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Francesco Bertelli, Padova, 1629. Pianta planimetrica della città tratta dal “Theatro delle Città d’Italia” di Pietro Bertelli, stampato dal figlio Francesco. Incisione in rame, b/n, cm 12,0 x 18,0 circa (alla lastra).
Francesco Bertelli, Padova, 1629. Pianta planimetrica della città tratta dal “Theatro delle Città d’Italia” di Pietro Bertelli, stampato dal figlio Francesco. Incisione in rame, b/n, cm 11,8 x 17,3 circa (alla lastra).
Francesco Bertelli, Padova, 1629. Pianta planimetrica della città tratta dal “Theatro delle Città d’Italia” di Pietro Bertelli, stampato dal figlio Francesco. Incisione in rame, b/n, cm 11,7 x 17,5 circa (alla lastra).
Francesco Bertelli, Padova, 1629. Pianta planimetrica della città tratta dal “Theatro delle Città d’Italia” di Pietro Bertelli, stampato dal figlio Francesco. Incisione in rame, b/n, cm 12 x 16,9 circa (alla lastra)..
Francesco Bertelli, Padova, 1629. Pianta planimetrica della città tratta dal “Theatro delle Città d’Italia” di Pietro Bertelli, stampato dal figlio Francesco. Incisione in rame, b/n, cm 12,1 x 18,1 circa (alla lastra).
Francesco Bertelli, Padova, 1629. Pianta planimetrica della città tratta dal “Theatro delle Città d’Italia” di Pietro Bertelli, stampato dal figlio Francesco. Incisione in rame, b/n, cm 11,6 x 17,8 circa (alla lastra).
Dalla “Carta Amministrativa del Regno d’Italia co' suoi stabilimenti politici, militari, civili e religiosi e con una parte degli stati limitrofi. Costrutta nel Deposito della Guerra per ordine del Ministro della Guerra e Marina nell'anno MDCCCXI, aggiunta e corretta nell'anno 1813”, edita a Milano nel 1813 (una grande carta composta da più fogli quadrettati e applicati su tela d'epoca, ciascuno di cm 54 x 67 circa per un perimetro totale di cm 1400 x 1100 circa), bella carta comprendente i territori dell'Umbria e degli Abruzzi, delimitata a ovest dai confini con la Toscana e il Lazio (Arezzo, Cortona, Chiusi e il Lago di Bolsena) e a est dalla costa delle Marche e degli Abruzzi. La carta è composta da un foglio, numerato come foglio XXIV sulla parte incisa, e con il numero 24 al retro della tela. Benedetto e Gaudenzio Bordiga furono incisori e cartografi, originari della Valsesia e attivi a Milano nella prima metà del XIX secolo, un periodo caratterizzato da alterne vicende storico politiche, in cui realizzarono un discreto corpus incisorio. L'opera più importante cui contribuirono fu la “Carte générale du Théâtre de la Guerre en Italie”, una grande carta commissionata, nel 1797 dallo Stato Maggiore dell'Armata Francese di Napoleone, al capo battaglione Bacler d'Albe, capo del Gabinetto Cartografico Francese: la carta, celebrativa della prima campagna d'Italia, fu in gran parte realizzata a partire da carte preesistenti, fu realizzata in cinquantaquattro fogli sotto la direzione di Giacomo Pinchetti e fu appunto incisa dai fratelli Benedetto (1800 - 1834) e Gaudenzio Bordiga. Gaudenzio Bordiga (Camasco, Varallo, 10 febbraio 1773 – Milano, 18 gennaio 1837), seguì a Varallo studi letterari e di disegno. Stabilitosi a Milano con il fratello Benedetto, fu capo incisore dell'Istituto Geografico Militare e mantenne tale carica anche dopo l'occupazione austriaca. Senza la collaborazione del fratello Benedetto, Gaudenzio disegnò, e a volte incise, varie carte geografiche militari (“Carta delle stazioni militari in Italia”, 1804; “Carta militare del Regno d'Etruria e del principato di Lucca”, 1806) e scrisse opere di erudizione storico – artistica (“Notizie intorno alle opere di Gaudenzio Ferrari, pittore e plasticatore”, Milano, G. Pirotta, 1821; “Storia e guida del Sacro Monte di Varallo“, Varallo, 1830). Molto buono lo stato di conservazione.
Amsterdam, 1704 circa. Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 48,8 x 61,2 (alla lastra) più margini, legenda a novantuno voci in riquadro nell'angolo in alto a sinistra. Esemplare tratto dal primo volume del “Nouveau Theatre de l’Italie” pubblicato ad Amsterdam nel 1704 - 1705 e poi ancora nel 1724, quale integrazione al progetto di Johannes Blaeu, iniziato nel 1663, del grande “Libro delle città”, manchevole di gran parte delle piante della parte settentrionale della penisola. L’opera del Mortier è infatti in quattro volumi e comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, e integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe su disegno proprio, appunto relative alle città della Toscana e del Nord Italia. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese e olandese e la particolarità che differenzia le edizioni del Mortier da quelle del Blaeu sta nel fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca al retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine a un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts e edita nel 1724 - '25 (Bibliografia: Cremonini, pp. 83 – 90). Veduta planimetrica a volo d'uccello della città, in bella impressione, a apieni margini e in ottimo stato di conservazione..
Metà XIX secolo. Incisione su acciaio, b/n, cm 16,3 x 23,5 (il foglio).
1860 circa. Incisione su acciaio, b/n, cm 18,5 x 26,9. Veduta panoramica di Ancona, attorniata da otto piccole vedute di scorci particolari della città, il tutto entro cornice. Buono stato.
Londra, metà XIX secolo. Incisione su acciaio, b/n, cm 19,5 x 27,3 (il foglio).
Dalla “Topographia Italiae”, Francoforte, 1688. Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 22 x 34,3 (alla lastra) più ampi margini. Buono stato.
Dalla “Topographia Italiae”, Francoforte, 1688. Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 19 x 31,5 (alla lastra) più margini. Margini rifilati ma oltre la parte incisa, discreto stato.
Amsterdam, XVIII secolo. Incisione in rame all’acquaforte, b/n, cm 22 x 27,5 (alla lastra) più ampi margini. Bella impressione e bello stato.
Londra, 1799. Incisione su rame, b/n, cm 23 x 30,5 (alla lastra) più margini. Una lieve presenza di umido nella parte destra incisa, peraltro buona.
Dalla “Carta Amministrativa del Regno d’Italia co' suoi stabilimenti politici, militari, civili e religiosi e con una parte degli stati limitrofi. Costrutta nel Deposito della Guerra per ordine del Ministro della Guerra e Marina nell'anno MDCCCXI, aggiunta e corretta nell'anno 1813”, edita a Milano nel 1813 (una grande carta composta da più fogli quadrettati e applicati su tela d'epoca, ciascuno di cm 54 x 67 circa per un perimetro totale di cm 1400 x 1100 circa), bella carta della costa adriatica, che si estende dall'altezza delle Valli di Comacchio fino ad Ancona. La carta è composta da un foglio, numerato come foglio XIX sulla parte incisa, e con il numero 19 al retro della tela. Benedetto e Gaudenzio Bordiga furono incisori e cartografi, originari della Valsesia e attivi a Milano nella prima metà del XIX secolo, un periodo caratterizzato da alterne vicende storico politiche, in cui realizzarono un discreto corpus incisorio. L'opera più importante cui contribuirono fu la “Carte générale du Théâtre de la Guerre en Italie”, una grande carta commissionata, nel 1797 dallo Stato Maggiore dell'Armata Francese di Napoleone, al capo battaglione Bacler d'Albe, capo del Gabinetto Cartografico Francese: la carta, celebrativa della prima campagna d'Italia, fu in gran parte realizzata a partire da carte preesistenti, fu realizzata in cinquantaquattro fogli sotto la direzione di Giacomo Pinchetti e fu appunto incisa dai fratelli Benedetto (1800 - 1834) e Gaudenzio Bordiga. Gaudenzio Bordiga (Camasco, Varallo, 10 febbraio 1773 – Milano, 18 gennaio 1837), seguì a Varallo studi letterari e di disegno. Stabilitosi a Milano con il fratello Benedetto, fu capo incisore dell'Istituto Geografico Militare e mantenne tale carica anche dopo l'occupazione austriaca. Senza la collaborazione del fratello Bendetto, Gaudenzio disegnò, e a volte incise, varie carte geografiche militari (“Carta delle stazioni militari in Italia”, 1804; “Carta militare del Regno d'Etruria e del principato di Lucca”, 1806) e scrisse opere di erudizione storico – artistica (“Notizie intorno alle opere di Gaudenzio Ferrari, pittore e plasticatore”, Milano, G. Pirotta, 1821; “Storia e guida del Sacro Monte di Varallo“, Varallo, 1830). Molto buono lo stato di conservazione.
1913In 8, pp. (8) + 344 con molte tavv. f. t. di cui due carte topografiche piu' volte rip. Parzialmente intonso. Br. ed. Pubblicato a cura dell'Ufficio storico - Comando del Corpo di Stato Maggiore, Fascicolo III - 1913.
1931In 8, pp. 202 con 8 tavv. fot. f. t. Br. ed. con macchie.
1874In 16, pp. 40. Br. ed. con danni al d. Somma storica del Piceno dalle origini alla meta' del sec. XIXo. Raro.
19102 voll. in folio, pp. 80; 112 con 7 grandi tavv. sciolte piu' volte rip. Br. ed. sciolta e con danni al d.
1645In folio, pp. (230) + 366. Grande ins. tip. al f. Bruniture diffuse. Qualche macchia d'inchiostrro alla leg. P. pg. coeva con nervature. Prima parte dell'opera di questo giurista perugino dedicata alle osservazioni (la seconda era dedicata alle decisioni).
1760In 4, pp. 11 + (1b). Grande stemma xilogr. e capolettera. Stemma xilogr. in fine raff. la marca da bollo della carta. Seguono Tarif du prix auquel on doit vendre au Public toutes fortes de tabacs (tabac caffe' en graine, feuille du Levant en poudre, tabac en poudre, ecc...). Manifesto camerale contenente le prescrizioni per il pagamento delle gabelle con particolare riferimento alla 'gabelle du papier', la gabella del bollo sulla carta, e le tasse sui tabacchi.
1984ILL. Sovracoperta con leggeri danni