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2010br. Le scelte ideologico-politiche di G. Feltrinelli continuano ad attrarre l'attenzione di storici e biografi velando in parte la sua figura di editore. Per ricostruire il percorso della casa editrice da lui fondata a Milano nel 1954, il volume individua e descrive le principali linee di sviluppo che hanno contraddistinto la produzione letteraria della Giangiacomo Feltrinelli Editore nei suoi primi dieci anni di attività, quelli che maggiormente si identificano con la presenza, l'impegno e gli orientamenti iniziali del suo fondatore e degli intellettuali-editori che insieme a lui hanno "fatto" la casa editrice. Attraverso l'analisi delle singole edizioni e delle recensioni coeve, la consultazione di documenti inediti d.archivio e il ricorso alle testimonianze di alcuni protagonisti della vita editoriale di quegli anni, il libro ci conduce in un percorso "guidato" attraverso le collane letterarie, mettendo in risalto l'ambiente culturale in cui nascono le singole edizioni e la specifica configurazione editoriale che ogni testo assume anche grazie agli apparati paratestuali di cui viene rivestito.
1954
2007(Codice LO/7447) Volume in 8º (24x17 cm) 382 pp., cartone editoriale, varie illustrazioni a colori e in nero + 9 tavole ripiegate (una a colori) nella cartellina allegata. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2020ill., br. Una quarantina di voci in ordine alfabetico che procedono dall'Anima alla Vita, rivelando, voce per voce, le insidie nascoste nelle parole, non solo nei confronti della donna, ma di tante altre creature che il linguaggio tende a ridurre in minoranza. "Per me," scriveva Ceresa alla sua traduttrice francese, "l'inuguaglianza femminile è ancorata nella intera visione del mondo; ergo, se io faccio un dizionario, devo fare il giro anzitutto delle radici di quest'albero dell'inuguaglianza... Conclusione: il piccolo dizionario io non lo scrivo per le donne; lo scrivo perché va scritto". Alice Ceresa ha lasciato questo inedito, a cui lavorava da anni, oggi conservato nell'Archivio svizzero di letteratura nella Biblioteca nazionale di Berna.
1984réf. 289846Berlin, New York, Tokyo, Springer, 1984. V, 243 Seiten. Originalbroschur.
Mm 200x270 Volume con legatura non editoriale in mezza tela di pp. 767, rilegato in mezza tela, con 747 figure in nero. Manca il frontespizio, tela sbiadita, qualche abrasione, ma interno ottimo. Senza data di stampa, primi Novecento. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1993(Codice MT/1044) In 8º (21 cm) 224 pp. Ricerca coordinata da Francesco Aliboni. Brossura editoriale. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1990(Codice MT/1316) In 8° (21 cm) 229 pp. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1990(Codice MT/1322) In 8° (21 cm) 344 pp. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
1990(Codice MT/1321) In 8° (21 cm) 204 pp. Con vari grafici, alcuni a colori. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2019ill., br. «Se dovessi entrare al cinema in ritardo, qual è la temporalità dell'immagine che scorre rispetto alla storia che è raccontata?» (Christian Metz). Al cinema l'organizzazione del tempo è molto spesso scandita da omissioni, salti temporali, riavvolgimenti di tempo, ripetizioni, anticipazioni, collegamenti. Il flash-back è un lampo che spezza il flusso temporale della narrazione filmica, uno iato che riavvolge il tempo riportandoci a quel che abbiamo già visto o a quello che è già accaduto ma non è scorso davanti ai nostri occhi. È la figura narrativa del «tempo ritrovato», del tempo che, riaffiorando, dà ragione del presente. L'autrice, attraverso un filo che da sempre unisce cinema, letteratura e arte, ci racconta come il riavvolgimento temporale, attraverso le varie forme di manifestarsi, abbia plasmato e contaminato il linguaggio del cinema e della narrazione audiovisiva in generale.
réf. DADAX0198236875New unknown
réf. SONG191208595XUsed: Good unknown
réf. DADAX0387230696New unknown
2006(Codice LO/9246) In 8° 208 pp. Prima edizione. Numerose illustrazioni. Cartone editoriale, sovraccoperta. Come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2002brossura Questo volume fornisce un quadro analitico e interdisciplinare del linguaggio politico come ambito di ricerca autonomo rispetto alle materie entro le quali viene generalmente ricompreso. Attraverso l'utilizzo di differenti approcci metodologici mutuati dalla scienza politica, dalla linguistica, dalla filosofia politica e dalla storia del pensiero, gli autori pervengono a una visione integrata dell'analisi del linguaggio politico in prospettiva teorica ed empirica. Punto di partenza dell'analisi concettuale e descrittiva delle diverse forme di linguaggio politico, verbale e non verbale, per poi passare all'analisi degli stili e delle funzioni del linguaggio politico in cui gli autori mostrano in che modo esso interagisce con le ideologie, i processi di legittimazione, di decisione e formazione del consenso. Il linguaggio politico si rivela pertanto uno strumento costitutivo della realtà politica attraverso cui si esprimono i rapporti di potere e si producono effetti sui comportamenti politici.
1992(Codice MT/1899) In 8° 448 pp. Con 73 cartine. Bel volume, cartone editoriale, titiolo oro, nastrino, sovraccoperta. Ottimo stato: come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
2014brossura Per la costruzione del testo ci si è posti come obiettivo quello di creare un percorso che sia il più semplice e logico possibile per dare i primi rudimenti della musica, da una parte, per arrivare ad avere una conoscenza più profonda e completa possibile della base della musica. Partendo dalla compilazione di una partitura, si passa poi alla costruzione delle scale e degli accordi sia in senso tonale che modale, dalla loro forma più semplice, la triade, fino ad oltre questo traguardo, andando a comprendere tutte le estensioni delle note possibili. Passando ad un livello successivo si analizza l'armonia e la costruzione delle cadenze, analizzando i tipi e i modi con cui si viene a risolvere all'interno di una composizione. A completamento della trattazione si analizza come poter operare le operazioni più importanti per la manipolazione di una composizione, gli accordi; la sostituzione di questi, le note guida ed il tritono. L'opera si adatta a persone di ogni livello, sia per uso personale che per uso didattico.
2010br. Il volume nasce dalla constatazione che in Italia le pubblicazioni legate alla crittografia sono pochissime. Non esistono inoltre pubblicazioni che affrontino il tema in termini pratici con esercizi svolti. La crittografia nasce oltre duemila anni fa e troviamo esempi e applicazioni durante tutti i vari periodi storici. L'argomento "crittografia" attraversa varie discipline: trova le sue radici nell'archeologia e nella semiotica e per lunghi secoli è stata studiata dai linguisti. In seguito questa disciplina si è evoluta grazie alla matematica. Oggi l'argomento si appresta nuovamente a passare di mano dai matematici ai fisici. L'interdisciplinarità della crittografia fa sì che si trovino cenni in molti testi, ma difficilmente si possono trovare trattazioni che siano allo stesso tempo semplici e di livello accademico. La crittografia oggi è in primo luogo un tema caldo dell'informatica e la sua applicazione garantisce la sicurezza mondiale sia in termini civili che militari. Grazie all'introduzione dei principi base della programmazione che successivamente vengono applicati a problemi pratici ed esempi di crittografia, l'opera ha un taglio originale in particolare per il panorama italiano dove spesso si tralascia la dimensione pratica dei temi scientifici. Il linguaggio utilizzato per gli esempi di programmazione è il Basic nella sua sintassi standard.
2020ill., br. Che cosa accade quando ci troviamo davanti a un'opera d'arte? Quando guardiamo la statuetta dello scriba egizio, i bronzi di Riace, oppure Giotto e Caravaggio, e così via fino a Picasso, Matisse, Fontana, l'Arte Povera e l'opera dell'artista emergente, non siamo nel ruolo degli storici dell'arte ma degli spettatori attratti da ciò che vediamo. Ne percepiamo le distanze o le prossimità col nostro tempo, ne intuiamo le segrete affinità con la nostra vita. Come è possibile che qualcosa fatto secoli o millenni fa possa essere nostro contemporaneo, oppure che un'opera eseguita oggi ci appaia priva di interesse? Il critico ha tra i suoi compiti anche quello di essere colui che mette alla prova questo paradosso. Studia il modo di "sentire" l'arte in rapporto a noi. E ci fa capire come il nostro sguardo ha il potere di dare una durata all'arte sia del passato sia del presente... Dalla Introduzione: «La critica, paradossalmente, è sempre relativa ma anche necessaria, soggettiva ma assoluta. La sua necessità è testimoniata dal fatto di calarsi dentro un tempo storico che chiede di essere "scoperto" in ciò che lo rappresenta; la sua assolutezza emerge nella responsabilità davanti alla tavola dei valori sulla quale si fonda l'onestà e la verità (sia pure parziale) del suo giudizio. Infine, per non lasciar niente in sospeso, Baudelaire da poeta e amante delle Muse, pone al vertice di ogni possibile attività critica quella "che riesce dilettosa e poetica; non una critica fredda e algebrica, che, col pretesto di tutto spiegare, non sente né odio né amore, e si spoglia deliberatamente di ogni traccia di temperamento". Militanza come passione e ricerca della verità dell'arte, ma anche forma di scrittura che rende la critica d'arte sorella della prosa letteraria».
2015br. "Se è la costanza quotidiana del lavoro a fornire il nutrimento migliore all'ispirazione di un artista, al punto che Baudelaire non poneva distinzioni tra l'una e l'altra, ancora di più, tale assunto, vale per un critico d'arte. Una singolare forza inventiva sembra davvero scaturire dallo stimolo esterno e dall'applicazione giornaliera, scorrendo le pagine dense del libro di Maurizio Cecchetti, che appaiono frutto di uno sguardo allenato a cogliere, anche negli episodi del presente, gli argomenti estetici che meritano scandaglio e sedimentazione. Partendo da singoli 'prelievi istologici', come l'autore stesso li chiama, il testo riesce a dispiegare precise e illuminanti analisi intorno a quelle che possono definirsi le patologie ricorrenti nell'arte, contemporanea e non. Maurizio Cecchetti traccia il percorso dei sintomi, ne insegue le abitudini e riesce a stanare i tic nervosi del sistema artistico, senza la pretesa di impartire terapie o prescrizioni, ma offrendo un vasto corredo interpretativo del fenomeno. Un episodio di cronaca, che vede protagoniste l'installazione di un artista di grido e un'anziana signora addetta alle pulizie del museo, può costituire il termometro più semplice ed eloquente di un distacco, di una mutazione genetica in atto. Il sottotitolo parla non a caso di schizofrenie e di certo una scissione è avvenuta da tempo tra la liturgia delle arti visive e l'attuale 'Urbi et orbi'." (Massimo Pulini)
2018ill., br. Ogni volta che varco la soglia di un museo o mi reco a una mostra ho come l'impressione di compiere un rito sacro, mi predispongo come chi sta aspettando un segno che lo metta sulla strada giusta, che gli apra, per così dire, gli occhi. 'Aiutami a vedere', dico rivolgendomi all'immaginario genio dello sguardo, che per lo più tace e si fa desiderare. È una sorta di invocazione per predispormi a ciò che ogni critico d'arte dovrebbe essere capace di fare: saper vedere. Le pagine che formano questo libro dunque sono state scritte giorno per giorno viaggiando da un museo all'altro per registrare, come un cronista, il fatto, o l'evento come s'usa dire oggi. Evento è, infatti, la parola magica che fa roteare i bulbi oculari ai direttori di giornale che da giornalisti subito si trasformano in slot machine che contano quanto rendono le pagine a pagamento vendute come pubblicità alla grande occasione dell'ennesima mostra d'arte accalappia turisti. È il denaro che impone l'opera d'arte sulla scena del mondo e il suo valore non è più legato alla qualità estetica e spirituale dell'opera, ma al suo indice 'borsistico'. (...) Pedinamenti. Che titolo bizzarro per un libro di critica d'arte. La parola, nel migliore dei casi, evoca infatti qualcuno che insegue qualcosa e osserva senza farsi notare. Amo pensare che i pedinamenti più fruttuosi siano quelli che muovono all'oscuro della meta e finiscono in vicoli ciechi. Perché seguire le orme o i segni che l'artista ci lascia impone al critico di avere almeno tanta immaginazione quanta teoria.