19,309 results
1882Kopenhagen, Höst & Sohn, 1882. Uncut in orig. printed wrappers. Stamps on titlepage. (4),166 pp., textillustr. From the library of the Danish logician and philosopher Jørgen Jørgensen with his name on frontwrapper.
1923Leipzig, Akademische Verlagsgesellschaft, 1923. 8vo. Orig. cardboardbinding w. gilt lettering on spine and front board. 160 pp.
1948Wien, Speringer-Verlag, 1948. Orig. printed wrappers. V,168 pp.
2006brossura
ref. 21554Karlsruhe, G. Braunschen 1905, 220x145mm, 80Seiten, broschiert.
2019ill., br. Quando abbiamo in mano un oggetto, per esempio questo libro, ne sperimentiamo in primo luogo la consistenza materiale, ovvero il fatto che possegga una «massa». In apparenza, niente di più stabile e rassicurante. Eppure, se potessimo scendere via via nelle profondità della materia (le fibre di cellulosa che compongono la carta, le molecole della cellulosa, gli atomi di ogni molecola...), ci accorgeremmo di come quella stabilità sia ingannevole. Le «particelle elementari» che compongono ogni atomo, infatti, non solo fluttuano nello «spazio vuoto», ma appaiono come uno «zoo» in cui ogni specie manifesta proprietà - almeno a un primo sguardo - «del tutto assurde». Nello spiegare questa visione controintuitiva e paradossale, Jim Baggott da un lato risale alle varie concezioni della «massa» nella storia della ricerca filosofico-scientifica, dai pensatori greci alla meccanica newtoniana; dall'altro mette a fuoco le conseguenze profonde delle nuove conoscenze fisico-cosmologiche, dalla celebre scoperta di Einstein per cui «la massa di un corpo è la misura del suo contenuto di energia» alle implicazioni del Modello Standard della fisica delle particelle: disponendo queste ultime entro l'azione dei «campi quantistici», il Modello Standard assimila infatti la massa più a un «comportamento» che a una «proprietà», e la rende elusiva e inafferrabile. In questa prospettiva spiazzante - che Baggott trasmette con la consueta combinazione di chiarezza espositiva e verve stilistica - la posta in gioco è molto più del concetto di massa: è la natura stessa della materia, di un universo le cui fondamenta risultano molto meno «solide, certe e affidabili» di quello che abbiamo a lungo pensato.
2022ill., br. Il suo acronimo (lqg) suona come uno dei tanti, criptici e intimidatori, che gremiscono la fisica contemporanea. In realtà, la «gravità quantistica a loop» - oggetto del nuovo libro di Jim Baggott - è una delle declinazioni più promettenti nell'ambito della «teoria quantistica della gravità». La quale, a sua volta, è uno dei tentativi più accreditati di rispondere a una sfida senza precedenti nella storia della fisica: l'armonizzazione di due teorie di grande successo ma tra loro inconciliabili. La prima è la relatività generale di Einstein, che descrive il comportamento della materia su larga scala in uno spazio-tempo curvo: base del modello standard cosmologico del big bang, ha avuto una delle conferme più spettacolari nella recente scoperta delle onde gravitazionali. La seconda è la meccanica quantistica, che descrive invece le proprietà e il comportamento della materia alle scale più piccole: sotto forma di teoria dei campi, è alla base del modello standard della fisica delle particelle, e in questo ambito l'ultima convalida sperimentale è stata la scoperta del bosone di Higgs. Il punto è che il «doppio trionfo» delle due teorie - costruite su interpretazioni incompatibili dello spazio e del tempo - è servito solo a far apparire l'universo ancora più elusivo e misterioso, se non più bizzarro. Compito della lqg è dunque inventare un nuovo, comune tessuto teorico. Ricostruendo i termini della sfida, Baggott si sofferma a lungo sugli scienziati che più si sono adoperati (e continuano ad adoperarsi) per vincerla, come Lee Smolin e Carlo Rovelli; e, pur senza nascondere fino a che punto sia ardua, ne sottolinea l'importanza fondamentale grazie a un pensiero di Laozi: «Anche un viaggio di mille miglia comincia con un primo passo».
2015ril. Durante il nazismo alcuni fisici cercarono di dar vita a una fisica ariana che escludesse ogni "idea giudaica", molti altri fecero compromessi e concessioni pur di continuare a lavorare. Tra questi vi erano tre fisici di levatura mondiale, attraverso i quali Philip Ball racconta la storia della fisica tedesca sotto Hitler. Max Planck, il pionere della teoria dei Quanti, universalmente stimato per la condotta morale che seppe mantenere durante il regime; Peter Debye, un fisico nederlandese che arrivò a dirigere il più importante istituto di ricerca del Reich prima di andarsene negli Stati Uniti nel 1940; Werner Heisenberg, lo scopritore del principio di indeterminazione, che ebbe un ruolo di primo piano nella corsa tedesca alla bomba atomica. Alla fine della guerra molti scienziati tedeschi rivendicarono la propria apoliticità e la propria opposizione al regime: Debye affermò di essere andato in America per fuggire dalle interferenze naziste alle sue ricerche; Heisenberg sostenne, insieme ad altri, di aver deliberatamente rallentato la fabbricazione della bomba atomica... Muovendosi tra storia, biografia e storia della fisica, l'autore inquadra le difficili e ambigue scelte morali di tre vite intrappolate tra gli ideali della scienza e un'ideologia tirannica; illuminando di nuova luce i vari modi in cui la maggioranza degli scienziati, tra complicità e resistenza, fece i conti con il regime nazista.
2017ill., br. Il testo si propone di fornire le conoscenze fondamentali della fisica tecnica offrendo allo stesso tempo una panoramica di casi di interesse tecnico che mostrano come utilizzare le conoscenze acquisite nella progettazione di macchine.
2016ill., ril. Immaginate di essere fatti di pura coscienza, senza corpo, e di essere in grado di spostarvi a velocità vertiginose nello spazio immenso e profondo, capaci di miniaturizzarvi per immergervi dentro al mondo brulicante di un nucleo atomico, o di diventare enormi per tuffarvi a capofitto proprio dentro a un buco nero. Immaginate di essere proprio lì, a toccare fisicamente tutte quelle cose così affascinanti che nei libri di fisica vengono spesso descritte in termini un po' asettici e talvolta decisamente difficili. Ma questa volta capite tutto, perché non vi stanno solo descrivendo l'universo: lo state proprio toccando con mano. Christophe Galfard vi farà volare direttamente sulla superficie del Sole, nei meandri di una galassia, alle origini del Big Bang e dentro un buco nero, dove tempo, spazio, materia e energia - e ogni altra abituale categoria della fisica, di cui Galfard è uno degli interpreti più brillanti - si confondono. Questo libro ci fa comprendere le più strane e sconcertanti verità della scienza, senza disdegnare di soffermarsi lungo il cammino sulle questioni che queste scoperte hanno rimesso in discussione, dall'esistenza di Dio, all'origine del tempo, al futuro stesso dell'umanità.
2013brossura È questa la prima traduzione italiana del capolavoro di Goethe sul colore, materia alla quale egli dedicò una parte significativa della propria vita. In quest'opera Goethe scandaglia scientificamente la storia e i presupposti metafisici dell'arte attraverso l'esame di ben 350 personalità che hanno contribuito alla strutturazione di una teoria dell'arte e del colore. L'excursus temporale, da Socrate e Aristotele, da Plotino a Galilei fino a Newton, è dei più avvincenti e singolari; è una storia del colore e dell'arte vista quale vicenda dell'umanità e del pensiero.
2017br. Il presente libro è destinato agli studenti universitari ed ai ricercatori, matematici, fisici e chimici che desiderino apprendere le nozioni di base della teoria delle rappresentazioni dei gruppi di dimensione finita. Si suppone che il lettore abbia conoscenza dei fondamenti dell'algebra lineare, dell' analisi matematica e della teoria delle funzioni analitiche. Tutte le altre nozioni, necessarie per la lettura di questo libro, sono esposte laddove vengono utilizzate, e sono accompagnate da indicazioni bibliografiche.
1841ref. 79EqLiege Latour 1841 In16 240 pages - cartonné - reliure d'epoque - bon etat
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2014ill., ril. Tutto ha inizio con Galileo, secondo il quale "l'universo è scritto in lingua matematica". Una rivoluzione. Tre secoli dopo, nel 1960, il premio Nobel Eugene Wigner fa un ulteriore passo avanti, interrogandosi sull'"irragionevole efficacia della matematica": se la matematica è lo studio formale di concetti puramente astratti, indipendenti dal pensiero umano, com'è possibile che sia tanto accurata - addirittura perfetta -nel descrivere il mondo reale, che è fatto di oggetti materiali? È qui che entrano in scena Max Tegmark e questo libro. Se l'ipotesi di una realtà esterna a noi è vera, allora la "teoria del tutto" - la descrizione completa della realtà - deve essere indipendente dal nostro pensiero (visto che noi della realtà facciamo parte), e l'unica cosa completamente svincolata dal pensiero umano è, appunto, la matematica. Dunque, per Tegmark il mondo reale coincide con la matematica, non è solo descritto dalla matematica, ma è matematica. Con questa idea travolgente, discussa da tempo tra gli specialisti e ora finalmente fissata sulle pagine di questo libro per tutti, Max Tegmark ci conduce attraverso il passato, il presente e il futuro, dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo. Attraverso la fisica, l'astronomia e la matematica ci introduce con una prosa lucida e originale alla sua teoria del "multiverso definitivo". Se ha ragione, da qualche parte, in un altro universo, deve esistere per forza un doppione di noi, in tutto identico a noi, ma che non ha fatto quel terribile sbaglio.
ref. 3220Gauthier Villars et Cie. Editeurs, 1916, Paris. 25x17. 702 p.grand in8 toile editeur
1904Tomo VIII completo, pagine con bruniture attorno ai testi causa tempo e con sporadica fioritura, con fig.in nero nei testi, sono presenti dei timbri di vecchia biblioteca regolarmente acquisita ai margini di alcune carte, tagli non allineati, impolverati e con fioritura, rilegatura in mezza tela, piatti rigidi, cartonati, con tracce di umidità ai bordi ed alcune abrasioni, dorso sbiadito, con titoli dorati, tracce di polvere, segni di usura al piede ed alla cima. Numero pagine 464 USATO
1903Tomo V completo, pagine ingiallite dal tempo e con bruniture ai margini, con sporadica fioritura e traccia di umidità ai bordi superiori, con alcune fig.in nero nei testi e tavole f.t., tagli non ben allineati, bruniti, impolverati e con fioritura, rilegatura in mezza tela, rigida, piatti cartonati, con tracce di umidità ed alcune abrasioni, dorso sbiadito, con titoli dorati, adesivo collocazione, segni di usura al piede ed alla cima. Numero pagine 442 USATO
1907Tomo XIII completo, rilegatura rigida, in mezza tela, piatti cartonati e con due piccole abrasioni al posteriore, dorso sbiadito, con sottile fioritura e tracce di polvere, con titoli d'oro ed adesivo collocazione, pagine brunite attorno ai testi per fattore tempo e con sporadica fioritura, alcune fig.in nero nei testi ed una tavola f.t., sono presenti dei timbri di vecchia biblioteca regolarmente acquisita ai margini di alcune carte, tagli non ben allineati, impolverati e con fioritura. Numero pagine 600 USATO
1912Tomo III della serie VI completo composto da fascicoli mensili, rilegatura in mezza tela, piatti cartonati, con tracce di polvere, usura ai bordi ed alle punte, dorso con titoli dorati, velatura di polvere, sottile fioritura e strappo alla cima, pagine ingiallite ai bordi causa tempo e con sporadica fioritura, con fig.in nero nei testi ed alcune tavole f.t., sono presenti dei timbri di vecchia biblioteca regolarmente acquisita ai margini di alcune carte, tagli non allineati, bruniti e con molta fioritura. Numero pagine 464 USATO
1916Volume XII serie VI relativo al II semestre 1916, rilegatura in mezza tela, piatti cartonati, con qualche lieve segno di usura ed alle punte, dorso con titoli dorati, segni di usura al piede ed alla cima, pagine ingiallite ai bordi e con qualche sporadica fioritura, ingialliti e con fioritura i tagli, di colore bordeaux ed impolverati quelli di testa. Numero pagine 301 USATO
1913Annualità completa composta da due volumi semestrali, 471+452, pagine brunite ai bordi e con sporadica fioritura, con fig.in nero nei testi e tavole f.t., ingialliti e con molta fioritura i tagli, di colore bordeaux quelli di testa, rilegature in mezza tela, piatti cartonati, dorso con titoli dorati, minute abrasioni e tracce di polvere. Numero pagine 923 USATO
1993Inglese, rilegatura editoriale rigida, cartonata, illustrata e con minimi segni di usura dovuti soprattutto a scaffalatura, all'interno pagine in ottimo stato di conservazione, pulite, ed arricchite da figure e grafici nei testi. Numero pagine 242 USATO
1908Tomo XV, serie V, della pubblicazione periodica fondata da C. Matteucci e R. Piria e continuata da E. Betti e R. Felici, organo della Società Italiana di Fisica e pubblicata per cura dei direttori A. Battelli, A. Roiti, V. Volterra e del delegato della società G.P. Grimaldi. Mezza legatura con angoli in tela verde e piatti marmorizzati, scolorita al dorso e con lievi segni d'uso. Taglio superiore colorato di rosso. Pagine ingiallite, salde, con ampio margine ed arricchite da numerose figure, tabelle e formule nel testo e da alcune tavole fuori testo. Numero pagine 552. USATO