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2021ill., br. Cos'è l'arte? E soprattutto, perché l'arte? A cosa serve? A quali domande risponde e quali pone? Eleanor Davis si cimenta con una delle domande che da sempre accompagnano l'umanità. In quest'esplorazione di grande potenza visiva, oscillando tra il saggio per immagini, l'esperimento mentale, il racconto e la riflessione metafisica, l'autrice propone una lettura che ci accompagna e ci sfida, spingendoci a chiederci a cosa serva l'arte. Dostoevskij scriveva che la bellezza salverà il mondo, Davis ribadisce che l'arte salverà noi. Perché l'atto della creazione è anche un atto di scoperta di sé, di rielaborazione delle nostre esistenze e risposta alle domande che attanagliano il nostro vivere. "Arte, perché?" è la lettura perfetta per chi si domanda cosa sia e a cosa serva l'arte, e per chi sa che il fumetto può argomentare sui livelli più profondi della filosofia umana. E per chi ancora non lo sa, ma è pronto a scoprirlo. Questo fumetto ha vinto l'Ignatz Award 2018.
2021ill., ril. Questo volume presenta l'esito di un prolungato lavoro di osservazione, descrizione e trasfigurazione del paesaggio che si percepisce viaggiando tra Roma e Pescara (e dintorni), ovvero tra Pescara e Roma. L'esito consiste in disegni eseguiti sulle pagine dei taccuini, impiegando tecniche diverse. Disegni che si sono accumulati, prima inconsapevolmente e poi deliberatamente, nell'arco di trent'anni, fino a costituire una collezione: ed è proprio l'insieme a restituire il senso del lavoro. Sviluppare questo lavoro ha significato, nel tempo, elaborare un metodo, che l'autore definisce "Attività duale" e che consta di due fasi: una fase di in-put, o "Rilievo del mondo fisico", cui fa seguito una fase di out-put o "Riformulazione concettuale". Nell'habitus di un architetto, le due fasi si presuppongono e spesso si confondono: ma è proprio il loro nesso ad assumere un valore metodologico, come spiegato nel testo che conclude il volume. Nell'insieme, questo album di disegni costruisce una sorta di discorso visivo e testimonia della possibilità di trasformare il più monotono pendolarismo nell'occasione per continue osservazioni e invenzioni.
2021ill., br. Per millenni, nelle corti dei potenti di pressoché ogni Paese, i buffoni furono presenti in quantità straripanti, e molti di essi erano nani. Per esercitare il difficile mestiere di far ridere gli altri, erano spesso usate persone ? uomini, donne e perfino bambini ? con gravi deficienze fisiche o mentali: nani, gobbi, dementi, esseri esageratamente obesi o dotati, secondo i crudeli contemporanei, di corpi deformi e sgradevoli. La bruttezza e la follia servivano a tranquillizzare i potenti che si sentivano così autorizzati a pensare che, se questi ospiti di corte, brutti o pazzi, erano diversi da loro, allora loro non erano tali. Anzi, averli al fianco, ne faceva risaltare le virtù di bellezza e saggezza. Il re non può mai essere pazzo e se la follia bussa alla porta della reggia, è il buffone a farsene carico.
2021ril. Le vicende politiche portano periodicamente alla ribalta i mali di cui soffre il Paese. Tocca alla Politica, con l'ausilio delle scienze economico-sociali, approntare gli opportuni rimedi. Ma se il medico è egli stesso malato? Torna attuale l'antico monito: medice, cura te ipsum! L'antipolitica non può essere la soluzione. E tuttavia non si possono ignorare talune istanze da cui trae alimento, prima fra tutte l'irrisolta questione morale. Tra le tante cause della crisi della Politica vi è certamente il deficit di partecipazione democratica, favorito dal susseguirsi di sistemi elettorali che hanno di fatto svuotato la sovranità riconosciuta al popolo. Da qui si può e si deve ripartire.
2021br. Dall'autunno del 1928 a quello del 1930 Depero, durante il primo viaggio negli USA, visse a New York una stagione irripetibile, dove verificò e sperimentò quello che i futuristi in Italia avevano solo vagheggiato: traffico automobilistico già incredibile, grattacieli, treni sotterranei e anche sopraelevati in un agglomerato urbano fuori scala rispetto alla situazione italiana. Perciò, quando tornò in Italia, in un'Italia indietro di quaranta, cinquant'anni rispetto agli Stati Uniti, si rese conto che non aveva più nulla da immaginare, non vi era più una "visione futura" nella sua mente, perché lui il Futuro lo aveva già vissuto a New York. Per questo motivo un po' alla volta si distaccò dal Futurismo. Depero durante il periodo bellico lavora incessantemente, e scrive, scrive sempre. Nell'inedito qui pubblicato utilizza l'escamotage del dibattito, perché gli forniva la possibilità di spiegare la sua arte in un modo non pedante, quasi in forma teatrale, quindi con una scrittura più scoppiettante. I temi che affronta sono i più riservati e profondi tra tutti quelli che può presentare un artista: in un passaggio dal manoscritto si lancia in una sorta di "retro marcia" dal presente al passato, innescata sul concetto di arte antica, un passo dalle venature quasi surrealiste. Come scrive il curatore del volume Maurizio Scudiero: «È un Depero a tutto campo quello che transita in questo manoscritto, un Depero che ci restituisce la storia del Futurismo e dell'arte vista attraverso la lente di chi la storia dell'arte della prima metà del XX secolo l'ha vissuta in prima persona, ricavandone tanta soddisfazione».
2021br. "Il Principe" è notoriamente un testo più citato a sproposito, che realmente letto. Come spiegare ai ragazzi di oggi l'opera di Niccolò Machiavelli e il pensiero del politologo fiorentino a quasi 500 anni dalla sua morte? Come verificare se le sue indicazioni sono ancora attuali e soprattutto utili a migliorare la politica, un po' malandata, dei giorni nostri? Per rispondere a queste domande, due giornalisti di professione hanno pensato di far ricorso ai post dei social network, strumento di comunicazione ampiamente utilizzato dai ragazzi, ma anche dall'intera classe politica. Dopo aver tradotto in italiano corrente i principali pensieri di Machiavelli contenuti nel Principe, con un lavoro puramente giornalistico, gli stessi pensieri sono stati inviati, sotto forma di post, ad altret-tanti cittadini, chiedendo un messaggio di risposta. Queste persone sono state scelte tra le diverse regioni d'Italia, senza limiti di genere e di età. Il libro contiene anche alcune curiosità sulla vita privata e sull'influenza internazionale del Segretario fiorentino, oltre a un'intervista impossibile al Principe della politica.
2021br. La Rimini de "I vitelloni", a seguito di un conflitto nucleare, popolata di zombi. "Il ferroviere" di Germi che, ambientato in un lontano futuro, si fa "Astroviere" e viaggia nelle galassie. "Ladri di biciclette", portato ai giorni nostri, tra rider extracomunitari. Sono dieci capolavori del neorealismo, opere di De Sica, Zavattini, Fellini, Germi e altri maestri che hanno segnato la storia del cinema, a farsi spunto per altrettante storie, ripensate come fumetti. A scriverle sono stati gli studenti del secondo anno del corso di sceneggiatura del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A disegnarle, invece, gli studenti ed ex studenti del corso di Fumetto della Scuola Romana dei Fumetti. Una vera sfida. Si va da Umberto D, la cui storia viene raccontata dal suo cagnolino, ad Accattone, Bellissima, Miracolo a Milano, Roma città aperta, Sciuscià e La strada. Non semplici adattamenti, ma retelling, spin off, reloaded. Nuove storie, insomma, capaci di incuriosire chi conosce i film ma anche di appassionare chi ancora non ha avuto modo di apprezzare questi capolavori della cinematografia italiana. Un modo per rileggere il cinema. E anche il fumetto. Per guardare al noto in modo nuovo.
2021br. "Chi è un Maestro?" La domanda corre lungo le pagine di questo libro, vicende che vengono narrate, episodi, figure, personaggi, di cinquant'anni di storia di un Paese alla ricerca d'una propria identità, per il futuro del suo territorio e della sua architettura. Un racconto sul filo della memoria, una "saggistica autobiografica" che mantiene vivo l'interesse su approfondimenti anche disciplinari, l'attrazione per l'architettura con le contraddizioni che l'attraversano tanto più nelle incertezze di oggi. Pagine che fanno parte del nostro vissuto, su problemi aperti a ribadire l'importanza del mestiere di architetto, come vocazione, ricerca, impegno militante. Punti di vista anche controcorrente, che rimandano al rigore di tanti protagonisti conosciuti dall'autore, icone ma anche comprimari del progetto come espressione d'una pluralità di attori.
2022ill., br. «La generosa donazione dell'archivio di Alberto Boatto da parte dei suoi famigliari arricchisce il patrimonio del MAXXI di una gemma il cui valore misureranno nel tempo gli studiosi di una straordinaria figura della cultura contemporanea, che ha indagato e illuminato il mondo artistico in maniera originale e penetrante. Si tratta di un fondo (epistolari, documenti, saggi, appunti, fotografie, libri, testate, materiali audio e video) cospiscuo e poliedrico. Scandisce e racconta la lunga, feconda parabola intellettuale e professionale di un critico e storico dell'arte totalmente immerso nella conoscenza dei principali fenomeni creativi italiani e internazionali, ma refrattario come pochi a muoversi in recinti interpretativi influenzati da mode e tendenze. Il suo approccio al new dada o alla pop art, all'Arte povera o all'Arte concettuale, si sviluppa e si intreccia a mano a mano in un legame profondo con diverse discipline e visioni, dall'antropologia alla psicoanalisi alla filosofia. Sono fonti vive di pensiero, che Boat-to sa mettere in un costante dialogo con le suggestioni degli artisti e con le potenzialità (e le strozzature) della creatività nell'era della produzione di massa e dei consumi universali. Accuratamente riordinati e catalogati, l'archivio e la biblioteca di Boatto sono adesso aperti alla consultazione degli esperti, degli studenti e degli appassionati: un tesoro di competenze per un filo di ricerche da riprendere e dipanare, una scintilla per attività scientifiche, didattiche e formative da costruire sulla base dell'inventario che consegniamo all'attenzione dei nostri visitatori, delle accademie e delle università. Non è il primo (e non sarà certamente l'ultimo) fondamentale inserimento nel vasto deposito di fondi acquisiti dal MAXXI Arte, ma rappresenta in ogni caso un ulteriore successo registrato nel solco della politica di crescita adottata da questo museo fin dalla nascita: l'incontro tra istituzione pubblica e bene privato. Con l'obiettivo comune della tutela, della conservazione e della valorizzazione del bagaglio culturale di personalità tra le più autorevoli della scena italiana. È pienamente il caso di Alberto Boatto, protagonista del focus Lo sguardo dal di fuori, il cui titolo è ispirato a una delle sue opere più geniali. La mostra curata da Stefano Chiodi ci ha accompagnato per un anno, un anno tanto scosceso, sprigionando tre occasioni per approfondirne il profilo e l'eredità...» (Dalla Prefazione di Giovanna Melandri)
2022ill., br. Da cosa dipende la forma di un'architettura o di un'infrastruttura? Che cosa, in ultima analisi, la determina? Una possibile risposta, ancora diffusa e radicata nel sentire comune, è quella sintetizzata dal celebre motto modernista «Form Follows Function», un principio spiccatamente pratico e razionale che lega la forma di un oggetto o di un manufatto alla sua funzione. Nel De architectura, ovvero nel trattato di teoria dell'architettura più antico di cui disponiamo, Vitruvio aveva associato già più di duemila anni fa il concetto di bellezza (venustas) a quello della destinazione d'uso (utilitas). Tuttavia, il celebre teorico romano aveva inserito questa coppia di princìpi in una triade, associandola all'idea di solidità e stabilità strutturale (firmitas). Non sarebbe dunque corretto affermare che la modernità (o, meglio, una certa versione stereotipata e funzionalista dell'architettura) abbia attribuito un'eccessiva enfasi al concetto di funzione, ma si dovrebbe prendere atto del fatto che essa ha dimenticato o dato per scontato il terzo elemento che sosteneva la teoria vitruviana, ovvero la struttura. Nessuna forma può esistere o rimanere in piedi se non viene in qualche modo sostenuta. Ma c'è di più: il principio strutturale che sorregge un oggetto quasi sempre determina in maniera sostanziale anche la sua forma. In questa prospettiva, il presente volume raccoglie alcune riflessioni che affrontano il tema del rapporto tra forma e struttura. Emerge così un intreccio di spunti, basati su esperienze diversificate nei campi della ricerca storica e della pratica professionale, attraverso i quali è possibile delineare una modalità altra di concepire la forma a partire dalla struttura, e forse persino un'idea alternativa di modernità.
2022ill., br. Il volume è un progetto di Tedea, un'unità di ricerca del Dipartimento di Culture del progetto dell'Università Iuav di Venezia. È dedicato agli strumenti e ai modi della produzione teorica in architettura. Declinandosi al plurale, all'esplorazione e al confronto tra posizioni di critici e progettisti, è pensato per restituire un affresco italiano. Strutturato come dizionario, il volume rimette in campo termini, scritti e illustrati, dimenticati dalla pratica teorica o dei quali è avvertita l'assenza nel territorio reale. La forma del glossario è tesa a produrre una narrazione molteplice e sfaccettata, le differenti voci convergono a rinnovare l'attenzione verso quanto sovente resta sottinteso o sottotraccia del progetto Il ragionamento sulle teorie dell'architettura ruota qui intorno a due cardini: "progetto e teoria" e "teorie e storia", due coppie di termini, due nodi attorno ai quali è raccolta una costellazione di lemmi per fissare coordinate e strumenti del pensiero e del fare. I termini dell'armamentario teorico-progettuale sintetizzano strategie, raccontano modi di agire e di costruire, fissano posizioni culturali, solidificano salde connessioni tra l'architettura e la realtà. Le parole, quando cariche di un portato teorico, rappresentano legami con "le cose", quindi con il loro mutare sia in chiave ipotetica (pensiero) che fattiva (architettura).
2022ill., br. Al decennale della scomparsa di Carlo Aymonino, "L'abbecedario dell'infedele" nasce da un'esperienza dottorale e si colloca all'interno del ciclo di celebrazioni per il maestro romano con un rinnovato interesse per il suo progetto didattico. Allo IUAV, Aymonino proponeva agli studenti un esercizio di manipolazioni sul tema del centro civico al Campus di Pesaro, straordinario esempio di non-costruito, dunque accumulatore di inedite possibilità compositive. In continuità con quell'esperienza, l'abbecedario ridisegna ancora una volta l'edificio, senza svolgere delle sue tre soluzioni una riproposizione specifica ma considerandole un unico progetto. I grafomorfemi dalla A alla Z sono il precipitato di una trasgressione trans-figurativa che rimette in gioco modelli noti e necessari in nuove e ricominciabili tessiture. Lontano dalla vivisezione anatomica e dalla radicalizzazione del diagramma, l'abbecedario è una fallace classificazione: nel suo farsi e disfarsi accompagna il grafolettore nello spazio di un disegno che riconcilia ricerca ed invenzione, segno e costruzione, professionalismo e accademia.
2022br. La "corrispondenza di amorosi sensi" fra arte e architettura è il perno di interesse del volume, compendio di lezioni, conferenze e saggi connessi al corso di Teorie dell'architettura dell'IUAV e ai seminari del dottorato Teorie e Progetto della Sapienza. Al centro dell'attenzione è lo spazio, assunto come "immateriale" materia prima con cui si propizia l'esperienza percettiva e multisensoriale dell'architettura da parte del fruitore. Il percorso teorico proposto trascura le componenti oggettuali per focalizzarsi decisamente sugli aspetti relazionali, verso un'architettura delle relazioni. Adottando un metodo associativo-comparativo, si analizzano esperienze dell'arte contemporanea (dalle avanguardie costruttiviste allo spazialismo di Fontana fino alla scultura di Chillida, Oteiza, Iglesias, Serra, Penone, alle delocazioni di Parmiggiani, agli skyscapes di Turrell) ed esperienze dell'architettura contemporanea (da Navarro Baldeweg e Campo Baeza ad Aires Mateus, da Holl a Tschumi, da Siza a And?, da It? a Sejima e Kuma, da Piano a Barozzi-Veiga), accomunate dall'interesse per l'accurato trattamento degli spazi e della loro intima percezione.
2022br. Saggi M. Bozzi Corso, La didattica per competenze e la Storia dell'arte; A. M. Monaco, Il senso critico di Sergio Ortese per la Storia dell'Arte nel Salento...; L. Petracca, Origini, apogeo e declino dei Del Balzo di Soleto...; N. Cleopazzo, Tracce di tardogotico nella chiesetta di San Giovanni Battista a Francavilla Fontana; R. De Giorgi, 'Un po' di gotico' nelle collezioni del MNAC di Barcellona; Fabrizio Ghio, La 'Chiesa Greca'. Vicende storiche e costruttive...; M. Tanzi, Esercizi di riconoscimento: una tavola di Marco 'calavrese' ; S. Castellana, Johannes Hispanus in fondo al mare: i dipinti sulla Regia Nave Aurora; A. Fiore, Intorno a due opere del Pordenone in Puglia; D. Caracciolo, Amici pittori, amici poeti nella Napoli tra '500 e '600; M. De Santis, Iconografia e Controriforma: Il caso di Vespasiano Genuino (1552-1637); M. L. Sorrone, Iconografia e immagini della tradizione nelle opere di G. Donato Chiarello; Lucio Galante, Ritorno a Toma: La pioggia di Cenere del Vesuvio; D. Rucco, Stanislao Sidoti, «paesista di merito»...; F. Coi, Enrico Giannelli...; M. Cesari, Su un pastello ritrovato del salentino Giuseppe Casciaro; L. Gaeta, Compianti e Addolorate di cartapesta.
2022br. Partendo dalla classificazione proposta da Northrop Frye in Anatomia della critica, Todorov adotta la categoria del fantastico come strumento di indagine di un genere letterario fiorente nell'Ottocento, la cui funzione sociale è stata assunta nel Novecento dalla psicoanalisi. Il fantastico, dice Todorov, si colloca in quella esitazione in cui il lettore deve decidere fra la spiegazione naturale e quella sovrannaturale di un fatto insolito. Prendendo in esame i testi esemplari del fantastico, Todorov propone una vasta gamma di sottoclassificazioni, recuperando in modo dialettico i luoghi emblematici affrontati dalla narrativa fantastica. Il mondo del doppio, della metamorfosi, della follia, ciò che un secolo positivista come l'Ottocento ha rimosso, si sono tradotti per noi nell'inquietante scoperta freudiana della sessualità, della nevrosi, della psicosi e della morte.
2022ril. Un saggio sul tema della cooperazione, affrontato sotto molteplici punti di vista. L'autore tratta l'argomento suddividendo la pubblicazione in tre parti: le radici, le forme, le trappole della cooperazione. La prima parte è dedicata alle origini evolutive, psicologiche e culturali dei meccanismi che rendono possibile l'azione cooperativa. Nella seconda, attraverso l'applicazione della teoria dei giochi, viene documentato come differenti comportamenti sociali possano ostacolare o facilitare risultati cooperativi. Nella terza, grazie anche all'uso di esempi pratici, sono definite quelle "trappole", cioè quegli atteggiamenti individualistici, che fanno parte della vita di tutti i giorni e che possono essere di ostacolo alla cooperazione fra persone. Ne esce una "sfida colossale", da affrontare superando ostacoli a volte enormi ma che, se vinta, può portare grandi vantaggi a beneficio dell'intera comunità.
2022ill., br. Un dialogo sul tema dell'educazione al design e all'architettura, a partire dalle proprie esperienze personali, per tentare di arrivare a capire se, e come, una scuola di design possa avere un ruolo trainante nei processi di evoluzione della società odierna. Un piccolo viaggio nel tempo, che ha inizio nel contesto della facoltà di architettura di Firenze della seconda metà degli anni '60 e traccia un percorso che passa dritto al centro della storia del design italiano contemporaneo: la nascita del movimento Radical, le vicende dei suoi protagonisti principali, l'esperimento della Global Tools, il successo di Domus Academy, poi il lavoro nella grande istituzione politecnica milanese, ed infine il ragionamento sul significato di insegnare creatività e design nel mondo sempre più liquido e digitale in cui stiamo vivendo.
2021ill., ril. In questo volume sono riportati una serie di attività legate alla ricerca teorica, espletata nel volume "Spazio suono corpo" come casi di applicazione fattiva e sperimentale. La costruzione di una time-line degli spazi performativi (dal 1919, con la fondazione della Bauhaus e le sperimentazioni di Oskar Schlemmer, al 2021) che raccoglie una parziale selezione dei possibili progetti sul tema per la cultura e la musica, per il corpo e la performance. Sono inoltre presentati: il progetto per il nuovo distretto musicale a Pescara come esperienza condotta a più mani, grazie all'intersezione dei diversi saperi scientifico-disciplinari; un esercizio di ricerca teso a costruire un primo Lessico di progetto per "11 possibili temi di architettura": Esperienza, Luce, Materia, Proporzione, Rugosità, Scomposizione/Composizione, Sensazioni, Soglia, Suono/silenzio, Svuotamento, Vuoto; il risultato di un esercizio di configurazione dello spazio cavo. Senza le riflessioni contenute in "Spazio suono corpo. Sconfinamenti nel campo dell'architettura" non sarebbe stato possibile sperimentare e testimoniare il necessario travaso tra applicazione, ricerca e conoscenza.
2010ill., br. Dopo avere ottenuto fama internazionale con La storia dell'arte, E.H. Gombrich non ha mai cessato di contribuire ai temi e ai dibattiti del nostro tempo. Questo volume, che raccoglie i suoi scritti migliori e più rappresentativi, intende avvicinare il grande pubblico al pensiero e alle tesi di Gombrich su argomenti fondamentali come la natura della rappresentazione, la psicologia della percezione, l'interpretazione dell'arte figurativa, problemi di teoria e di metodo, il concetto di progresso, il simbolismo e la questione del significato nella creazione artistica. Gli scritti di E.H. Gombrich comprendono tre opere principali - La storia dell'arte, Arte e illusione e Il senso dell'ordine - e dieci volumi di recensioni e articoli scelti. Una selezione di questi testi è racchiusa nella presente antologia che, arricchita da sei scritti mai pubblicati prima da Phaidon, offre dunque una panoramica esaustiva del pensiero gombrichiano. L'introduzione generale, le note di lettura e i suggerimenti bibliografici sono di Richard Woodfield. Instancabile fautore della ragione e della tolleranza, E.H. Gombrich è un umanista nel senso più vero del termine, che si pone come obiettivo principale quello di comprendere e interpretare il patrimonio culturale e i valori della nostra civiltà. In questa ricca e illuminante raccolta, la sua lettura di tematiche fondamentali si impone per rigore e lucidità di analisi.
2001ill. Fin dall'antichità l'uomo ha pensato di creare codici segreti, sistemi di segni capaci di nascondere a occhi indiscreti un importante messaggio e rivelarlo solo ai destinatari. Al mondo misterioso dei codici è dedicato il libro di Simon Singh, che racconta con passione una serie di storie esemplari: quella di Maria Stuarda e del codice segreto che la condusse al patibolo; la macchina Enigma, usata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, il cui codice fu violato da Alan Turing; la decifrazione della Lineare B, la scrittura della civiltà micenea; la natura e la scoperta del codice genetico; l'elaborazione dei codici elettronici; la possibilità di inventare una crittografia a prova di decifrazione.
2015ril. Un classico dell'architettura, arricchito da esempi contemporanei e Con CD-ROM interattivo. Da oltre quarant'anni il volume, con le sue illustrazioni, rappresenta un classico propedeutico al lessico del progetto architettonico. L'opera, basata sull'ultima versione in lingua inglese, aggiornata e rivista, presenta gli elementi fondamentali dello spazio e della forma. La particolare impostazione del volume stimola il pensiero critico del lettore, favorendo una comprensione più evocativa e suggestiva dell'architettura. Il volume giunge al cuore dei più complessi concetti di progettazione mettendoli distintamente a fuoco e dando così vita a complesse astrazioni. Il testo analizza le idee di forma e spazialità in relazione a luce, vista, aperture e chiusure, ed esplora l'organizzazione dello spazio architettonico attraverso l'identificazione degli elementi di circolazione, di proporzione e di scala. Le dettagliate illustrazioni sono l'imprescindibile corredo delle nozioni presentate e chiariscono i rapporti tra gli elementi essenziali dell'architettura attraverso la storia e le culture. Oltre all'aggiornamento dei contenuti e delle illustrazioni, la nuova edizione si avvale di un CD-ROM che porta letteralmente in vita i concetti architettonici presenti nel testo grazie ai modelli tridimensionali e alle animazioni realizzate dall'autore.
2013br. Le forze spirituali che si nascondono nell'attività dei colori offrono un valido aiuto a pittori ed educatori nella ricerca di una coscienza nuova del fenomeno colore, visto anche alla luce della teoria dei colori di Goethe approfondita e ampliata da Rudolf Steiner.
2012brossura Composto nel 1513, il Principe è l'opera più conosciuta di Niccolò Machiavelli. E' un trattato di dottrina politica di sconcertante modernità, tanto che le qualità principali che secondo il pensiero di Machiavelli un principe dovrebbe avere sono tuttora citate negli odierni testi sul tema della leadership. L'audiolibro è basato sul testo che riproduce la lezione del manoscritto G 14 custodito dalla Biblioteca Augusta del Comune di Perugia. Il manoscritto, datato XVI secolo, proveniente dalla Biblioteca di Monteripido, fu copiato da cinque (o sei) diversi amanuensi ed esibisce diversi ispanismi, alcuni vocalismi umbri e una notevole alternanza morfologica. Lettura ad alta voce di Claudio Carini.