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3 p. 4°
193666 Sp. Farb. Frontis. Kl. 8°. Viele Abb.
1955Best.-Nr. 9520Couverture souple. Broché. 415 pages. Rousseurs.
3 p. 4°
3 p. 4° Text in Dutch/English.
2003Best.-Nr. 920414Paris: Histoire d'Etre, 2003. 317 S. mit Abb. Broschiert.
1979Walter Mauro Louis Armstrong. Il re del Jazz. Milano, Rusconi 1979 italian, 216 1979. Opera con copertina rigida e sovraccoperta alettata. Numerose illustrazioni in b/n ft. N 44
2005Best.-Nr. 284565Berlin: Transit 2005. 176 S., Abb, Kart. *neuwertig*.
1987Best.-Nr. va28Carrere CD 1987 "1 CD ""Lester Young in Washington, D.C., 1956, Vol. 1"" : 1. A Foggy Day 2. When You're Smiling 3. I Can't Get Started 4. Fast Bb Blues 5. D. B. Blues 6. Tea For Two 7. Jeepers Creepers ; très bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande."
2013br. Non è solo musica, il jazz. È anche un modo di stare nel mondo, e un modo di stare con gli altri. Al cuore della sua "filosofia" ci sono l'unicità e il potenziale di ciascun individuo, uniti però alla sua capacità di ascoltare gli altri e improvvisare insieme a loro. È stato creato dai discendenti degli schiavi, ma sa parlare di libertà. È figlio della malinconia del blues, ma sa lasciarsi andare alla felicità più pura. Le sue radici sono nella tradizione, ma la sua sfida è la continua innovazione. E anche se vive di tensioni armoniche e ritmiche, ha saputo e sa essere ancora messaggero di pace. Wynton Marsalis fa leva sulla sua eccezionale storia artistica e sull'eredità dei grandi maestri per introdurci in questo universo fatto di opposti che si riconciliano. Con la passione del protagonista racconta storie del presente e del passato. Con la competenza dello studioso spiega cosa e come ascoltare. E soprattutto mostra come le idee centrali del jazz possano aiutare le persone e le comunità a cambiare il loro modo di pensare e di agire, con se stesse e le une con le altre.
1947Numerous photographs in two sections. A little shelfworn.
1978319pp. 22 cm. Hardcover Very good condition good
1959248p. Inked ownership of Harry E. Seyler. 8vo. Paperback. JAZZ 1
2001Autori: Guido Michelone.
1975Best.-Nr. 81537Linz, Blues Notes, 1975. 74 S. Gr.-8° Groß-Oktav, Softcover/Paperback
1980Best.-Nr. 16979o. O. o. V., 1980. 23 S. 4° Quart Brosch.
1979Best.-Nr. 82711o. O., o. V., 1979. 56 S. 8° Oktav, Softcover/Paperback
1996Best.-Nr. 129538München ; Paris ; London: Schirmer / Mosel Verlag, 1996. 110 S. ; 31 x 23,5 cm ; kart. ;
in-12 carre, 188 pp., illustrations en noir, broche, couverture illustree Bel exemplaire. [FL-10]
2015br. Il volume presenta 12 improvvisazioni realizzate e trascritte in tempo reale da tastiera midi da Enrico Intra.
1992Best.-Nr. 22458ASt. Andrä-Wördern: Hannibal, 1992. Gr. 8°. 381 Seiten sowie Abbildungen auf 14 Tafeln. Original-Pappband. (Gutes Exemplar).
2008leggeri quasi impercettibili segni del tempo
2016br. È il giugno del 1997 quando, durante una delle tre tappe del tour di Ornette Coleman a "La villette" di Parigi, uno spettatore particolare e molto attento, si erge dal pubblico e inizia a porre domande al compositore. Quel 23 giugno sarà consacrato a un incontro vis-à-vis tra due delle personalità più singolari ed eclettiche della scena culturale contemporanea: Ornette Coleman e Jacques Derrida. L'intervista, pur nella sua brevità, tocca i temi dell'armolodia, della democrazia, della civiltà e della civilizzazione, della globalizzazione, dell'assenza di leadership, dell'evento e del suo dispiegarsi. Ricostruendo le storie personali dell'uno e dell'altro, dei soprusi subiti da bambini per il colore della propria pelle (Coleman) o per il credo religioso della propria famiglia (Derrida), i due si confrontano sul concetto di lingua materna e di se e quanto questa influenzi il modo stesso di pensare, perché del resto, si sa, "prima di essere musica, la musica era soltanto parola".
2015br. Scrivere di Miles Davis significa non solo doversi confrontare con uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo, ma anche fare i conti con un'originalissima e stimolante prospettiva filosofica. Ma cosa fa sì che ancor oggi la musica di Miles costituisca una delle più grandi ed emozionanti sfide per qualsivoglia filosofo realmente degno di tale appellativo? Da cosa dipende, se non dal suo essersi mostrato capace di depistare qualsiasi tentativo di prevederne le scelte musicali? Il fatto è che un genio come quello dell'autore di "So What" continua ancor oggi a incantare perché il suo è un gioco sempre insieme armonico, melodico e ritmico; e in ogni caso affidato a un incessante e mai pago rovesciamento delle parti. Proteso a rincorrere il libero ed esaltante, nonché metamorfico, dinamismo della natura; mosso dalla volontà di spingersi sempre più in là, verso quel "limite ultimo" che almeno una cosa gli avrebbe fatto senz'altro sperimentare: il brivido dell'inaudito e di una sempre inaugurale, nonché autentica, "potenza poietica".