement sans rousseurs. Tulard 1079.
1680Carta geografica dell'isola tratta dall'opera "Atlas Minor" del De Wit. Su un cartiglio in basso a destra è inserito il titolo, affiancato da due sirene e altre creature marine, e sormontato dallo stemma della Sardegna, con i quattro mori bendati, e da quello della Corsica, con un solo moro più grande. La carta, pur derivando dal lavoro del Magini, se ne differeniza per alcuni aspetti: presenta un'orografia del tutto arbitraria, infatti l'isola risulta affollata di mucchi di talpa colorati in marron disposti senza un ordine preciso. Anche le posizioni dei fiumi, disegnati con un tratto forte, non sempre corrispondono alla realtà. Viene inoltre segnalata una ricca vegetazione per mezzo di alberelli e ciuffi d'erba, talvolta anche colorati in verde. Le città si individuano per mezzo di diversi simboli, a seconda della loro importanza, case e torri o piante murate colorate in rosso. Il simbolo della città è accompagnato da una croce se essa è sede di diocesi o di archidiocesi. E' ricordata anche l'esistenza dei due capi di Cagliari e Lugodori, ma non è segnata alcuna linea di confine tra i due. Bellissimo esemplare in coloritura coeva. A nice map of the islands of Sardinia and Corsica. The coastal information is fairly accurate but much of the interior topography is less precise. The title cartouche features the arms of the Kingdoms of Sardinia and Corsica with their characteristic symbols for the defeated Moors who had once ruled the islands. Original color, good conditions. L. Piloni, "Carte geografiche della Sardegna", tav. XLVII
ref. 22510PARIS, ed. Christian - Revue mensuelIe In-4° - Couverturee illustrée en couleurs - illustrations en texte - Environ 50 pages par numéro - L'ensemble très propreN° 78, décembre 1989 au N° 254, décembre 2005sauf N° 119 (10/93), 139 (07/95), 156 (01/97) au 161 ( 06/97), 171 (05/98), 200 (01/01), 206 (07/01), 239 & 240 (07 &09/04), 243 (12/04), 251 à 253 (09 à 11/05), soit 237 numéros.Parfait état.
PARIS, ed. Christian - Revue mensuelIe In-4° - Couverturee illustrée en couleurs - illustrations en texte - Environ 50 pages par numéro - L'ensemble très propre N° 78, décembre 1989 au N° 254, décembre 2005 sauf N° 119 (10/93), 139 (07/95), 156 (01/97) au 161 ( 06/97), 171 (05/98), 200 (01/01), 206 (07/01), 239 & 240 (07 &09/04), 243 (12/04), 251 à 253 (09 à 11/05), soit 237 numéros. Parfait état. Certains numéros peuvent-être vendus à l'unité au prix de 18 €, Année 1980 à 1995 - 10 € , Année 1996 à 2005
1704Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, margini, leggere pieghe di carta, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta geografica dell’isola, con la parte meridionale della Corsica. La carta deriva da Nicolas Sanson. Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, margini, leggere pieghe di carta, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta geografica dell’isola, con la parte meridionale della Corsica. La carta deriva da Nicolas Sanson. Tooley p. 450; Cremonini scheda 54, 237.
1695Mappa tolemaica della regione, originalmente preparata per illustrare il Cl. Ptolemaei Alexandrini, Geographiae Libri Octo, pubblicato prima a Colonia da Gottfried von Kempen (1578), ristampato dallo stesso editore nel 1584 (Van der Krogt 1, 502) e poi da Isaac Elsevier per il Theatrum Geographiae veteris di Petrus Bertius (Leyden 1618). Di tutte le edizioni di Tolomeo, quella di Gerard Kremer (Mercatore), pubblicata nel 1578, e forse tecnicamente la più bella. A questo punto la Geografia di Tolomeo perdeva pero ogni pretesa di “attualità”, laddove lo scopo di Mercatore era quello di produrre un atlante del mondo classico che servisse da complemento al suo atlante moderno (per tale ragione egli aveva tentato di recuperare la forma originale dell’atlante tolemaico, scartandone le moderne accrezioni). L’opera è celebre anche per la sua longevità, poiché le lastre originali risultavano ancora in uso nel 1730, oltre centocinquanta anni dopo la loro incisione. Esemplare tratto dalla Tabulae geographicae Cl: Ptolemei di François Halma, stampata tra Utrecht, Amsterdam e Leida nel 1695, 1698, 1704 (2 tirature) e 1730.Le lastre sono emendate e i cartigli completamenti cambiati; più piccoli e realizzati sopra i precedenti – abrasi – lasciando ampie aree bianche sulla stampa. Acquaforte su rame, in buone condizioni. La carta, priva di reticolo geografico, è in proiezione rettangolare. Nel mare, mostri marini e velieri. Ptolemaic map prepared for the Cl. Ptolemaei Alexandrini, Geographiae Libri Octo, first published in Cologne by Gottfried von Kempen (1578) and then reprinted by the same publisher in 1584 (Van der Krogt 1, 502) and then by Isaac Elsevier for the Petrus Bertius’ Theatrum Geographiae veteris (Leyden 1618). Mercator's interpretation of the 28 Ptolemaic text was possibly one of the truest undertaken up until that time. He had spent 13 years researching, drawing and engraving the maps at much commercial sacrifice to himself, having seen Ortelius's Theatrum and De Jodes Speculum published, to become both technical and commercial successes. In later life he devoted himself to his edition of the maps in Ptolemy's Geographia, reproduced in his own engraving as nearly as possible in their original form. The work is also famous for its longevity, since the original plates were still in use in 1730, over one hundred and fifty years after their engraving. Example taken from the Tabulae geographicae Cl: Ptolemei by François Halma, printed between Utrecht, Amsterdam and Leiden in 1695, 1698, 1704 (2 printings) and 1730. The plates are amended and the cartouches completely changed; smaller and made over the previous ones - erased - leaving large white areas on the print. Copperplate, good condition. La Gumina (2015), n. 44; Valerio - Spagnolo, p. 174 n. 46
ref. 229689Paris, Dufart, 1819 in-8, xij pp., pp. 13-78, manque le faux-titre, demi-basane fauve, dos lisse orné de filets dorés (reliure de l'époque). Rousseurs, coupes et coins abîmés, essais de plume sur les dernières gardes.
ref. 229685Paris, Pélicier [Imprimerie de Lefebvre], Marseille, Masvert, Camoin frères, 1822 in-8, 216 pp., un f. n. ch. d'errata, demi-veau vert, dos lisse orné de guirlandes et filets dorés, chiffre C couronné poussé en queue du dos, tranches mouchetées (reliure de l'époque). Fortes mouillures claires en début de volume et grises en demi-cercle en haut de l'ensemble des ff.
ref. 231397Londres, Edward & Charles Dilly, 1768 in-8, xxii pp., un f. n. ch. de table, 384 pp., avec un portrait-frontispice de Paoli gravé sur cuivre par J. Lodge d'après Henry Bembridge, et une carte dépliante hors texte, veau fauve moucheté, dos lisse orné de filets dorés, pièce de titre cerise, encadrement de simple filet à froid sur les plats, hachuré doré sur les coupes (rel. de la fin du XVIIIe).
ref. 229686Paris, Garnery, an X (1802) in-8, [4] ff. n. ch. (faux-titre & titre, dédicace au Directoire), 112 pp., basane fauve racinée, dos lisse orné alternativement de fleurons et semis de grotesques dorés à l'imitation, pièce de titre, tranches mouchetées (reliure du XXe). Petites réparations de papier aux ff. liminaires.
ref. 231398Londres, Longman, Green, Langman, & Roberts, 1861 grand in-8, xxxiv pp., un f. n. ch. de table des gravures, 450 pp., avec de nombreuses gravures sur bois dans le texte et 9 planches lithographiées hors texte, en couleurs ou sur fond teinté, dont une carte et une vue dépliante, veau blond, dos à nerfs orné de filets et caissons dorés richement décorés, pièce de titre fauve, encadrement de triple filet doré sur les plats, tranches marbrées, guirlande dorée en encadrement sur les contreplats (Richers & son, Londres). Mors restaurés.
ref. 231399Londres, Robert John Bush [printed by Cassell, Petter & Galpin], 1870 grand in-8, xvi pp., 272 pp., avec de nombreuses gravures dans le texte et 41 planches hors texte sous serpentes épaisses, dont une carte, veau bleu, dos à nerfs orné de filets, pointillés et caissons dorés richement décorés, pièce de titre fauve, encadrement de double filet doré sur les plats, tranches dorées (reliure de l'époque).
1605Carta geografica tratta dal L’Italia a cura di Fabio Magini, edito a Bologna nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. Carta della Sardegna con tre cartigli decorativi e un mostro marino. Realizzata prima del 1605, misura cm 34,3 x 44,5 e, considerando il lato lungo, è in scala di circa 1:736.000, ha i margini graduati ma senza riferimenti numerici e con la suddivisione di 1°, sia per le latitudini sia per le longitudini. Scala di miglia Venti Italiane. L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione (soprattutto se confrontata con quella realizzata dal Mercatore), grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese. La carta, gradevolmente decorata, contiene tre bei cartigli: in quello in alto a sinistra è contenuta la dedica al Cardinale Alessandro Ottaviano de' Medici. Il titolo si trova nel cartiglio in alto a destra, ornato con motivi vegetali e figure di mostri, secondo il gusto dell'epoca. In basso a sinistra, in un altro cartiglio è inserita la scala grafica. L'interno della carta è rappresentato come un insieme montuoso, nella quale gruppi di mucchi di talpa sono collocati in maniera del tutto arbitraria. I numerosi fiumi sono tracciati con una doppia linea. Le coste sono caratterizzate da profonde insenature e da ampi golfi. Il mare è reso con un fitto tratteggio ondulato di linee bianche alternate e fasci di linee scure. Nella parte in basso a destra è anche un grande mostro marino in procinto di divorare un veliero. Gruppi di puntini indicano le saline. I centri abitati più importanti sono disegnati con piccole vedute prospettiche a volo d'uccello, gli altri con un cerchietto accompagnati dal relativo toponimo. In alto, nel cartiglio a destra, il titolo ISOLA DI SARDEGNA; nel cartiglio a sinistra la dedica e l’imprint editoriale All’ Ill.mo et Rev.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card. de Medici. Fabio di Gio. Ant. Magino. In basso a sinistra la scala grafica Scala di miglia Venti Italiane (20 miglia pari a mm 40). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord a sinistra. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ ma priva di numerazione. Incisione in rame, bella impressione tratta dalla prima edizione del 1620, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Piloni (1997): pp. 84-85, tav. XXXV. Map taken from L'Italia edited by Fabio Magini, published in Bologna in 1620, three years after the untimely death of his father. Composed of a short descriptive text of only 24 pages, the work is accompanied by 61 maps of the peninsula, and is the first example of an Italian atlas. The work is entirely by the hand of Giovanni Antonio Magini, who began the realization of the maps in 1594 or so; the first dated map (1595) the map of the territory of Bologna. All the maps were printed before 1620, in their provisional drafts, later corrected and updated for the final edition. For the realization of the plates Magini used two of the most famous engravers of the time: the Belgian Arnoldo Arnoldi and the English Benjamin Wright. Copperplate, in good condition. Carta della Sardegna con tre cartigli decorativi e un mostro marino. Realizzata prima del 1605, misura cm 34,3 x 44,5 e, considerando il lato lungo, è in scala di circa 1:736.000, ha i margini graduati ma senza riferimenti numerici e con la suddivisione di 1°, sia per le latitudini sia per le longitudini. Scala di miglia Venti Italiane. L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione (soprattutto se confrontata con quella realizzata dal Mercatore), grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese. La carta, gradevolmente decorata, contiene tre bei cartigli: in quello in alto a sinistra è contenuta la dedica al Cardinale Alessandro Ottaviano de' Medici. Il titolo si trova nel cartiglio in alto a destra, ornato con motivi vegetali e figure di mostri, secondo il gusto dell'epoca. In basso a sinistra, in un altro cartiglio è inserita la scala grafica. L'interno della carta è rappresentato come un insieme montuoso, nella quale gruppi di mucchi di talpa sono collocati in maniera del tutto arbitraria. I numerosi fiumi sono tracciati con una doppia linea. Le coste sono caratterizzate da profonde insenature e da ampi golfi. Il mare è reso con un fitto tratteggio ondulato di linee bianche alternate e fasci di linee scure. Nella parte in basso a destra è anche un grande mostro marino in procinto di divorare un veliero. Gruppi di puntini indicano le saline. I centri abitati più importanti sono disegnati con piccole vedute prospettiche a volo d'uccello, gli altri con un cerchietto accompagnati dal relativo toponimo. In alto, nel cartiglio a destra, il titolo ISOLA DI SARDEGNA; nel cartiglio a sinistra la dedica e l’imprint editoriale All’ Ill.mo et Rev.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo il S.r Card. de Medici. Fabio di Gio. Ant. Magino. In basso a sinistra la scala grafica Scala di miglia Venti Italiane (20 miglia pari a mm 40). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord a sinistra. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ ma priva di numerazione. Incisione in rame, bella impressione tratta dalla prima edizione del 1620, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Piloni (1997): pp. 84-85, tav. XXXV.
1723Lucca, Salvatore e Giando. Marescandoli, MDCCXXIII. (mm. 225 x 155). Legatura coeva in pergamena con titolo manoscritto al dorso (piccole mancanze ai piatti). Pp. (12), 333, (2). Bell'antiporta incisa f.t. con stemma di Genova e armi del dedicatario Don Stefano de Mari. Bell'esemplare, con solo alcune pagine uniformemente leggermente brunite, di questa non comune prima ed unica edizione.
Amsterdam, chez R. et I. Ottens, 1730 – 1740 circa. Incisione in rame, colore d’epoca, cm 37 x 46 (alla lastra). Grande carta della Liguria con in basso, sotto la veduta del golfo di Genova, tre riquadri con tre più piccole incisioni raffiguranti la pianta della città di Genova vista dall’alto, con il porto con la città nuova, la carta dell’isola di Corsica e la pianta del Distretto della città di Bastia con il relativo porto. Rara. Esemplare fresco, in grandi margini e bella coloritura coeva, ottimo stato di conservazione.
In 4° (cm 16,7 x 22,3), legatura piena pergamena coeva, pp [16], 575, [9], esemplare in buone condizioni, bruniture e macchiette diffuse dovute alla qualità della carta. L'A., abate (Brandu 1698-1736), fu dottore in filosofia e teologia. Prima edizione. Dedicata a Giovanni V re del Portogallo, questa curiosa opera dimenticata dall'Index Librorum Prohibitorum, contenente minuta descrizione di tutte le eresie dalle origini della Chiesa, le più importanti e le minori, e tra gli "eresiarchi" troviamo le biografie dei seguenti personaggi: il filosofo Abelardo, i Cavalieri Templari, il poeta Cecco d'Ascoli, Enrico VIII, Erasmo da Rotterdam, Galileo Galilei, oltre a Valdesi, Ugonotti, Giansenisti, Molinisti, Pelagiani... Troviamo la vita di Maometto, la Papessa Giovanna, i Cavalieri di Malta ed altri Ordini; l'elenco delle "persecuzioni della Chiesa eccitate da' Gentili (Ebrei, Nerone ed altri imperatori romani)... e dagli Eretici". Da p 439, con paginazione continua, l'A. presenta dettagliato trattato sul Regno di Corsica: localizzazione geografica, descrizione fisica, etimologia del nome, descrizione delle più importanti città: "Moriana, Aleria, Accia, Nebbio, Sagona, Ajaccio, Bonifazio, Bastia"; il folklore e la devozione alla Vergine e ai Santi; animali e piante locali; le principali coltivazioni; annali di Principi e Governatori locali; la diffusione del Cristianesimo nell'isola; Santi locali: il pontefice S. Formoso, S. Devota. S. Giulia, uomini illustri còrsi. Per ogni capitolo dell'una come dell'altra opera, l'A. correda la sua descrizione di corposa bibliografia coeva e attinta alle opere dei secoli precedenti, quali il Filippini ed il Porcacchi. Cinque esemplari censiti in SBN.
1768ref. 5195London, Printed for Edward and Charles Dilly, 1768. In-8 de XXI-(3)-384 pp., demi-veau bleu glacé à coins, dos à nerfs (reliure du XIXe siècle).
1589La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. Esemplare tratto dall'edizione con testo francese del 1633 dal titolo Gerardi Mercatoris et I. Hondii Atlas ou Representation du Monse Universel. Incisione in rame, coloritura coeva, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; L. Piloni, "Carte geografiche della Sardegna", tav. XXXII. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Example taken from the Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi by Hondius. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
Londra [ma: Livorno], 1817, in-12, br. muta coeva, pp. 12, 146, [2]. Ottime condizioni. Prima edizione di questo poemetto che prende spunto da una disputa fra due villaggi - Borgo e Lucciana - avvenuta nel Cantone di Mariana (Corsica) per il ritrovamento d'un asino morto durante la Settimana Santa. All'interno dell'opera si trova uno dei primi testi pubblicati in corso: le strofe di U sirinatu di Scappinu (canto IV, stanze 6-15). Starace 7496. Raro.
1640ref. 905Lugd. Batav, apud Elzevirios, 1640, trois volumes in-12 ; plein maroquin rouge sang, dos lisse, filet doré encadrant les plats, filet doré sur les coupes et sur le contre-plat, toutes tranches dorées (reliure ancienne) ; (12) ff. (titre gravé, epistola dedicatoria signée de Bonaventure et Abraham Elzevir ; buste gravé de Sénèque ; vita Senecae ; fragmenta ex-libris ; portrait en pied de Sénèque presque nu, debout dans une vasque), 552 pp. ; 718 pp. (le f. blanc manque) ; 442 pp. et (7) ff. d’index. Les tomes 2 et 3 sont datés de 1639 (Willems-508).