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2019ill., br. Victor I. Stoichita, studioso di fama internazionale, in questo volume conduce un'analisi riguardante la rappresentazione figurativa dello "straniero" in Età moderna. Un approccio fruttuoso delle scienze umane tende a dimostrare come molti problemi che attraversano la contemporaneità abbiano fatto da tempo la loro comparsa sul palcoscenico della storia. In quest'ottica, la rappresentazione artistica è un vero e proprio banco di prova: essa costituisce infatti la "memoria visiva" di un dato fenomeno, i cui contenuti possono essere riattualizzati dall'analista. È esattamente ciò che avviene in questo libro, dove l'altro è investigato non tanto per risolvere gli interrogativi che pone il "diverso", quanto per comprenderlo in maniera più approfondita, nel momento in cui si offre all'attenzione della cultura europea. L'arco di tempo preso in esame va dal XV alla fine del XVIII secolo, quando, dopo la "scoperta" del Nuovo Mondo, si registra un'esplosione senza precedenti dell'alterità. I contenuti del libro ruotano intorno all'affermarsi di un'alterità che si cristallizza su alcune figure specifiche: il nero, il giudeo, il musulmano, il gitano nelle opere di Carpaccio, Gentile Bellini, Memling, Bosch, Dürer, Caravaggio, Rubens, Tiziano, Georges de la Tour, Girodet, Benoit... In tutto questo si può cogliere anche un risvolto contemporaneo: in filigrana, con grande raffinatezza ed eleganza, affiora, in una ricerca che potrebbe definirsi di storia dell'arte, la flagrante attualità del tema dell'altro.
1999ref. 159716Atlanta, Georgia: Society of Biblical Literature 1999. XII, 305 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Leinenband mit goldgeprägtem Titel auf Deckel und Rücken. [Hardcover / fest gebunden].
2012ill., br. "Chi non si è mai accostato al sacerdote fiorentino, o lo ha fatto solo saltuariamente, trova in questo libro una partenza per iniziare un viaggio affascinante. Più leggo e studio l'opera di don Divo, più resto conquistato dalla sua unità interiore, da una "logica intrinseca" che tiene assieme un'impressionante ricchezza di temi. Che cosa pone in essere questa unità? Se ho visto bene, la contemplazione instancabile dell'Atto di Cristo, l'Atto con cui Cristo dona se stesso sulla Croce. Da qui la centralità dell'Eucarestia e della Liturgia: del "Mistero cristiano nella Liturgia". Speriamo che quest'opera segni l'inizio di una conoscenza più ampia, non limitata a qualche pubblicazione o congresso". (dalla Prefazione del card. Carlo Caffarra)
1987ref. 154799Atlanta, Georgia: Scholars Press 1987. XXI, (1), 379 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1972Writing on back flyleaf only; tight binding. Full red cloth boards. Edge wear and small tears on dust jacket. 126 pages. Examines the work of poet/protestors Richard Eberhart, Karl Shapiro, Robert Lowell, Allen Ginsberg, LeRoi Jones and Daniel Berrigan.
189932 p. Double column. Paper browning but not brittle. Softcover. 190 mm. Original tri-color printed pictorial wraps. Covers very slightly soiled. Volume Three, Number Twenty-Nine. Very good. Edward Lytton Wheeler (1854-1885) was a professional 'Sensational Novelist' whose "Deadwood Dick" was the most popular hero of the dime novel era at the end of the 19th century. Through 'Dick' he greatly influenced boys (and men) to view the West as eternally exciting and heroic. W8RtRear
189932 p. Double column. Paper browning but not brittle. Softcover. 190 mm. Original tri-color printed pictorial wraps. Covers very slightly soiled. Volume Three, Number Twenty-Seven. Very good. Edward Lytton Wheeler (1854-1885) was a professional 'Sensational Novelist' whose "Deadwood Dick" was the most popular hero of the dime novel era at the end of the 19th century. Through 'Dick' he greatly influenced boys (and men) to view the West as eternally exciting and heroic. W8RtRear
189932 p. Double column. Paper browning but not brittle. Major loss at bottom corner of front cover and six pages. Softcover. 190 mm. Original tri-color printed pictorial wraps, loss at bottom corner. Volume Two, Number Twenty-One. Very good. Edward Lytton Wheeler (1854-1885) was a professional 'Sensational Novelist' whose "Deadwood Dick" was the most popular hero of the dime novel era at the end of the 19th century. Through 'Dick' he greatly influenced boys (and men) to view the West as eternally exciting and heroic. W8RtRear
189932 p. Double column. Paper browning but not brittle. Softcover. 190 mm. Original tri-color printed pictorial wraps. Covers slightly soiled and chipped. Volume Three, Number Thirty. Very good. Edward Lytton Wheeler (1854-1885) was a professional 'Sensational Novelist' whose "Deadwood Dick" was the most popular hero of the dime novel era at the end of the 19th century. Through 'Dick' he greatly influenced boys (and men) to view the West as eternally exciting and heroic. W8RtRear
189932 p. Double column. Paper browning but not brittle. Softcover. 190 mm. Original tri-color printed pictorial wraps. Covers very slightly soiled. Volume One, Number Eleven. Very good. Edward Lytton Wheeler (1854-1885) was a professional 'Sensational Novelist' whose "Deadwood Dick" was the most popular hero of the dime novel era at the end of the 19th century. Through 'Dick' he greatly influenced boys (and men) to view the West as eternally exciting and heroic. W8RtRear
2009Agostino bagnato Figure femminili nell'antica Grecia : mito e arte oggi. Roma, L'albatros stampa 2009, piatti e dorso segnati dal tempo, con macchia d'umidità. Tagli con qualche gora. Interno in buonissimo sato ma si possono trovare, saltuariamnte,delle sottolineature a matita. Buono (Good) . 330 978-88-89820-13
1895ref. 1167121895 Paris, Sanard et Derangeon, Libraires-éditeurs - 1895 - In-4, cartonnage toilé rouge, richement décoré (portrait de Canrobert sur le premier plat), tranches dorées - 344 pages - Illustrations (gravures) en N&B hors texte
2015Mm 240x280 Catalogo della mostra di Reggio Emilia, Palazzo Magnani, 14 marzo - 14 giugno 2015. Brossura originale, 432 pagine profusamente illustrate in nero e a colori lungo l'intero testo. Copia in condizioni di nuovo - brand new in original shrink-wrap; spedizione in 24 ore dalla conferma ell'ordine.
2019ill., br. La storia della diocesi di Cassano, letta attraverso la cronotassi dei suoi vescovi, non è solo la storia della chiesa locale. Al contrario, è la storia nella sua piena totalità. Non è storia di preti, ma di uomini immersi nella temperie del loro tempo, artefici e, al contempo, succubi di eventi, spesso tremendi, fra scontri di volontà discordi e di poteri forti, fra una visione del mondo nuova, che va maturando con Galileo e Campanella, e con altri scienziati e filosofi, tra cui con pochi Calabresi, oggi meno noti, ma, coi loro studi, determinanti concorrenti alla costruzione del pensiero moderno, e un potere ottuso e parassitario, e un attardamento culturale, che nel nuovo vede solo una minaccia all'ordine politico-sociale e alla consolidata tradizione scientifica. La storia della diocesi di Cassano è quella delle carestie, delle rivolte, dei terremoti, delle pestilenze, da cui è ripetutamente afflitto l'intero territorio, dei grandi movimenti in atto nel Viceregno di Napoli e in Europa, dei rapporti fra Chiesa e potere spagnuolo. È la grande storia, che prende particolare forma in quella porzione della Chiesa e del Viceregno qual è la vasta e agognata diocesi di Cassano.
2022br. La storia di Giambattista Magnante incarna le contraddizioni della Chiesa del secondo Seicento, attenta ai dettami della Controriforma, ma anche attraversata da dubbi e "innovazioni" nella fase di transizione al secolo XVIII. Il libro mette a fuoco gli orientamenti, le tendenze e le tensioni che caratterizzarono nella loro complessità le dottrine "pre-quietiste", alla metà del Seicento, tra Roma e Adriatico, indagando un personaggio chiave nel panorama religioso italiano. Teologo e confessore del cardinale Francesco Barberini e maestro del cardinale Pier Matteo Petrucci, l'oratoriano Giambattista Magnante (1603-1669), per il suo attivismo religioso e per il suo impegno di scrittura, fu oggetto di un percorso di santità e, parallelamente, di attenzioni inquisitoriali che lo additarono "in odor di eresia". Magnante rappresenta una cerniera tra differenti posizioni ecclesiologiche nella sua Congregazione e, più in generale, nel mondo clericale, ma anche tra diversi orientamenti all'interno della curia romana. Il libro fornisce inedite acquisizioni sulla spiritualità contemplativa filippina, nel più ampio quadro della storia religiosa europea.
2017brossura In occasione del decimo anniversario della morte di abuna Matta el Meskin, questo volume raccoglie i contributi di monaci, studiosi dei padri del deserto e del monachesimo, figli spirituali e discepoli di abuna Matta, storici e architetti, che ci presentano uno spaccato ad ampio spettro di questa figura di "padre del deserto", capace di parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo, al di là di ogni barriera confessionale. Ad arricchire le testimonianze, i ricordi offerti da alcune pagine del diario di viaggio del pittore di fama internazionale William G. Congdon.
2012ill., ril. Il gesuita Matteo Ricci è a tutt'oggi uno degli occidentali più noti in Cina. Arrivato nel 1582, vi rimase per quasi trent'anni giocando un ruolo decisivo nella diffusione non solo del cristianesimo ma anche della cultura e della scienza occidentale in Cina, e nella conoscenza della cultura cinese in Europa. Il volume di Po-Chia Hsia, racconta l'intera vita di questo leggendario gesuita, seguendolo dai primi anni nella nativa Macerata e a Roma, al Portogallo, alla missione a Goa, infine all'approdo in Cina dove grazie alle sue conoscenze e al prestigio acquistato divenne consigliere della corte imperiale e fu il primo occidentale a poter entrare nella città proibita. Ricci va considerato il maggiore mediatore fra la Cina e l'Occidente. Nel 2010, quarto centenario della morte, è stata avviata la causa di beatificazione.
2005ril. È questo il secondo dei volumi della "Letteratura francescana" curata da Claudio Leonardi, già docente all'Università di Firenze e direttore di due riviste di studi di medievalistica. In questo libro sono raccolti i testi più antichi che ripercorrono la vita di San Francesco: la "Vita" di Tommaso da Celano, Giuliano da Spira, l'Anonimo Perugino, la Lettera dei tre compagni, la Compilazione di Assisi, la Compilazione fiorentina, lo Specchio minore di perfezione.
2012ril. "Secondo l'esempio del beatissimo padre Francesco, anch'io, peccatore indegno in tutto, che viene dopo di lui come settimo ministro generale dei frati, mi affannavo nell'inseguire questa pace. Così, a trentatré anni dalla sua scomparsa, mi ritirai, per volere di Dio, sul monte della Verna, un luogo di quiete dove desideravo cercare la pace dello spirito. Là, riflettendo su alcune ascensioni della mente in Dio, tra gli altri casi mi si presentò alla memoria il miracolo che si era manifestato al beato Francesco in quello stesso luogo, cioè la visione del serafino alato in forma di Crocifisso. Meditando su quella visione, mi sembrò subito che essa rivelasse l'innalzamento in croce, durante la contemplazione, del nostro padre Francesco e la via per raggiungerlo." Inizia così, il celebre "Itinerario della mente in Dio" di Bonaventura da Bagnoregio. Un trattato esemplarmente breve di teologia mistica che costituisce una guida per mostrare come l'uomo possa innalzarsi fino a conoscere veramente Dio: e anzi a Dio possa unirsi. Ispirandosi a Dionigi pseudo-Areopagita e ad Agostino, e soprattutto alla vita e all'esperienza mistica di Francesco d'Assisi, e alla Passione di Cristo, Bonaventura disegna nel suo libro la perfezione cristiana: come un cammino attraverso sei illuminazioni che con Francesco e il serafino si aprono e si chiudono, e che alle sei ali di quell'essere celeste corrispondono. Commento di Daniele Solvi.
1926ref. PEA1655Radeburg, Dr. Madaus & Co., 1926. 179 Seiten, 208 Fig., H 22 x 15 cm, goldgepr. OLeinen. - Einabnd leicht berieben, wenige Bleistiftanstreichungen, sonst guter Zustand. fest gebunden/ hardcover
2015ill., br. Il 16 giugno 2002 Padre Pio da Pietrelcina viene proclamato santo da papa Giovanni Paolo II che, per sintetizzarne l'intera esistenza, apre l'omelia con un passo del Vangelo di Matteo (11,30): "Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero". Il giogo evoca, senza ombra di dubbio, le molte prove a cui fu sottoposto, in vita e dopo la morte, l'uomo che il popolo dei fedeli avrebbe voluto "Santo subito". Questa biografia, una vera e propria inchiesta sulla vita di San Pio da Pietrelcina, accende i riflettori sulle molte persecuzioni che dovette subire, dentro e fuori la Chiesa, da parte dei suoi stessi confratelli e di alte cariche ecclesiastiche; un'indagine sui documenti spariti, sugli ostacoli nel processo di canonizzazione, sulle omissioni e sui silenzi attorno alle sue stigmate. Ne emerge un ritratto a tutto tondo non solo del Santo ma anche del mondo in cui si trovò a vivere e a compiere la sua missione evangelizzatrice. Padre Pio ha vissuto tra anime buone e peccatori, preti in malafede e papi illuminati, malpensanti e fedeli devoti; la sua figura di mistico capace di costruire grandi e concrete opere di carità, anche nonostante incursioni di menti criminali, ha diviso e fatto discutere. E continua a farlo. Complete dei documenti segreti che vennero esclusi dal processo di canonizzazione, queste pagine aiutano a capire come e perché il figlio di un'umile famiglia di contadini è diventato, per il mondo, simbolo di sofferenza e di salvezza.
2016br. "Poeta, profeta, disturbatore delle coscienze, uomo di fede, uomo di Dio, amico di tutti gli uomini": così l'arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini salutava padre David Maria Turoldo celebrandone il funerale l'8 febbraio 1992, restituendo in pochi tratti un'esistenza cristiana tra le più intense del Novecento italiano, spesa per la salvezza de "L'Uomo" - nome emblematico di una testata promossa in gioventù -, e volta alla penetrazione del silenzio di Dio. Nella Milano della Resistenza e del dopoguerra, nella Firenze di Giorgio La Pira, a Sotto il Monte - terra di Giovanni XXII - negli anni precedenti e successivi al Concilio Vaticano II, dentro e fuori i canoni dell'Ordine dei Servi di Maria a cui con convinzione appartenne, Turoldo diede corpo e voce alle aspirazioni di rinascita religiosa, civile, sociale della sua generazione, guadagnando consensi e suscitando dissensi. Le censure e le sanzioni in cui incorse per via gerarchica non gli impedirono - consolato da una vena poetica che si completò negli anni con una fertile ispirazione di traduttore dei Salmi e creatore di inni per la liturgia - di esprimere in molteplici forme comunicative le domande di libertà, giustizia, pace, che animavano gli scenari e le coscienze del suo tempo.
2015br. Il volume è una ricostruzione biografica che fa ampio ricorso a brani originali di don Primo Mazzolari, spesso inediti: corrispondenza, appunti, manoscritti vari, tracce di discorsi e prediche, articoli a stampa. Poche sono le pagine di un vero e proprio diario: l'archivio di Bozzolo conserva infatti solo "pezzi" autografi che riguardano una settimana nel 1946 e poche pagine sparse per tutti gli anni seguenti, fino al 1953. Si inizia con il racconto della giornata bozzolese del 25 aprile 1945 per seguire gli avvenimenti del cruciale periodo fondativo della democrazia e della repubblica e si conclude con il 31 dicembre 1950, nel mezzo di aspre polemiche e di attacchi a don Primo e al suo giornale Adesso. I testi danno spazio al Mazzolari parroco, conferenziere su temi religiosi, amico e consigliere spirituale di innumerevoli persone, osservatore attento delle più diverse realtà (il carcere, l'esperienza di Nomadelfia, la condizione religiosa del popolo italiano, l'Anno Santo). Si resta colpiti dalla sua poliedrica attività, soprattutto se si considera che ogni notte, dopo una giornata faticosa, egli passava ancora del tempo per rispondere alle tantissime persone che si rivolgevano a lui per un consiglio, un conforto, un suggerimento. In diverse pagine di questo volume questo fatto emerge con chiarezza, insieme agli sfoghi "intimi" di un uomo convinto della sua missione, intelligente e colto, ma anche ipersensibile e fragile nella salute.
2020brossura Fin dalla primissima infanzia Eugenio Corecco ha saputo che il senso della sua vita era una vocazione ed una vocazione alla pienezza. Ha colto fin dall'inizio la grande promessa inclusa nella sua chiamata al sacerdozio: Chi lo chiamava, un Altro, avrebbe compiuto il suo desiderio di realizzazione. Per questo ha sempre obbedito, con impegno, serietà e «senza sotterfugi», come amava ripetere. Si lasciava condurre dalla mano del Signore, riconoscendo che era questa stessa mano che gli donava l'indomito desiderio di pienezza, che l'ha reso capace di scelte coraggiose e soprattutto di appassionarsi ai compiti - sempre più importanti - che via via gli venivano affidati. Ha imparato ogni momento a non anteporre i suoi piani a quelli di Dio e ad accettare, alla fine con totale amoroso abbandono, la modalità del compimento che il Signore aveva predisposto per lui, perché la sua vita conoscesse una fecondità, che stupiva lui per primo. Il suo non è mai stato un cammino solitario: aveva veramente il dono dell'amicizia. Chiamato al sacerdozio, si disponeva a servire la Chiesa. Il provvidenziale incontro con il Servo di Dio don Luigi Giussani gli ha permesso di esplicitare la natura esperienziale della fede e gli ha rivelato la profondità della Chiesa come compagnia, la sua natura di Comunione, facendo di lui un educatore ed un autentico interprete dell'ecclesiologia del Concilio Vaticano II, non solo nel campo del diritto canonico, l'ambito in cui si svolse la sua brillante carriera accademica. Eugenio Corecco, con i suoi studi e soprattutto con la sua vita di fede, ha dato un contributo, ancora in buona parte da esplorare, al diritto, alla teologia e alla pastorale del XX secolo. Prefazione di Angelo Scola.