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2018br. I new media stanno determinando grandi cambiamenti nella nostra quotidianità e nel modo in cui possiamo metterci in contatto gli uni con gli altri. Questa novità non si traduce in una sostituzione ma piuttosto in un affiancamento e a volte in una convergenza con i media tradizionali: per capirne davvero la na tura è bene non perdere di vista la tradizione già esistente. Questo libro adotta una prospettiva che mette in relazione la novità dei new media con i rapporti di debito e credito che essi continuano a intrattenere con la cultura di massa e con i media tradizionali. L'obiettivo è di descrivere l'insieme delle trasformazioni introdotte dai new media e riguardanti sia l'agire collettivo (il modo in cui organizzazioni e istituzioni incorporano le nuove tecnologie e vi si adattano), sia l'agire individuale (attraverso il mutare delle relazioni tra persone reso possibile dai nuovi media o anche dal connubio essere umano-macchina che si fa sempre più stringente e interconnesso). Al lettore vengono presentati i temi centrali per comprendere tutto ciò: gli autori affrontano il digital divide e la dimensione politica, la costruzione dell'identità e la gestione della socialità, e propongono infine un'utile parte metodologica su come è possibile fare ricerca sociale nel mondo digitale. Il testo è accompagnato da una ricca strumentazione didattica orientata allo studente e volta a stimolarne la curiosità e l'interesse critico.
2014brossura Cultura Convergente è un saggio rivoluzionario per molte ragioni. La prima è un marchio di fabbrica anglo-sassone: l'essere comprensibile, appassionante, farcito di prove ed esempi... Come per magia, nelle pagine di questo libro ogni oscurità concettuale si fa cristallina. Il secondo merito è che il professor Jenkins si immerge nella cultura popolare del nostro tempo, fotografa in che modo le nuove tecnologie la stanno cambiando, poi torna in superficie e ci mostra un reportage che in realtà non è sui mezzi di comunicazione ma su coloro che li usano per comunicare. Nelle sue foto ci siamo noi. La terza benedizione di questo libro è che va alla radice di molti equivoci e li estirpa, sposta il cuore dei problemi, da un groviglio inestricabile di banalità a una nuova prospettiva, un modo di affrontare le questioni che spiazza e ridisegna ogni barricata.
2011br. Milioni di persone si informano e interagiscono fra loro attraverso l'uso di internet e delle nuove tecnologie. Ognuno a suo modo partecipa alla messa in rete di notizie, ma anche alla trasformazione di questi strumenti di comunicazione e di socializzazione. Blog, wiki, social network sono soprattutto - strumenti di relazione sociale. Il web partecipativo costringe quindi a un profondo ripensamento dei concetti classici della sociologia della comunicazione. Davide Bennato propone una analisi approfondita dei diversi strumenti e delle piattaforme note al grande pubblico, da Facebook a Youtube, ed esamina le conseguenze etiche e sociali dell'uso delle nuove tecnologie.
2021br. L'immaginario collettivo nel suo farsi è stato il campo di indagine privilegiato per analizzare il mutamento culturale della società contemporanea. La sociologia dell'immaginario è una sociologia di profondità, che coglie le motivazioni profonde e le dinamiche dei comportamenti umani poiché l'immaginario percorre la storia delle civiltà ed è parte intrinseca di ogni gruppo sociale. Questo studio propone indagini empiriche su miti, valori e modelli di comportamento di eroi ed eroine proposti da ogni schermo e in ogni zona del mondo, evidenziando il mutamento dei ruoli maschili e femminili, dell'egemonia del virtuale sul reale e di una commistione culturale planetaria. Dagli anni '70 in poi tutti ragazzi del mondo (generazioni X, Y, Z e Alpha) sono cresciuti con i medesimi mondi fantastici. Un fenomeno straordinario e nuovo che non era mai accaduto nella storia umana. Le fiabe, le storie, le leggende che per millenni erano servite a ogni comunità per creare un legame tra passato e futuro e porre le basi dei valori e dei modelli di comportamento sono state soppiantate dai serials televisivi, dalle animazioni dei computers, dai videogiochi, dai giochi di ruolo, che per essere "fruiti" da miliardi di persone in ogni zona del pianeta hanno predisposto un mondo fantastico commisto di molte culture, ispirato nel tempo a valori contingenti: progresso scientifico, responsabilità ecologica, fine delle grandi ideologie, narcisismo, cinismo... Così i miti, i valori, i modelli di comportamento sono rappresentati da eroi che hanno perso la loro matrice culturale, che vivono perlopiù per risolvere problemi e che, per la ripetitività dei loro comportamenti mai ribelli, trasmettono stabilità per la loro prevedibilità più che coraggio per le loro imprese.
2007br. Gli scenari della comunicazione cambiano con straordinaria rapidità, in funzione delle innovazioni tecnologiche e dei mutamenti socioculturali. Più che in altri settori, nello studio di tali fenomeni si ha dunque assoluta necessità di strumenti ben aggiornati. A ciò provvede Denis McQuail con una edizione ampiamente riveduta del suo fortunato manuale, tradotto in tredici lingue.
2012br. Punto di incontro tra scienze umane e nuove tecnologie, questa disciplina ha come oggetto la comprensione, la previsione e l'attivazione dei processi di cambiamento individuali e sociali che scaturiscono dall'interazione con i media digitali. Proposto qui in una nuova edizione riveduta e aggiornata, il volume risulta essere un utile strumento che interseca diversi corsi formativi: dalla psicologia alle scienze della formazione alle scienze della comunicazione, fino al commercio elettronico e all'area dell'informatica applicata.
2021brossura Viviamo, oggi, una babele di linguaggi, creata dalle tecnologie sempre più sofisticate: linguaggi utili, certamente, ma inadatti all'articolazione del pensiero. Siamo sommersi da continue informazioni, sondaggi, notizie false o manipolate. Di fronte a tutto questo, si fa urgente l'esigenza di una corretta informazione e dei valori etici che devono guidarla. È ciò che abbiamo tentato di fare in questa lunga conversazione, convinti che solo attraverso una comunicazione che si fa dialogo e una informazione fondata, chiara e a tutti accessibile sia possibile capirci e convivere. Prefazione di Gianpiero Gamaleri. Appendice di Franco Ferrarotti.
2021br. Il libro di testo, "oggetto culturale" e sostegno didattico paradigmatico della scuola italiana, sta cambiando e l'evoluzione verso cui si sta dirigendo è profonda. Che si possa considerare una vera e propria rivoluzione, con discontinuità notevoli e punti di frattura evidenti, oppure il risultato di un processo di cambiamento lento, seppure irreversibile, l'introduzione degli strumenti digitali a scuola ha innegabilmente provocato trasformazioni e tracciato nuove direzioni per la progettazione didattica. Gli ambienti digitali e le narrazioni transmediali rappresentano alcune delle opportunità emergenti che si propongono di innovare i modelli tradizionali di trasmissione della conoscenza. Inoltre, le esperienze delle classi scolastiche che oggi autoproducono oppure "ri-mediano" testi in forma collaborativa trasformano nel profondo il lavoro ordinario dell'insegnare. In questo volume sono delineati, attraverso la discussione di indagini teoriche ed esperienze empiriche, i tratti salienti delle discontinuità che investono oggi gli ambienti di apprendimento: i cambiamenti hanno effetti macroscopici ed evidenti, come i la trasformazione dei libri di testo, oppure latenti e difficilmente osservabili, come la diffusione di nuove competenze e approcci alla conoscenza.
2017br. La radio, ovvero la conversazione, la conduzione: mai come in questi anni si sta dimostrando un mezzo non soltanto resistente, ma persino il più adatto all'età dei social media. Oltre a essere agile, elastica, economica e assai più semplice di altri media, la radio è per sua natura multimediale, partecipativa, relazionale, e perciò particolarmente consona all'ecosistema internet. La sua vera forza deriva dal suo nucleo, il suo cuore, ciò che la definisce e distingue: la parola e l'ascolto, la voce e l'udito. Anche nel caotico, straripante mondo della rivoluzione digitale, in cui siamo investiti dalle informazioni a ciclo continuo, abbiamo bisogno di quest'esperienza quasi primaria, moderna eredità di una pratica eterna: un gruppo di persone che parlano e si ascoltano; che conversano, si scambiano idee, informazioni, ragionamenti. Il paesaggio contemporaneo pone però anche sfide insidiose per la radio. La frammentazione, la velocità, il mondo-flusso delle notifiche sugli smartphone lasciano spazio per una radio di ascolto serio, per il confronto approfondito, per una civile discussione? Queste pagine costituiscono un viaggio nell'arte della conversazione radiofonica, e nel mondo dei conduttori, di ieri e di oggi, attraverso cambiamenti e innovazioni tecnologiche, forme, stili, ritmi, canali, programmi, paesi. Un racconto affidato a una voce nota del nostro sistema della comunicazione, conduttore da anni dei più diversi programmi di informazione e di approfondimento, dai giornali radio e le trasmissioni storiche di Radio 1 - a cominciare da Radio Anch'io - ai dialoghi a due di Radio3, dagli audiodocumentari ai reportage. La radio si scopre così un mezzo resistente e adattabile, che nella rete non solo sta bene, ma può persino prosperare.
2005ill., br. Gli articoli raccolti nel volume propongono una prospettiva antropologica nello studio dei media, combinando, da una parte, una pratica di ricerca radicalmente contestualizzata e, dell'altra, discutendo il ruolo della tecnologia nelle pratiche di ricezione. La raccolta si apre con i testi più teorici di Friedrich Kittler e Stuart Hall e si compone di vari studi etnografici sui media dedicati a mezzi di comunicazione diversi, dal telefono cellulare alla televisione, dal cinema a internet, dal grammofono ai new media, per problematizzare la categoria stessa di "media".
2019br. La disciplina del diritto dell'informazione ha conosciuto una svolta significativa: lo sviluppo di nuove tecnologie sta progressivamente rendendo fungibile una pluralità di mezzi di comunicazione per l'esercizio di attività riconducibili alla nozione di informazione. Attività che in passato contavano su una regolamentazione distinta (stampa, radiofonia, televisione), a seconda del vettore utilizzato, conoscono ora una convergenza che investe anche la normativa del settore. Il manuale illustra questo processo in relazione al quadro giuridico di riferimento. Particolare attenzione è dedicata poi alle specifiche questioni che le libertà fondamentali pongono nel contesto della Rete.
2012brossura
2018br. Viviamo nell'«età della finzione». Espressione tutt'altro che neutra, che tuttavia non si accoda, qui, alle attuali querimonie contro lo strabordare di falsità, simulazione e dissimulazione, fake news e manipolabilità del vero, fuori e dentro la Rete. Piuttosto che vestire la toga dei grandi accusatori è indispensabile rendersi conto che nella società massmediale - in cui il consumo ha ormai dispiegato la sua massima potenza - realtà e finzione non costituiscono più una coppia di opposti in tensione agonistica, anzi sono scivolate in una indistinzione a dominanza finzionale che ha trasformato nel profondo gli assetti percettivi, le pratiche quotidiane, la logica dell'intrattenimento, lo statuto stesso dell'informazione. «Un evento che non sia mediatizzato semplicemente non esiste». L'osmosi è iniziata e Massimo Melotti ne scruta il processo con la sottigliezza del critico d'arte, al quale non sfuggono aspetti qualitativi in genere trascurati dalla sociologia dei media, primo fra tutti il prevalere della dimensione estatica, quella fredda e stupefatta fascinazione che non aspira a risolversi, bensì a protrarsi il più a lungo possibile, oltre lo spazio-tempo e i nessi causali. L'estasi si celebra ovunque la spettacolarizzazione abbia eroso il limite che circoscriveva il reale: sugli schermi televisivi, con l'intrusione della fiction nella cronaca e l'apoteosi del reality; nei non-luoghi plurifunzionali e multisensoriali, che mettono in scena innanzitutto i consumatori, o negli allestimenti artificiali di interi contesti naturali, deputati al divertimento di massa; nella comunicazione, con le notizie fagocitate dal «tempo reale»; nel virtuale opaco del Web, che crea effetti di ritorno ancora da decifrare. Fenomeni che continuano a sollecitare schiere di studiosi, ma che le arti visive contemporanee, da Maurizio Cattelan a Vanessa Beecroft, da Francesco Vezzoli a Damien Hirst, hanno saputo disvelare con penetrante anticipazione. Prefazione di Marc Augé.
2019ill., br. L'immigrazione ha acquisito in Europa un ruolo centrale nei palcoscenici in cui giornalisti, attori politici e movimenti sono quotidianamente impegnati a definire i problemi sociali e a proporre, richiedere o imporre soluzioni parziali. Oltre al dato della centralità, le ricerche mostrano che le narrazioni pubbliche dei fenomeni migratori vertono intorno a un numero limitato di schemi interpretativi che si ritrovano, con poche varianti, in tutto il continente. Prendendo come oggetto di studio i discorsi e le notizie di migrazione, il volume analizza le matrici comuni europee di queste rappresentazioni, guarda alle pratiche giornalistiche e fotografiche che le riproducono, indaga i processi di costruzione delle emergenze sociali, tra media, politica e società civile, evidenziandone i meccanismi. Infine, discute criticamente la questione della costruzione del consenso e il ruolo dell'opinione pubblica. Il libro intende dare sistematicità a un campo di studi di importanza crescente e sviluppare una prospettiva teorica originale, facendo dialogare molte ricerche europee di sociologia dei media e sociologia politica. Tra le questioni discusse: il razzismo culturale differenzialista e le politiche di integrazione civica, la ragione umanitaria e il suo immaginario, la crisi della tripartizione migranti-rifugiati-free movers.
2007br. La pubblicità, specchio necessariamente infedele del mondo che ci circonda, sa come alimentare desideri suscitando emozioni. L'autrice di questo libro, grande esperta di comunicazione, accompagna con competente leggerezza il lettore alla scoperta delle tecniche, delle strategie, delle regole del gioco e dei velocissimi cambiamenti oggi in atto. Spiega come nasce una decisione d'acquisto, racconta l'evoluzione della pubblicità dagli avvisi del '600 ai messaggi online di adesso, ci guida tra utenti, media, agenzie e gruppi multinazionali offrendo dati aggiornati e informazioni utili a capire le dinamiche del settore. Poi ci introduce nei luoghi dove nascono le campagne pubblicitarie spiegando quali sono - dagli account ai creativi, ai planner le figure professionali coinvolte, e come si progetta un annuncio o uno spot.
2015br. Alcune aziende che quindici anni fa non esistevano, come Google e Facebook, oggi costituiscono la nuova e potente oligarchia planetaria del capitalismo digitale. Internet ne rappresenta l'intelaiatura, e i suoi utenti, vale a dire circa tre miliardi di persone, la forza lavoro utilizzata. Le nuove tecnologie digitali fanno ormai parte della nostra vita quotidiana, le portiamo addosso e controllano tutti gli ambienti della vita sociale, dai luoghi di lavoro ai templi del consumo. Questo libro propone una riflessione sui dispositivi attraverso i quali questa oligarchia e queste tecnologie catturano e colonizzano il nostro immaginario a fini di profitto economico e di controllo sociale. E mette in luce il risvolto di tutto ciò, ovvero l'emergere di una nuova e impercepita sudditanza di quel popolo virtuale che, riversando ingenuamente messaggi, fotografie, selfie, e desideri su piattaforme e social-network, contribuisce con le sue stesse pratiche a rafforzare il dominio del nuovo impero. Non conosciamo ancora le conseguenze sui tempi lunghi di questo ulteriore passaggio del modo di produzione capitalistico. Chiara invece appare la necessità di immaginare pratiche di decolonizzazione.
2016br. Uno dei contributi fondamentali per discutere con senso critico di Web 3.0, Facebook, Twitter, Google+ e Linkedin come luoghi della massima socialità e della condivlsione totale, dove si può perdere la distinzione tra realtà e irrealtà.
2011br. "Homo interneticus" prova a mettere in discussione il mezzo tecnologico più esaltato e venduto degli ultimi dieci anni: Internet. La retorica di democrazia e libertà che circonda la rete viene sfidata nelle sue questioni fondamentali: che tipo di interessi nasconde la rete? Come e quanto sta influenzando la cultura e la vita sociale? Come stiamo imparando a relazionarci agli altri on line? Qual è il costo psicologico, emotivo e sociale della nostra affollata solitudine high-tech? "Homo interneticus" non è un manifesto contro Internet, ma un'analisi tagliente su come la quotidianità della rete ha cambiato il ritmo delle nostre vite e il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri. Siegel prova a centrare l'attenzione sui reali interessi che circondano l'enorme massa di nuovi clienti da informare, consigliare e a cui vendere oggetti o stili di vita.
2018brossura Il volume, curato da Ermanno Vitale e Fabrizio Cattaneo, raccoglie le rielaborazioni degli interventi al seminario «Web e società democratica» e di singole lezioni all'interno di un progetto su democrazia e ICT svoltosi presso l'Università della Valle d'Aosta nel biennio 2016-2017. Gli autori che hanno collaborato sono i seguenti: Laura Agostino, Roberto Casati, Massimo Cuono, Andrea Greppi, Claudio Marciano, Luca Mori, Javier M. Reyes, Fabrizio Tonello, Giovanni Ziccardi.
2011br. L'"era digitale" sfida i consacrati a entrare in questo nuovo ambito culturale con atteggiamento positivo ed evangelico. Il Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata delle comunicazioni sociali, intitolato "I nuovi media al servizio dell'evangelizzazione", ha suggerito il tema del XXXVI Convegno del "Claretianum", Cultura della comunicazione mediatica e vita consacrata. Si tratta di approfondire la coscienza dei nuovi media come una straordinaria opportunità anche per i consacrati grazie alla quale essi possano compiere la loro missione. Le diverse relazioni raccolte in questo volume tracciano una panoramica delle grandi possibilità offerte dalla nuova cultura digitale alla dimensione missionaria della vocazione dei consacrati, i quali è necessario che "mettano anima" nel mondo virtuale con grande e responsabile libertà.
2020br. È possibile creare una teoria che ci consenta di spiegare il funzionamento di tutti i media? È questo l'obiettivo che si è posto, da parecchio tempo, lo studioso statunitense Joshua Meyrowitz. Noto in Italia soprattutto per il successo ottenuto anni fa con il volume "Oltre il senso del luogo. Come i media elettronici influenzano il comportamento sociale", Meyrowitz è partito dall'eredità teorica che ci ha lasciato Marshall McLuhan, per tentare di mettere a punto un modello interpretativo che sia in grado di spiegare efficacemente il ruolo esercitato dai numerosi media impiegati quotidianamente dagli esseri umani. Nel corso dei decenni, la sua riflessione ha attraversato diverse fasi arrivando a definire una vera e propria teoria del medium. In questo volume viene presentata, per la prima volta in Italia, la più recente versione di tale teoria.
2020br. La Cina ha acquisito negli ultimi decenni una centralità crescente sul piano economico prima, e su quello scientifico-tecnologico poi. Tradendo sistematicamente le aspettative degli osservatori, la Repubblica Popolare ha imposto forme proprie del rapporto fra società e tecnologia: prima supportando lo sviluppo di Internet nel Paese, acquisendo la popolazione connessa più grande del mondo; poi sviluppando un'efficace capacità innovativa in ambiti di frangia come le biotech e i big data. Ma è stato davvero un 'tradire le aspettative'? O piuttosto le premesse degli osservatori erano basate su premesse non condivise? Combinando analisi storico-culturologiche, storia della tecnologia e analisi sul campo, questo volume offre una prima esplorazione di alcune delle forme principali con cui la Cina appare aver elaborato storicamente il rapporto fra società e tecnologia. Nel farlo, il volume le mette a confronto coni loro equivalenti sviluppatisi all'interno della cultura di matrice cristiana. Emergono due immaginari tecnologici profondamente diversi, cui attingono tecno-mitologie incompatibili, sebbene egualmente potenti, e che tracciano orizzonti di policy significativamente divergenti. Dal rapporto con l'informatica sovietica alla storia dei molteplici tentativi di digitalizzazione della scrittura cinese, dalle parabole taoiste alle vicende degli hacker nazionalisti, fino ai paralleli fra Internet e l'oppio, il viaggio nell'immaginario tecnologico cinese offre un'inedita prospettiva su un fattore importantissimo nel definire i destini del mondo contemporaneo.
2014br. Questo volume racconta - attraverso l'analisi di vecchi e nuovi media -la condizione delle donne in Egitto, Tunisia e Marocco dopo le rivolte che hanno scosso la regione araba tra il 2011 e il 2012. Le autrici dei saggi qui raccolti parlano di promesse tradite ma anche di una nuova libertà di espressione e di inedite opportunità. Mostrano donne in prima fila nell'informazione e le difficoltà che incontrano sia nel fare le giornaliste sia nell'essere oggetto di notizia. Descrivono l'affermarsi di presentatrici velate e di predicatoci religiose sugli schermi televisivi, analizzano i modelli di femminilità e mascolinità veicolati da film e soap opera. Danno voce alle campagne contro la violenza di genere portate avanti tramite vignette, blog e graffiti. Narrano delle tensioni tra visioni islamiste e visioni laiche della società, studiano le politiche mediatiche di vecchi e nuovi governi, scandagliano l'attivismo femminile per l'uguaglianza dei diritti. Grazie a questo studio dei media da una prospettiva di genere emerge quindi una pluralità di immagini di donne che mette in guardia da qualsiasi tentazione riduzionistica, e suggerisce invece di prendere in considerazione la diversità delle esperienze femminili nel mondo arabo.
2013br. La ricerca ha l'ambizione di cogliere nei media la rappresentazione sociale della mafia. Obiettivo difficile per due ragioni: la prima riferita all'oggetto di indagine, perché la mafia non si esprime, non si racconta in prima persona, esiste nella forza del suo mistero; la seconda perché una rappresentazione sociale si definisce nelle relazioni dell'individuo con la società che lo circonda. In particolare, lo scopo dell'indagine è stato quello di individuare il mutamento, a partire dal 2000, del modo di "raccontare" la mafia. L'idea poggia sul convincimento che la stampa, la televisione, la cinematografia, i giochi elettronici siano nel loro insieme strumenti capaci di fare e di riflettere l'opinione dove è possibile studiare la rappresentazione di ogni fenomeno, anche il più sfuggente e complesso, come questo. La ricerca ha messo in evidenza la trasformazione dei protagonisti dei fatti di mafia, dei valori e dei modelli di comportamento con cui si esprimono. Ne emerge un protagonismo pregno di ambivalenze : i nuovi "eroi" mafiosi sono infatti personaggi rappresentati sempre meno stigmatizzati e sempre più affascinanti. Seduttivi per il grande pubblico per essere al contempo efferati banditi e padri e mariti affettuosi. Esempio folgorante della società dell'ambiguità in cui viviamo.