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2017br. "Non abbiamo tempo? E allora leggiamo in treno, in aereo, nella metro, a letto, sotto il tavolo, sotto il banco. Leggere per vivere vuol dire attingere a quell'energia che fa essere la realtà diversa da una prigione, e dobbiamo diventare lettori selvaggi proprio ora che non abbiamo tempo": Giuseppe Montesano parte dal suo Lettori selvaggi per distillare un appassionato pamphlet che compendia un'intera visione dell'uomo e della conoscenza e si propone come rifondazione di un umanesimo contemporaneo. Montesano parla a ciascuno di noi: a chi gli si siede vicino in metropolitana, a chi rifugge ogni slogan e certezza, a chi non teme la propria ignoranza perché sa trasformarla in sete di conoscenza. Con le pagine di questo libro partiamo per un viaggio attraverso le conquiste delle neuroscienze che si ribellano alla dittatura digitale, siamo investiti dal grido di chi non accetta le semplificazioni sciocche spacciate per progresso, e siamo colti dallo stupore sprigionato da una poesia letta ad alta voce e condivisa parola per parola. Montesano argomenta e racconta, e ci ricorda che aprire un libro vuol dire entrare nel regno della libertà. Il lettore disposto a lasciarsi cambiare dai libri che incontra, pronto a nascere e ad amare di nuovo a ogni pagina, è un lettore selvaggio: nell'avventura ha da perdere solo la sua prigionia, e ha tutta la vita da guadagnare.
2017br. In condizioni di benessere economico e pace civile che ne è della libertà politica? Qual è lo spazio consentito a un agire politico che non sia solo angusta difesa degli interessi materiali o rituale comportamento elettorale? Domande ancora attuali che l'autrice ha posto, quasi sessant'anni fa, in questo libro divenuto ormai un classico della filosofia del pensiero politico. Una spregiudicata analisi della società di massa e un'accorata denuncia della condizione dell'uomo contemporaneo condannato a una sostanziale solitudine. Hannah Arendt anticipa la critica ecologica e denuncia un grave pericolo: l'"espropriazione del mondo" da parte dell'uomo moderno corrode prima lo spazio politico e poi minaccia il cosmo naturale.
2000brossura
2002br. Alfred Brendel è uno dei maggiori pianisti veneti viventi, ma è anche un acuto saggista, che ha analizzato in numerosi scritti questioni musicologiche ardue e sottili. Ora, con "Il velo dell'ordine", ha deciso di far confluire questi due aspetti, scrivendo un libro che è insieme la ricostruzione di come si è formata la sua fisionomia e sensibilità di pianista e una indagine trasversale, minuziosa e al tempo stesso preoccupata di "trasmettersi" al lettore non tecnico, sulle opere maggiori del suo repertorio.
2011br. Uscito per la prima volta in Francia nel 1931 grazie alla mediazione di Daniel Halévy (e in Italia solo nel 1948), immediatamente commentato da Trockij, bruciato dai nazisti sulla piazza di Lipsia e costato al suo autore l'arresto e il confino a Lipari per "manifestazioni di antifascismo compiute all'estero", "Tecnica del colpo di Stato", spieiata dissezione delle varie tipologie di golpe e delle loro costanti, viene subito avversato da tutti. Sta di fatto che ancor oggi lo si legge d'un fiato: non solo per l'"attualità" della sua analisi di ingegneria politica, ma soprattutto per lo stile, insieme icastico e concitato, geometrico e visionario, dove Malaparte sembra assumere le cadenze di un allievo di Tacito. Stile che risalta in tutte le sequenze su trionfi e fallimenti del golpismo classico, a partire dalla violenta "campagna di stampa" con cui Cicerone smaschera la congiura di Catilina, ma che tocca l'acme nelle ricostruzioni dei colpi di Stato dei primi decenni del secolo scorso, come nelle pagine sulla imminente rivoluzione a Pietrogrado, con le "dense nuvole nere sulle officine di Putilow" cui si contrappone la nebbia rossastra del sobborgo di Wiborg dove si nasconde Lenin. E nella parte finale spiccano, ritratti con rara vividezza, i volti e le psicologie degli autocrati a capo dei vari totalitarismi: Stalin, Mussolini e Hitler.
2012br. L'essenza del potere e la struttura del nuovo spazio planetario in due dialoghi filosofici che sono vere e proprie pièce teatrali.
2017ill. Nel 1888, quando arrivò in Italia nemmeno venticinquenne, il giovane dandy e aspirante letterato Bernard Berenson era già alla sua seconda incarnazione: nella precedente era stato il figlio di un venditore di stoviglie ebreo lituano, emigrato a Boston; ora, pur privo di ricchezze proprie o credenziali accademiche, si apprestava a diventare il portentoso conoscitore dello stile degli antichi maestri che il capitalismo sanguigno, dirompente, vorace della Gilded Age avrebbe eletto a propria guida nel mercato dell'arte. Sopravvissuto alla guerra e all'occupazione tedesca, terminerà i suoi giorni a novantaquattro anni, nel contemplativo, erudito splendore della sua principesca dimora fra i colli fiorentini, ma con l'amara consapevolezza di aver messo il suo prestigio al servizio dei grandi mercanti. Sullo sfondo di incoercibili forze storiche, gli amori e i segreti patti d'affari, l'imbarazzo e insieme l'attrazione per le proprie origini, i meriti intellettuali e i venali sotterfugi di colui che insegnò al mondo a leggere Botticelli (un suo dipinto, diceva, «sta alla rappresentazione come la musica sta al discorso») e gli affidò "I pittori italiani del Rinascimento", nitidamente tratteggiati da Rachel Cohen, ci restituiscono una figura inimitabile, i cui «dintorni, l'ombre et i lumi» avrebbe detto il Vasari «fanno parere che ella venga innanzi».
2008brossura Questo volume intende offrire un contributo al superamento di due lacune presenti negli studi sull'integrazione europea. La prima riguarda in particolare la storiografia italiana, che finora ha quasi completamente trascurato il ruolo di una serie di personalità che pure hanno contribuito concretamente alla costruzione europea, primi fra tutti i vari membri italiani della Commissione. La seconda riguarda invece l'intera comunità degli storici della costruzione europe-a, e consiste nella quasi totale assenza di opere sulla dimensione sociale del processo d'integrazione. I saggi qui raccolti offrono una prima panoramica delle tematiche sociali affrontate dalla CEE fra gli anni '50 e '70, focalizzandosi inoltre sul ruolo e la figura di Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo fra il 1961 e il 1970, e fra i principali protagonisti dell'affermazione di una dimensione sociale comunitaria. Lo sviluppo di una legislazione sulla libertà di circolazione della manodopera, sulla sicurezza sociale dei migranti o sulla riqualificazione dei lavoratori licenziati, tutti temi portati avanti con vigore dal Commissario italiano, furono elementi centrali della prima fase del mercato comune e, soprattutto attraverso l'opera di personalità come Levi Sandri stesso, rappresentarono anche uno dei principali contributi del nostro Paese alla costruzione europea nel suo insieme.
2015br. "Nella letteratura su Alfred Hitchcock, pur sterminata, vi è ancora un aspetto singolarmente trascurato: la fortuna di cui ha goduto presso i colleghi, notoriamente vasta almeno quanto quella di pubblico e critica. Questo volume offre un contributo per colmare tale lacuna, sottoponendo ad analisi alcune riscritture di quello che è stato al contempo uno dei film più innovativi di Hitchcock e il suo maggior successo commerciale: Psycho (1960). Nel suo primo mezzo secolo di vita, la vicenda di Norman Bates ha ispirato senza soluzione di continuità parodie, seguiti e rifacimenti, non di rado in polemica fra di loro, mentre innumerevoli sono state le citazioni e le allusioni ai momenti più iconici del film. Al di sotto delle variazioni di superficie, si intende mettere in luce come l'oggetto più problematico e più malleabile di tali rielaborazioni siano state le inquietudini sollevate dal legame tra sessualità, malattia e morte stabilito dal modello hitchcockiano. Se ne verificheranno i risultati - in funzione del mutare dei contesti culturali e delle ideologie - in opere che spaziano da Homicidal (1961) di William Castle alla forma più estrema di parodia, quella in chiave pornografica, passando per Frenzy (1972) dello stesso Hitchcock, per i diversi ripensamenti di Brian De Palma, gli horror slasher degli anni Settanta e Ottanta, i numerosi sequel (cinematografici e letterari) e il remake diretto da Gus Van Sant nel 1999".
2017br. Con l'avvento e il successivo sviluppo degli elaboratori elettronici e della rete Internet, l'informazione ha assunto in maniera crescente un ruolo fondamentale nella vita dell'uomo, grazie alla possibilità di elaborare, filtrare e incrociare le inarrestabili quantità di dati prodotte a livello globale. Per questo motivo la figura del Data Scientist assume un valore strategico all'interno dell'azienda quale elemento risolutore per la trasformazione del mare magnum di informazioni in un insieme di dati e conoscenze utili per l'identificazione delle scelte migliori che i vertici decisionali devono assumere. Le molteplici aree tecniche trattate nelle oltre 600 pagine di Lavorare con ¡ Big Data sono essenziali per la formazione dello scienziato dei dati del terzo millennio. Il libro raccoglie il contributo di un numeroso team di esperti e docenti universitari per le differenti aree che costituiscono il bagaglio di conoscenze di questa nuova professione, considerata fra quelle maggiormente richieste dal mercato del lavoro. I capitoli, suddivisi in sezioni, toccano quindi una moltitudine di argomenti: algoritmi matematici, elementi di statistica e matematica, calcolo delle probabilità, digitai processing, data mining, database management, data analysis, data conditioning, web semantic, management team analyst, business intelligence, open source intelligence, privacy e sicurezza dei dati e dei sistemi, tecniche di presentazione e comunicazione aziendale, analisi dei fabbisogni informativi dell'organizzazione.
1985brossura
2018ill., br. "Dialoghi tra arte e architettura negli anni della ricostruzione 1945-1955" traccia un inedito percorso che si snoda tra le pieghe della complessa questione della sintesi delle arti, vista attraverso le voci e le opere di grandi interpreti (Le Corbusier, Léger, Fontana, Munari, Dorfles, Severini, Prampolini, Mirko), di giovani emergenti che a loro guardavano (da Consagra a Dorazio, Perilli ecc.), dei gruppi che con diverse modalità su quel tema si sono confrontati (Groupe Espace, MAC, Art Club) nonché le opinioni di autorevoli figure di architetti, come Bruno Zevi e di critici, come Giulio Carlo Argan. Milano e Roma sono i due centri dove si rintracciano le più interessanti occasioni di dialogo tra arte e architettura, da eventi effimeri, come le Triennali, a esiti concreti, come i grandi cantieri e alcune palazzine. Le declinazioni di questo articolato nodo della storia sul crinale tra le due discipline sono esaminate sullo sfondo degli anni difficili, ma al tempo stesso entusiasmanti e vitali, del primo decennio del dopoguerra, senza trascurare limiti e aporie emersi dalla concretezza del fare.
2015brossura Con 80 basi armonizzate su CD. Il libro è articolato in vari capitoli: nel primo vengono presentate le scale maggiori, minori armoniche e melodiche ad un ottava in prima posizione; nel secondo le stesse sempre nelle prime posizioni ma a due ottave; nel terzo nella massima estensione consentita dallo strumento ed in altre posizioni e diteggiature (queste sono quelle che solitamente si portano all'esame di compimento inferiore di chitarra in conservatorio); nel quarto le scale doppie (terze, seste, ottave e decime) che esauriscono il 'classico' del libro. Le scale dei primi due capitoli presentano anche le basi su cui suonarle, queste basi possono essere utilizzate in diversi modi, o suonandole come scritte, oppure effettuando delle varianti ritmiche (ad esempio ribattendo ogni quartine o duine) o eseguendo la scala per salti di terza (ad esempio do, mi, re, fa, mi, sol, fa, la, sol, la si, do etc.) e quant'altro la vostra inventiva vi suggerisce, utilizzando quindi la base come supporto.
2016ill., br. Una delle caratteristiche che differenziano la chitarra da strumenti strutturalmente più "logici", quali, ad esempio, il pianoforte, il vibrafono e gli strumenti a fiato, è la grande quantità di alternative nella diteggiatura dei singoli suoni e delle scale, resa possibile dall'avere suoni di uguale altezza su corde diverse. Tale varietà è al tempo stesso una formidabile potenzialità ma anche un consistente limite, visto che la grande maggioranza dei chitarristi, per non avventurarsi in quella che sembra apparentemente un'impresa troppo ardua, usa solo poche "sicure" diteggiature, sfruttando cos" solo in minima parte le possibilità del proprio strumento. Ciò che è importante comprendere è che questa quantità di alternative risponde ad una logica insita nello strumento stesso. Non è necessario imparare "ogni possibile diteggiatura", perché quelle che vedremo essere principali ci renderanno disponibili tutte le altre.
2015brossura
2015brossura Esercizi ritmici e brani di musica d'insieme da realizzare con il corpo e con l'uso di strumenti "alternativi". I principali valori di durata (quarti/ottavi/sedicesimi) vengono acquisiti in modo pratico e divertente grazie a esercizi ritmici eseguiti utilizzando il corpo come strumento a percussione ed esercizi realizzati con strumenti "alternativi" (es. bastoni, sturalavandini). Gli accompagnamenti ritmici proposti vengono anche applicati a brani di repertorio (es. Addams Family, la Cucaracha ecc) e costituiscono il punto di partenza per le attività di musica d'insieme. Le fotografie ed il Cd dimostrativo fanno di questo testo un sussidio didattico utilissimo a chiunque desideri potenziare la coordinazione motoria, sviluppare la memoria ritmica.
2016brossura
2016ill., br. Il nuovo centone è un testo di solfeggio pensato per i primi anni di studio, particolarmente adatto per le Scuole Medie ad indirizzo musicale, le scuole private, le scuole di musica istituite presso bande e cori, i corsi amatoriali. Caratteristica unica del metodo è che tutti gli esercizi vengono proposti in tre vesti: in chiave di violino, in chiave di basso e in doppio rigo per pianoforte.
2015brossura Percorsi didattici con la body percussion e con strumenti alternativi. Gli esercizi proposti sono di difficoltà progressiva, introdotti ed eseguiti per imitazione e non per lettura. Novità rispetto al testo precedente sono la presentazione dei principali "ritmi dal mondo" e la proposizione di numerosi esercizi ritmici da realizzare in gruppo. L'obiettivo è promuovere la coordinazione motoria, potenziare la memoria ritmica e sviluppare la capacità di improvvisare. Le proposte ritmiche sono da eseguire col corpo (body percussion) sono state sperimentate con strumenti alternativi (come ad esempio bottiglie, ramazze etc.) realizzando dei veri e propri brani di musica di insieme.