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1962Broch?. 444 pages.
2014br. La corsa fa parte della natura dell'uomo sin dai primordi dell'umanità: è dentro ciascuno di noi ma occorre riscoprirla dopo averla conosciuta da bambini, quando la interpretavamo con spontaneità e gioia. Ogni età è idonea per iniziare il percorso di apprendimento. Occorre, però, preparare il corpo e allenare la mente nel modo giusto per interpretare "un movimento orientato al futuro, accompagnato dalla gioia inesprimibile di simulare il volo", con consapevolezza e in modo naturale, sino a essere corsa. L'autore mostra i suoi tanti volti, sulla scorta di un'esperienza cinquantennale, soffermandosi sia sui cosiddetti fondamentali (lungo lento, fartleck, interval-training, ripetute, respirazione) che su aspetti meno noti quali il ruolo della mente, le corse estreme, la dimensione spirituale e la corsa-terapia adottata dai ragazzi speciali del progetto Filippide. A far da riepilogo il dizionario minimo dei termini tecnici oltre a tre sintetiche tabelle per riassumere e tradurre in numeri i concetti espressi.
réf. 34563D.C.L., Ajaccio, 1996, in 8° broché, 446 pages ; couverture illustrée en couleur.
1999réf. 17414Diffusion Corse du Livre 1999 156 pages 22x1 2x12 6cm. 1999. Broché. 156 pages.
1978réf. 10444éditions Klincksieck, coll. « études Linguistiques » 1978 In-8 24 x 15 cm. Broché sous couverture imprimée pelliculée, 158 pp. Exemplaire en bon état.. Poids sans emballage : 260 grammes. Principes généraux. - Phonétique. - Analyse phonologique de quelques parlers corses. - éléments de morphologie. - Aperçu diachronique. - Des parlers à la langue. - Quelques réflexions sur l’orthographe.
1961réf. 72797Paris, Arthaud, 1961, in-8, Relié-Jaquette éditeur, 193 pages. Dos gauchi. 147 illustrations, dont 80 photographies de Jacque Valle d'Alesanai. Avec une carte volante. Bon exemplaire.
1928Broch?. 320 pages. Couverture l?g?rement d?fra?chie. Rousseurs.
1931Broch?. 319 pages.
réf. QWA-18784Klincksieck, 1966, in-8 carré rel. cart. ed. (18 x 23), 95 p., 56 planches, 14 figures, cartes, bon état.
1974Broch?. 265 pages.
186016 pages. 20x27 cm. Rousseurs.
1996réf. 94654Dervy 1996 In-8 broché 22 cm. 281 pages. Très bon état d’occasion.
1942in-18° pic., pp. 313. Bross. edit. con sovrac. figurata al piatto ant. Tracce del tmepo e d'uso sulla sovrac., lieve ingiallimento sulle carte interne.
2010réf. 16893Editions du Chêne 2010 159 pages collection Grands Voyageurs. 30 6x2x23 6cm. 2010. Reliure Editeur avec jaquette. 159 pages. Ce beau livre relié de Pierre Pinelli publié par les Éditions Chêne présente la Corse à travers des photographies et un texte. L'ouvrage évoque notamment l'afflux touristique de 2013 avec près de trois millions de visiteurs
1963Broch?. 127 pages.
1962London, Collins, (1962), in-8, tela edit. con sovracc., pp. 319. Con albero genealogico e 23 ill. in b.n. f.t.
1986Cartonn?. 80 pages. 24x33 cm.
Broch?. 382 pages. Couverture d?fra?chie.
Broch?. 570 pages. Rousseurs. Manque ? la couverture. Dos r?par?.
2020br. Una corsa campestre nel gelo e nella pioggia, una scarpa che affonda nel fango, un piede scalzo che grinta e forza di volontà spingono fino al traguardo. Comincia così, durante la sua prima gara quando è ancora un bambino, il sogno di Alberto Cova. Un sogno che passa attraverso scelte difficili, perseveranza, determinazione, istinto, emozioni, voglia di vincere. Migliaia di chilometri dopo, quella stessa grinta e volontà porteranno Cova ? unico italiano nella storia del mezzofondo ? sul podio europeo, mondiale e olimpico. Un'avventura che diventa un percorso di scoperta interiore e di sfida ai propri limiti, in cui la mente diventa la principale alleata. Cova si racconta in queste pagine rivelando i pensieri dell'atleta ma anche le emozioni dell'uomo. Il ritratto di un campione dello sport italiano e mondiale, che ha saputo continuare a vincere anche dopo aver appeso le scarpette al chiodo.
2016ill., br. Un racconto delle prime avventurose traversate transahariane in moto, dalle quali ha avuto origine la famosa Parigi Dakar. La sfida al deserto del Sahara raccontata da Fenouil, al secolo Jean-Claude Morellet, a bordo di una Kawasaki 900 e poi di una Kawasaki 350 Big Horn. Pilota di moto e navigatore su auto dal 1973 al 1993, ha partecipato a molte edizioni del Rally Parigi - Dakar, di cui è stato direttore nel 1994, ideando l'andata e ritorno Parigi/Dakar/Parigi. Recordman della Transahariana. Creatore e organizzatore del 1° Rally della Tunisia auto-moto, del Rally dei Faraoni, della Parigi-Dakar e del Rally della Pace Egitto-Israele, del Desert Cannonball, del Rally delle Piramidi. Fu pure organizzatore di diverse prove VTT e ULM nel deserto, e di due Rally del Nilo per barche. Ha vissuto in Camerun, in California e in Francia, dove risiede. Oggi organizza una gara di regolarità per auto d'epoca Le Mille et une Nuits, e raid estremi nel deserto in Egitto, America, Messico, Alaska e Siberia.
2016br.
2022ill., br. «La sfortuna non esiste. Il destino lo creiamo noi con le nostre mani e con le nostre azioni.» Così parlò il mitico "Drake", Enzo Ferrari. Allestire la miglior vettura possibile. Per una totale assunzione di responsabilità, di fronte a una sorte potenzialmente nemica. Le tante rotture meccaniche che finirono per descrivere la carriera di Chris Amon a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta ne delinearono nell'inconscio collettivo e nell'ambiente delle corse quel fortissimo ritratto che sfociò nel luogo comune del "pilota sfortunato". Al punto di far rapidamente dimenticare ad addetti ai lavori e non quel senso diffuso di un campione e un pilota in grado di aggiudicarsi un leggendario titolo iridato nel campionato Sportpro-totipi, regalando alla Ferrari a bordo della bellissima P4 l'indimenticabile vittoria in parata nella 24 Ore di Daytona del 1967, assieme al compianto compagno di squadra: Lorenzo Bandini. Raccontare la carriera di quell'unico pilota neozelandese alla guida delle vetture del Cavallino rampante, in tutta la storia dell'automobilismo sportivo, vincolata solamente al giogo della sfortuna non sarebbe giusto e nemmeno onesto. Nel tentativo d'immaginare, anche solo lontanamente, chi fosse realmente Chris Amon. Dai suoi esordi nella terra d'origine fino a quella telefonata che portò il nome di Gilles Villeneuve all'attenzione di Ferrari, i risvolti che raccontano ancora oggi un pilota inimitabile furono molteplici e insospettabili. Un pilota straordinario, che non vada ricordato solamente per la sua incapacità di vincere un Gran Premio di Formula 1. Nonostante un talento fuori dal comune. Oltre quel mare, di eterna sfortuna. Prefazione di Leo Turrini.