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2008br. L'arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell'uomo sulla terra e ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali. Ma, a partire dagli anni Novanta del Novecento, negli USA come in Europa, questa capacità narrativa è stata trasformata dai meccanismi dell'industria dei media e dal capitalismo globalizzato nel concetto di storytelling: una potentissima arma di persuasione nelle mani dei guru del marketing, del management, della comunicazione politica per plasmare le opinioni dei consumatori e dei cittadini. Dietro le più importanti campagne pubblicitarie - e ancor più dietro quelle elettorali vincenti (da Bush a Sarkozy) - si celano proprio le sofisticate tecniche dello storytelling management o del digital storytelling. Questo è l'incredibile inganno ai danni dell'immaginario collettivo svelato da Christian Salmon nel libro, frutto di una lunga inchiesta dedicata alle numerose applicazioni del fenomeno: il marketing conta più sulla storia dei brand che sulla loro immagine, i manager si servono di aneddoti per motivare i propri dipendenti, i soldati in Iraq si allenano su videogiochi progettati da Hollywood, gli spin doctor descrivono la vita politica dei loro clienti come in un racconto.
2010br. Da sempre Chomsky si interroga sul ruolo politico degli intellettuali - i "nuovi mandarini" - nella società occidentale. Qui analizza in particolare la funzione svolta dei mass media (americani ma non solo) in un sistema in cui la popolazione non può essere disciplinata con la forza e deve quindi essere sottoposta a forme più sottili di controllo ideologico. E strappa la maschera illusoria e auto-illusoria che ritrae la stampa come la paladina della verità, come l'argine della pubblica opinione nei confronti del potere. Per Chomsky i media, pur nella dialettica progressisti/conservatori, sono uno strumento del potere per il controllo del consenso e del dissenso.
2006br. La storia delle comunicazioni di massa nel XX secolo, vista da una prospettiva centrata sulle nuove dinamiche sociali innescate dalla innovazioni tecnologiche. La rivoluzione del sistema delle comunicazioni, la nascita delle comunicazioni di massa, e il processo di industrializzazione nel mondo occidentale tra la fine del XIX e la seconda metà del XX secolo. Sono inoltre ripercorsi nei loro tratti essenziali i dibattiti critici sulle implicazioni culturali e politiche dell'avvento delle comunicazioni di massa e le ripercussioni sulla struttura e il ruolo della sfera pubblica nelle società contemporanee. L'analisi si conclude con le più recenti trasformazioni promosse dall'avvento dei new media, che caratterizzano una fase storica ancora in piena evoluzione.
2014brossura Nel cuore dell'Ottocento, due intellettuali molto diversi tra loro anticipano la riflessione sul medium fotografico in quanto "tecnologia culturale". Charles Baudelaire e Oliver Wendell Holmes, sulla scia di Alexis de Tocqueville e prima di Walter Benjamin, spostano l'analisi dell'immagine sul versante della quantità e dell'apparenza. Lo sguardo acuto del poeta francese su una sponda dell'Atlantico, l'intuito e l'esperienza del medico americano sull'altra si mostrano singolarmente affini, intrecciando riflessioni e scritti, apparsi sulle pagine dei giornali dell'epoca, su una particolare tecnologia fotografica. Il volume presenta un originale confronto tra i testi dei due scrittori, generando una straordinaria dialettica "a distanza", intorno all'ipnosi collettiva scaturita dalle immagini stereoscopiche; entrambi, pur su fronti opposti e con esperienze differenti, colgono la dimensione industriale della fotografia, la nascita del pubblico moderno, la potenza immaginaria delle icone riproducibili all'infinito, la convergenza tra economia, tecnica e consumi spettacolari. In definitiva, prefigurano il destino sociale della fotografia, pronta a rinnovarsi in un contesto digitale fino alle soglie dei social media.
2015br. Umberto Eco con allegria e ironia, Marc Augé con generosità e spirito d'osservazione, Georges Didi-Huberman con creatività e libertà ci offrono qui una riflessione sulla loro esperienza delle immagini. Ciascuno secondo i suoi percorsi e nel registro creativo delle sue ricerche, i tre autori ci raccontano di un pensiero, di un rapporto che lega immagini e società. E di una forza che si sprigiona in questa relazione. La semiotica e il linguaggio imperfetto delle immagini per Umberto Eco; l'antropologia e le sue declinazioni per Marc Augé; la storia e la filosofia, per descrivere la condizione umana che si disegna con l'uso delle immagini, per George Didi-Huberman. Le parole e le esperienze di tre grandi autori del nostro tempo per parlare di media e società. Per confrontare metodi e territori delle scienze umane e sociali nel costruire le pagine, e le figure, della contemporaneità.
2017br. Guy Debord con questo libro scritto nel 1967, agli albori dell'era televisiva, ha intuito con lucidità agghiacciante che il mondo reale si sarebbe trasformato in immagini, che lo spettacolo sarebbe diventato "la principale produzione della società attuale". Siamo entrati nell'epoca dello "spettacolo integrato": è la fine della storia, "il crimine perfetto", scrivono Carlo Freccero e Daniela Strumia nella prefazione, che "ha soppresso la realtà". Non si può comprendere la logica e la strategia dei mass media senza fare riferimento alle tesi rivoluzionari de Debord.
2018br. Il saggio descrive la formazione della coppia omosessuale e le criticità sociali, individuali e di genere che la caratterizzano. Si rivolge al gay o alla lesbica che desiderano sviluppare consapevolezza dei propri meccanismi relazionali, apprendendo delle strategie per migliorare la loro vita sentimentale. Propone al professionista, psicologo o counselor, alcuni strumenti per comprenderne le dinamiche specifiche, quali la fusionalità simbiotica della coppia lesbica, la sessualizzazione delle relazioni nella coppia gay, la scelta del partner e l'omofobia interiorizzata che ostacola i rapporti amorosi. Prefazione di Donata Francescato.
2015br. Il concetto di letteratura, emerso con la diffusione della carta e la successiva rivoluzione tipografica, e pienamente affermato con l'esplosione della stampa periodica, ricopre a malapena un fenomeno essenzialmente linguistico ben più complesso, l'arte del discorso, che ha attraversato nel corso del tempo una varietà di supporti, stratificandosi a ogni nuova incarnazione mediale e assorbendo ogni volta le sue forme precedenti. Ma organizzare ad arte delle parole di una lingua, per decantarvi una qualsiasi porzione di mondo, non è mai un procedimento neutro. I segni sono sempre legami, e leggi, anche quando parrebbero messi insieme così, per dilettare: ricoprono i corpi e stanno fra i corpi, e il modo in cui i loro reticoli avvolgono e contengono, determina il destino della specie, e la consegna della sua sopravvivenza in ciascuno di noi.
2016ril. "Tutto ciò che abbiamo, a cominciare dalla vita, lo abbiamo ricevuto come dono, gratuitamente, e come dono gratuito dobbiamo rivolgerci agli altri: 'Ama il prossimo tuo come te stesso'. Non penso di essere latore di una verità. Vorrei solo essere testimone di un'etica della verità, che riesca ad affermarsi sulla libertà incondizionata, sull'autoreferenzialità, sulla manipolazione delle coscienze che la massmedialità ha imposto al mondo dalla metà del Novecento ad oggi. Amo spesso dire che viviamo sotto la 'dittatura della pubblicità e del marketing', che sfruttando le regole della democrazia, impone stili di vita fondati sul 'mercato', preferendo considerarci tutti consumatori, col nostro avallo, prima che persone. Ecco. La persona è al centro di ogni comunicazione. La relazione tra persone è alla base del nostro vivere, sempre. Questi testi sono gran parte degli articoli e delle relazioni scritte che ho svolto negli ultimi sette anni da presidente dell'Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI) di Puglia. Sono per me la testimonianza di un cammino di riflessioni sul tempo che viviamo, che vuole solo proporre umanità per crescere insieme". (Enzo Quarto)
2016ill., br. Il Prof. Noam Chomsky nel libro "Il nuovo umanitarismo militare. Lezioni dal Kosovo" afferma che "la crisi del Kosovo ha suscitato passioni ed esaltazioni visionarie quali raramente è dato da riscontrare. L'evento è stato descritto come "pietra miliare nelle relazioni internazionali" e ha aperto le porte a una fase senza precedenti nella storia mondiale, a una nuova epoca di rettitudine morale, guidata da un "nuovo mondo idealista teso a porre fine alle disumanità"". In realtà in quei 78 giorni di bombardamento della Nato, l'Europa si è fatta trovare impreparata, incapace di arginare il fiume in piena della crisi. Dietro alle quinte il ruolo strategico assunto dai mass media, capaci di pilotare e costruire giorno dopo giorno il consenso all'intervento della Nato, utilizzando sia immagini cruenti che una particolare terminologia capaci di dilatare ulteriormente i confini della tragedia. In questo libro l'attenzione viene riposta anche su come il conflitto sia entrato nelle case degli Italiani catapultandoli dal giorno alla notte in una realtà inimmaginabile solo fino a qualche settimana prima...
2018ill., br. Già i pittori offrivano al vasto pubblico immagini decisive della storia: ma, prima di dipingere una battaglia, si informavano su chi l'aveva vinta. L'invenzione fotografica fu invece salutata come l'avvento dell'informazione obiettiva. I cronisti possono mentire, gli scatti sul campo dovrebbero riprodurre la realtà. Eppure, la ricostruzione storica dimostra che le foto più famose sono spesso il risultato di artifizi. La nuova tecnica, nata per aiutare il vero, scivola al servizio della propaganda, alleandosi al falso. La parabola della fotografia riassume quindi in icone una degenerazione dei mass-media. Il libro di Zoja discute otto fotografie celebri. Le quattro che rappresentano "guerrieri" provengono da messe in scena. Possiamo invece credere alle altre quattro: riproducono dei bambini, che ignorano finalità nascoste. Questa rassegna anticipa il problema della post-verità, analizza la psicologia retrostante e offre strumenti per capirla.
2018br. Il rapporto tra giustizia e "pubblico" è sempre stato presente e da sempre si è imposto come molto complesso e delicato. Rendere partecipe la collettività di come viene amministrata la giustizia, mostrando ad essa in quali conseguenze incorre colui che devia o rompe quel "patto sociale" che vincola tutti gli uomini civili al reciproco rispetto, è scelta da sempre ritenuta fortemente deterrente ed ampiamente condivisa ma che collide con l'altrettanto fondamentale, in uno stato di diritto, principio della tutela della riservatezza dei singoli, sempre innocenti fino a prova contraria. L'avvento dei mezzi di comunicazione di massa e internet rende tale problematica sempre più complessa ed attuale.
2018br. Cos'è una fake news? È una leggenda metropolitana? È una bufala? È una balla? Niente di tutto ciò: è qualcosa di diverso da una notizia e qualcosa di diverso da una bugia. A spiegarci le differenze ci pensa Gaia De Martin, che analizza il ruolo dei social guidandoci nel mondo della disinformazione multimediale - in cui le notizie false vengono confezionate ad arte come se fossero vere - e individuando delle possibili soluzioni, nella speranza di salvarci dall'impazzimento generale. A quanto pare l'eccessiva compulsione per la conoscenza e l'estrema facilità di reperimento di notizie e risposte a qualunque tipo di domanda sul web, ha generato non solo una categoria di tuttologi dal sapere enciclopedico, ma anche una discreta schiera di creduloni, convinti che i vaccini provochino l'autismo o che Carlo Cracco condisca realmente un agnello da vivo per esaltarne il sapore durante la cottura; o ancora che esista una lobby dei termometri dagli intenti epidemici. Il web ha raggiunto davvero un'autorevolezza tale da creare l'intorpidimento della nostra facoltà di giudizio?
2018ill., br. "Il futuro in bilico" riflette sulla distopia, ossia sul "luogo cattivo", tanto nella finzione letteraria, fumettistica e cinematografica, quanto nei percorsi storici e socio-politici degli ultimi 150 anni. Attraverso lo studio di opere fondamentali come "1984", "Il mondo nuovo", "Fahrenheit 451", "Kallocaina", "Il racconto dell'ancella" e "V per Vendetta", il testo "sfrutta" la distopia e la fantascienza per svelare provocatoriamente i sistemi di violenza e controllo e i processi di manipolazione e repressione che caratterizzano la società contemporanea, sia in contesti totalitari/autoritari, sia in realtà democratiche. L'analisi comprende un'indagine sulle ragioni della violenza psicofisica a cui l'autorità distopica sottopone i suoi cittadini, sull'uso del linguaggio, della cultura e dell'informazione come strumento di condizionamento, sui processi di sacralizzazione della politica e sulla trasformazione dello spazio in un mezzo di propaganda o intimidazione.
2018ill., br. Questo volume si offre come contributo alla ricerca dei visual studies e si pone l'obiettivo, riprendendo le parole di Mitchell, di "squarciare il velo di familiarità e di autoevidenza che ammanta l'esperienza del vedere, e trasformarla in un problema da analizzare, in un mistero da svelare". E, in particolare, tale obiettivo lo si intende raggiungere mediante il coinvolgimento di studiosi appartenenti al settore di studi di cinema, teatro ed estetica. Gli autori che firmano i diversi saggi presenti in questo volume - Vito Zagarrio, Ruggero Eugeni, Roberto Tessari, Carla Bino, Salvatore Tedesco, Elio Ugenti, Denis Bratto, Michele Guerra, Andrea Rabbito, Simone Arcagni, Stefania Rimini, Dario Tomasello, Giulia Raciti, Francesco Parisi, Rino Schembri - indagano alcuni dei punti fondamentali riguardanti il problema della rappresentazione visiva, non solo attuale ma anche del passato, per evidenziare come il visuale sia un tema cruciale della nostra cultura e per promuovere quella necessaria critica e analisi della nostra condizione all'interno del fenomeno della svolta iconica. Il volume, curato da Andrea Rabbito, è corredato dalle opere artistiche di Giovanni Zoda.
2018br. È possibile prevedere quali prodotti si affermeranno come grandi successi commerciali? Perché ci piace ciò che ci piace? Esistono degli elementi comuni e imprescindibili che legano tutti i grandi fenomeni pop? Si può capire in anticipo quali saranno le tendenze future? Sono queste le domande che hanno spinto Derek Thompson a compiere le approfondite ricerche da cui nasce questo libro. "Creare successi" è un vivace viaggio nella cultura pop, dall'Impressionismo a Game of Thrones passando per Guerre stellari, alla scoperta del segreto della popolarità. E alla fine del tragitto ci ritroveremo in tasca la preziosa mappa dei punti fermi nel caotico mondo dei successi.
2018br. Food porn, gattini, selfie, unicorni, fenicotteri rosa, wanderlust, rich kids of instagram, design, fake news, viralità, millennials. Se si potesse tracciare una mappa per avventurarsi nei meandri dei contenuti presenti sui social network, i punti nevralgici passerebbero da qui, un insieme schizofrenico di immagini, dati, profili che distinguono, accomunano, riuniscono o separano, milioni di profili, utenti, persone. Miliardi di contenuti in quello che è un overload continuo di informazioni da fruire nel minor tempo possibile, completamente e necessariamente immersi nella dimensione del flusso. Questo volume, scritto a sei mani, vuol indagare la fitta rete dei social network, attraverso un'analisi sociologica e tassonomica delle categorie che emergono nel mondo online, dalla relazione dei social media con il tempo effimero, al concetto di innovazione, al legame con la nostalgia, dal rapporto tra brand e social, al problema dell'informazione tra realtà e finzione, al legame tra pubblici e influencer opinion leader.
2018br. In questa lunga intervista realizzata poco prima della sua morte, Gianfranco Bettetini ripercorre gli elementi centrali del suo ampio lavoro teorico, proponendone una chiave di lettura unitaria molto utile a leggere o rileggere oggi i suoi testi, in molti casi pionieristici e sempre impostati su una dimensione etica e valoriale. il testo è arricchito dagli articoli di Francesco Casetti, Chiara Giaccardi, Aldo Grasso, Juan José Garcìa Noblejas e Armando Fumagalli.
2018br. L'Italia diventa moderna nel primo ventennio del Novecento grazie alla prodigiosa industrializzazione del Nord. Migliori condizioni economiche favoriscono il consumo di massa, l'espansione del turismo e dell'industria culturale, l'informazione e l'istruzione. Esperienze ed esperimenti innovativi colorano così la vita quotidiana della nazione: l'invenzione delle riviste illustrate, lo spettacolo diffuso, il futurismo, l'editoria popolare, il cinema e la radio nei primi anni Venti. Dopo la rivoluzione russa e la prima guerra mondiale si radicalizzano gli scontri tra proprietari e salariati che favoriscono l'avvento di Mussolini. Ascesa e declino del fascismo sono strettamente connessi alla progressiva occupazione, ideologica e propagandistica, dei mezzi di comunicazione. Tuttavia la presenza di radicate culture locali, i contrasti tra le diverse correnti interne al fascismo, la concorrente organizzazione comunitaria della Chiesa cattolica, le insofferenze nel mondo delle arti, i gusti delle classi borghesi, lo spirito comico delle classi popolari, il rapporto contraddittorio tra culture di consumo e partecipazione politica rendono il quadro del periodo alquanto complesso e sfaccettato. Non a caso il volume termina con la liberazione dalle forze nazifasciste del 25 aprile del 1945, quando il processo di modernizzazione dell'Italia può rifiorire liberando le energie, le vite, le culture e le idee prima nascoste, censurate e dissimulate.
2018ril. Internet è come la cioccolata, è invitante e ci gratifica. Ma, come la cioccolata, può dare dipendenza quando si esagera. Questo libro è un piccolo viaggio dentro la rete per conoscere i perché delle nostre abitudini digitali, cosa c'è dietro un like e perché ci piacciono tanto i selfie. E scoprire come utilizzare la rete in modo sicuro, divertente e consapevole.
2019br. Il mondo ci sta confondendo la mente. Aumentano ondate di stress e ansia. Un pianeta frenetico e nervoso sta creando vite frenetiche e nervose. Siamo più connessi, ma ci sentiamo sempre più soli. E siamo spinti ad aver paura di tutto, dalla politica mondiale al nostro indice di massa corporea. Come possiamo rimanere lucidi su un pianeta che ci rende pazzi? Come restare umani in un mondo tecnologico? Come sentirsi felici se ci spingono a essere ansiosi? Dopo anni di attacchi di panico e ansia, queste domande diventano questione di vita o di morte per Matt Haig. Che inizia a cercare il legame tra ciò che sente e il mondo intorno a lui. Vita su un pianeta nervoso è uno sguardo personale e vivace su come sentirsi felici, umani e integri nel ventunesimo secolo.