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1923In-8°, pp. 8. Fasc. edit. a graffe. RIZZO, meteorologo e fisico, nel 1889 entrò in qualità di Alunno per la Meteorologia all’Osservatorio Astronomico di Torino, divenendo Assistente l’anno successivo. Lasciò il posto nel 1897 per contrasti con il Direttore, Francesco Porro. Passato prima all’Università di Torino, divenne Assistente presso il Gabinetto di Fisica avendo nel frattempo conseguito la libera docenza in Ottica fisica e Spettroscopia. Nel 1908 fu nominato Professore di Fisica presso l’Università di Messina ed almeno dallo stesso anno diresse l’Istituto di Fisica Terrestre e Meteorologica della R. Università di Messina dal 1909 e fautore della sua ripresa iniziata a fatica nel 1911.
Milano, Vallardi, 1957, in-8, cart. edit., pp. XII, 333. Con 12 figure nel t. e 32 tavv. in b.n. f.t.
1957In-8°, legat. in cart. e sov.c. ed., pp. 333, con 12 figure nel testo e 32 tavole fuori testo. Marginali tracce d'uso.
1957Tela c/sovr., cm14x21, pp XII (2) 333 (3); 12 fig. nt e 32 tav. ft. Coll. Il Prisma Collana di Divulgazione Scientifica #15.
2017ril. «Perché esiste qualcosa anziché il nulla?» Questa antica domanda, ripresa molte volte nel corso della storia da tanti filosofi e pensatori, ci impone di meditare su quella che sembra essere in assoluto la più profonda di tutte le questioni, la distinzione tra essere e non-essere, tra ciò che esiste e il nulla, il punto da cui tutto il resto deriva. Nelle mani di un fisico, però, la domanda assume un valore del tutto inaspettato, come si vede leggendo questo coinvolgente, intenso e breve libro. Per Newton e la sua legge della gravitazione universale era necessario che esistesse a priori uno «spazio», un palcoscenico dentro il quale si potesse sviluppare il dramma della materia e delle sue leggi. Questo spazio era di per sé teoricamente «vuoto» e veniva occupato dai corpi fisici, che vi subivano «forze» precise. Proprio su questo ci fu un famoso e lungo contenzioso tra lui e Leibniz, e da quella polemica nacquero i primi problemi - filosofici e fisici, a un tempo - sul concetto stesso di spazio. Con Maxwell, anni dopo, le cose si fecero ancora più problematiche, dal momento che la nascita del campo elettromagnetico riempiva lo spazio «vuoto» di «qualcosa». Qualcosa che non era l'etere, come inizialmente qualcuno aveva proposto. Le cose peggiorarono radicalmente con Einstein e il suo spazio-tempo curvo, nel quale la trama stessa della realtà si deforma in relazione alle masse presenti; ed è difficile curvare qualcosa che non c'è. Il colpo di grazia all'idea stessa di vuoto lo ha dato infine la meccanica quantistica, specie con la teoria quantistica dei campi, nella quale il vuoto diventa in effetti un luogo piuttosto vivace. Per quanto strano possa sembrare, insomma, il «nulla» è «qualcosa».
2003ill. Ma chi ha detto che la fine della fisica è vicina? Che tutto quello che c'era da scoprire è già stato scoperto? E che le generazioni future potranno solo precisare e raffinare, e mai negare o arricchire le attuali teorie? Questo libro si contrappone a pensatori come Heisenberg, Feyman e Hawking che hanno predetto la morte della fisica. L'autore sostiene che grandi progressi sono possibili, ma che il prezzo da pagare per realizzarli è una modifica radicale delle basi della fisica moderna, in particolare abbandonando l'indeterminismo, la non località (paradosso di Einstein, Podolsky e Rosen) e lo stesso principio di relatività
2012ill., ril. Jim Al-Khalili è un fisico teorico di grande talento comunicativo. Per lui i paradossi apparentemente insolubili sono un'ottima occasione per spiegare come funziona la scienza. Per questo ne ha scelti nove, tra più e meno noti, e sulla loro traccia ha costruito questo libro, divertente, stimolante, ironico e che ha la capacità di sconcertare con la semplice accumulazione di elementi imprevedibili. Insomma, un libro che non lascia riposare la mente. Si va dal classico paradosso di Achille e la tartaruga (del quale però scopriamo un insospettabile risvolto quantistico) alla più semplice domanda che l'uomo può farsi guardando la volta stellata: perché di notte fa buio? Sembra incredibile, ma dietro a questa domanda apparentemente banale si nasconde una delle più eclatanti scoperte della fisica contemporanea, che era lì, alla portata degli esseri umani fin dalla preistoria, ma che ha trovato una soluzione plausibile solo pochissimo tempo fa. Incontreremo anche l'inquietante diavoletto di Maxwell, il povero gatto di Schrödinger, che è contemporaneamente vivo e morto, lo strano caso degli oggetti che si accorciano viaggiando, quello ancor più strano del tempo che si dilata e si contrae a suo capriccio, per non dire del mistero (paradossale anch'esso, grazie a un'intuizione di Enrico Fermi) della vita extraterrestre. Sono i diabolici paradossi della fisica, che danno da pensare, ma alla fine hanno una soluzione insperata.
2014brossura Come fa Superman, con un solo balzo, ad arrivare sul tetto di un edificio di trenta piani? Cosa dice, dell'eroe dei fumetti, questo salto di 200 metri? Quasi tutto. Basta applicare le leggi di Newton: per sfidare la gravità, saltando cosi in alto, Superman, se pesa 100 chili, deve avere una velocità iniziale di oltre 200 chilometri l'ora e, dunque, applicare al salto una forza di oltre 25 tonnellate al secondo. Impossibile per un terrestre, ma non per chi è nato su Krypton, che ha una gravità maggiore. Kakalios spazia dalla meccanica quantistica, alla termodinamica, alla relatività, alla fisica dei solidi... altrimenti come spiegare in che modo l'Uomo Invisibile riesce a passare attraverso i muri?
2007Kakalios, James[Traduttore] Lilli, Lorenzo La fisica dei supereroi. Torino, Einaudi 2007 italian, 395 ST1180GBrossura editoriale,volume come nuovo, illustrato, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda , 395 pagine circaCopertina come da foto
1967Prima Edizione Mondadori - Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondadori, brossura n. 10 di collana diretta da Edgardo Macorini, traduzione e glossario a cura di Giuseppe Lanzavecchia. Tracce di polvere e leggero ingiallimento alla copertina in cartoncino, molto buono lo stato delle pagine chiare e non danneggiate, ampiamente illustrate con 174 figure in nero nel testo, leggera ombratura ai tagli. N. pag. 239. USATO
1967in 8° br. pp.240, dis. n.testo, appunti a matita margine bianco, buon esemplare
1967Milano, Mondadori, 1967. in 8vo br. pp. 240, dis. n.testo.
1968Alan Holden La Fisica dei solidi. Milano, Ediz. Scientifiche e Tecniche Mondadori 1968 italian, 239 ST1097PBrossura editoriale"De rerum natura: che cos'è la materia", volume come nuovo, illustrato, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda , 239 pagine circaCopertina come da foto
1967Traduzione: Giuseppe Lanzavecchia . Pagine: 240 . Illustrazioni: 174 figure . Formato: 8° . Rilegatura: Brossura . Stato: Buono . Caratteristiche: Qualche sottolineatura a matita cancellabile . Collana: De rerum natura che cos'è la materia .
2020ill., br. Dopo più di un secolo, la fisica si è ormai abituata a scendere a patti con le implicazioni della meccanica quantistica, perché questa teoria controintuitiva si è dimostrata solidissima e perfettamente adeguata a descrivere i fenomeni della materia. Ma chi non ha avuto in sorte l'occasione di studiare fisica è piuttosto perplesso, e fa bene ad esserlo. In che senso una particella può passare da due parti contemporaneamente? Cosa vuol dire esattamente che un corpo si comporta simultaneamente come un'onda del mare e come un granello di materia? Ma davvero il gatto nella scatola è allo stesso tempo vivo-e-morto finché non lo guardiamo? Sembra Star Trek e invece è il mondo reale, benché ci sia pure il teletrasporto. Questa è la materia ideale per uno straordinario divulgatore come Al-Khalili, perfettamente a suo agio con l'ironia implicita del materiale che racconta. Il fisico inglese si cimenta ancora una volta coi paradossi della fisica, facendosi accompagnare, con brevi saggi illuminanti, da invitati d'eccezione, come Anton Zeilinger, Frank Close e Paul Davies.
2014In-8° pp. 275, leg. edit. con sovrac. ill. Ottimo stato.
2022br. Quale legge fisica può spiegare la potenza devastante dell'onda energetica di Dragonball o l'incredibile curvatura del campo da calcio in Holly e Benji? Quali sono le caratteristiche fisiologiche necessarie per sopravvivere nel mondo postatomico di Ken il guerriero, che tipo di struttura molecolare ha il corpo iperflessibile di Rubber di One Piece o, ancora, come si può calcolare il quoziente intellettivo di Light Yagami di Death Note? Il mondo dei manga giapponesi è popolato di personaggi estremi, con qualità straordinarie e mondi ai limiti del fantastico, eppure la fisica contemporanea ci insegna che nessun fenomeno è totalmente inspiegabile, o meglio, è quantomeno possibile provare a dare a tutto ciò che ci circonda una spiegazione scientifica. Ed è proprio quello che Andrea Delnegro fa ne La fisica dei manga. Combinando le sue due più grandi passioni, Delnegro spiega, con semplicità e uno stile ironico e brillante, leggi fisiche apparentemente incomprensibili, formule matematiche complicate e fenomeni naturali complessi, attingendo alle scene, ai colpi segreti e ai personaggi dei più celebri manga giapponesi. Un viaggio originale, interessante e divertente tra scienza, immaginazione e anche un pizzico di follia, che mette a confronto due mondi apparentemente così diversi, ma in realtà con tantissimi punti in comune. Un libro per tutti: per gli appassionati di manga, un modo per avvicinarsi alla fisica; per gli appassionati di fisica, un modo per scoprire i manga.
1946in 16° leg. ed. pp.154, qualche sottolineatura a matita, buon esemplare
1997Prigogine, Ilya La fine delle certezze. Il tempo, il caos e le leggi della natura. Torino, Bollati Boringhieri 1997-03-14 italian, 189 1997. Copertina editoriale in brossura pieghevole. 189 p.; 21 cm. Si segnalano sottolineature a matita e con evidenziatore nelle prime pagine. C.70
2003illustrazioni
2005Barbour Julian La fine del tempo : la rivoluzione fisica prossima ventura. Torino, Einaudi 2005 italian, 354 ST1098V Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda, illustrato in b\n 354 pagine circaCopertina come da foto
1916La fine del mondo non sarà la distruzione del Globo ma soltanto la fine del genere umano e parzialmente della vita organica, cosa che nel corso dei secoli non fu mai spiegata o ritenuta spiegabile dalla scienza umana. "La gravità non è inerente alla massa, ma alla rotazione dell'astro intorno al suo asse" Esemplare perfetto Brossura editoriale a stampa bicolore, pp. 91, in 8°
réf. 2196P., Hermann, 1936, un volume in 8, broché, couverture imprimée, 56pp.
1936réf. R160110850HERMANN. 1936. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 56 pages.. . . . Classification Dewey : 530-Physique
in-8°, 193 pages, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [SC-1][HI-1/2]