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2022ill.
2021br. Nel suo libro, il prof. Roberto de Mattei ci offre una ricostruzione storica degli eventi relativi all'origine e alla diffusione del virus SARS-CoV.2. Lo storico conferma la tesi su cui convergono gli studi scientifici più recenti: il virus è stato costruito in Cina, e indipendentemente dalle modalità della sua "fuga" dal laboratorio, ha tutte le potenzialità e le caratteristiche per essere utilizzato come arma biologica.
2016br. Se redigere la Guida di Trento è stato un atto dovuto, essendovi nato, per questa di Bolzano è un atto d'amore, una concessione all'immaginazione, ai sapori di una città rimasta per lo più medioevale: stretti vicoli, guglie che si lanciano verso l'alto - concorrenti silenziose delle dirimpettaie cime dolomitiche -, meandri delle vie, lucernari che illuminano scale che nascono dalla notte per perdersi nel giorno, pianerottoli, portici, slarghi che sembrano corti dei miracoli, incavi e scantinati. Mai come in questa città, nel suo centro storico, il desiderio del perdersi, del girovagare, dell'esercizio dello scoprire date incise, lacerti di affreschi, frammenti di sculture, tracce di storie, è così forte, impulsivo, difficile da tacitare, facile da assecondare. Città trilingue, tedesco, italiano e ladino quest'ultimo si sente sussurrare qui assai raramente -, è un luogo dove ci si sente a casa, dove i nostri pensieri più labirintici ed inconsci trovano la cornice giusta per fluire accompagnati da musiche spumeggianti. Lasciamoci quindi sedurre da questa Bolzano.
2017ill., br.
2021ill., br. Alla fine della Seconda guerra mondiale l'esodo giuliano e dalmata svuotò le terre dell'estremo nordest - passate all'amministrazione e poi alla sovranità jugoslava - della loro popolazione italiana, o italianizzata. Nella neonata Repubblica, in cui gran parte di quegli italiani si reinsediò, alcune città mostravano, più di altre, i segni del passato conflitto: fra esse Livorno, ingombra di macerie e con tanti spazi requisiti, fino al 1947, dai militari alleati. Diversamente da Lucca, Massa o Carrara, nel comune labronico non ci fu posto per campi profughi (ne sorsero, tuttavia, nelle vicinanze). Ma se pochi esuli si fermarono a Livorno, molti vi transitarono in cerca di lavoro o in attesa di una nave. Costruito su fonti archivistiche e spogli di stampa, questo piccolo volume ricostruisce i vari livelli dell'assistenza pubblica e l'auto-organizzazione dei profughi, sotto la guida dei loro corregionali da tempo residenti in città; offre qualche dato sui posti di lavoro conservati o ritrovati; illustra progetti riusciti e non riusciti d'insediamento abitativo; tratteggia le reazioni dei livornesi - fra orientamento dei partiti e condotta degli enti locali, passioni rosse e vibrazioni risorgimentali - all'arrivo di persone perlopiù disoccupate e bisognose, nonché animate da sentimenti politici diversi da quelli prevalenti in zona.
2022brossura
1995ill.
2014ill., br. È il racconto garbato ed ironico della Spezia di ieri e di oggi, in cui compare la città, come gli spezzini l'hanno sempre conosciuta, con alcuni dei luoghi più amati e frequentati a fare da sfondo: il molo, i giardini, la stazione, le botteghe, i cinema e i teatri, come l'ormai perduto Monteverdi; animati da personaggi singolari e tipi bizzarri, che spesso si fanno ricordare per alcune spassose e immediate battute in dialetto. "Si parla di mugugno, frasi biascicate a denti stretti da personaggi che nei bar venivano classificati come 'cavalli' o 'grandi macchie'. Quando era la spezzinità, lo spirito che animava la poesia di Ubaldo Mazzini, a farla da padrona. Una miscela esplosiva di sarcasmo, autoironia, cazzeggio, cattiveria, improvvisazione e velocità di lingua." (D. Vergassola) Un omaggio divertente e affettuoso alla città ed ai suoi abitanti, dunque. "Pennellate di spezzinità" incorniciate in quadretti lievi ed umoristici, ai quali aggiungono un tocco artistico e "d'antan" una serie di fotografie d'epoca della città, in una veste accurata ed elegante.
2022br. Non semplicemente la "marcia su Roma" (sotto una pioggia torrenziale), ma piuttosto la "presa di potere" da parte di Mussolini. Un processo durato tre anni, e quasi partendo da zero: il giorno in cui vennero fondati i Fasci di combattimento non c'erano, nella sede milanese dell'Alleanza industriale e commerciale di piazza San Sepolcro, che un centinaio di persone (tra cui nove donne). E tre anni dopo, dietro i 25.000 della marcia, i seguaci del duce erano più di 250.000. Come era potuto accadere? Una storia che si fa chiara solo partendo dal principio, e con il metodo adottato da Giorgio Dell'Arti per far sì che alla fine tutto sia chiarissimo: un signore immaginario finge di non saper nulla (lo stesso Dell'Arti) e bersaglia di domande un altro signore, sempre immaginario, che finge di saper tutto. Sempre Dell'Arti.
2014br. Li hanno chiamati "i ragazzi della Quarta sponda". Sono i 13mila giovani dai 4 ai 12 anni, figli di coloni italiani in Tripolitania e Cirenaica che il regime fascista volle gratificare con una vacanza al mare nelle colonie sull'Adriatico. Ma il loro rientro in Italia coincise con lo scoppio della guerra. Giovanni Della Cuna era uno di loro.
2011br. Ancora nel Settecento del Tibet - il 'Paese delle nevi' - si avevano notizie assai approssimative: l'Enciclopédie di Diderot e D'Alembert parla di un vasto territorio asiatico assai poco conosciuto. Nella geografia immaginaria dell'uomo del Medioevo queste contrade erano un mondo di esseri favolosi, di antiche credenze, ed anche Marco Polo, descrivendo la provincia di Tenduc, vi situa non solo il regno dei successori del Prete Gianni, la cui leggenda alimentava negli Occidentali speranze escatologiche, ma anche il paese di Gog e di Magog. Nel 1703 la Congregazione di Propaganda Fide decreta lo stabilimento di una nuova missione in 'direzione delle sorgenti del Gange verso il regno del Tibet'. Nell'autunno 1712 Francesco Orazio da Pennabilli, prendeva la strada di Lhasa dove giungeva il 1° ottobre 1716. Questa edizione della "Breve notizia del Regno del Thibet", si basa sul manoscritto originale conservato presso le Archives di Mentes-la-Jolie.
2013ill., ril. Il "Manuale del volontario in archeologia" è uno strumento sia per l'archeologo alle prime armi che per l'appassionato di gite fuori porta poiché raccoglie una serie di informazioni utili all'avvicinamento al mondo dell'archeologia, alla tutela dei beni archeologici, alle attività sui materiali e al riconoscimento dei reperti. Il Gruppo Archeologico Torinese, che dal 1983 si occupa di divulgare questa disciplina sul territorio piemontese, ha realizzato un testo che risponde alle più svariate esigenze grazie a una tipologia di lettura a più livelli, senza tralasciare la semplicità, la chiarezza e soprattutto proponendo al lettore un libro che possa essere consultato in ogni momento, anche durante l'attività sul campo. Tra gli argomenti trattati non mancano riferimenti alla fotografia aerea, alla ricognizione, agli strumenti di scavo, all'archeologia subacquea, ai supporti informatici, all'archeometria e all'archeologia sperimentale.
2010br. Nel mondo d'oggi il denaro sembra la principale misura del valore individuale e l'elemento centrale della vita politica e sociale. Ma non si tratta certo di un fenomeno esclusivamente contemporaneo, perché la ricchezza è da sempre al centro delle riflessioni e delle preoccupazioni umane, dalla più lontana antichità ai nostri giorni. Proprio attraverso il dialogo con i testi antichi, sette protagonisti della cultura odierna si interrogano sul denaro nei suoi infiniti e conflittuali aspetti. Una panoramica che va dall'Antico Testamento a Omero, da Platone a Petronio, da Aristotele ad Agostino, e rivela come idee così remote e apparentemente estranee possano racchiudere una morale attualissima, che può aiutare a leggere la crisi globale. Rivolgersi ai classici diventa così un modo per comprendere le ambiguità del presente e per ritrovare l'etica economica perduta.
2022ill., br. Un po' di storia, dalle origini ai nostri giorni.
2022ill., br.
2022ill., br. Popoli di barbari o genti civilizzate? Selvaggi ignoranti o guerrieri spaventosi? A lungo i Celti sono stati oggetto di un enorme interesse così come di congetture e fraintendimenti. Furono loro a dominare l'Europa centro-occidentale prima dei Vichinghi, degli Anglosassoni e dell'Impero romano. Ma chi erano veramente? E come è cambiata la nostra idea su di loro nel corso della storia? Suddiviso per temi, "I Celti" esamina tutti gli aspetti della loro cultura, dalla religione alla società, dai miti e le leggende alla guerra, fino all'espansione e al declino in Europa. Con 180 tra immagini a colori e in bianco e nero, e mappe e fotografie di reperti storici.
2021br. In questo libro di memorie, Frederick Douglass, uno dei principali portavoce della sua comunità, ci racconta la violenza, la depravazione e la tragedia di uno schiavo afroamericano. Un trattato abolizionista dall'incredibile potenza narrativa. Scritto da Frederick Douglass, schiavo nero fuggito dalla sua condizione umiliante, "Uno schiavo americano. Resoconto di una vita" è un libro di memorie del 1845, nonché un vibrante e antiretorico trattato abolizionista. Considerato il più famoso e suggestivo di una serie di autobiografie e racconti scritti da ex schiavi in quel periodo, il volume, con la sua forza espressiva che non declina mai su un registro di facile emotività, crea una sensazione di nausea fisica nei confronti della schiavitù, descrive in dettaglio gli eventi della vita travagliata dell'autore ed è ancora oggi considerato una delle opere più influenti della letteratura americana quanto alla storia e alle problematiche dell'abolizionismo.
2020ill., ril. Antonio Draghi - Pasquale Di Gennaro. Un grande ufficiale, un grande presidente, un grande amico Diego Mazzetto - Aspetti di vita della comunità di Campoverardo dai documenti dell'archivio parrocchiale Gianni Caravello - Il convento di San Michele di Mirano Sara Grinzato - Il ciclo di affreschi della "villa Widmann" a Mira: per un recupero della memoria dei Serbelloni Giampaolo Zampieri - Unione e continuità tra Venezia e la Riviera del Brenta. Elementi devozionali a Dolo: San Rocco e la Madonna della Salute Enrico Moro - Amos Scorzon. Vignettista di guerra, pittore di pace Massimo Benetollo - Antonio Draghi - Una rara icona mariana nella chiesa parrocchiale di Peraga Loris Vedovato - L'Accademia di disegno Farsetti - Un progetto (non realizzato) di Charles Louis Clérisseau Mario Canato - La "fabbrica" del Dolo: la costruzione di un paesaggio in movimento Vittorio Pampagnin - Modi di dire: Perdere la Trebisonda Recensione del libro di Antonio Foscari - "Vivere con Palladio nel Cinquecento" Elena Romanin: Foto in copertina. Il giardino di Villa Breda di Ponte di Brenta.