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rif. 22868Paris Corréa Buchet/Chastel 1955 in 8 (23x14,5) 1 volume broché, 414 pages [1]. Texte en français, traduit de l'américain par Jean Sendy. Bon exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
Lot of seven mass market paperbacks: The Story of Jazz by Marshall Stearns (Mentor, 1958); The Burl Ives Song Book (Ballantine Books, 1953); Hair: The American Tribal Love-Rock Musical (Pocket Books, 1970); Sinatra: The Man and the Myth by Bill Adler (New American Library, 1987); No One Here Gets Out Alive: The Bestselling Biography of Jim Morrison by Jerry Hopkins and Danny Sugarman (Warner Books, 1980); Jazz by Nat Hentoff (Discus, 1978); The True Story of the Beatles by Billy Shepherd (Bantam, 1964; torn title page and cover). The books are all in Good condition; the older books have yellowing pages and possibly a previous owner's name, but no other marking in the text.
1991A clean, unmarked book with a tight binding. Light wear to cover and creases to spine and top corner of page block. 9"w x 12"h. 334 pages. Essay contributions by William C. Agee, Robert Hunter, Lewis Kachur, Diane Kelder, John R. Lane, Lisa J. Servon and Karen Wilkin.
1999Advanced piano solos by Billy Taylor. 7 songs plus "Make a Joyful Noise" suite in 7 movements. Some transcribed by David Berger. 128 pages. Plastic comb binding.
1999Ex-library book with usual stamps, stickers, etc. Binding is solid and text/interior is clean. 40 chapters, each on a aristocrat: Danny Alvin, Jimmy Andrews, Bill Challis, Doc Cheatham, Jim Cullum, Eddy Davis, Wild Bill Davison, Dolly Dawn, Vic Dickenson, Al Duffy, Pee Wee Erwin, Chuck Folds, Chris Griffin, Herb Hall, Major Holley, Jane Jarvis, George Masso, Johnny Mince, Chauncey Morhouse, Ray Noble, Fred Norman, et. al. 379 pages with b&w photos.
1993"Nightclub and Cabaret Repertoire for Singers." Piano/vocal arrangements with guitar tablature. Ballads, Upbeat tunes, Latin, Comedy. 208 pages. Plastic comb binding.
1992A clean, unmarked copy with a tight binding. 355 pages. Inscribed by author. Includes recollections by Norman Mailer, Joan Didion, Gay Talese, Calvin Trillin, Allen Ginsberg.
1981rif. 91217New Albany, Jamey Aebersold Jazz Inc., 1981. 34 S. 4° Quart, Softcover/Paperback
2022br. Il presente volume nasce con un duplice intento: da una parte quello di offrire, allo studioso come all'amatore, una trattazione storica della popular music e del jazz non eminentemente nozionistica, dizionaristica o velleitariamente enciclopedica, opponendo a un approccio prettamente informativo la ricerca, l'indagine, l'analisi, l'esplorazione; dall'altra quello di fornire un utile supporto bibliografico a studenti e docenti di conservatori di musica e università. La storia che qui si racconta viene dunque a realizzarsi, secondo le iniziali intenzioni editoriali, senza mai prescindere da approfondimenti di vario genere (musicali, estetici, economici, sociali, tecnologici, politici, antropologici, ecc.), in un ampio respiro che, a perfetta metà strada tra lo studio accademico e l'appassionata lettura, tenta così di restituire una visione d'insieme della musica più fruita del nostro tempo.
2019br. In questo manuale, scritto da Alessio Menconi in collaborazione con Andrea Golembiewski, vengono approfonditi i concetti del Chord Melody, tecnica che permette al chitarrista jazz e pop di suonare melodia e accordi da solo come farebbe un pianista. Nel libro sono inclusi 70 minuti di videolezioni e numerosi esercizi e brani di esempio che renderanno l'allievo gradualmente indipendente.
2021ill., br. "- Sei anche uno scrittore, Louis? - Diavolo! Sono un lampo a due dita sulla mia macchina per scrivere portatile." Cosa porta con sé il più celebre trombettista del mondo quando è in viaggio? Lo strumento, certo, ma nel caso di Louis Armstrong anche un'altra valigetta: la macchina da scrivere. E comunque sempre almeno una penna. Perché il celebre Satchmo era uno scrittore instancabile, dominato dal bisogno costante di rimanere in contatto con gli amici, ringraziare i fan, impartire indicazioni al suo manager, rispondere ai giornalisti, ma soprattutto di rievocare con acume aneddoti, ricordi e lezioni di vita del variopinto teatro umano e musicale di New Orleans. Un florilegio verbale da cui emerge anche un sorprendente Armstrong privato. Che si racconta con un linguaggio inventivo, umoristico, vivace, ricco di creative idiosincrasie grafiche che trasformano in ritmo visivo e musicale il racconto di una vita eccezionale.
2018ill., br. L'immagine sonora che molti appassionati di jazz tuttora associano a Duke Ellington si limita ai canonici tre minuti di musica "hot" e ballabile, magari accompagnata dal fascino personale e dalla leggerezza a cui l'elegante musicista ha abituato il suo pubblico. Ma quella che Luca Bragalini racconta in questo libro è tutta un'altra storia: una di quelle che una volta conosciute possono cambiare il nostro orizzonte d'ascolto. Il punto di partenza è un episodio apparentemente marginale della carriera di Ellington: la registrazione nel 1963 a Milano, con un gruppo di musicisti del Teatro alla Scala, di un brano sinfonico intitolato "La Scala. She Too Pretty to Be Blue". Le circostanze di questa incisione erano finora avvolte nel mistero: Bragalini ricostruisce i fatti, incontra i testimoni superstiti, getta luce sui motivi del disinteresse del mondo musicale italiano, riporta persino alla luce un set di fotografie inedite originali. Conducendo un profondo lavoro di scavo culturale e di revisione critica che lo porterà nel cuore di Harlem, il centro di irradiazione della cultura e delle lotte degli afroamericani, Bragalini indaga l'intera produzione sinfonica di Ellington, finora valutata con una certa sufficienza dagli storici del jazz, giungendo a dimostrare quale fosse la portata culturale, intellettuale e politica che il musicista quasi cripticamente affidava a queste partiture. Attraverso l'analisi di documenti inediti come i file secretati dell'FBI, creando originali collegamenti con la letteratura, la pittura e la fotografia dell'epoca, seguendo brillanti intuizioni storiche - fra cui la scoperta sensazionale di una settima opera sinfonica di Ellington presentata nel cd allegato a questo volume - e soprattutto attraverso un'attenta analisi musicologica, Bragalini fa emergere un nuovo ritratto di Duke Ellington, quello cioè di un artista consapevole e impegnato, in fuga dalle classificazioni ma vicino al cuore di Harlem, "il centro nervoso dell'America nera che avanza". Prefazione diDavid Schiff. Contiene Cd audio con musiche inedite di Duke Ellington.
2020ill., ril. Storia biografica di un musicista italiano, con una tromba in tasca e un cuore grande. Un viaggio verso la Grande Mela a inizio secolo, alla ricerca del Jazz e della libertà. Ritornare a casa per una guerra che non era sua... ma per la necessità di salvare delle vite dalla deportazione nazista. Questa è la vita di Leone, un uomo straordinario che ha salvato centinaia di vite e migliaia ne ha ispirate con la sua musica.
2020ill., ril. Storia biografica di un musicista italiano, con una tromba in tasca e un cuore grande. Un viaggio verso la Grande Mela a inizio secolo, alla ricerca del Jazz e della libertà. Ritornare a casa per una guerra che non era sua... ma per la necessità di salvare delle vite dalla deportazione nazista. Questa è la vita di Leone, un uomo straordinario che ha salvato centinaia di vite e migliaia ne ha ispirate con la sua musica.
2022br. Attraverso incontri e interviste con maestri della vocalità jazz, blues e soul - da Johnny Adams a Mark Murphy, da Johnny Otis a Carmen McRae, da Bill Henderson a Tony Bennett, da Jimmy Scott a Etta Jones, da Betty Carter a Bobby McFerrin - e con loro illustri accompagnatori, Confessin' the Blues dipinge il ritratto di un'epoca ancora fertile per la musica afroamericana, quella dell'ultimo Novecento, in equilibrio tra tradizione, innovazione ed eclettismo: un'epoca in cui il blues appare vitale come forma lirico-musicale (schiettamente popolare o raffinata, jazzistica), come richiamo sempre fondamentale nel grande songbook di Broadway, Hollywood e Tin Pan Alley, o come umore presente nell'intero spettro culturale nordamericano e nel linguaggio quotidiano dell'America urbana, suburbana o rurale. E anche come filtro (la sua fluida celebrazione degli alti e bassi della vita) attraverso il quale un cantante toccato dalla potente emotività del blues guarda alla propria arte e alla propria carriera.
2022br. Attraverso incontri e interviste con maestri della vocalità jazz, blues e soul - da Johnny Adams a Mark Murphy, da Johnny Otis a Carmen McRae, da Bill Henderson a Tony Bennett, da Jimmy Scott a Etta Jones, da Betty Carter a Bobby McFerrin - e con loro illustri accompagnatori, Confessin' the Blues dipinge il ritratto di un'epoca ancora fertile per la musica afroamericana, quella dell'ultimo Novecento, in equilibrio tra tradizione, innovazione ed eclettismo: un'epoca in cui il blues appare vitale come forma lirico-musicale (schiettamente popolare o raffinata, jazzistica), come richiamo sempre fondamentale nel grande songbook di Broadway, Hollywood e Tin Pan Alley, o come umore presente nell'intero spettro culturale nordamericano e nel linguaggio quotidiano dell'America urbana, suburbana o rurale. E anche come filtro (la sua fluida celebrazione degli alti e bassi della vita) attraverso il quale un cantante toccato dalla potente emotività del blues guarda alla propria arte e alla propria carriera.
2019ill., br. Nel 1938 l'etnomusicologo Alan Lomax (colui che fra gli altri scoprì Woody Guthrie e Muddy Waters) incontrò in un piccolo club di Washington il pianista di New Orleans Jelly Roll Morton, che sosteneva con assoluta sicurezza di avere inventato il jazz. Lomax gli chiese un'intervista; Morton parlò per settimane. Il risultato ossessionò per anni l'intervistatore, che dopo la morte del pianista ne approfondì i racconti andando a cercare i veterani di New Orleans e i parenti di Morton. Nel 1950 il libro era finalmente pronto: non c'era solo il jazz, ma l'intreccio di razze che permea gli Stati del Sud, la vita irregolare fra bordelli di lusso e saloon, la nascita dell'industria discografica e della cultura popolare fra Otto e Novecento. Un affresco corale, con la vera voce di Morton a dominare, rimasto finora inedito per il lettore italiano. Nella sua introduzione, lo studioso Stefano Zenni ha appositamente aggiornato l'opera facendo il punto sulle più recenti ricerche che riguardano la figura, lungamente avvolta nella leggenda, del grande pianista di New Orleans. Data la loro importanza per la cultura americana, le interviste originali a Morton sono conservate nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti a Washington. Postfazione di Lawrence Gushee.
2018Raccontare l'Art Ensemble of Chicago significa attraversare buona parte delle esperienze artistiche più innovative del secondo Novecento. Senza mai allontanarsi dalla cultura afroamericana in cui si sono formati (la musica delle chiese nere, quella delle comunità locali, le bande dell'esercito, il jazz di ogni epoca), i suoi membri hanno saputo influenzare l'arte performativa di tutto il pianeta, sintetizzando nel concetto di Grande Musica Nera ciò che la diaspora africana nel mondo ha regalato alla cultura contemporanea. Fin dalla metà degli anni Sessanta, sul palcoscenico i membri dell'Art Ensemble creavano un irresistibile intreccio di esperienze spettacolari, suonando centinaia di strumenti, recitando poesie, dando vita a episodi teatrali, mascherandosi e usando costumi d'ogni provenienza. Emerso dal formidabile calderone espressivo della Chicago nera degli anni Sessanta, il gruppo si è affermato in una Parigi che era stata appena attraversata dai fermenti del Sessantotto e ha poi trionfalmente conquistato il pubblico di tutti i continenti. In questo volume Paul Steinbeck esplora nei dettagli la storia dell'Art Ensemble of Chicago. Unendo l'analisi musicale alla ricerca storica, propone un'approfondita interpretazione che ne lega insieme tutte le innovazioni: i diversi modelli d'improvvisazione, l'ampio repertorio di composizioni, la dimensione intermediale e quel concetto cooperativo di interazione sociale che ha permesso al gruppo di attraversare con successo i decenni. Nonostante infatti la dolorosa scomparsa di due fondatori, Lester Bowie e Malachi Favors, e il ritiro di Joseph Jarman, il creatore del gruppo Roscoe Mitchell lo guida ancor oggi assieme a Don Moye, caso più unico che raro nella storia della musica. L'avventura dell'Art Ensemble continua. Autori: Paul Steinbeck. Curatori: Claudio Sessa. Traduttori: Giuseppe Lucchesini.
2022ill., ril. Part design history, part trip down musical memory lane, this anthology of jazz album artwork is above all a treasure trove of creative and cultural inspiration. Spanning half a century, it assembles the most daring and dynamic jazz cover designs that helped make and shape not only a musical genre but also a particular way of experiencing life. From the 1940s through to the decline of LP production in the early 1990s, each chosen cover design is distinct in the way it complements the energy of the album's music with its own visual rhythms of frame, line, text, and form. To satisfy even the most demanding of music geeks, each record cover is accompanied by a fact sheet listing performer and album name, art director, photographer, illustrator, year, label, and more. About the series TASCHEN is 40! Since we started our work as cultural archaeologists in 1980, TASCHEN has become synonymous with accessible publishing, helping bookworms around the world curate their own library of art, anthropology, and aphrodisia at an unbeatable price. Today we celebrate 40 years of incredible books by staying true to our company credo. The 40 series presents new editions of some of the stars of our program-now more compact, friendly in price, and still realized with the same commitment to impeccable production.
2018ill., br. Raccontare l'Art Ensemble of Chicago significa attraversare buona parte delle esperienze artistiche più innovative del secondo Novecento. Senza mai allontanarsi dalla cultura afroamericana in cui si sono formati (la musica delle chiese nere, quella delle comunità locali, le bande dell'esercito, il jazz di ogni epoca), i suoi membri hanno saputo influenzare l'arte performativa di tutto il pianeta, sintetizzando nel concetto di Grande Musica Nera ciò che la diaspora africana nel mondo ha regalato alla cultura contemporanea. Fin dalla metà degli anni Sessanta, sul palcoscenico i membri dell'Art Ensemble creavano un irresistibile intreccio di esperienze spettacolari, suonando centinaia di strumenti, recitando poesie, dando vita a episodi teatrali, mascherandosi e usando costumi d'ogni provenienza. Emerso dal formidabile calderone espressivo della Chicago nera degli anni Sessanta, il gruppo si è affermato in una Parigi che era stata appena attraversata dai fermenti del Sessantotto e ha poi trionfalmente conquistato il pubblico di tutti i continenti. In questo volume Paul Steinbeck esplora nei dettagli la storia dell'Art Ensemble of Chicago. Unendo l'analisi musicale alla ricerca storica, propone un'approfondita interpretazione che ne lega insieme tutte le innovazioni: i diversi modelli d'improvvisazione, l'ampio repertorio di composizioni, la dimensione intermediale e quel concetto cooperativo di interazione sociale che ha permesso al gruppo di attraversare con successo i decenni. Nonostante infatti la dolorosa scomparsa di due fondatori, Lester Bowie e Malachi Favors, e il ritiro di Joseph Jarman, il creatore del gruppo Roscoe Mitchell lo guida ancor oggi assieme a Don Moye, caso più unico che raro nella storia della musica. L'avventura dell'Art Ensemble continua.
2003rif. 86537Kiel, Nieswand Verlag 2003. 2003. Gr. 8°, ca. 118 S. nicht paginiert mit sehr vielen s/w Fotos. Orig.-Pappband.
1974rif. 72506Dover Pubns 1974 In-4 relié, jaquette légèrement fendillée en tête, sinon bon état d’occasion.
2009rif. 62009Editions de la Martinière 2009 Version Française. Editions de la Martinière. In-4 relié 27,4 cm sur 24,6. 255 pages. Très bon état d’occasion.
1989rif. 24775Amsterdam : Micrography-The Golden Age Records, 1988, 1989. Each 44 S. ; 21x16 cm , Org.-Pappdeckel, geheftet [4 Warenabbildungen]
2013ill., ril. Questo libro (il quarto su Massimo Barbiero, nato a Ivrea il 4 febbraio 1963), è stato pensato con l'intento di condividere il percorso intellettuale di Massimo Barbiero insieme a molte altre persone, non solo musicisti, ma anche fotografi, critici, musicologi, filosofi, registi, poeti, romanzieri, designer, pittori, danzatrici. Non è questione di narcisismo o vanità: al contrario Barbiero dimostra sincero interesse e razionale passionalità per la condivisione dei saperi e delle conoscenze attraverso il diretto coinvolgimento di esponenti dei più diversi linguaggi espressivi di eterogeneee esperienze socioculturali. In questo sembra l'erede ideale di quanto promosso, nella città di Ivrea, da Camillo e Adriano Olivetti, soprattutto negli anni Sessanta del Novecento, quando l'industria delle popolarissime macchine da scrivere (e poi dei primi eccellenti personal computer) è una fucina di attività straordinarie che danno vita a un un felice connubio tra lavoro e tempo libero, impresa e sociologia, azienda e umanesimo, cooperazione e utopia.